Archivi del mese: febbraio 2013

irriducibili

lupimannariChi erano i  ” lupi mannari “?  Non mi riferisco a quelle figure immaginifiche che ci spaventavano quando eravamo piccoli, ma ai nazisti irriducibili che dal 1946 hanno scosso, in modo preoccupante, l’ordine pubblico tedesco. Un piccolo esercito creato per un nuovo fronte: contrastare gli Alleati con sabotaggi, attentati e combattere la “denazification”.

Un nuovo fronte, dicevo, fatto di guerra non convenzionale, cioè di terrorismo urbano con insospettate risorse belliche che già dall’estate del 1945 aveva fatto sentire il suo peso. Ex SS, ex gestapo, simpatizzanti, tedeschi disadattati nella nuova società,  compongono un tentativo di rivolta che porta alla morte migliaia di antinazisti in soli 3 anni. PrutzmannSono comandati e organizzati dal gen. Prutzmann, un Capo della polizia impiegato nella lotta contro i partigiani russi, arriva a formare un piccolo esercito che nel 1946 consta di quasi 5000 nazisti irriducibili, di cui il 15% sono donne.

deutsche_queueNello stesso anno, in tutta la Germania occupata,  è in pieno svolgimento la “denazificazione” voluta dai governi alleati che fino ad allora non aveva prodotto grandi risultati; nel marzo di quell’anno viene delegata alla popolazione tedesca che si mostra subito con sentimenti molto contrastanti a causa dei metodi giudicati sommari e poco chiari.

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Gli Spruchkammer, tribunali di denazificazione, raccolgono una miriade di persone sospette allo scopo di accertare eventuali colpe e responsabilità durante il regime per poi processarle, ma la cosa produce solo  nuova ostilità nei confronti degli occupanti.

Ad AAchen (vicino al Belgio) una pattuglia di lupi mannari uccide un sindaco collaborazionista e il piccolo esercito nazista ne ricava una grande pubblicità. La guerriglia viene però censurata dal governo americano per non far aumentare la loro fama. Nel 1947 a Stoccarda, Monaco e Norimberga attacchi bomba, tesi a minare l’occupazione americana, colpiscono industrie e luoghi affollati.    Nel 1948, delle 100.000 persone indagate solo 6000 vengono condannate e solo 800 vengono giustiziati; moltissimi nazisti riescono in qualche modo a fuggire. Soltanto nel maggio del 1955 e dopo alcuni importanti arresti, verrà sciolta l’Alta commissione di controllo sulla Germania quando  la popolazione tedesca effettua uno sciopero di 15 minuti (?!?)  per protestare contro gli attentati. Ogni tentativo di risollevare la dittatura, a quel punto, viene soffocato e fallisce.

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Niente di simile è accaduto in Francia, per esempio da parte dei sostenitori di Petain; niente in Olanda, dove dopo 5 anni di guerra l’opinione era molto cambiata nei confronti dei tedeschi ma molto in Italia, dove la guerra civile post-bellica ha infuriato per diversi anni ancora e dove le persone comuni sono diventate protagoniste indiscusse.

Una discussione possibile potrebbe riguardare la domanda se siano state solo le grandi sovvenzioni americane, che hanno placato la fame, a permettere la denazificazione e l’insegnamento della democrazia o, come disse Adenauer, «… la fottuta paura del comunismo».

Di sicuro ha giocato forte la stanchezza di un popolo che aveva ancora quasi 9 milioni di soldati (8 volte tutto l’esercito italiano nella sua totalità) da far rientrare nella nuova società e la consapevolezza che l’altra dittatura (quella di Stalin) responsabile della morte di un numero di persone compreso tra 20 e 60 milioni…  non aveva certamente fatto meglio.

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NewYork 1931

Una storia veramente poco famosa. new-york-1931

churchillNel 1931 un autista di piazza di New York stava effettuan­do un ultimo giro in cerca di qualche cliente nottambulo. Era una notte buia e fredda e mentre svoltava su per la Quinta Avenue (che allora era percorribile in entrambi i sensi) scorse una persona che aspettava di lasciarlo passa­re in quella strada quasi deserta. Nella fretta di trovare un’ultima corsa, trascurò il suo impulso d’istinto che gli di­ceva di rallentare e accelerò, investendo quell’uomo piut­tosto corpulento il quale, forse guardando nella direzione sbagliata, gli si era parato davanti.
Il giorno dopo, il New York Times casualmente parlò del contributo di Winston Churchill alla politica britannica nella grande guerra; aveva fatto raffor­zare la flotta e aveva lavorato al ministero degli Armamen­ti nel 1918, ma il redattore non seppe resistere alla tenta­zione di attribuire soprattutto a Churchill l’insuccesso del­la spedizione dei Dardanelli del 1915. E non c’è da sor­prendersi se anche il Times definì la vita di Churchill piena di grandi promesse politiche e intellettuali — promesse che non aveva tuttavia mai mantenuto del tutto.

