Archivi del mese: luglio 2013

Achtung Banditen

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Il manuale di lotta anti-partigiana recitava così:

Nella pianura raramente compaiono unità compatte di grandi bande. I banditi si insinuano fra la popolazione civile della città, villaggi, negli impieghi rurali o nei servizi tedeschi ed attendono al lavoro quando non sono impegnati in azioni. Essi sfuggono alla cattura per mezzo di una vasta espansione. li colle­gamento si mantiene con un grande numero di staffette, a tale scopo vengono impiegati specialmente appartenenti all’ organizzazione giovanile comunista, gio­vani, donne, ragazze e bambini.

I banditi nella pianura, svolgono la loro attività in vie secondarie, la loro attività è possibile esclusivamente per iniziativa del comando militare e politico locale. La lotta contro tali bande è perciò da rivolgersi verso il loro comando. L’ azione di rastrellamento è la più inefficace forma di lotta nella pianura. In ogni evenienza il comando delle bande e i pericolosi banditi sapranno nascondersi con così raffinata arte, che sebbene ricercati accuratissimamente da parte dei co­mandi di rastrellamento, non verranno trovati [sotto concimale, stalle, finte latrine, doppi fondi, mucchi di fieno, in buchi, nei muri, ecc….], la truppa è troppo poco addentro alla guerriglia e troppo poco ha sviluppato la fantasia.

I banditi dovranno essere battuti con le loro proprie armi: scaltrezza, astuzia, conoscenza delle debolezze ed abitudini dell’avversario, uso dei momenti di sorpresa, insidie.

manifestRapprLa frase “I banditi si insinuano fra la popolazione civile della città, villaggi, negli impieghi rurali o nei servizi tedeschi ed attendono al lavoro quando non sono impegnati in azioni” spiega la prospettiva tedesca adottata in Romagna nella primavera 1944. Questa visione del banditaggio, in perfetta collusione con la popolazione locale, ha forgiato un’immagine dell’ “altra Italia” (giù dalla Linea Gotica) completamente ribelle e avversa nella sua totalità. Un popolo, quindi, da reprimere con durezza alla prima occasione. Con questo atteggiamento, non fosse bastato il tradimento militare italiano dell’8 settembre, si innescava automaticamente la liberatoria di poter fare ciò che si poteva ritenere fattibile. Cioè, se sussisteva il minimo sospetto di favoritismo nei confronti partigiani si poteva e si doveva colpire durissimamente. Beh, c’erano appunto le leggi di guerra a supportare questo atteggiamento. Kesselring era stato categorico in proposito.

Ri-cioè, a supporto di tuttociò, sussisteva il diritto di rappresaglia. Che non è cosa da poco. E che la popolazione conosceva perfettamente.

Ora, a prescindere dalla proprio idea in merito, che determinazione bisogna avere per portare avanti una lotta ribelle? Considerata…ribelle? La gente metteva a serio repentaglio tutto; cose e persone. C’era in gioco la fucilazione sul posto, il sequestro di tutto il sequestrabile, la deportazione e la morte sicura per sfinimento. Aiutare i partigiani era un atto sentito nel cuore, un atto d’amore per una causa ritenuta giusta, ma era anche incoscienza per l’estremo pericolo che si correva. Essere “tanati” (termine ricavato dal gioco del “nascondino”) diventava una specie di “lotteria russa” per il malcapitato. Allo stesso modo, rovesciando la prospettiva, per il partigiano che contattava il contadino o il cittadino per rifornirsi, diventava una questione di tremenda responsabilità, prima ancora che di estrema necessità.

Allora mi chiedo: conoscendo la situazione, era proprio il caso di chiamare in campo la possibilità di rappresaglia pur di far fuori un piccolo fante tedesco o una piccola pattuglia? Comprendo l’azione militare che coinvolge un cospicuo numero di unità per conseguire un risultato militare, invece la storia locale ci consegna una serie di situazioni, singolarmente giudicate “minori”, che però hanno determinato una serie di eccidi allucinanti per aver concesso solo da mangiare e/o da dormire ai “ribelli”. La sussistenza diventava reato!

Eppure, tutti quei mesi con l’ansia di essere scoperti, ogni giorno e ogni notte e di veder bruciare la loro povera casa, sono stati vissuti senza mai un ripensamento, una riconsiderazione e aspettando gli Alleati come fossero il Messia.

Il gioco valeva la candela.

E pensare che invece la storia ci consegna un corollario di migliaia di piccoli “fatti” di cui nessuno parla più, che hanno falcidiato famiglie su famiglie, piccole comunità, per piccole “cazzate” partigiane che sono state redarguite con somma severità e, perdipiù, di completa inutilità militare. Le librerie comunali locali sono piene di libretti che ricordano questi tristi episodi. Il fiume retorico della Resistenza ha fatto il resto con i resoconti del tal partigiano che sui monti ha fatto faville, ma come ho ampiamente già scritto, che non tiene conto poi delle vittime che ha procurato, spesso e volentieri, gratuitamente. Sempre sotto l’insegna del “si doveva fare”.

