Archivi del mese: maggio 2010

film di guerra – aggiornamento 23/05/10

Prima cosa. Se si è appassionati di film (di guerra o no..) e siete avvezzi a comprare “on-line” … occhio!: perché ci sono troppe differenze di prezzo sullo stesso prodotto. Sono uno che spesso si fa prendere dalla foga di comprare (quando la cosa interessa, ovvio..) e quando trovo qualcosa che non ho mi sale la pressione, comincio a blaterare e dò segni di percettibile squilibrio sino a che non ho concluso l’acquisto. Mia moglie fa da pompiere. E per fortuna ci riesce. La passione brucia, ma è questione di indole. Sono così anche per altre cose; troppe e costose. Bene. Cioè male!, comunque ho trovato che girando solo un po’ si risparmiano un sacco di soldi. Tra acquisti e scambi ho acquisito questi:

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Estate 1943 – il gioco degli inganni

Lo so. E’ già la seconda volta che parlo di libri nella categoria Film, ma questa volta lo faccio di cuore per dare a Cesare quel che è di Cesare… E parlo di: ” Estate 1943 – il gioco degli inganni ” di Riccardo Rossotto.

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the gate

Questa è la pagina dove gli arditi e meritevoli double-clickers avranno una luce nuova. Questo è il punto in cui bisogna dimostrare di essere meritevoli una seconda volta: c’è un puzzle da risolvere, per entrare. Chissà.


film di guerra – aggiornamento 19/05/10

continua  la mia ricerca/scambio di film riconducibili alla seconda guerra mondiale e simili. Qui seleziono alcuni film piuttosto anziani che un appassionato del genere deve vedere. 

I leopardi di Churchill. 1970

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per caso…verso Brisighella

DVD-Errano

Lo so. Ne ho già parlato. Ma, a causa di questo blog mi ha telefonato  una persona che non sentivo dal 2004. Si chiama Emma; una della persone intervistate nel DvD “Errano 1944” e a proposito della casualità infinita mi ha ricordato di aver perso il fratello mentre lavorava nel campo, da civile. Dico questo perché era stato un fascista, poi si era “allontanato” – ” perchè quelli là non mi piacciono più – ”  ed era così tornato a casa per aiutare il babbo. Ma non l’ha fatto per molto tempo. Certo, è un fatto semplice capitato chissà quante volte ma, mi fa sempre pensare che per colpa della guerra si è sempre usato scusare  e giustificare tutto. Continuo.

E’ ormai mezzogiorno, si vedono spuntare all’orizzonte due aerei (inglesi) che volano sulle loro teste a bassa quota guardando chi c’è per la statale 9, tra Faenza e Brisighella. Siamo nel settembre del 44. Gli aerei passano, il rombo si affievolisce. Bene, si continua ad arare. Il babbo, il fratello ed Emma (bambina). Per la strada non c’è nessuno. I bombardamenti avevano già tirato giù Ponte Lungo (poco prima di Brisighella) e quindi la statale (una strada allora bianca…) era quasi inutile; tedeschi non ce n’erano in quei punti ed era una giornata discreta. Era fatica lavorare nel campo: babbo non era stato molto preciso sulla faccenda; comunque aveva bisogno…e allora, in questo appezzamento piccolo, vicino alla strada, c’era poco da fare gli intellettuali: si discuteva con la vanga e a testa bassa. – “cos’erano, due?” – grida il babbo  poco distante, “non ho visto ben…“; un boato! Gli aerei stavano tornando! – “Oddio”, vado a mettermi nel fossone!” – grida Emma. – “ma va là…in fa miga gnit! (non fanno mica niente!)” urla il babbo.

Lei ricorda che ebbe una sensazione strana; come se il tempo si fosse fermato per un istante…per farle vedere meglio; vide le 2 grosse “bottiglie” cadere proprio vicino al campo, piegò la testa per ripararsi e sentì le esplosioni e il rumore dei detriti scagliati in aria, l’aria, il vento. Dalla paura e per l’emozione non riusciva a uscire dal fosso profondo, poi sentì il babbo urlare: – ” i l’ha ciap! vigliacch, vigliacch! ” (l’hanno preso, vigliacchi, vigliacchi..). C’era rimasto un buco grande come l’aia di una casa e del fratello restava abbastanza poco. Nel giro di dieci minuti s’era fatto un mucchio di gente a vedere; chi dalla chiesa, chi dalle case nelle vicinanze.

Ora, il punto non è tanto il fatto in sé che conta, ma il dopo. Arriva un militare italiano in licenza (il solito esperto che sa sempre tutto…) e dice: – ” eh, ma è chiaro: dovevano scaricare!… sono andati sulla Colla ( il passo della Colla, il punto più alto del valico sull’Appennino), non hanno trovato da bombardare e non potevano tornare alla base ancora con le bombe sugli aerei !” –

OK. voglio che qualcuno mi spieghi che cosa hanno visto questi 2 piloti inglesi di militarmente interessante; quale obiettivo hanno creduto di individuare per sganciare queste 2 bombe. Non posso pensare ad un errore. Erano passati sopra le loro teste 40 secondi prima. Erano le uniche 3 persone in campo aperto. Era chiaro che erano dei civili. Non erano dei soldati. Non avevano armi. Era una giornata chiara. Da bassa quota non si poteva non vedere che stavano lavorando nel campo.  Ma hanno sganciato lo stesso. Gli inglesi. Guarda un po’!