NYT-1942Nel febbraio del 1942, in occasione di una commemorazione, il Times pubblicò un articolo in cui si diceva che se l’America era piegata da nuovi e gravosi impegni militari ed economici era proprio grazie alle estenuanti richieste di sir Winston Churchill e lo dipingeva come un piagnucolone. L’articolo, che riportava anche alcune foto del primo ministro inglese, finì nelle mani di quel povero autista che incredibilmente lo riconobbe come quel signore corpulento e distratto che aveva investito anni prima. In un momento di pausa, telefonò alla redazione del giornale e raccontò il fatto che gli era accaduto anni prima.

Qualche tempo dopo lo stesso redattore raccontò quell’episodio oscuro e scrisse:

« Quel tassi ferì Churchill, ma non lo uccise — fu solo una que­stione di centimetri e di millisecondi che gli salvarono la vita ma, stando ai costi della guerra e al nostro impegno in Europa, forse… quell’incidente lo ha avuto l’America! ».


punto di vista. se…

Una cosa è sicura: dal punto di vista strettamente militare, Hitler ha reso famose cose e persone che altrimenti non lo sarebbero state. In particolar modo, mi riferisco anche ai suoi avversari; e inglesi, perlopiù.
Il celebre imbianchino che ha sempre cercato di spacciarsi per un grande stratega (mai cosa fu più falsa) è risultato responsabile di migliaia di caduti a causa di sviste clamorose e/o per intuizioni scellerate.

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MontgomerySe si legge un po’ o si guardano documentari che lo riguardino, B.Montgomery – il celebrato generale – era un singolare signore, giudicato dai suoi subalterni, prudente al limite dell’esasperazione; è colpa sua la mancata presa di Caen e Cherbourg nelle ore fatali dello sbarco. Monty, si disse, non si muoveva se non era sicuro di avere almeno il triplo delle forze dell’avversario di turno; l’esatto contrario di Patton. Ma chi avrebbe parlato di Monty se non ci fosse stata la guerra?

Lo so, detta così – è una buffonata. Ma vuole essere solo un prospettiva. Ma mi sono sempre chiesto che fine avrebbe fatto Mussolini se Hitler non lo avesse voluto come alleato. Il Fuhrer, al ritorno dal famoso viaggio in Italia del ’38, non era affatto convinto della potenza militare italiana e intimamente, tantomeno della sua affidabilità. Quindi, fino al gennaio del 1940 esisteva una possibilità, seppur remota, che chiedesse al Duce di non entrare nel conflitto se non dietro ad una esplicita sua richiesta. Sappiamo che quello che irritò  maggiormante e furiosamente Hitler furono le iniziative prese dal dittatore sua amico Mussolini, nel tentativo (goffo, peraltro) di affermare che l’Italia era socio alla pari della Germania nazista sulla scena della grande strategia. Il dittatore romagnolo aveva ritardato l’entrata in guerra fino al momento in cui i compiti più difficili ( sconfitta della Francia e cacciata degli inglesi dal continente) erano stati assolti con successo. Ma dopo gli scapaccioni rimediati in Grecia, Albania e Libia assunse i tratti del pupazzo da strapazzare. Ora una cosa meno nota, un lato oscuro di Hitler. Egli amava dare dei ” cazziatoni ” a Mussolini che ascoltava seduto, a capo chino, sfuriate di 2 o tre ore senza proferire parola! E questo a Hiltler piaceva. Dico, questa sottomissione. Ormai 70 anni dopo, è mia convinzione che Hitler sia stato vittima del suo stesso delirio di onnipotenza. Verosimilmente è stato distratto da un miliardo di dettagli impostigli dai problemi militari, dai movimenti delle truppe, dalle problematiche di occupazione, degli approvvigionamenti e ha verosimilmente perso di vista il gioco globale.

