Archivi del mese: gennaio 2016

war report: 31gen1940

warReport1940Mr. Chamberlain ha fatto un discorso sulla potenza crescente della Gran Bretagna.
I finlandesi riportato diversi successi in una nuova battaglia a Kuhmo, nella parte centrale della Finlandia. Hanno inoltre sostenuto che cinque aerei nemici sono stati abbattuti. Almeno 150 bombe sono state sganciate su Rovaniemi da aerei russi.
L’Ammiragliato britannico ha annunciato che navi militari e aeri hanno distrutto l’U-boot che ha attaccato un convoglio martedì affondando la petroliera britannica Vaclite.
In Gran Bretagna viene pubblicato il Barlow Report sulla “distribuzione della popolazione industriale”, raccomandando la costruzione di nuove città.
In Italia una missione militare segreta britannica ordina 300 caccia Reggiane Re.2000 della Caproni.
(Ad aprile l’intervento tedesco impedirà il piano e i britannici cercheranno di ottenerei i caccia tramite un intermediazione portoghese che fallirà con la dichiarazione di guerra italiana del 10 giugno).
È stato annunciato che il piroscafo britannico Stanburn è stato affondato Lunedi.

Vaclite-oiler

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31 gennaio 1940: news

war-NewsAttività politica e diplomatica.
Si comunica da Tokio che il Ministro degli Esteri, Arita, ha pronunciato un discorso, affermando che:
«la pace internazionale non ha potuto essere mantenuta per varie ragioni; ma in fin dei conti il conflitto è scoppiato perchè talune Nazioni insistono sul mantenimento di status quo irragionevoli ed ingiusti dal punto di vista razziale, religioso e territoriale e adottano una politica esclusivista o abusano delle loro posizioni privilegiate».
Il Ministro degli Esteri di Jugoslavia, Markovic, fa le seguenti dichiarazioni circa l’imminente convegno interbalcanico:
«Il Consiglio dell’Intesa balcanica, che si riunisce a Belgrado il 2 febbraio, nella sua ottava ordinaria sessione annuale, continuerà la sua opera al fine di mantenere la pace e il buon vicinato e di allontanare gli antagonismi. Con tale cura, l’Intesa balcanica manifesta la sua forte decisione di mantenere ferma la sua politica di severa neutralità nel conflitto attuale».
A Londra Chamberlain pronuncia un discorso nel quale ha chiarito il pensiero del Governo britannico in rapporto alla situazione dei neutri.

Attività militare.
In Finlandia le truppe finlandesi respingono attacchi russi sull’istmo di Carelia e a nord del lago Ladoga. L’azione degli aerei sovietici si svolge principalmente sul teatro delle operazioni.
Sul fronte occidentale attività di pattuglie francesi.
Comunicati tedeschi ed inglesi danno notizie contraddittorie circa gli scontri aerei e navali nel Mare del Nord, in particolare per gli episodi notificati ieri e relativi alle navi Giralda, Eston e Vaclite.