Sarà. Ma sarà anche come diceva mio nonno: « chi ha il cannone, prima o poi vuole sparare!». Non mi stancherò di ripetere che la Resistenza vera l’hanno fatta 4 galantuomini, nella partigeneria invece ci sono andati tutti. Ma questo è un altro discorso, anche questo, già scritto.rappresaglia

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Drugs & rock ‘n roll

DerSpiegel-collE’ interessante notare che l’argomento è salito alla ribalta solo dopo un articolo apparso su “Der Spiegel”, nel 2005, sull’uso sistematico del Pervitin e del D-IX da parte della Wehrmacht. Nonostante siano state centinaia di migliaia le morti causate dall’ uso di queste sostanze nel periodo post-bellico, della cosa non si era curato nessuno, fino ad allora, in Germania , attribuirono i decessi improvvisi a probabili conseguenze originate dal conflitto. Sostanzialmente, nell’articolo citato si sostenne che dal 1938, data di immissione sul mercato del Pervitin (farmaco creato dalla Temmler di Belino), in Germania crebbe la convinzione che le “wunder drugs” avrebbero “aiutato” la Wehrmacht a vincere la guerra. pervitinDa un primo robusto test nell’ invasione della Polonia si passò velocemente ad un uso indiscriminato per le truppe al fronte. Superata in breve una limitazione data dalle leggi statali sull’uso delle droghe, si distribuirono 35 milioni di compresse di Pervitin e Isophan (una versione leggermente modificata prodotta dalla Knoll). Una quantità indiscutibilmente spaventosa. anf-FdP2I pacchetti furono etichettati come “stimolanti”, con istruzioni all’uso che raccomandavano una dose di 1-2 compresse (max) prima della necessità. Gli effetti, almeno inizialmente, furono seducenti. Der Spiegel riporta un episodio del 1942, quando un gruppo di oltre 500 soldati, circondati dall’Armata Rossa, cerca di fuggire da un fronte orientale ove la temperatura era meno di 30° Celsius; “i soldati erano così esausti che stavano cominciando a giacere semplicemente giù nella neve “. anf-boxArrivò un camioncino con nuove dosi di Pervitin. Dopo mezz’ora, il medico scrisse che i soldati si sentivano molto meglio. Dopo un’ora 350 unità si sentirono così euforici e combattivi che ingaggiarono un combattimento con gli inseguitori e ri-sfondarono il fronte! Le truppe di fanteria erano capaci di prestazioni sovrumane con l’uso di queste metanfetamine: nella maggior parte delle persone, la sostanza aumentava la fiducia in se stessi, la concentrazione e la propensione al rischio, mentre allo stesso tempo riduceva la sensibilità al dolore, la fame e la sete, oltre a ridurre il bisogno di dormire. “Due compresse, prese una volta eliminavano la necessità di dormire per 3-8 ore, e due dosi di due compresse ciascuno erano efficaci per 24 ore, con performances inimmaginabili”. Fu anche incoraggiato l’uso di alcool (comunemente chiamato Schnaps, acquavite); “solo un fanatico avrebbe rifiutato di dare ad un soldato qualcosa che può aiutare a rilassarsi e godersi la vita dopo che ha affrontato gli orrori della battaglia, e solo un pazzo avrebbe rimproverato un soldato per godere un drink amichevole o due con i suoi compagni “. Di fatto, l’assumere alcool metilico, scrive il Der Spiegel, produsse il più alto numero di decessi accidentali del periodo bellico. Medici tedeschi sperimentarono su se stessi le procedure consigliate. Intervistato nel 1952, il medico Franz Wertheim rilasciò questa dichiarazione: “volevamo iniziare la giornata bevendo acqua. bicchiere di cognac e prendere due iniezioni di morfina. Abbiamo trovato utile la cocaina a mezzogiorno, e la sera, di tanto in tanto, prendere Hyoskin “, un alcaloide derivato da alcune varietà della pianta di NightShade¹ che viene utilizzato come un farmaco. Il cocktail evoluto del 1944 era un composto di 5mg di cocaina, 3mg di Pervitin e 5mg di morfina. droghe1941-1944Era il D-IX, che poteva mantenere i soldati pronti alla battaglia quando a questi era chiesto di continuare al di là di quello che era considerato normale e, allo stesso tempo, di mantenere alta la loro autostima.

Il 38% dei sopravvissuti alla guerra ha accusato forti problemi di dipendenza e sono scomparsi prematuramente a causa delle Stuka-Tabletten (o Hermann-Goering pillen), delle Pep-pillen, della Flieger-schokolade o Panzerschokolade.

Ma durante il conflitto furono inviate, anche a soldati americani, inglesi, italiani e giapponesi, più di 70 milioni di capsule coadiuvanti nel combattimento.

Cassette di pronto soccorso per aeroplani, stipate di compresse di benzedrine per il temporaneo sollievo dalla fatica, per ridurre i malori da trasferimenti forzati e per animare gli uomini al battesimo del fuoco. Qualcuno disse che facevano effetto ancora 5 giorni dopo gli sbarchi! Molto usate furono le dosi di morphine Syrette, opportunamente non menzionate negli invii di medicinali e, per il motivo che la morfina è una sostanza “deprimente”, ha compromesso la qualità della vita del 25% dei soldati che ne avevano fatto un uso cronico.