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Magari sarà un errore macroscopico ( e che ci vuole…) ma faccio un’ipotesi:

se Hitler avesse deciso, dopo la velocissima conquista dei Balcani ma prima della stupidissima operazione Barbarossa, di servirsi della Bulgaria e della Tracia greca come trampolino per invadere la Turchia europea, di seguito occupare Istambul, attraversare il Bosforo e conquistare l’Anatolia, il continente turco, chiedo: chi avrebbe potuto fermarlo? Boh, difficile da dire. Stalin, schierato com’era a difesa delle nuove frontiere dell’URSS nell’Europa orientale, non avrebbe potuto opporsi ad una mossa del genere. In più la Wehrmacht sarebbe arrivata facile fino al Caucaso (dove c’era moltissimo petrolio da chiedere in prestito), dall’Anatolia i tedeschi avrebbero potuto con estrema facilità irrompere in Iraq e Iran, allungare i loro tentacoli a sud verso l’Arabia e arrivare a mettere le avanguardie in condizioni di aggirare il Caspio e minacciare addirittura l’Asia Centrale russa. Insomma, avrebbe potuto/dovuto sfruttare la vittoria nei Balcani e nel Levante operando una variante all’operazione Barbarossa; effettuare cioè una classica manovra a tenaglia anziché un massiccio scontro frontale. Così facendo è difficile pensare che non avrebbe avuto successo. In più avrebbe minacciato anche l’India dove i nipponici avrebbero potuto dargli una mano! Sbaglio?

mediOriente

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Per fortuna Hitler agiva con una visione strategica limitata da paraocchi legali e/o ideologici. Ma questa è storia che noi conosciamo già.

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discorso di Hitler dopo l’armistizio italiano

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Sull’ armistizio corto e lungo sono state scritte milioni di parole e ognuno, anche in sede  postuma, avrà espresso un suo parere al proposito. Team557 vuole pubblicare oggi una cosa diversa: il discorso che Hiltler pronunciò il 10 settembre 1943 quando non era ancora stato liberato il Duce dal Gran Sasso. Apro una parentesi. Ho cercato in Google qualcosa di simile e ho trovato le cose più incredibili: da ” Send Il duce mussolini dichiarazione contro hitler e i tedeschi Ringtone to your Cell ” agli articoli più irriverenti sul preciso periodo storico. E’ invece mia opinione che le cose vadano riferite con estrema esattezza, diversamente tutto può assumere le forme di una barzelletta: cioè come quando uno la racconta a modo suo modificandone la forma, ma questo è un altro discorso e non voglio farne una inutile polemica. Questo è solo un piccolo contributo che la mia passione offre col semplice proposito di non perdere la memoria delle cose. Alla mia maniera. Continua a leggere


altissima tensione

altatensione

All’ inizio dell’ottobre del 1944 un bombardamento alleato distrusse 6 aerei fermi sulla sulla pista di decollo della consociata aeronautica della Blohm & Woss . La cosa non era affatto una grande novità. La Germania era bombardata 20 ore su 24 nelle zone industriali e quest’ennesimo  colpo non si rivelò particolarmente pesante; i danni erano tutto sommato lievi e le officine e gli hangar risultarono ancora efficienti, ad Amburgo.

bombedNonostante questo, a qualche giorno di distanza dal fatto, da Berlino giunse un ordine perentorio: arrestare Walther Blohm (fratello di Rudolph Blohm) e portarlo dinanzi alla Corte marziale! Processato al volo, venne condannato a sei mesi di carcere per non aver preso adeguate precauzioni contro un attacco aereo! L’incidente era indicativo della tensione che pervadeva a tutti i livelli lo sforzo bellico tedesco alla fine del 1944. Ma c’era un’ altra ragione per tanta severità così immotivata. Il fratello Rudolph era coinvolto nel fallimento del costosissimo progetto costruttivo dell’U-Boot XXI, motivo che aveva decisamente messo contro il ministero e i cantieri navali. Il Reich cercava di accusare la Blohm & Woss di incompetenza ed il suo presidente (Rudolph) attribuiva il completo fallimento del progetto in serie dell’U-boot alla palese impossibità di realizzo nei tempi richiesti dal conflitto.

