Archivi del mese: luglio 2013

Achtung Banditen

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Il manuale di lotta anti-partigiana recitava così:

Nella pianura raramente compaiono unità compatte di grandi bande. I banditi si insinuano fra la popolazione civile della città, villaggi, negli impieghi rurali o nei servizi tedeschi ed attendono al lavoro quando non sono impegnati in azioni. Essi sfuggono alla cattura per mezzo di una vasta espansione. li colle­gamento si mantiene con un grande numero di staffette, a tale scopo vengono impiegati specialmente appartenenti all’ organizzazione giovanile comunista, gio­vani, donne, ragazze e bambini.

I banditi nella pianura, svolgono la loro attività in vie secondarie, la loro attività è possibile esclusivamente per iniziativa del comando militare e politico locale. La lotta contro tali bande è perciò da rivolgersi verso il loro comando. L’ azione di rastrellamento è la più inefficace forma di lotta nella pianura. In ogni evenienza il comando delle bande e i pericolosi banditi sapranno nascondersi con così raffinata arte, che sebbene ricercati accuratissimamente da parte dei co­mandi di rastrellamento, non verranno trovati [sotto concimale, stalle, finte latrine, doppi fondi, mucchi di fieno, in buchi, nei muri, ecc….], la truppa è troppo poco addentro alla guerriglia e troppo poco ha sviluppato la fantasia.

I banditi dovranno essere battuti con le loro proprie armi: scaltrezza, astuzia, conoscenza delle debolezze ed abitudini dell’avversario, uso dei momenti di sorpresa, insidie.

manifestRapprLa frase “I banditi si insinuano fra la popolazione civile della città, villaggi, negli impieghi rurali o nei servizi tedeschi ed attendono al lavoro quando non sono impegnati in azioni” spiega la prospettiva tedesca adottata in Romagna nella primavera 1944. Questa visione del banditaggio, in perfetta collusione con la popolazione locale, ha forgiato un’immagine dell’ “altra Italia” (giù dalla Linea Gotica) completamente ribelle e avversa nella sua totalità. Un popolo, quindi, da reprimere con durezza alla prima occasione. Con questo atteggiamento, non fosse bastato il tradimento militare italiano dell’8 settembre, si innescava automaticamente la liberatoria di poter fare ciò che si poteva ritenere fattibile. Cioè, se sussisteva il minimo sospetto di favoritismo nei confronti partigiani si poteva e si doveva colpire durissimamente. Beh, c’erano appunto le leggi di guerra a supportare questo atteggiamento. Kesselring era stato categorico in proposito.

Ri-cioè, a supporto di tuttociò, sussisteva il diritto di rappresaglia. Che non è cosa da poco. E che la popolazione conosceva perfettamente.

Ora, a prescindere dalla proprio idea in merito, che determinazione bisogna avere per portare avanti una lotta ribelle? Considerata…ribelle? La gente metteva a serio repentaglio tutto; cose e persone. C’era in gioco la fucilazione sul posto, il sequestro di tutto il sequestrabile, la deportazione e la morte sicura per sfinimento. Aiutare i partigiani era un atto sentito nel cuore, un atto d’amore per una causa ritenuta giusta, ma era anche incoscienza per l’estremo pericolo che si correva. Essere “tanati” (termine ricavato dal gioco del “nascondino”) diventava una specie di “lotteria russa” per il malcapitato. Allo stesso modo, rovesciando la prospettiva, per il partigiano che contattava il contadino o il cittadino per rifornirsi, diventava una questione di tremenda responsabilità, prima ancora che di estrema necessità.

Allora mi chiedo: conoscendo la situazione, era proprio il caso di chiamare in campo la possibilità di rappresaglia pur di far fuori un piccolo fante tedesco o una piccola pattuglia? Comprendo l’azione militare che coinvolge un cospicuo numero di unità per conseguire un risultato militare, invece la storia locale ci consegna una serie di situazioni, singolarmente giudicate “minori”, che però hanno determinato una serie di eccidi allucinanti per aver concesso solo da mangiare e/o da dormire ai “ribelli”. La sussistenza diventava reato!

