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storie e contro-storie della seconda guerra mondiale. La Romagna in guerra.

22 febbraio 1943: news

war-News

Situazione militare
(comunicato ufficiale rilasciato in pubblicazioni dell’epoca)
.

FRONTE ORIENTALE.
Nel Caucaso attacchi sovietici nel Kuban; nella zona di del Donetz, nella regione fra il Donetz ed il Dnieper, ad occidente e a nord-est di Orel proseguono aspri i combattimenti. Attacco aereo a Murmask.

FRONTE LIBICO E MEDITERRANEO.
Nell’Atlantico e nel Mediterraneo 163mila tonnellate di naviglio mercantile nemico affondate, nonchè una corvetta, una nave di scorta, una nave vedetta e 4 velieri.

FRONTE NORD-OCCIDENTALE.
In occidente incursioni aeree inglesi sulla Germania occidentale.

FRONTE del PACIFICO.
nessuna notizia di rilievo pervenuta in data odierna

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bollettino 1003: 22 febbraio 1943

In Tunisia le forze dell’Asse hanno conquistato nel settore centrale altre posizioni. Alcune decine di carri armati risultano distrutte; sono stati presi numerosi prigionieri.

L’aviazione italo – germanica ha intensamente agito sulle retrovie av­versarie ed abbattuto in combattimento tre aerei; un altro apparecchio e stato distrutto dalle artiglierie contraeree. Dalle operazioni degli ultimi due giorni tre nostri velivoli non hanno fatto ritorno.

Su varie località della Sicilia, della Calabria e del Salernitano aerei nemici hanno ieri sganciato bombe; un treno ospedale tra Gabella e Strongoli (Catanzaro) ed altri convogli ferroviari e stazioni sono stati pure mitragliati: segnalati complessivamente un morto e 11 feriti, danni non rilevanti.

Dal tiro delle batterie della difesa venivano abbattuti 4 velivoli: 3 su Trapani, caduti uno nei pressi di Villa Nasi, uno presso Levanzo e uno a levante di Favignana; uno a Catanzaro Marina, inabissatosi in mare in vicinanza della costa.

Questa notte nostri aerosiluranti hanno attaccato un convoglio ne­mico, a nord della costa algerina, affondando un piroscafo e colpen­do con siluro altri due mercantili.

In Tunisia battaglia notturna di fronte a Thala. Le perdite sono alte su entrambi i lati. Sentendo l’arrivo di rinforzi dalla 6a Divisione corazzata britannica, e un reggimento di artiglieria americano, guidato dal generale Irwin di Oran, Rommel rinuncia a lanciare la sua armata contro Sbiba e Thala e le sue truppe si ritirarano in seguito, nel pomeriggio.

Continuazione del contrattacco tedesco a sud del fronte.
Lancio di un’offensiva sovietica nel settore Orel-Brjansk.
Al centro del fronte, i sovietici stanno aumentando la loro pressione per riprendere Rjev, nonostante la carenza di munizioni e rifornimenti di carburante. Un’unità sovietica arriva a circa venti chilometri dal quartier generale di von Manstein.


una verità sulla storia ufficiale

ovvero: una verità sul Sancta Sanctorum della storia del 1945.

Nel 1947, Trevor-Roper pubblicò The Last Days of Hitler: il libro al quale la storia ufficiale si vuole a tutti i costi riferire, usando le prove raccolte che a suo tempo portarono a compimento le indagini britanniche sulla morte di Hitler e dove Trevor-Roper concluse che Hitler ed Eva Braun si suicidarono nel Führerbunker il 30 aprile 1945, sparandosi, e con Eva avvelenata, poi i loro corpi bruciati nel giardino della cancelleria del Reich con 200 litri di benzina.
Le prove analizzate da Trevor-Roper furono principalmente basate su testimoni oculari (le cui limitazioni son conosciute) in unione a prove documentali, come le ultima volontà di Hitler ed infine il suo testamento.

Nelle edizioni successive, Trevor-Roper urlò la sua frustrazione nei confronti dei sovietici per avergli negato l’accesso ai prigionieri di guerra e ad altre prove circostanziali credute decisive.