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Ma le tensioni erano cominciate già il 19 aprile 1944 a Schichau , giorno del varo del primo U-boot XXI  – macchina decisiva per la “vittoria finale” – programmato proprio in occasione del compleanno dell’amatissimo Fuhrer. Fattostà… che il prototipo presentato a Danzica era un modello quasi fantozziano di U-boot, raffazzonato in tutta fretta, che faceva tanta acqua da tutte le parti che dovette essere immediatamente rimorchiato in tutta fretta mentre la folla accorsa stava ancora giungendo alla presentazione. I presenti ricordano che il particolare venne riferito al Fuhrer mentre si stava ancora lavando le mani nel bagno adiacente il palco d’onore. Alla notizia, Hitler diventò prima rosso, poi viola… e giurò, urlando, che qualcuno avrebbe pagato per quella brutta figura. E quel “qualcuno” doveva essere un responsabile, ma non decisivo per il prosieguo del progetto.

walterBlohm

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Venne sorteggiato, a questo proposito, il fratello Walther a causa della delusione per il mancato programma costruttivo dato dalla solita mancanza iniziale di sperimentazione e dalla smania di produzione in massa di Otto Merker.

OttoMerkerLa storia ci riporta che degli 80 U-boot XXI, consegnati entro la fine del 44, nemmeno uno fu poi in grado poi di operare; alla fine di gennaio 45 soltanto 4 di questi furono pronti ad entrare in azione e solo 2 riuscirono a prendere il mare. Né l’uno, né l’altro vinse un solo duello contro le navi alleate.

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Ben e Clara – le ultime lettere

Lo so che la mia opinione non sposta nulla, ma la dico lo stesso. Vorrei fare un plauso alla realizzazione della piccola serie ” Ben e Clara – le ultime lettere ” per la sua realizzazione. Le puntate (4) si avvalgono dell’ ottima performance di Michele Placido e Maya Sansa che ho trovato essere particolarmente indovinata.

Ben-e-Clara-dvdpng

  • il sognatore naufragato
  • il cadavere vivente
  • il mondo perduto
  • il fantoccio grottesco

Le puntate parlano della storia della Repubblica Sociale Italiana e della vita quotidiana di Benito Mussolini e Clara Petacci, attraverso le lettere scritte dal dittatore e dall’amante, durante i 600 giorni di Salò, fino a all’ultimo compleanno di Mussolini alle diserzioni dell’esercito repubblicano, dalla inesorabile avanzata alleata alla disfatta nazista, dalla guerra alla politica. E sono fatte bene. Una cosa rara: non annoiano colui che già conosce la storia e questo, a mio modo di vedere, non è poco.

 

orange-sepQuesta è una di quelle occasioni che ogni insegnante di storia non dovrebbe farsi sfuggire. Le puntate andate in onda sul canale digitale di RaiStoria, tuttavia, derivano dalla puntata unica, di 2 ore circa, trasmessa già da Rai3 “La grande storia”, dal titolo “Mussolini, il cadavere vivente”.  Oltre a Michele Placido e Maya Sansa, numerosi esperti e storici hanno inquadrato scientificamente il carteggio nel periodo storico, offrendo interessanti chiavi di lettura. L’operazione condotta dalla RAI è degna di una grande televisione pubblica e riscatta l’ente radiotelevisivo rispetto a tanto pessimo palinsesto generalista,  a cui purtroppo ci ha abituato da un bel po’ di anni a questa parte. Perchè la Rai non fa un canale storico On Demand?

 

Considerazione. Ma quanto deve essere bello poter avere a che fare con tutti gli archivi storici e con le conoscenze del caso? Mah, in quest’altra vita forse…

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teknik und fabriken

blank_HitlerE’ stato detto: ” voglio una gioventù intrepida, violenta, dispotica, una gioventù combattiva, bella, rivoluzionaria, che vinca la paura della morte...“, ma a questa gioventù è stato dato un fucile a 5 colpi a culatta mobile lento come mio nonno quando gli altri avevano un Garand a 8 colpi di seguito, un LeeEnfield a 10 colpi; poi una machinepistole (Mp38 poi l’Mp40) quando gli altri avevano Thompson, Sten, Bren, Browning da subito. La metà delle pistole Luger si inceppavano 1 volta su 3.
Albert Speer lo aveva previsto: ” una volta che il nostro vantaggio  iniziale sarà svanito dovremo fare i conti con l’industria altrui..” rischiando l’ira di Hitler. Dopo i successi del 1940 e del ’41, con il Blietzkrieg (la guerra lampo) fatto di velocità, i tedeschi occupatori si trovarono costretti ad una guerra di posizione con la quale persero la prima guerra mondiale, di fatto, cambiando radicalmente la propria tattica di combattimento.