Eppure, tutti quei mesi con l’ansia di essere scoperti, ogni giorno e ogni notte e di veder bruciare la loro povera casa, sono stati vissuti senza mai un ripensamento, una riconsiderazione e aspettando gli Alleati come fossero il Messia.

Il gioco valeva la candela.

E pensare che invece la storia ci consegna un corollario di migliaia di piccoli “fatti” di cui nessuno parla più, che hanno falcidiato famiglie su famiglie, piccole comunità, per piccole “cazzate” partigiane che sono state redarguite con somma severità e, perdipiù, di completa inutilità militare. Le librerie comunali locali sono piene di libretti che ricordano questi tristi episodi. Il fiume retorico della Resistenza ha fatto il resto con i resoconti del tal partigiano che sui monti ha fatto faville, ma come ho ampiamente già scritto, che non tiene conto poi delle vittime che ha procurato, spesso e volentieri, gratuitamente. Sempre sotto l’insegna del “si doveva fare”.

Sarà. Ma sarà anche come diceva mio nonno: « chi ha il cannone, prima o poi vuole sparare!». Non mi stancherò di ripetere che la Resistenza vera l’hanno fatta 4 galantuomini, nella partigeneria invece ci sono andati tutti. Ma questo è un altro discorso, anche questo, già scritto.rappresaglia


Drugs & rock ‘n roll

DerSpiegel-collE’ interessante notare che l’argomento è salito alla ribalta solo dopo un articolo apparso su “Der Spiegel”, nel 2005, sull’uso sistematico del Pervitin e del D-IX da parte della Wehrmacht. Nonostante siano state centinaia di migliaia le morti causate dall’ uso di queste sostanze nel periodo post-bellico, della cosa non si era curato nessuno, fino ad allora, in Germania , attribuirono i decessi improvvisi a probabili conseguenze originate dal conflitto. Sostanzialmente, nell’articolo citato si sostenne che dal 1938, data di immissione sul mercato del Pervitin (farmaco creato dalla Temmler di Belino), in Germania crebbe la convinzione che le “wunder drugs” avrebbero “aiutato” la Wehrmacht a vincere la guerra. pervitinDa un primo robusto test nell’ invasione della Polonia si passò velocemente ad un uso indiscriminato per le truppe al fronte. Superata in breve una limitazione data dalle leggi statali sull’uso delle droghe, si distribuirono 35 milioni di compresse di Pervitin e Isophan (una versione leggermente modificata prodotta dalla Knoll). Una quantità indiscutibilmente spaventosa. anf-FdP2I pacchetti furono etichettati come “stimolanti”, con istruzioni all’uso che raccomandavano una dose di 1-2 compresse (max) prima della necessità. Gli effetti, almeno inizialmente, furono seducenti. Der Spiegel riporta un episodio del 1942, quando un gruppo di oltre 500 soldati, circondati dall’Armata Rossa, cerca di fuggire da un fronte orientale ove la temperatura era meno di 30° Celsius; “i soldati erano così esausti che stavano cominciando a giacere semplicemente giù nella neve “. anf-boxArrivò un camioncino con nuove dosi di Pervitin. Dopo mezz’ora, il medico scrisse che i soldati si sentivano molto meglio. Dopo un’ora 350 unità si sentirono così euforici e combattivi che ingaggiarono un combattimento con gli inseguitori e ri-sfondarono il fronte! Le truppe di fanteria erano capaci di prestazioni sovrumane con l’uso di queste metanfetamine: nella maggior parte delle persone, la sostanza aumentava la fiducia in se stessi, la concentrazione e la propensione al rischio, mentre allo stesso tempo riduceva la sensibilità al dolore, la fame e la sete, oltre a ridurre il bisogno di dormire. “Due compresse, prese una volta eliminavano la necessità di dormire per 3-8 ore, e due dosi di due compresse ciascuno erano efficaci per 24 ore, con performances inimmaginabili”. Fu anche incoraggiato l’uso di alcool (comunemente chiamato Schnaps, acquavite); “solo un fanatico avrebbe rifiutato di dare ad un soldato qualcosa che può aiutare a rilassarsi e godersi la vita dopo che ha affrontato gli orrori della battaglia, e solo un pazzo avrebbe rimproverato un soldato per godere un drink amichevole o due con i suoi compagni “. Di fatto, l’assumere alcool metilico, scrive il Der Spiegel, produsse il più alto numero di decessi accidentali del periodo bellico. Medici tedeschi sperimentarono su se stessi le procedure consigliate. Intervistato nel 1952, il medico Franz Wertheim rilasciò questa dichiarazione: “volevamo iniziare la giornata bevendo acqua. bicchiere di cognac e prendere due iniezioni di morfina. Abbiamo trovato utile la cocaina a mezzogiorno, e la sera, di tanto in tanto, prendere Hyoskin “, un alcaloide derivato da alcune varietà della pianta di NightShade¹ che viene utilizzato come un farmaco. Il cocktail evoluto del 1944 era un composto di 5mg di cocaina, 3mg di Pervitin e 5mg di morfina. droghe1941-1944Era il D-IX, che poteva mantenere i soldati pronti alla battaglia quando a questi era chiesto di continuare al di là di quello che era considerato normale e, allo stesso tempo, di mantenere alta la loro autostima.