war report: 30gen1940

Da Helsinki si afferma che i finlandesi e le batterie antiaeree hanno abbattuto 21 dei 200 bombardieri russi che fecero irruzione in Finlandia lunedì. Una nuova offensiva lanciata dai finlandesi a nord di Kuhmo, contro la 54° divisione russa ha avuto un notevole successo.
Altri raid aerei della Luftwaffe sono stati avvistati sulla costa orientale della Gran Bretagna. Un Heinkel He 111 bombardiere si è avvicinato alla costa dello Northumbrian, è stato abbattuto dalla RAF. Un altro che si stava avvicinando al Firth of Forth è stato neutralizzato. Diverse navi sono state attaccate nella rada di Yarmouth e tre nel Firth of Tay. Gli inglesi della Royal Air Force hanno sorvolato lungo la costa orientale, ma hanno incontrato scarsa visibilità.
warReport1940In Germania nel 7° anniversario del regime nazista, Hitler parla allo Sportpalast a Berlino. Esige il Lebensraum (spazio vitale) per i tedeschi e ridicolizza Chamberlain, Churchill e Daladier. Egli osserva che, da quando “hanno iniziato la guerra, … loro otterranno tutte le guerre che vogliono.” Dichiara inoltre che la prima parte della guerra è stata completata con la distruzione della Polonia. “La seconda parte potrebbe forse iniziare con una guerra di bombe”, ha dichiarato Hitler.
Da Berlino Heydrich ordina più espulsioni di ebrei dal Reich verso Lublin in Polonia orientale. Nel frattempo, Himmler autorizza la deportazione di 30.000 zingari.
In Gran Bretagna viene lanciata oggi una campagna nazionale per utilizzare quasi tutti i 120 milioni di tonn. di rifiuti domestici che vengono depositati ogni anno. Rottami di ferro e acciaio, così come carta da macero, vengono individuati come urgenti.
Parigi ha registrato notevole attività delle unità di contatto (spie), ad ovest della Saar.
Nella stessa regione artiglieria è attualmente in azione dalla mattina.
Un piroscafo britannico ha perso tutto l’equipaggio sulla costa della Scozia. Per ora non si conoscono altri particolari.
I piroscafi britannici Giralda,  Highwave e Bancrest sono stati affondati dai bombardieri della Luftwaffe.
Il piroscafo britannico Eston è dichiarato perso nel mare del Nord.
L’ufficio di guerra britannico ha pubblicato la prima lista delle vittime dell’esercito composto di 758 nomi.
Il sommergibile tedesco U-55 ha affondato la petroliera britannica Vac Lite, parte del convoglio OA-80G, a 50 miglia al largo di Land ‘s End nel sud-ovest dell’Inghilterra.
L’equipaggio di 35 uomini è stato salvato dal piroscafo italiano Pollenzo. L’U-55 ha affondato la nave greca Keramati. Più tardi quel giorno, U-55 è stato individuato e attaccato con bombe di profondità  dal cacciatorpediniere britannico HMS Whitshed e HMS Fowey; in più dal francese Valmy e Guépard e da aerei della RAF (il 228 Squadron della RAF del Sunderland). 41 uomini dell’equipaggio tedesco si sono arresi. Il sommergibile poi si è autoaffondato.
Una torpediniera tedesca sopraggiunta ha identificato il sommergibile tedesco U-15 come un vascello ostile e lo ha speronato a 50 miglia a nord di Wilhelmshaven, in Germania.
L’U-15 è affondato, uccidendo l’intero equipaggio di 25 uomini.
La nave britannica Voreda è stata gravemente danneggiata e arenata vicino a Winterton, in Inghilterra.


30 gennaio 1940: news

Attività politica e diplomatica.
Nel VII anniversario della Rivoluzione nazionalsocialista, Hitler pronunzia al Palazzo dello Sport di Berlino un discorso nel quale ricorda l’opera compiuta dal nazionalsocialismo e polemizza con i suoi avversari.

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Egli conclude con queste parole:
«La Provvidenza ha voluto che il nazionalsocialismo combattesse per tutto il periodo da che venne alla luce. Noi le siamo riconoscenti se la nostra esistenza è una esistenza di lotta. Il nazionalsocialismo ha visto momenti drammatici ma poi sempre sono sopraggiunte meravigliose vittorie. Il compito della Nazione germanica, di questa nazione di ottanta milioni che possiede una eccellente organizzazione e una formidabile fede, è quello di assicurare la propria vittoria. Non può esservi intesa alcuna senza una chiara accettazione e attuazione dei diritti tedeschi. La Germania vivrà e vincerà. All’inizio dell’ottavo anno di regime il popolo tedesco guarda all’avvenire con fede. La Germania non capitolerà».
Si comunica da Budapest che il Conte Csaky, Ministro degli Esteri, ha pronunciato alla Commissione per gli affari esteri della camera un discorso nel quale ha fatto un quadro della situazione politica internazionale, affermando che fondamento della politica estera ungherese sono le strette relazioni di amicizia che legano l’Ungheria all’Italia.