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germansE le “madri di guerra” che hanno sfornato figli per il Fuhrer si sono ritrovate con 3.250.000 deceduti fino al ’45, poi con altri 890.000 morti post-prigionia, principalmente per chiare inefficienze tecniche che si sono rivelate fatali nel ruolo opposto a quello che avevano mostrato nelle loro conquiste iniziali. Le Mg34, costosissime alla produzione, furono subito abbandonate; arrivò l’ Mg42 che è stata l’unica arma veramente letale del Terzo Reich. Solo nel ’44 si consegnano in una quantità appena rilevabile armi come l’Mp44, l’Fg42 (pochissimi esemplari), alcuni fucili di precisione, ma in quantità non decisive per modificare il conflitto. Queste differenze, come la precisione di tiro e il rateo di fuoco, hanno determinato il successo negli scontri armati. Non sono bastate la fede nel Fuhrer e la determinazione del soldato nella guerra d’aggressione. Sono state le differenze tecniche.      Come ci spiega Adam Tooze (autore di ” il prezzo dello sterminio “), prima di tutto è l’economia che sostiene la guerra stessa. Giorni fa ho assistito ad un dibattito dove si asseriva con veemenza che ha vinto la “parte giusta ” perchè era divinamente assistita nella lotta contro il Male del nazi-Fascismo. factory1In realtà ha vinto l’industria americana, ha vinto l’industria sovietica e hanno vinto i numeri. Come disse Churchill nel ’43, ” come possono contrastarci oggi che siamo quasi 200 milioni di Alleati contro di loro?” Con equilibri così è il caso di parafrasare la pubblicità che recita: ” Ti piace vincere facile? “. Basti pensare al 1950, 5 anni dopo il conflitto mondiale, quando la Russia si mostrò molto competitiva sul piano atomico contro l’America. Ci si ricorda dell’annuncio di Truman e della sua bomba H? Basta spostare una pedina e gli equilibri diventano subito molto più incerti. E’ la tecnica che ha stabilito i pesi politici tra le nazioni, la paura l’uno dell’altro; è il rispetto derivato che ha mantenuto la pace.fg42
O comunque, tecnicamente parlando, è vero il contrario. Si pensi all’equipaggiamento della nostra ARMIR e poi si traggano le dovute conclusioni del caso.

L’ Me210, i carri Panther e Tiger, i razzi V1 e V2, la pletora di aerei a reazione e a razzo, l’ U-Boot XXI erano tutte armi promettenti. Alla fine del conflitto, il Panther, che si era rivelato tanto deludente a Kursk, sul finire della guerra si era trasformato in un veicolo da combattimento che faceva invidia alle potenze occidentali. Questi mezzi devono i loro parziali fallimenti principalmente al fatto di essere stati messi in campo senza un’ adeguata sperimentazione. Per lo sviluppo occorrevano risorse che la Germania non aveva più.

factory2Ma la potenza aerea alleata (circa 14 volte superiore a quella della Luftwaffe) alla fine del 1943 non stava ancora vincendo la guerra. Nel 1944 nessun attacco nemico poteva essere immediatamente fatale. Il punto critico, di cui ho già parlato in un vecchio articolo, erano i giacimenti petroliferi rumeni: l’unica fonte di importazione di petrolio per la Germania. Ma nel febbraio 44, l’aviazione americana mise in campo migliaia di Mustang P51.

P51-MustangUna nuova generazione di caccia a lungo raggio con serbatoio “a perdere” di gran lunga superiori agli intercettori della Luftwaffe. In aprile, la Luftwaffe perse il 50% di aerei. E di piloti. I rimanenti disponibili non trovarono la benzina per alzarsi da terra.

Anche la costruzione del nuovissimo e rivoluzionario ME262, nonostante i 417.000 lavoratori coatti impiegati da Sauckel, non ebbe miglior fortuna a causa dei tempi di completamento del velivolo che richiesero fino ad 8 mesi.

Ho spesso parlato di numeri. Nel momento di massima produzione, secondo il piano « Reichsverteidigungsprogramm » (programma per la difesa del Reich) del 1944, la Germania riuscì a fabbricare 34.100 aerei da combattimento; per contro, la produzione combinata degli Alleati (GB-USA-URSS) arrivò a 127.000 apparecchi con un margine di superiorità disarmante. (3,7 : 1). Anche nella costruzione di carri armati la disparità era altrettanto consistente: 18.300 prodotti in Germania contro i 64.000 forniti dagli Alleati. La fornitura di munizioni si rivelò impressionante: un rapporto di 4:1 contro la Germania.

ME262

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