Il 38% dei sopravvissuti alla guerra ha accusato forti problemi di dipendenza e sono scomparsi prematuramente a causa delle Stuka-Tabletten (o Hermann-Goering pillen), delle Pep-pillen, della Flieger-schokolade o Panzerschokolade.

Ma durante il conflitto furono inviate, anche a soldati americani, inglesi, italiani e giapponesi, più di 70 milioni di capsule coadiuvanti nel combattimento.

Cassette di pronto soccorso per aeroplani, stipate di compresse di benzedrine per il temporaneo sollievo dalla fatica, per ridurre i malori da trasferimenti forzati e per animare gli uomini al battesimo del fuoco. Qualcuno disse che facevano effetto ancora 5 giorni dopo gli sbarchi! Molto usate furono le dosi di morphine Syrette, opportunamente non menzionate negli invii di medicinali e, per il motivo che la morfina è una sostanza “deprimente”, ha compromesso la qualità della vita del 25% dei soldati che ne avevano fatto un uso cronico.

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Note:

¹ nightshadeLa parola Nightshade fa apparire immagini di lavorazioni misteriose nel buio della notte, la creazione di formule magiche e intrugli velenosi, immagini di streghe e degli stregoni che creano in silenzio la loro merce.


Ipocrisia della nuova Germania

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 Questa sera (24luglio2013) al TG1 è andato in onda questo servizio:

e su internet ho poi ritrovato questo:

Devono convincere. Sicuramente deve essere così. E pure con i soldi. Soldi per spingere la gente a fare la spia quasi 70 anni dopo. Ma siamo rincoglioniti? Con tutta la stima per il centro Wiesenthal sento di dover scrivere qualcosa di decente per dire la MIA opinione.

SONO SBIGOTTITO! Ma dai! Come “non è troppo tardi”? Nel 2013?

Mi rivolgo alla Germania.

1.   Sto parlando di quella Germania che in 68 anni ha processato migliaia di nazisti e ne ha sentenziati 9? dico, solo 9?

2.   Che si è proclamata campione di indulgenza verso i suoi figli che hanno collaborato, ubbidito ed eseguito crimini contro l’umanità?

3.   Quella Germania che contemporaneamente ha portato avanti una guerra di anni per NON riconoscere le stragi naziste in Italia? (leggasi: italiani uccisi nel 1944 a Civitella, Cornia e San Pancrazio)

4.   Quella Germania che in 68 anni ha contrattato, patteggiato con tutti (ebrei compresi) i risarcimenti per i danni della guerra che ha portato?