Attività militare.
In Finlandia l’aviazione finlandese bombarda la base navale sovietica di Kronstadt.
Da Londra si comunica che le navi affondate dal nemico, durante la settimana terminata alla mezzanotte del 28 sono state 13 per un totale di 21.101 tonn. e cioè una nave inglese di 2523 tonn., due francesi per 6588 tonn. e dieci neutrali per 20.990 tonnellate.
Al 24 gennaio il numero delle navi alleate scortate dalla flotta inglese in convoglio è stato di 7388 delle quali soltanto 15, pari al 0,2 %, sono andate perdute. Di queste una sola apparteneva ai neutrali.
Fin dal principio della guerra 350 navi mercantili tedesche venivano bloccate nei porti neutrali. Le flotte alleate catturavano 21 navi per un totale di 89mila tonn. e i tedeschi affondavano navi proprie per 23.139 tonnellate.
Oltre alle 13 navi navi affondate durante la settimana, altre 3 navi neutrali ed alleate, per 30.000 tonnellate, sono state affondate negli ultimi tre giorni.
L’Ammiragliato francese pubblica le seguenti cifre sul blocco durante la settimana 21-25 gennaio: navi fermate – 12; merci catturate 21mila tonn.
Dall’inizio della guerra le navi fermate ammontano a 266 e le merci catturate a 502mila tonnellate.
Nel Mare del Nord affondano la petroliera britannica British Triumph, di 8500 tonn. e la carboniera gallese Corgiten, di 4553 tonn.

 


Hitler in da house

Il pomeriggio del 23 novembre 1939 si respirava una tangibile ansia in tutti gli alti ufficiali di Stato Maggiore alla Cancelleria del Reich. L’incontro era fissato per le nove di sera. Il colonnello generale von Bock pareva il più agitato, sebbene gli altri non è che sembrassero poi molto più rilassati. Hitler era solito convocare queste riunioni quando doveva sgridare qualcuno e umiliarlo di fronte a tutti i presenti, quando doveva impartire disposizioni che avrebbero coinvolto più settori militari contemporaneamente e comunque quando doveva comunicare qualcosa. E comunque, MAI per chiedere opinioni. Per farlo prediligeva una tecnica quasi infallibile: prima di comunicare l’esito della riunione stordiva i presenti con monologhi sfibranti di 3 ore che, annichiliti da tanto parlare, non aspettavano altro che “la mannaia finale della sentenza”. Ed era questo che preoccupava i convocati di quella sera. Perchè queste 3 ore erano dense di urla, gesti teatrali di ira, tanto che alla fine, rimaneva esausto.
Il dottor Morell doveva fargli la solita punturina rivitalizzante per riportarlo alla quasi realtà.
Hitler, nella sua sede, era un osso duro. Lo sapeva anche il Duce che, come sappiamo, era abituato a deglutire la procedura senza proferire mai parola.
Alle 20.50 sbucò fuori Bormann dicendo che l’incontro sarebbe stato incentrato sulla programmazione della guerra e sulla galvanizzazione dei propri generali in vista degli imminenti nuovi successi.
Gli ufficiali ripresero colore in viso. In fila indiana entrarono nella sala e trovarono il Fuhrer che stava tracciando delle linee su una cartina geografica e, a poco apoco, si tranquillizzarono.
Hitler sembrò non accorgersi che gli ospiti erano arrivati, poi all’improvviso alzò la testa e bofonchiò: «ci siete tutti?». Sempre, con quella voce che ricordava un sax baritono un po’ distorto. Lui seduto a questo enorme tavolo e tutti gli altri in piedi, allineati.
«Ja, mein Fuhrer!» gridò qualcuno.

Con una vigorosa manata sul tavolo cominciò a biasimare a gran voce, i dubbi e le incertezze degli alti ufficiali. Non si capacitava di certe perplessità che aveva avvertito negli ambienti di comando nei giorni precedenti. Affermò che l’attacco ad Ovest avrebbe significato la fine immediata della guerra in corso. La violazione del Belgio e dell’Olanda sarà giustificata dalla vittoria tedesca e questo sarebbe dovuto bastare.