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avatar185solo     -6

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Note:

¹ nightshadeLa parola Nightshade fa apparire immagini di lavorazioni misteriose nel buio della notte, la creazione di formule magiche e intrugli velenosi, immagini di streghe e degli stregoni che creano in silenzio la loro merce.


Ipocrisia della nuova Germania

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 Questa sera (24luglio2013) al TG1 è andato in onda questo servizio:

e su internet ho poi ritrovato questo:

Devono convincere. Sicuramente deve essere così. E pure con i soldi. Soldi per spingere la gente a fare la spia quasi 70 anni dopo. Ma siamo rincoglioniti? Con tutta la stima per il centro Wiesenthal sento di dover scrivere qualcosa di decente per dire la MIA opinione.

SONO SBIGOTTITO! Ma dai! Come “non è troppo tardi”? Nel 2013?

Mi rivolgo alla Germania.

1.   Sto parlando di quella Germania che in 68 anni ha processato migliaia di nazisti e ne ha sentenziati 9? dico, solo 9?

2.   Che si è proclamata campione di indulgenza verso i suoi figli che hanno collaborato, ubbidito ed eseguito crimini contro l’umanità?

3.   Quella Germania che contemporaneamente ha portato avanti una guerra di anni per NON riconoscere le stragi naziste in Italia? (leggasi: italiani uccisi nel 1944 a Civitella, Cornia e San Pancrazio)

4.   Quella Germania che in 68 anni ha contrattato, patteggiato con tutti (ebrei compresi) i risarcimenti per i danni della guerra che ha portato?

5.   Quella che non ha fatto niente, dico niente, di “bastevole” (per usare un loro termine) per dimostrare le buone intenzioni di disconoscere il nazismo? E non ho detto  – niente in assoluto -…

5.   Qualcuno pensa davvero che i tedeschi, dopo 68 anni di inattività su questo fronte, abbiano desiderio di trovare e processare i loro padri che, con entusiasmo, avevano aderito al nazismo? Oggi? E per 25mila euro?

Se questo patatone ritiene che ci siano ancora 60 nazisti in giro, non pensa  che fosse il caso di cercarli un po’ prima?

Lancio un’idea. Se trovi il nazista cattivone (nel 2013), invece di processarli in Deustchland, li faccia processare nei paesi dove hanno commesso i crimini loro ascritti! In questo modo procurerà un più efficace senso di giustizia in Europa. O no? E darà dimostrazione maggiore di buone intenzioni!

Qualcuno mi deve spiegare che gusto ci sarà a trovare oggi un decrepito ultra-novantenne (verosimilmente rincoglionito o malato) che si è giocato tutte le sue cartucce vivendo fino ad ora al riparo da qualsiasi conseguenza bellica e legale. Sarà una mia idea, ma questa cosa non mi sfagiola…

OK. chiedo scusa al lettore. Ho scritto di getto. Ora faccio l’articolo.

Nel 2008, davanti alla Corte dell’Aja erano stati portati almeno 80 casi che riguardano oltre 500 ricorrenti, soprattutto ex militari italiani internati in Germania dopo il 1943 e costretti ai lavori forzati nella fabbriche tedesche. La Germania disse NO. Grazie alla clausola dell’immunità giurisdizionale, prima d’allora nessun altro Paese aveva portato avanti cause di risarcimento nei confronti della Germania. Cosa vuol dire? Significa che le fanno tutte per non pagare. Per una cosa così, un simil-Mussolini avrebbe dichiarato una nuova guerra 70 anni fa! Andando indietro nel tempo, la giustizia tedesca ha attraversato momenti difficili prima di trovare un equilibrio di intenzioni. Fino al 1998, dalle corti in Germania occidentale sono state avviate istruttorie contro 106.496 persone; 6.496 sentenze passarono in giudicato, un’infinità finite nel nulla (per mancanza di prove) e solo 164 concluse con una sentenza.
Ricordo, che nel 1965 venne confermato un progetto di legge che prolungava di 5 anni il termine di prescrizione ( quindi la possibilità di perseguibilità) che fino ad allora era di 20, secondo il codice penale tedesco. Cioè, dopo il 1969 non si sarebbe più potuto far nulla contro i nazisti indagati. Forse, bisogna entrare nella mentalità che, dopo Norimberga, in tutti gli stati occupati ed in Germania, si è entrati in una specie di limbo dove si è chiuso un occhio, forse due, su qualsiasi possibile colpevole. Da ITALIANO, la vedo così.

posterInsomma, la campagna “Operation Last Chance” inizia in quattro città tedesche e prevede ricompense per chi fornisce informazioni rilevanti («Tardi. Ma non troppo tardi»). Sarà…

Ma quando gli americani fecero una cosa molto simile (promossa dall’FBI) per trovare criminali, si trovarono sommersi di centinaia di migliaia di millantatori, fantasticatori, impostori, bugiardi che giuravano di aver visto la Madonna su di unterrazzo del Colosseo che riparava un decoder Sky! Una roba da urlo. E non vennero a capo di nulla. Ok. andiamo avanti. Il patatone parla di 60 nazisti, il Centro Wiesenthal di Gerusalemme ha individuato i nomi di più di 660 presunti criminali di guerra ancora vivi in Europa, molti dei quali provenienti dalla Germania.