A seguito del rilascio di importanti testimoni oculari dalle prigioni sovietiche negli anni ’50, Trevor-Roper aggiornò il suo libro per includere nuove testimonianze, che, si rivelarono d’accordo con le sue conclusioni iniziali.
Nel 1947, anche il tenente colonnello Byford-Jones pubblicò la sua prospettiva sulle indagini su Hitler. Quest’ultimo ebbe però un coinvolgimento limitato nelle indagini britanniche e alle informazioni ostacolate a causa delle restrizioni imposte dall’intelligence dell’epoca.
Tuttavia, il libro è utile per dimostrare le divergenze di alcuni individui riguardo le prove ottenute dall’intelligence britannica (Byford-Jones, in contraddizione con Trevor-Roper, mise in discussione l’autenticità del certificato di matrimonio di Hitler) e le prime tensioni della Guerra Fredda a Berlino che coincisero con il periodo delle indagini britanniche. Chi respirò quell’aria ricorda battibecchi continui sulla veridicità e sull’attendibilità delle prove esibite. Tuttociò continuò a verificarsi negli anni a seguire e senza sosta, sebbene non fosse apparsa ancora alcuna prova a sostegno di una tesi o del suo opposto.

Il libro di Trevor-Roper fu immediatamente e fortemente criticato anche dall’ex capo dell’intelligence americana ufficiale a Berlino, W.F. Heimlich, che concluse usando la testimonianza del testimone oculare che Hitler fu addirittura assassinato dai suoi dottori, secondo gli ordini di Himmler.
Egli sostenne che Trevor-Roper ignorò volutamente le prove cruciali, ne affrettò l’indagine, ostentò il mostrare un cadavere falso e proclamò conclusioni preconcette. Gli argomenti di Heimlich furono poi respinti dagli storici dell’epoca, si pensò, forse ad una questione di orgoglio ferito e soprattutto alla palese mancanza di consultazione di Trevor-Roper coi colleghi americani con i quali c’era sempre una strana competizione.
La teoria secondo cui Trevor-Roper arrivò a conclusioni preconcette fu sostenuta anche da autori come Peter Levenda. Levenda sostenne che Trevor-Roper fu nominato a guidare le indagini di Hitler da Dick White (futuro capo dell’MI6 (Secret Intelligence Service)) perché come storico sarebbe stato poi in grado di manipolare le prove per contrastare le affermazioni sovietiche sulla sopravvivenza di Hitler, trascurando quindi le prove che indicavano il sospetto della fuga di Hitler. Argomento che ricorda un po’ il segreto di Pulcinella: dove tutti lo conoscono ma nessuno ne parla apertamente.
Tuttavia, gli storici non avevano ancora analizzato i file dell’MI5 (Servizio di sicurezza) e quelli recentemente declassificati contenenti la corrispondenza tra White e Trevor-Roper in merito alle implicazioni del libro di Trevor-Roper.
Corrispondenza che occupò un periodo di tempo piuttosto lungo, facendo subire alla bozza del libro revisioni su revisioni e approvazioni che oscillarono tra Washington e Londra.
Ciò forse chiarirà se le considerazioni politiche offuscarono la possibilità di stabilire la verità sulla morte o non morte di Hitler.
Probabilmente, in quei giorni, l’imperativo più alto era quello di contrastare i sovietici che stabilire una verità così oscura; tanto più che i testimoni-chiave erano in mano russa e non c’era verso di poter ottenere rapporti veritieri sugli interrogatori. A tal proposito, occore notare come Mosca mantenne sempre un silenzio pressochè ufficiale sulla questione. I sovietici rilasciarono le prove gradualmente (com’era prevedibile); solo nel 1965 un membro dello SMERSH (l’agenzia sovietica di controspionaggio) mise in dubbio le conclusioni di Trevor-Roper sostenendo che un’autopsia sovietica sul corpo di Hitler mostrò che Hitler era morto solo per avvelenamento da cianuro. Poi verrà rivelato che non era vero nemmeno quello. Nel frattempo, l’ho scritto già, i russi si prodigarono a redigere per Stalin il famoso Dossier Hitler che subì a sua volta una serie infinita di revisioni prima di diventare definitivo.
Ciò permise a Reidar Sognnaes di confrontare l’autopsia con le prove degli archivi americani, come i rapporti dei medici e dei dentisti di Hitler che, – sostenne Sognnaes – dimostravano che il corpo analizzato nell’autopsia era effettivamente Hitler. Alcuni autori occidentali come James O’Donnell riconobbero i risultati dell’autopsia e la testimonianza combinata di testimoni oculari per concludere che Hitler contemporaneamente prese cianuro e poi si sparò. Questa, dopo lunghissimi dibattimenti, fu la versione ufficiale varata.

continua


21 febbraio 1943: news

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Situazione militare
(comunicato ufficiale rilasciato in pubblicazioni dell’epoca)
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FRONTE ORIENTALE.
In Russia attacchi sovietici nel Kuban, a sud di Orel, nella zona di Rjew, a sud del lago Ilmen,  a sud del Ladoga, e davanti a Leningrado.