Un aspetto non marginale della cosa era che Hitler aveva l’abitudine di venire ad urlarti a 20 cm dal viso e con un’energia da esagitato. E la cosa non era affatto piacevole.

von-Bock-BrauchitschCome riportò von Bock nel suo diario il giorno dopo, il Fuhrer espresse ancora una volta la sua incoercibile volontà di condurre la guerra ad una completa vittoria. Perchè la Germania lo meritava.
Con una determinazione sopra i toni, egli giustificò la pressante richiesta di un’offensiva da scatenare al più presto, con la necessità di garantire la sicurezza del territorio della Ruhr, nonchè con la indispensabilità di basi migliori per l’aviazione e i sommegibili tedeschi.
Infine – aggiunse – «annientare il nemico ora è imperativo perchè è in gioco la possibilità di garantire alla Germania un lungo periodo di pace!   Con gli indugi non si è mai riusciti a vincere una guerra: finalmente ci troviamo nella situazione di non dover condurre una guerra su due fronti;  sarebbe quindi un grossolano errore non approfittare dell’occasione, dal momento che nessuno oggi può presagire quanto essa sia destinata a durare…».
Così argomentò Hitler e gli ufficiali restarono tutto il tempo in religioso silenzio.  Poi prese posizione decisa contro ogni forma di disfattismo, per quasi 20 minuti.
Qui le sedie cominciarono a muoversi e scricchiolare in segno di nervosismo e preoccupazione e ci fu un momento di tensione.
Gli fu fatto presente che la fanteria, al momento, non era come quella del 1914. Quanto a una rivoluzione, è una eventualità che egli escludeva senz’altro: «Nessuna rivoluzione!» ma, come ogni volta, non fece mistero di un certo malcontento nei confronti dei capi dell’esercito; Marina e Luftwaffe vennero indicate come modelli. Hitler ammise di conoscere il fatto che la grande massa dei generali non credeva alla possibilità di un successo di un’eventuale offensiva in questo momento. Dopo i successi della campagna di Polonia, argomento che gli era sempre caro, gli fu fatto notare che quell’asserzione era fuori luogo; in Polonia il peso della guerra era stato retto quasi esclusivamente dall’esercito, non esistendo né una Marina polacca né un’aviazione polacca che si potesse prendere sul serio.
Si infuriò. Particolarmente con von Brauchitsch che, tuttavia, rimase fermo al suo posto mentre assisteva alla ferma decisione del suo Cancelliere che, adesso, era pronto ad assumersi la responsabilità della programmata operazione e ricordò a tutti i presenti che la dichiarazione di guerra era partita dall’Inghilterra e dalla Francia, non dalla Germania.
Mentre gli ufficiali stavano uscendo dal salone ed erano nel corridoio antistante, Hitler si presentò all’entrata e urlò:
«L’obiettivo militare della Germania si chiama Pace ed è diametralmente opposto all’obiettivo militare degli altri, che si chiamaDistruzione! -».

 

foto Cancelleria del Reich:

. .  Cancelleria4     Cancelleria1     Cancelleria2     Cancelleria3

Si racconta che a distanza di tempo, Bormann amasse ricordare l’effetto provocato  dalla voce urlante del Fuhrer nel corridoio, come avvertimento ai visitatori di non innervosirlo con notizie spiacevoli. E il messaggio era efficace.