Occhio più lungo? perchè tra 60 e 660 c’è una bella differenza! Fortuna che abbiamo lo storico Efraim Zuroff che dice: «Il tempo non diminuisce la colpevolezza di questi assassini. In 33 anni di caccia ai nazisti non ne ho mai visto uno dire di essere dispiaciuto». Bravo. Che ti aspettavi? Che chiedessero scusa? E se li trovi adesso cosa gli fai?    R. il badante; al massimo!

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svasticadiSSSe vogliamo dirci la verità, i processi tenutisi in Germania, in particolare negli anni Sessanta e Settanta, sono stati molto blandi e sommari. Questo stato di cose è andato bene a tutti; in Germania e fuori, anche quando i tedeschi sapevano di ODESSA, l’ organizzazione che riuscì a mettere in piedi un sistema per far uscire dalla Germania gli uomini delle SS.

http--www.cristianesimo.it-cattonazismo-NaziPriestsSaluteHitler-242x165Ad aiutare i gerarchi in fuga, anche alcuni prelati della Chiesa Cattolica che nasconde- vano i fuggiaschi da un monastero all’altro, fino a farli giungere in America Latina, con il famoso PASSAPORTO DIPLOMATICO DELLA SANTA SEDE. Ma anche lo Stato Italiano ha sempre ostacolato una completa ricostruzione storica di tutto ciò e nessuna responsabilità è stata attribuita alla Chiesa.

Preti-nazi

Queste però sono cose che ho già trattato in un altro articolo: “Roma città… a parte” e che è un campione di visualizzazioni in questo blog.

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Quindi, facciamo il punto?

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Con tutto il rispetto possibile, chi si vuol convincere con questa operazione fuori tempo massimo? Non lo so; si farà sentire la Grecia per diminuire il debito o qualcun altro che ha debiti di qualche natura. Certo che i presupposti sono molto dubbi. Oppure è tutto una manovra mediatica. Vedremo.


operazione Paperclip

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Lo scopo di quest’operazione post-bellica del novembre 1945 era quello di accaparrarsi il maggior numero possibile di scienziati  nazisti sottraendoli opportunamente ai russi, in ottica prettamente anti- comunista e, parallelemente, allo scopo di rilanciare l’America come superpotenza.

Iniziando la guerra fredda, ogni elemento che poteva risultare utile contro un nemico comunista andava usato senza esitazione; non solo i nazisti cominciarono ad essere giudicati pedine importanti in ottica anticomunista, ma andavano attuate tutte le misure necessarie per evitare uno spostamento di interesse verso l’URSS.

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(gruppo di 104 scienziati areospaziali a Fort Bliss, in Texas)

CW-L La pedina più prelibata fu di sicuro Werner Von Braun che fu allettato da una serie di condizioni di assoluto privilegio. Il brillante fisico infatti passò da direttore tecnico del laboratorio missilistico di Peenemünde a direttore della NASA. I trasferimenti iniziarono anche durante il processo di Norimberga quando già si stavano delinenando le divergenze tra USA e URSS. Viene naturale immaginare che senza l’apporto di Von Braun e di tutti i nazisti sottratti  dall’operazione, difficilmente gli USA avrebbero potuto rivaleggiare nei primi anni della corsa spaziale. Dalle memorie ritrovate si apprende che Truman aveva autorizzato questo “acchiappatutto” con la condizione che i prescelti non fossero stati membri attivi del Partito nazista e che non si fossero mostrati sostenitori del militarismo nazista. Se “troppo sporchi” si doveva mascherare gli aspetti peggiori con opportuni alleggerimenti. Per distinguere i fascicoli ove necessitava una correzione dagli altri, si apponeva una graffetta di colore diverso; da qui il nome “operazione Paperclip” che coinvolse circa 20.000 persone tra scienziati e familiari tra il 1945 e i primi anni ’70.

CW-R Per permetterne il reclutamento, in molti casi la Joint Intelligence Objectives Agency  (JIOA) ritoccò i curricula degli scienziati. Tra i nomi più illustri figurarono anche Kurt Debus, Arthur Rudolph  e il medico Hubertus Strughold ; tutti classificati come “reale minaccia per la sicurezza delle forze alleate “.

