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storie e contro-storie della seconda guerra mondiale. La Romagna in guerra.

23 ottobre 1942: news

war-News

Situazione militare
(comunicato ufficiale rilasciato in pubblicazioni dell’epoca)
.

FRONTE ORIENTALE.
Malgrado il cattivo tempo prosegue la lotta nel Caucaso, a Stalingrado, sul fronte del Don, nel settore centrale e settentrionale del fronte orientale.

FRONTE LIBICO E MEDITERRANEO.
Violenti combattimenti aerei in Egitto. 13 apparecchi abbattuti.
Bombardamento aereo di Malta.

FRONTE NORD-OCCIDENTALE.
Incursione aerea inglese sulla Germania e in Italia su Torino e Genova. Attacco aereo tedesco sulla costa meridionale e sud-occidentale dell’Inghilterra.

FRONTE del PACIFICO.
Sbarco nipponico nelle isole Russei (Salomone).

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bollettino 880: 23 ottobre 1942

 

Nella giornata di ieri le opposte aviazioni hanno ancora duramente combattuto nel cielo egiziano e nuovi successi sono stati conseguiti dai cacciatori dell’Asse: risultano abbattuti 20 velivoli britannici, dei quali 5 dalla caccia italiana, 10 da quella germanica, 5 dalle batterie contraeree. Tutti i nostri apparecchi ritornavano alle basi.

Sul fronte terrestre, particolare attività esplorativa nel settore set­tentrionale.

Nostri bombardieri in picchiata hanno continuato le operazioni su­gli aeroporti di Malta.

La notte scorsa, il nemico ha compiuto incursioni sulle città di To­rino e Genova: a Torino, piccoli incendi prontamente domati; a Genova, l’attacco nemico effettuato da più ondate di aerei con lancio di bombe dirompenti ed incendiarie, ha assunto notevoli proporzioni causando danni rilevanti a fabbricati civili. E’ in corso l’accertamento del numero delle vittime. Il contegno della popolazione é stato esemplare.

Due apparecchi nemici sono stati abbattuti dalla difesa contraerea.

Il vice di Eisenhower, il generale inglese Clark, arriva in Algeria a bordo del sottomarino Seraph di contattare il Maast generale che rappresenta favorevoli ufficiali francesi a sbarco degli alleati e con il Console Generale degli Stati Uniti Murphy. Durante l’incontro, che si svolge a Cherchell, Maast assicura a Clark e Murphy che i distaccamenti francesi sotto il generale Giraud sono pronti a sostenere le forze alleate.

In Egitto, inizio della seconda battaglia di El-Alamein.
Alle 21:30, l’offensiva di Montgomery è iniziata con un violento attacco di artiglieria.
È stato accuratamente preparato a confondere il nemico riguardo ai diversi obiettivi dell’operazione.
L’attacco principale, pianificato nel settore settentrionale, inizia a 22 ore.
Si è affidato al corpo 30 e divisioni corazzate del 10 ° Corpo, che sono a carico, rispettivamente, di rompere i campi minati e le posizioni di fanteria nemica e prevenire contro l’attacco, mentre il resto delle truppe copre il campo per allargare il cerchio.
L’obiettivo finale è distruggere i veicoli corazzati tedeschi che cercheranno di tappare la breccia. Il tredicesimo corpo è accusato di attacchi diversivi.
La superiorità è nel campo britannico, è dell’ordine di 2 a 1 per carri armati, pistole e truppe. Le unità dell’Asse sono carenti. A causa della mancanza di carburante, il gruppo blindato doveva essere diviso in due gruppi. Anche le unità tedesche e italiane sono disperse e non hanno un fronte omogeneo.
Le forze dell’Asse vengono colte di sorpresa, mentre Rommel in Germania viene sostituito dal Generale Stumme.
I primi attacchi sono contro le posizioni della 164a divisione tedesca e della divisione italiana Trento, che sono supportate dalla divisione Littorio e dalla 15a Panzerdivision. Le truppe britanniche che attaccano il sud contengono la ventunesima Panzerdivision sulle sue posizioni. I progressi britannici, ma non riescono a rispettare la scadenza per l’attraversamento del campo minato.

In Birmania, la maggior parte delle truppe britanniche avanzano verso Bazaar di Cox e l’avanguardia raggiunge Buthidaung. Si impegnano nella lotta con i giapponesi che si ritirano da Akyab. Ma dopo un breve impegno, i giapponesi riescono a mantenere le loro posizioni.


22 ottobre 1942: news

war-News

Situazione militare
(comunicato ufficiale rilasciato in pubblicazioni dell’epoca)
.

FRONTE ORIENTALE.
Nel Caucaso occidentale avanzata germanica malgrado le piogge torrenziali. A sud del Terek combattimenti locali.
La battaglia di Stalingrado continua. A nord della città attacchi sovietici di alleggerimento respinti.