FRONTE LIBICO E MEDITERRANEO.
In Tunisia combattimenti nella zona sud-occidentale.

FRONTE NORD-OCCIDENTALE.
nessuna notizia di rilievo pervenuta in data odierna

FRONTE del PACIFICO.
nessuna notizia di rilievo pervenuta in data odierna


bollettino 1002: 21 febbraio 1943

Nel settore meridionale del fronte tunisino si è svolto un combatti­mento fra carri armati nel quale nostre unità corazzate, appoggiate dall’aviazione, con immediato contrattacco hanno frustrato l’azione nemica.

Nostri velivoli si sono portati su Tripoli di Siria e Beirut bombar­dando, depositi e raffinerie di petrolio.

Aerei avversari hanno sganciato bombe su Napoli causando danni non gravi ad edifici civili: tra la popolazione sono stati finora ac­certati 119 morti e 332 feriti.

Altra incursione ha avuto luogo su Palermo: pochi feriti. Quattro dei velivoli attaccanti, colpiti dal tiro delle artiglierie contraeree ita­liane e germaniche, precipitavano: due in mare, uno a 11 km. da Palermo ed il quarto in località Brancaccio.

Inoltre sono state sganciate alcune bombe in Calabria sulle località Amantea, Gioia Tauro e Cittanova. Alcune vittime tra la popola­zione civile.

Due aerei risultano pure distrutti dalle batterie della difesa mentre sorvolavano Porto Empedocle.

A nord-ovest di Tebessa, la decima Panzerdivision continua ad avanzare verso Thala prima di essere fermata, in serata, dai veicoli corazzati britannici a circa 5 chilometri a sud della città. A est di Tebessa, la prima divisione corazzata statunitense respinge un attacco di diversione della 15a Panzerdivision. La progressione della 21a Panzerdivision verso Sbiba è bloccata.

In Atlantico, il convoglio ON-166 viene attaccato per cinque giorni da U-Boot perdendo 14 navi, e 85.000 tonnellate. La scorta affonda uno degli U-Boot.

Operazione Cleanslate: Partenza da Guadalcanal di un primo gruppo d’assalto della quarta divisione americana del Generale Hester per l’invasione delle Isole Russell nelle Isole Salomone. Le isole Pavuvu e Banika sono occupate senza resistenza. Entro la fine del mese, circa 9000 americani occuperanno le isole.


20 febbraio 1943: news

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Situazione militare
(comunicato ufficiale rilasciato in pubblicazioni dell’epoca)
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FRONTE ORIENTALE.
Combattimenti nel settore della testa di ponte del Kuban, fra il Mar d’Azov e la zona a sud di Orel, nella regione del Donetz e nel settore settentrionale.

FRONTE LIBICO E MEDITERRANEO.
In Tunisia Gafsa e Sbeitla occupate dagli italo-tedeschi.

FRONTE NORD-OCCIDENTALE.
Incursioni aeree inglesi sulla Germania nord-occidentale ed occidentale.

FRONTE del PACIFICO.
Nel Pacifico attività di forze navali ed aeree nipponiche nelle acque delle isole Salomone.


bollettino 1001: 20 febbraio 1943

 

 

 

 

 

In Tunisia attività di reparti esploranti. Le pessime condizioni atmo­sferiche hanno ostacolato le operazioni aeree.

Un nostro velivolo non è ritornato alla base.

Nel Mediterraneo occidentale, all’alba del 18, un nostro sommergi­bile ha attaccato e colpito con siluro un piroscafo navigante in con­voglio.

In Tunisia le truppe alleate contengono i tedeschi a Sbiba.
Gli attacchi contro il Passo di Kasserine sono inizialmente contenuti prima che l’attacco congiunto di elementi della 15a e della 10a Panzerdivisione trafigga le linee Alleate. La 26a Brigata corazzata britannica viene inviata come rinforzo per cercare di tappare la breccia, ma i tedeschi avanzano comunque circa quindici chilometri verso Thala.

Il generale inglese Alexander è nominato alla testa del 18 ° gruppo di eserciti.

Nel settore Kharkov, le truppe sovietiche raggiungono Pavlograd, che conquistano, e Krasnograd, dove iniziano i feroci combattimenti.
Il saliente creato dall’offensiva sovietica è contenuto su entrambi i fianchi dalle grandi truppe tedesche.


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