VonBraunSSWernher von Braun, ideatore nel 1935 dei centri di studio e sperimentazione nel villaggio di Peenemünde, sul Mar Baltico, luogo considerato ideale per il lancio di missili di lunga gittata e al riparo da bombardamenti, secondo una fonte NASA è considerato il più grande scienziato della storia e fu talmente importante che il suo passato di nazista non fu neanche preso in considerazione; questo nonostante la sua carica di SS (Allgemeine SS) e membro del NSDAP dal 1937. Il Ministero per gli Armamenti del Reich, Albert Speer, aveva organizzato due Centri di ricerca, chiamati «Peenemünde West» (Occidentale) per lo sviluppo dei progetti dell’Aeronautica e «Peenemünde Ost» (Orientale) per l’Esercito. Dell’ingegnere ancora, ma più tardi, il progetto di usare schiavi del campo di concentramento di Buchenwald come lavoratori.Peene

Appena terminato il conflitto l’esercito americano si precipitò a Peenemünde e Nordhausen per recuperare tutto ciò che rimaneva dopo il bombardamento e per distruggere le fabbriche. Requisirono il possibile, stipando addirittura 300 vagoni ferroviari di materiale nonostante una buona parte fosse già stata requisita dai russi. Anni dopo, in America, il direttore Nasa fece replicare parte delle strutture di Peenemünde per sè ed il suo staff. La cosa che desta più stupore è che il fisico non ha mai nascosto il suo fanatismo di nazista ed è sempre stato tollerato.

L’operazione Paperclip, comunque, si basava su di un accordo siglato con il servizio segreto americano (OSS e poi CIA) che garantiva ai nazisti l’immunità in cambio delle loro competenze e includeva anche un sommergibile pieno di materiali tecnologicamente utili nel campo nucleare, scienziati, ecc. Alcuni ricercatori affermano che nel sommergibile si trovasse anche uranio arricchito, composti chimici necessari per la costruzione di un reattore nucleare, aerei, proiettili anticarro oltre a progetti di vario tipo.

odessa_fileSi disse che anche la CIA favorì il lavoro di O.D.E.S.S.A; scienziati, ma anche gerarchi coinvolti in crimini di guerra contro l’umanità furono espatriati in Francia, Gran Bretagna, America Latina, spesso assieme alle ricchezze che si erano indebitamente procurati per lo più sottraendole ad Ebrei uccisi nei Campi di concentramento e di Sterminio.

Von-BraunIn America però le promesse non furono mantenute. A Von Braun e a tutto il suo staff furono imposte condizioni di vita molto disagiate; separati dalle famiglie, rimaste in Germania, si trovarono a vivere in baracche dissestate, prive di servizi e sotto costante sorveglianza. Non potevano infatti uscire da Fort Bliss liberamente, ma solo sotto scorta. La situazione migliorò solo nel 1958 dopo il lancio dell’ Explorer 1.

Alcuni dettagli. Nel quadro di quest’operazione, scienziati di secondo piano furono trasferiti inizialmente in Virginia a Fort Hunt (anche Von Braun fu interrogato qui), quelli che avevano lavorato a Peenemünde furono immediatamente spostati in Texas a Fort Bliss con contratti rinnovabili di uno/due anni.

paperclipPeopleArthur Rudolph, è  ritornato in Germania Ovest nel 1984 e mai perseguito. Georg Rickhey è stato accusato di crimini di guerra nel 1947. Tuttavia, è stato assolto e tornò in America dove continuò il suo lavoro. Hubertus Strughold fu compromesso da documenti ritrovati per aver effettuato esperimenti medici a Dachau, ma per questi reati non subì mai processi.  Ricevettero residenza legale negli Stati Uniti dal 1950.


il sogno segreto _2

Quando Hitler salì al potere nel 1933, il motore a scoppio aveva meno di 30 anni; le menti tedesche approntarono progetti così innovativi che, a guerra appena terminata, diventeranno la base di buona parte della scienza areonautica e areospaziale odierna.

L’Arado 234: il primo bombardiere-ricognitore a reazione della storia. Quasi impossibile da intercettare per i caccia alleati ma, come per altri modelli tedeschi, entrò in scena troppo tardi per cambiare il corso del conflitto.Arado234

Come per altri progetti, dal 44 in poi non c’erano più risorse per lanciare produzioni significative per la guerra in corso.  L’ME262 e lo Schrieversche: la futuristica arma che avrebbe dominato il mondo.

Me+ufo

Ma c’è ancora un episodio chiave. Marzo 1944. Nella foresta delle montagne dello Hartz si svolge un test: si deve provare una macchina ultrasegreta che emette un raggio invisibile che distrugge ogni cosa. Nonostante il periodo di grandi ristrettezze,Xray-full i tedeschi dispongono ancora di quantità di metalli preziosi e strumenti di misurazione estremamente rari. Il test va a buon fine e dimostra che la macchina può sparare un raggio fino a 40 Km di distanza.

Gefahren_zone

Ma a quel punto, misteriosamente, il fascicolo di sperimentazione viene chiuso e non se ne saprà più nulla. L’unità di sviluppo verrà sciolta nell’ottobre del 44 nel più grande silenzio. Un vero mistero.