5.   Quella che non ha fatto niente, dico niente, di “bastevole” (per usare un loro termine) per dimostrare le buone intenzioni di disconoscere il nazismo? E non ho detto  – niente in assoluto -…

5.   Qualcuno pensa davvero che i tedeschi, dopo 68 anni di inattività su questo fronte, abbiano desiderio di trovare e processare i loro padri che, con entusiasmo, avevano aderito al nazismo? Oggi? E per 25mila euro?

Se questo patatone ritiene che ci siano ancora 60 nazisti in giro, non pensa  che fosse il caso di cercarli un po’ prima?

Lancio un’idea. Se trovi il nazista cattivone (nel 2013), invece di processarli in Deustchland, li faccia processare nei paesi dove hanno commesso i crimini loro ascritti! In questo modo procurerà un più efficace senso di giustizia in Europa. O no? E darà dimostrazione maggiore di buone intenzioni!

Qualcuno mi deve spiegare che gusto ci sarà a trovare oggi un decrepito ultra-novantenne (verosimilmente rincoglionito o malato) che si è giocato tutte le sue cartucce vivendo fino ad ora al riparo da qualsiasi conseguenza bellica e legale. Sarà una mia idea, ma questa cosa non mi sfagiola…

OK. chiedo scusa al lettore. Ho scritto di getto. Ora faccio l’articolo.

Nel 2008, davanti alla Corte dell’Aja erano stati portati almeno 80 casi che riguardano oltre 500 ricorrenti, soprattutto ex militari italiani internati in Germania dopo il 1943 e costretti ai lavori forzati nella fabbriche tedesche. La Germania disse NO. Grazie alla clausola dell’immunità giurisdizionale, prima d’allora nessun altro Paese aveva portato avanti cause di risarcimento nei confronti della Germania. Cosa vuol dire? Significa che le fanno tutte per non pagare. Per una cosa così, un simil-Mussolini avrebbe dichiarato una nuova guerra 70 anni fa! Andando indietro nel tempo, la giustizia tedesca ha attraversato momenti difficili prima di trovare un equilibrio di intenzioni. Fino al 1998, dalle corti in Germania occidentale sono state avviate istruttorie contro 106.496 persone; 6.496 sentenze passarono in giudicato, un’infinità finite nel nulla (per mancanza di prove) e solo 164 concluse con una sentenza.
Ricordo, che nel 1965 venne confermato un progetto di legge che prolungava di 5 anni il termine di prescrizione ( quindi la possibilità di perseguibilità) che fino ad allora era di 20, secondo il codice penale tedesco. Cioè, dopo il 1969 non si sarebbe più potuto far nulla contro i nazisti indagati. Forse, bisogna entrare nella mentalità che, dopo Norimberga, in tutti gli stati occupati ed in Germania, si è entrati in una specie di limbo dove si è chiuso un occhio, forse due, su qualsiasi possibile colpevole. Da ITALIANO, la vedo così.

posterInsomma, la campagna “Operation Last Chance” inizia in quattro città tedesche e prevede ricompense per chi fornisce informazioni rilevanti («Tardi. Ma non troppo tardi»). Sarà…

Ma quando gli americani fecero una cosa molto simile (promossa dall’FBI) per trovare criminali, si trovarono sommersi di centinaia di migliaia di millantatori, fantasticatori, impostori, bugiardi che giuravano di aver visto la Madonna su di unterrazzo del Colosseo che riparava un decoder Sky! Una roba da urlo. E non vennero a capo di nulla. Ok. andiamo avanti. Il patatone parla di 60 nazisti, il Centro Wiesenthal di Gerusalemme ha individuato i nomi di più di 660 presunti criminali di guerra ancora vivi in Europa, molti dei quali provenienti dalla Germania.