war report: 29gen1940

A Stoccolma una nota diplomatica sovietica suggerisce al governo svedese che i sovietici sono pronti a negoziare con il governo legittimo finlandese e di abbandonare il loro supporto al regime fantoccio comunista. Secondo la nota: “L’Unione Sovietica non ha obiezioni di principio a un eventuale accordo con il governo di Ryti”.
Nella Guerra d’Inverno comincia la battaglia di Kuhmo. I finlandesi hanno circondano la 54° Divisione sovietica a Kuhmo, nella “cintura” del fronte.
Nuovi aspri combattimenti sono stati segnalati nord-est del Lago Ladoga, dove i finlandesi catturato diverse posizioni nemiche e hanno respinto tutti gli attacchi. Raid di aerei russi in Finlandia; si riporta che molte località sono state attaccate, comprese le città costiere del Golfo di Botnia. A Hangoe circa 50 persone uccise e 200 feriti, a Turku 28 morti e 46 feriti. Aviatori russi hanno sganciato bombe sugli ospedale della Croce Rossa in Carelia Isthums, uccidendo 23 persone.
Un grande raid di aerei tedeschi ha imperversato sulla Gran Bretagna, dalle isole Shetland alla costa del Kent. Si riporta che 13 navi siano state attaccate.
Nel Mare del Nord aerei tedeschi hanno attaccato le navi mercantili britanniche e 2 navi-faro, fra Shetland e Kent. La nave-faro E. Dudgeon è stata bombardata e 7 degli 8 uomini dell’equipaggio sono morti.*
In Francia viene diffuso un discorso del Premier Daladier : “La Germania spera di causare la nostra caduta, sfruttando la nostra debolezza …”.
Da Angers il governo polacco in esilio in Francia, sostiene che i nazisti hanno ucciso 18.000 polacchi illustri durante la loro occupazione in Polonia.
E ‘stata confermata la notizia di ieri che quattro navi neutrali sono state affondate dagli U-Boot. Le navi danesi England, e Fredensborg e piroscafi norvegesi Faro e Hosanger. Sembra che il computo delle perdite sia più alto di quello comunicato.
Il sommergibile tedesco U-51 ha silurato e affondato la nave norvegese Eika, che trasportava il sale dalla Spagna. 14 uomini sono rimasti uccisi, mentre 2 (Harald stola e Alfred Johansen) sono stati salvati dall’U-51.

* If-war-should-comeQuesto episodio verrà ripreso in un film di propaganda, presentato in Inghilterra nel 1940, che si chiamerà: “gli uomini del faro” (If war should come) e l’anno dopo, con la supervisione di
A. Hitchcock e in una versione leggermente rimaneggiata, verrà mostrato in America per rappresentare nel mondo la brutalità tedesca.        Il film, di soli 24 minuti, ha avuto lo scopo di incoraggiare il sostegno per lo sforzo bellico contro la Germania.

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29 gennaio 1940: news

Attività politica e diplomatica.
Il Presidente del Consiglio, Daladier, pronuncia alla radio francese un’allocuzione, nella quale afferma che l’azione della propaganda tedesca non riuscirà a separare la Francia dall’Inghilterra e che, perduta questa battaglia morale, non rimane alla Germania se non la potenza materiale, una delle più formidabili del mondo.
war-NewsEgli conclude facendo appello al lavoro, alla disciplina e alla fiducia della Nazione, per la conquista della vittoria.
A Bucarest si costituisce il Commissariato rumeno per i petroli.
Continua lo scambio di note fra i Governi di Londra e di Tokio, relative all’incidente del piroscafo giapponese Asama Maru.

Attività militare.
In Finlandia si svolgono nuovi combattimenti a nord del lago Ladoga.
L’aviazione sovietica bombarda città aperte: un ospedale avanzato è colpito a più riprese.*
Sul Mare del Nord l’aviazione germanica attacca convogli di navi mercantili armate inglesi, affondando — secondo un comunicato tedesco — 7 piroscafi armati e 2 navi pattuglia.

 

Sebbene il bombardamento di ospedali possa sembrare un gesto assolutamente riprorevole, in quanto è un atto vile, in realtà è una pratica diffusa da tutti gli eserciti. Lo hanno fatto gli italiani di Mussolini, gli inglesi, gli americani e i sovietici.
Va da sè il ragionamento che se gli aerei hanno bombardato è stato perchè gli hanno detto di farlo e non per errore. Come scrisse qualcuno, poi ripreso anche da Churchill, il moral bombing serve appunto per demoralizzare i popoli, al riparo delle considerazioni morali degli stessi
.


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