FRONTE LIBICO E MEDITERRANEO.
Il numero di apparecchi nemici abbattuti nella battaglia aerea sono stati 44 da parte degli italiani e 11 da parte dei tedeschi; 6 dalla contraerea. Nella giornata del 21 altri dodici apparecchi nemici abbattuti contro i 12 perduti dall’Asse.

FRONTE NORD-OCCIDENTALE.
Incursione aerea inglese sulla Francia occidentale, ad ovest di Brest e sulla parte meridionale dei territori occupati.
4 apparecchi inglesi abbattuti. Attacco aereo germanico sull’Inghilterra sud-occidentale e orientale.

FRONTE del PACIFICO.
Continua ancora la battaglia nelle Isole Salomone.


situazione del 1942. commenti

Guardando la successione degli eventi bellici del 1942 già a settembre si possono intravedere i segnali della inevitabile disfatta tedesca.
Il fatto stesso che il Gruppo A non avesse il carburante per coprire i restanti 60 Km dai pozzi di Baku (nel Caucaso) la diceva lunga sulla situazione-risorse della Germania, a questo punto del conflitto.
Il Gruppo B (quello su Stalingrado) è stato quello che sul fronte orientale ha toccato con mano, forse per primo, il problema di carenze di rifornimento della Wehrmacht.
Appena a fine estate era giunta la notizia che i soldati NON avrebbero ricevuto le divise invernali programmate. Un’avvisaglia pratica della situazione economica già critica a fine ’42.
Il Fronte orientale era stato concepito sotto la luce di una nuova Blietzkrieg; come un affare solo estivo e di breve durata. Questa presuntuosa ed errata stima tedesca era figlia di una interpretazione del problema di superare poche forze, mal addestrate e rinunciatarie, offerta dall’Abwehr, che al tempo fu incaricata di calcolare la possibile resistenza russa, secondo i tedeschi, compromessa da un’atavica impreparazione bellica.
Le cose però non stavano proprio così.
Persino l’aviazione sovietica, che fino a quel momento non era stata incisiva, se non per qualche sporadico bombardamento sulla Prussia orientale, dopo essere stata liberata dagli impegni su Mosca, riuscì a contrastare efficacemente i tedeschi sulle basi a 80/150 Km da Stalingrado impedendone i rifornimenti necessari.
Decisivo fu lo sforzo del popolo sovietico nel produrre caccia di nuova generazione (vedi il Fronte aereo) ed importantissimi furono anche gli aiuti forniti dagli Alleati attraverso il porti di Arcangelo e Murmansk.
Per inciso, scrivo che quegli aiuti avrebbero resuscitato un morto; se poi si aggiunge l’aspetto che un popolo, che dalle industrie negli Urali, fornì una quantità tale da raggiungere in breve il record di produzione mai raggiunto dai russi, si può comprendere il divario che separava i sovietici dalle forze di invasione già dal 1942 .
Anche la Marina sovietica, che fino a quel momento non aveva rappresentato che una forza di supporto, sul Mar Nero rappresentò un ostacolo decisivo per le armate dell’Asse.
Quello che certi storici definirono il lento logoramento dell’esercito tedesco, tanto leggero non fu affatto.
Perdere prima 1500, poi 2000 soldati al giorno, era di fatto un’ecatombe che avrebbe condotto prevedibilmente alla disfatta.
Non si capisce come ciò sia stato reso possibile e reiterato per tanti mesi. Anche se l’importanza politica di una vittoria era giudicata imprescindibile, dopo 2 mesi di fronte orientale a questi ritmi era possibile fare una proiezione sicura della situazione bellica di settembre e che sarebbe diventata poi esponenziale, per inerzia, nei mesi successivi.
Sul fronte africano ancora una volta la questione-rifornimenti era estremamente scottante. L’impegno delle forze navali inglesi nel contrastare gli aiuti italiani e germanici fu sempre a loro favore. Da Malta e in tutto il Mediterraneo la Royal Navy dettò legge fino allo sfinimento. La strategia di Rommel dovette soccombere nell’attimo in cui iniziarono i rifornimenti americani. Gli inglesi, che fino a quel momento avevano collezionato una serie infinita di sconfitte, si videro piovere in casa una quantità imbarazzante di aiuti tale da risollevare prima e rovesciare poi le sorti di un conflitto. Una iniezione di carri armati, semoventi di ogni genere, munizioni e viveri che avrebbe fatto vincere anche il Lussemburgo se attaccato dalla Russia. Si pensi ad un esercito, costretto da mesi a indietreggiamenti e ritirate continue, che ad un attimo dal soffocamento viene offerta una boccata di puro ossigeno ed un’iniezione di adrenalina di inestimabile efficacia. Per gli inglesi perdere qui sarebbe stato fatale per la guerra. I tedeschi avrebbero potuto raggiungere Suez con tutti i benefici del caso, l’Inghilterra sarebbe caduta invitabilmente in un ridimensionamento inevitabile che l’avrebbe costretta a patteggiare con chiunque. Avrebbe, in primis, perso il petrolio della Libia, poi della Siria. Non si sarebbe avviata l’operazione Torch e l’invasione della Sicilia non si sarebbe potuta svolgere.
Ma i tedeschi non riuscirono nemmeno a conquistare Gibilterra. Un punto chiave, per l’entrata nel bacino del Mediterraneo. Aveva, al proposito, regalato a Franco un mega-cannone per bombardare appunto Gibilterra. Cosa che Franco però, non fece mai.
Si è scritto che Hitler considerò sempre l’Africa un fronte secondario; può darsi che in parte fosse vero, ma di sicuro la cosa coincise con una NON disponibilità germanica di mezzi e di risorse. Perché poter vincere in quel teatro di guerra non l’avrebbe disturbato affatto. Anzi.