Occhio più lungo? perchè tra 60 e 660 c’è una bella differenza! Fortuna che abbiamo lo storico Efraim Zuroff che dice: «Il tempo non diminuisce la colpevolezza di questi assassini. In 33 anni di caccia ai nazisti non ne ho mai visto uno dire di essere dispiaciuto». Bravo. Che ti aspettavi? Che chiedessero scusa? E se li trovi adesso cosa gli fai?    R. il badante; al massimo!

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svasticadiSSSe vogliamo dirci la verità, i processi tenutisi in Germania, in particolare negli anni Sessanta e Settanta, sono stati molto blandi e sommari. Questo stato di cose è andato bene a tutti; in Germania e fuori, anche quando i tedeschi sapevano di ODESSA, l’ organizzazione che riuscì a mettere in piedi un sistema per far uscire dalla Germania gli uomini delle SS.

http--www.cristianesimo.it-cattonazismo-NaziPriestsSaluteHitler-242x165Ad aiutare i gerarchi in fuga, anche alcuni prelati della Chiesa Cattolica che nasconde- vano i fuggiaschi da un monastero all’altro, fino a farli giungere in America Latina, con il famoso PASSAPORTO DIPLOMATICO DELLA SANTA SEDE. Ma anche lo Stato Italiano ha sempre ostacolato una completa ricostruzione storica di tutto ciò e nessuna responsabilità è stata attribuita alla Chiesa.

Preti-nazi

Queste però sono cose che ho già trattato in un altro articolo: “Roma città… a parte” e che è un campione di visualizzazioni in questo blog.

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Quindi, facciamo il punto?

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Con tutto il rispetto possibile, chi si vuol convincere con questa operazione fuori tempo massimo? Non lo so; si farà sentire la Grecia per diminuire il debito o qualcun altro che ha debiti di qualche natura. Certo che i presupposti sono molto dubbi. Oppure è tutto una manovra mediatica. Vedremo.


operazione Paperclip

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Lo scopo di quest’operazione post-bellica del novembre 1945 era quello di accaparrarsi il maggior numero possibile di scienziati  nazisti sottraendoli opportunamente ai russi, in ottica prettamente anti- comunista e, parallelemente, allo scopo di rilanciare l’America come superpotenza.

Iniziando la guerra fredda, ogni elemento che poteva risultare utile contro un nemico comunista andava usato senza esitazione; non solo i nazisti cominciarono ad essere giudicati pedine importanti in ottica anticomunista, ma andavano attuate tutte le misure necessarie per evitare uno spostamento di interesse verso l’URSS.

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(gruppo di 104 scienziati areospaziali a Fort Bliss, in Texas)

CW-L La pedina più prelibata fu di sicuro Werner Von Braun che fu allettato da una serie di condizioni di assoluto privilegio. Il brillante fisico infatti passò da direttore tecnico del laboratorio missilistico di Peenemünde a direttore della NASA. I trasferimenti iniziarono anche durante il processo di Norimberga quando già si stavano delinenando le divergenze tra USA e URSS. Viene naturale immaginare che senza l’apporto di Von Braun e di tutti i nazisti sottratti  dall’operazione, difficilmente gli USA avrebbero potuto rivaleggiare nei primi anni della corsa spaziale. Dalle memorie ritrovate si apprende che Truman aveva autorizzato questo “acchiappatutto” con la condizione che i prescelti non fossero stati membri attivi del Partito nazista e che non si fossero mostrati sostenitori del militarismo nazista. Se “troppo sporchi” si doveva mascherare gli aspetti peggiori con opportuni alleggerimenti. Per distinguere i fascicoli ove necessitava una correzione dagli altri, si apponeva una graffetta di colore diverso; da qui il nome “operazione Paperclip” che coinvolse circa 20.000 persone tra scienziati e familiari tra il 1945 e i primi anni ’70.