Ma la folle corsa alle tecnologie aveva ora un’altra priorità. Sempre in ottobre del 44,  nel corso di un discorso, Hitler pronunciò la famosa frase: “Dio mi perdoni gli ultimi cinque minuti di guerra “. Alcuni storici ed esperti di guerra sono convinti che nei primi mesi del 44, egli fosse ormai pronto a disporre di  una “bomba disgregatrice ” (come la chiamavano i generali) e la cosa mise in allarme il mondo intero. RugenQuesta ipotesi è sostenuta da una letteratura imponente; da Luigi Romersa, a Rainer Karlsch, a David Porter, J.McGovern, Carlo Slama, + un migliaio di pagine web sul tema. (nota polemica)

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testimonianza di titoloRomersa (readMe)

atomic-blast

L’operazione Alsos è la serie di attività spionistiche che gli Alleati intentarono per capire a che punto di sviluppo fosse l’atomica di Hitler e 100scienziatiper reclutare esperti idonei al Progetto Manhattan, impedendo loro di finire in mano ai sovietici. I tedeschi, a detta di Goebbels, centinaia di scienziati stavano lavorando alla disgregazione dell’atomo dal 1942.

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uncovered-secret
Il punto finale.

– L’ordigno sarebbe stato comunque a basso potenziale -. Contrariamente a quanto sostenuto da tutti, la bomba esisteva davvero ma di potenza 200mila volte più piccola di quella di Hiroshima. E’ quanto sostengono le ricerche dello storico di Berlino Rainer Karlsch nel suo libro “Hitler’s bomb”. Centinaia di persone morirono negli esperimenti atomici di Hitler, e vicino a Berlino esisteva “il primo reattore atomico tedesco funzionante”. Si trovava nel paese di 350 anime di Gottow (Teltow-Flaeming, Brandeburgo) in una zona definita di massima sicurezza. “Versuchsstelle Gottow”, era la sua denominazione (centro sperimentale Gottow) e l’accesso era vietato al pubblico. I dipendenti erano mal protetti contro le radiazioni e almeno uno fu contaminato e ricoverato al vicino ospedale di Zossen dove morì di una morte atroce -.

atomicBombLa bomba prodotta in segreto dalla piccola equipe di scienziati di Hitler, fatta esplodere nei test, è piuttosto paragonabile a una “Dirty Bomb” (bomba atomica sporca): ovvero una piccola quantità di materiale nucleare avvolta in una grande quantità di esplosivo.

Il Reich nazista “stava per vincere la corsa per la prima bomba atomica“, RynerKarlschafferma l’autore, dopo aver cercato negli archivi russi, in dozzine di interviste a storici amatoriali nei nuovi Laender della ex DDR e basandosi su fonti, finora inedite, perizie fisiche e rilevamenti non effettuati per ostruzioni politiche.

W.HeisenbergLa Germania non costruì la bomba atomica come le bombe americane; si trattava di un tipo di ordigno atomico “speciale”. Ciò che vide Romersa fu una  sorta di bomba ibrida, ciò significa una combinazione dei processi di fissione e fusione nucleare. La bomba nucleare (termine corretto) NON fu realizzata probabilmente perché mancarono le conoscenze effettive, poi, le materie prime: uranio e plutonio; forse non riuscirono a mettere a punto l’innesco ed, infine, sarebbero poi mancati anche i mezzi per trasportarla.

Per mancanza di risorse, per dispersione di energie, per mancanza di collaborazione tra le varie strutture scientifiche e per l’ossessione per il segreto di stato, svanirono nel nulla tutti i progetti del sogno nazista. Le “wunderwaffe” rimasero solo speranze, naufragate nel maggio del 1945.


il sogno segreto _1

Se uno solo tra le centinaia di scienziati geniali di Hitler avesse avuto le risorse per portare a termine i propri progetti, oggi non avremmo un presente così come lo conosciamo. L’ira del Fuhrer avrebbe generato una catastrofe umana per cui l’Olocausto sarebbe sembrato poi solo una mattanza di quartiere. E non sono fantasticherie. scienziatiNomi eccellenti come l’ing. Werner von Braun, la matematica Irene Bredt, l’ing. aero-spaziale Oiegen Sanger ed il fisico nucleare Werner Heisenberg portarono il livello tecnologico della Germania nazista avanti di 50 anni. Sui loro tavoli da disegno era già definita un’evoluzione scientifica che li avrebbe condotti ad un livello irraggiungibile. Grazie a generosi finanziamenti stanziati tra gli anni 20 e gli anni 30, il Reich ebbe a disposizione uno staff di migliaia di eccellenze per tentare di approntare il colpo definitivo che le avrebbe procurato la vittoria del conflitto. Dopo, ma molto dopo, si dirà che gli scienziati erano solo uomini di scienza e non politicizzati; NON è vero. Forse alcuni ne vennero coinvolti solo in parte, ma la quasi totalità aderì al nazismo; molti ebbero l’iscrizione alle SS e non solo ad honorem, ma per proprie ferree convinzioni personali.

All’inizio degli anni 40 vive la convinzione che la scienza e la tecnologia siano la strada che conduce alla vittoria. La tendenza a prediligere la qualità alla quantità, che di fatto è contraria alla mentalità americana (per esempio), spinse i tedeschi a credere che una qualità superiore avrebbe prevalso su qualsiasi cosa cambiando il corso della storia. E avrebbero potuto aver ragione.

Vennero presentati ad Hitler disegni futuristici come:

Lippish-P13 |

il Lippish P13: un bombardiere ad alta velocità con ali a delta, della Messerschmitt;

TRIEBFLUGEL|

il primo aereo a decollo verticale della storia, con ali rotanti: il Focke Wulf Triebflugel;

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portaereiV

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una incredibile portaerei volante;

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SilberVogel|

il Silber Vogel: l’uccello d’argento. Un’astronave sub-orbitale in grado di portare la guerra ovunque.