bollettino 879: 22 ottobre 1942

 

Nella vittoriosa battaglia aerea del giorno 20 ottobre sul fronte dell’Egitto alla quale hanno partecipato circa 200 apparecchi nemici e altrettanti dell’Asse, sono stati abbattuti 44 velivoli nemici dai cacciatori italiani e 11 da quelli germanici; risultano perduti 11 ap­parecchi dell’Asse. In altre azioni nemiche, abbiamo perduto due aerei, mentre altri 15 venivano più o meno gravemente danneggiati. Ieri l’aviazione italo – tedesca ha nuovamente svolto efficaci azioni contro squadriglie avversari e dirette sul nostro schieramento soste­nendo violenti combattimenti con forti aliquote di caccia: 8 veli­voli britannici sono stati distrutti; 4 altri precipitavano al suolo cen­trati dalle artiglierie contraeree.

Un nostro aeroplano non é ritornato.

Nelle notti sul 20 e sul 21 bombardieri italiani hanno attaccato gli obiettivi, militari di Gibilterra con visibili effetti.

Sono proseguite le azioni, diurne e notturne, di nostre formazioni sull’isola di Malta.

La prima neve cade su Stalingrado.

Nelle Isole Salomone nuovo attacco giapponese al Matanikau.
I giapponesi sono respinti con molte perdite, soprattutto grazie all’efficienza dell’artiglieria americana.

In Nuova Guinea un battaglione della 18a Brigata Australiana si è imbarcato su due cacciatorpediniere ed è sbarcato sull’isola di Goodenough per assicurarsi il controllo della parte settentrionale di Milne Bay. La maggior parte delle truppe giapponesi ha già evacuato l’isola.


21 ottobre 1942: news

war-News

Situazione militare
(comunicato ufficiale rilasciato in pubblicazioni dell’epoca)
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FRONTE ORIENTALE.
Sul fronte orientale cattive condizioni atmosferiche intralciano i combattimenti. Tra il Volga ed il Don attacchi sovietici di alleggerimento respinti.

FRONTE LIBICO E MEDITERRANEO. In Egitto lunga battaglia aerea.

FRONTE NORD-OCCIDENTALE.
Incursioni aeree inglesi sulla Germania settentrionale.

FRONTE del PACIFICO.
nessuna notizia pervenuta in data odierna


bollettino 878: 21 ottobre 1942

 

 

 

In una dura e violenta battaglia combattuta contro poderose formazioni nemiche, l’arma aerea italiana ha riportato nel cielo egiziano un im­portante successo: varie decine di apparecchi risultano finora abbat­tute dalle valorose ed infaticabili squadriglie da caccia, fra le quali si sono particolarmente distinte quelle degli stormi 3° e 4°; altri nu­merosi apparecchi sono stati distrutti in combattimento da aviatori germanici; 6 precipitavano colpiti dalle batterie contraeree. Si stanno precisando le cifre delle perdite avversarie e delle nostre.

Reparti tedeschi da bombardamento hanno continuato le azioni con­tro gli aeroporti di Malta.

Velivoli inglesi hanno sganciato alcune bombe sulla periferia di Ca­tania: non sono segnalati danni.

Il primo convoglio destinato allo sbarco dell’operazione inglese Torch lascia l’Inghilterra.

In URSS la fabbrica di trattori e una suddivisione del settore sono al centro del combattimento ravvicinato. Nella zona della fabbrica di Ottobre Rosso, i tedeschi conquistano un piccolo terreno.

In Atlantico il convoglio SL-125 viene attaccato nel Nord Atlantico da un gruppo di U-Boote.

Nelle Isole Salomone le truppe giapponesi, formate principalmente dalla 2ª divisione di fanteria, sotto gli ordini del generale Maruyama comprendono ora 20.000 uomini. Il piano offensivo del Giappone richiede attacchi simultanei, da nord nell’area tra Lunga e Tenaru e attacchi secondari contro avamposti americani lungo il Matanikau.
I giapponesi non hanno informazioni sul numero e sulla posizione delle truppe nemiche.

Nuova Guinea gli australiani che avanzano sulla pista di Kokoda raggiungono la posizione giapponese principale a Eora.
Il generale MacArthur dà loro l’ordine di accelerare.


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