CW-R Per permetterne il reclutamento, in molti casi la Joint Intelligence Objectives Agency  (JIOA) ritoccò i curricula degli scienziati. Tra i nomi più illustri figurarono anche Kurt Debus, Arthur Rudolph  e il medico Hubertus Strughold ; tutti classificati come “reale minaccia per la sicurezza delle forze alleate “.

VonBraunSSWernher von Braun, ideatore nel 1935 dei centri di studio e sperimentazione nel villaggio di Peenemünde, sul Mar Baltico, luogo considerato ideale per il lancio di missili di lunga gittata e al riparo da bombardamenti, secondo una fonte NASA è considerato il più grande scienziato della storia e fu talmente importante che il suo passato di nazista non fu neanche preso in considerazione; questo nonostante la sua carica di SS (Allgemeine SS) e membro del NSDAP dal 1937. Il Ministero per gli Armamenti del Reich, Albert Speer, aveva organizzato due Centri di ricerca, chiamati «Peenemünde West» (Occidentale) per lo sviluppo dei progetti dell’Aeronautica e «Peenemünde Ost» (Orientale) per l’Esercito. Dell’ingegnere ancora, ma più tardi, il progetto di usare schiavi del campo di concentramento di Buchenwald come lavoratori.Peene

Appena terminato il conflitto l’esercito americano si precipitò a Peenemünde e Nordhausen per recuperare tutto ciò che rimaneva dopo il bombardamento e per distruggere le fabbriche. Requisirono il possibile, stipando addirittura 300 vagoni ferroviari di materiale nonostante una buona parte fosse già stata requisita dai russi. Anni dopo, in America, il direttore Nasa fece replicare parte delle strutture di Peenemünde per sè ed il suo staff. La cosa che desta più stupore è che il fisico non ha mai nascosto il suo fanatismo di nazista ed è sempre stato tollerato.

L’operazione Paperclip, comunque, si basava su di un accordo siglato con il servizio segreto americano (OSS e poi CIA) che garantiva ai nazisti l’immunità in cambio delle loro competenze e includeva anche un sommergibile pieno di materiali tecnologicamente utili nel campo nucleare, scienziati, ecc. Alcuni ricercatori affermano che nel sommergibile si trovasse anche uranio arricchito, composti chimici necessari per la costruzione di un reattore nucleare, aerei, proiettili anticarro oltre a progetti di vario tipo.

odessa_fileSi disse che anche la CIA favorì il lavoro di O.D.E.S.S.A; scienziati, ma anche gerarchi coinvolti in crimini di guerra contro l’umanità furono espatriati in Francia, Gran Bretagna, America Latina, spesso assieme alle ricchezze che si erano indebitamente procurati per lo più sottraendole ad Ebrei uccisi nei Campi di concentramento e di Sterminio.

Von-BraunIn America però le promesse non furono mantenute. A Von Braun e a tutto il suo staff furono imposte condizioni di vita molto disagiate; separati dalle famiglie, rimaste in Germania, si trovarono a vivere in baracche dissestate, prive di servizi e sotto costante sorveglianza. Non potevano infatti uscire da Fort Bliss liberamente, ma solo sotto scorta. La situazione migliorò solo nel 1958 dopo il lancio dell’ Explorer 1.

Alcuni dettagli. Nel quadro di quest’operazione, scienziati di secondo piano furono trasferiti inizialmente in Virginia a Fort Hunt (anche Von Braun fu interrogato qui), quelli che avevano lavorato a Peenemünde furono immediatamente spostati in Texas a Fort Bliss con contratti rinnovabili di uno/due anni.

paperclipPeopleArthur Rudolph, è  ritornato in Germania Ovest nel 1984 e mai perseguito. Georg Rickhey è stato accusato di crimini di guerra nel 1947. Tuttavia, è stato assolto e tornò in America dove continuò il suo lavoro. Hubertus Strughold fu compromesso da documenti ritrovati per aver effettuato esperimenti medici a Dachau, ma per questi reati non subì mai processi.  Ricevettero residenza legale negli Stati Uniti dal 1950.


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