Silber2

Hitler, affascinato dalla possibile applicazione di queste invenzioni, pensò di usare la scienza e la tecnologia per concepire, testare e in alcuni casi dispiegare un’affascinante, per quanto spaventosa, serie di primati.

StealthDagli avanzatissimi missili balistici a lungo raggio ai jet a reazione,  capaci di umiliare i normali caccia ad elica, fino al primo esemplare stealth della storia: l’ Horten Ho-18a –  il bombardiere intercontinentale in grado di volare per 6835 miglia (11 mila Km). Questo bomber è stato in grado di volare dalla Germania a New York City e ritorno senza nessun rifornimento e con un carico di 4000 tonnellate. Fu chiamato Amerika Bomber. E siamo nel 1944.

Molti di questi progetti, si dirà ancora, non erano rivolti direttamente all’impiego bellico, ma allo sviluppo scientifico dell’uomo¹.

V1+V2

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E la possibilità di opporsi al Fuhrer (che diventava sempre più pressante) non era contemplata dagli scienziati tedeschi e non lo era nemmeno l’ipotesi di difendersi. Per una ragione.

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Un nazista, per non incorrerre in seri problemi, doveva essere politicamente corretto: non si potevano produrre armi che sembrassero difensive.

Hitler disapprovò sempre ogni tecnologia difensiva e la evitò.

Poi accadde qualcosa che aggravò ulteriormente ll sviluppo delle controdifese che ogni giorno si rendevano necessarie; nel 1944 uno stormo di caccia americani attaccò un convoglio di camion che stava trasportando un’arma che avrebbe potuto cambiare le sorti del conflitto se mai fosse stata impiegata: il Typhoon, il primo missile terra-aria al mondo, costruito per abbattere i bombardieri alleati. E questo è un punto cruciale.

Se nel 1943 i tedeschi avessero realizzato subito la rete di difesa dotata di questi missili, tutto avrebbe potuto avere un altro epilogo.

Typhoon

fine prima parte

¹ NON può essere sostenibile (ndr). Se si vuole progredire non si creano bombardieri intercontinentali o caccia sub-orbitali; si investe nella medicina e nella chirurgia o, comunque, non in tecnologie belliche.


paura di tornare

Non sapevo come intitolare quest’articolo; come ostinazione tedesca o cocciutaggine tedesca, oppure: fede nel Fuhrer o corpi militari senza testa, poi mi è venuta un’altra idea. Se fosse stato come per i russi che se non marciavano contro il nemico venivano mitragliati dai loro stessi compagni? Non un passo indietro! E ripenso al “Nemico alle porte” di Jean-Jacques Annaud. Ma non sto parlando del fronte russo, bensì delle perdite in vite umane della Luftwaffe nella battaglia di Inghilterra.

Come chiunque altro leggo, confronto le opinioni, finché non me ne faccio una mia. E la dico qui. So di per certo che il solo parlarne 70 anni dopo, con la mentalità e la leggerezza di pensiero di oggi mi pone in una condizione assolutamente diversa, se non addirittura distorta, da quella che era quella vissuta negli anni 40-41. Ma qualcosa mi sfugge. In queste situazioni il grande assente è il buonsenso degli uomini. Non voglio peccare di impertinenza, ma cerco solo di trovare una giustificazione a questo demoniaco spreco di vite umane ed al suo ostinato perdurarsi nello stesso modo. Qualcuno mi dirà: eh, ma è la guerra!

Junkers-88

Con la fatidica direttiva ultrasegreta n.17 di Hitler di distruggere l’aviazione inglese – con tutti i mezzi a disposizione -, l’operazione Adlertag (giorno dell’aquila), dal 5 agosto, metteva a confronto Luftwaffe e RAF in un duello che i figli dell’aquila pensavano di vincere agilmente, forti di una supposta supremazia numerica cha aveva impegnato la Germania in anni di investimenti economici e molto lavoro in gran segreto. Per lavoro intendo anche – istruzione dei piloti e di intelligence dell’Alto Comando Germanico per impostare l’attacco.G-Bombers

G-bombers2Forti di 2669 aerei tra bombardieri orizzontali(1015 tra Dornier-17, 215, 217; Heinkel-111 e Junkers-88), bombardieri da picchiata Stukas (346 Junkers-87), caccia bombardieri (375 Me-110 e caccia (933 Me-109), si apprestavano baldanzosi ad imporre una supremazia che in realtà non possedevano.

Ma la storia ci insegna che errori macroscopici di valutazione sono sempre accaduti, ma correttivi militari hanno poi posto un freno a disastri sicuri. Non in questo caso.

Non desidero ora parlare di storia, né di strategie possibili; parlo di persone normali. Di militari comuni. Di gente semplice che riceveva ordini e doveva eseguirli. E forse questo è il punto. Un sito bene informato ci racconta che la RAF disponeva di 1054 aerei: 704 caccia (620 tra Hurricane e Spitfire) e 350 bombardieri. Nel 1940. Non voglio fare il tecnico militare, ma sulla qualità dei velivoli c’era poco da discutere: quelli tedeschi erano più veloci (il dato verrà poi smentito) e con una maggiore rapidità di salita, quelli inglesi erano più manovrabili e meglio armati. Qui già mi fermo e chiedo: «avrai abbattuto uno Spitfire per poterlo visionare, no? se hai notato armi migliori nel nemico, apporterai qualche modifica/miglioramento sui tuoi aerei, no? battleNo.

Non si è fatto nulla fino al 1944.  Allora chi andava su, parlo di gente entusiasta del volo, sapeva di combattere già con qualche svantaggio accertato! I giovani della Jagdwaffe, pieni di concetti come lealtà, onore e cavalleria di quale aspettativa di vita potevano fregiarsi? Con quale morale si potevano gettare nella mischia? Una lotteria russa. L’aspettativa tedesca era di 3 missioni. Con giovani volenterosi, ma male addestrati e nessuna esperienza rimaneva solo il farsi il segno della croce! In più c’era la fatica. Per i piloti della Luftwaffe non era previsto nessun tipo di avvicendamento; gli americani invece, dopo 25 missioni, avevano il cambio. I tedeschi dovevano volare fino alla fine della guerra. Nel 1941 la Luftwaffe disponeva di 1.700.000 dipendenti, ma solo 588.000 erano piloti. La cosa che ritengo più macabra è che dopo i primi duelli aerei si accettò la statistica che solo il 50% dei decollati sarebbe potuto rientrare alla base. Il che, è pazzesco; soprattutto se chi lo dice è quello che vuole vincere!

Goering_speaks

In più, come se questa cialtroneria non bastasse, si aggiunse che la nomina di Goering a Maresciallo dell’aria portò una nuova sventura: l’accusa di codardia ! Se non si riusciva a difendere la terra dei loro padri, i piloti sarebbero stati additati come traditori e condotti dinanzi alla Corte Marziale.

Quindi, con che morale si va su a combattere? Difficile dirlo. Ma il punto è un altro.

Torniamo ai fatti.

Il 15 agosto, 100 bombardieri + 40 Me-110Tyneside vennero inviati in un incursione nel Tyneside e altri 800 apparecchi attaccarono il sud dell’Inghilterra. Morale: 30 Heinkel-111, ognuno con 4 uomini a bordo vennero abbattuti. Tutti morti (120 caduti). Un’incursione diurna fuori dal raggio di protezione dei caccia che portò al disastro. Su un fronte di 500 miglia vennero impiegate 22 squadriglie RAF che condussero alla morte 76 apparecchi tedeschi. Lo spostare gli aeroporti a nord fu vincente per via della distanza che i tedeschi non potevano coprire. Con solo 60/80 minuti di autonomia potevano solo accettare il duello che li spingeva verso l’interno a perdere tempo. Se scampavano finivano nella Manica senza carburante. 2750 aerei fecero questa fine. Una fine non migliore capitò ai 170 aerei italiani che Mussolini inviò in aiuto, senza radio e senza carlinga. Si persero nella nebbia mentre tentavano di attraversare la Manica. Molti non trovarono più la strada del ritorno e dovettero effettuare atterraggi di fortuna in quattro stati diversi. “Una questione politica“, disse il Duce; le perdite furono il 50% nonostante i tedeschi li avessero implorati di non cercare il combattimento contro gli Spitfire con quegli aerei obsoleti. Non ci fu niente da fare.

– Questa è follia.

Mussolini: «gli italiani per mandarli in guerra ci vogliono i calci in culo, sono delle puttane!». diagrammaCon questa vocazione al disastro pongo l’attenzione su un discorso che Goering pronunciò con fervore dicendo che avevano distrutto 1115 apparecchi inglesi contro 467 eroi caduti per la Germania. NON era vero! Era solo propaganda. Ma andiamo al sabato 10 maggio 1941. L’Alto Comando tedesco mandò 450 aerei sopra Londra e perse 45 aerei e 45 equipaggi addestrati in una sola incursione.  Churchill disse che quella notte, ricordò che qualora un’aviazione infliggeva il 10% delle perdite al nemico, lo teneva in scacco. Nessuna aviazione poteva sopportare questo logorio! Concetto assolutamente condivisibile.

Ma la vera domanda è: negli aeroporti tedeschi, al rientro delle formazioni, si valutava il disastro? Non si poteva porre un freno all’inferiorità tecnica? Gli ordini categorici del Fuhrer, la paura di Goering che minacciava la Corte marziale, la mancanza di fiducia nel successo, innescarono uno stato d’animo che costringeva i piloti a pensare solo alla morte in battaglia o alla preoccupazione del rientro senza carburante*; infine, la paura di tornare senza vittorie.

interviste8-1984

*on-the-beach questo aspetto farà subire un serio svantaggio psicologico ai piloti tedeschi; molti finirono sulle spiagge della Francia dopo appena 38 minuti di combattimento aereo.

Ritrovate 8 foto di Londra nella battaglia di Inghilterra, a colori!

8fotoLondra


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