Secondo me, erano perfettamente consapevoli. Ripeto. Non c’erano nemici in giro. Nessuno. Quindi, li volevi colpire! Non ci si può nascondere dietro ad un dito.

E’ la guerra. Si dirà che è la guerra. In questo modo si scuseranno tutte le cazzate che hanno fatto gli inglesi prima, durante e dopo che la guerra è finita. Si è mai scusato nessuno? No.

Ma dai! Eravamo in dibattimento da qualche mese sulla questione se diventare alleati o solo co-belligeranti; fino a 3 mesi prima eravamo nemici e cosa li tratteneva dal trattarci con estrema diffidenza e con un po’ di risentimento? Di cosa ci stupiamo?

Il nuovo fronte si stava preparando per la battaglia per Faenza; gli inglesi erano a Cesena e dintorni; stavano arrivando. I tedeschi lo sapevano. I tedeschi qui, erano quasi amici dei locali; qualcuno poi si è anche sposato. Tutti ragazzi giovani, troppo giovani per far la guerra. Gli inglesi avevani il totale controllo dell’aria. Per i distratti e disinformati, dirò che le uniche batterie anti-aeree erano a Cervia ed erano poca cosa, perché i tedeschi “non ne avevano più…”; rendo l’idea?

Che gusto c’è a bombardare i civili inermi? Non so; però deve essere bello! dato che…l’hanno fatto! La domanda sul perché è destinata a rimanere inevasa. Ma il caso ha voluto che lui fosse lì in quel momento ma è per questo fatto e per tantissimi altri che noi, e parlo dei nostri vecchi, non abbiamo amato gli inglesi. Con il loro fottuto thè e i crackers e le bombe, le regole nel dopoguerra. Inglesi… voglio dire… neozelandesi, gurka, sik, polacchi, brigate ebraiche e avanti così che c’è posto!

Insomma, il fratello quella mattina non doveva arare, ma il babbo non stava tanto bene ed era stanco. Perciò.. Vai tu…che a me scappa di ridere…Però poi, questi inglesi, a sminare le rive dei fiumi e i campi mandavano solo gli italiani. Perché rischiare? ti pare?

Il caso.

Chi vuole sentire il fatto in tutti i dettagli si guardi il DvD. Un sacco di civili sono morti per fatti simili, famiglie completamente sterminate, altre totalmente depredate di ogni avere quando il fronte si stava spostando verso il Senio; questi sono aspetti documentati e che sono rimasti nella memoria dei locali non solo di qui. Basta leggere un po’.


libri di guerra – aggiornamento 18/05/10

Lo che non sto parlando di Film, ma i libri mi muovono la fantasia e l’immaginazione, perciò sono come, se non di più, dei film. Portate pazienza.

A gentile e pressante richiesta, pubblico una preziosa lista di libri sulla Romagna in guerra che sono tanto ricercati quanto rari perché usciti dai normali giri commerciali. Per lo più, sono a carattere locale (Faenza e dintorni, Brisighella e Forli) ed è, in qualche modo, una cosa rimarchevole perchè non è consuetudine di nessuna libreria (e dico… nessuna) stare lì a perdere tempo per cercare cosa vi potrebbe piacere di un certo argomento. Lo dico perché avrei amato che qualcuno avesse fatto questo per me; mai trovato, però.

Ecco la lista:

AA.VV.     Le campagne ravennati e la Resistenza Ravenna, 1977


AA.VV.     Cattolici nella Resistenza ravennate Ravenna, 1971

L.BERGONZINI  Quelli che non si arresero Roma, 1957


G.CASADIO R. CANTARELLI     Fascismo e antifascismo a Faenza Imola, 1979


L.CASALI  Il movimento di liberazione a Ravenna Imola, 1964,65,77


S.FLAMIGNI L.MARZOCCHI  La Resistenza in Romagna Milano, 1969


E.GIUNCHI Uomini e gesta della ban­da Corbari Torino, 1945


M.MARTELLI  Una guerra, due resistenze Bari, 1976


A.MELUSCHI  Epopea partigiana Bologna, 1947


A.MONTEMAGGI Offensiva della linea gotica Imola, 1980


F.MONTEVECCHI  La battaglia di Purocielo Imola, 1980


S.A      Albo d’Oro. “Salvaste l’Italia, non morirete mai Ravenna, s.d.


            L’opera del Clero a Faenza e Diocesi nel periodo 1943-45 Faenza 1945

            Faenza, cento anni. (Foto­libro)   Ravenna, 1979     

            Il martirio della città e Diocesi di Faenza Faenza, 1945  

            La Provincia di Forli nella Resistenza e nella guerra di liberazione Forli, 1979

P.SCALINI    La notte più buia è prima dell’alba Imola, 1975

Ho trovato, dopo alcune fatiche ed insistenze, una rarissima lista di pubblicazioni strenuamente difese dalla Biblioteca Comunale di Faenza. GRUNT. Vedrò che si può fare. E’ fatica.

Per ulteriori info: team557@tin.it


Waffen SS

13/05/10 – Da Rai Edu un documento abbastanza raro sulle famigerate “Waffen SS“; il ramo militare delle Schutzstaffel, la piccola unità che all’inizio della guerra aveva un forza di poco meno 18.000 uomini, poi fino a diventare un esercito di quasi un milione di soldati.

La cosa più incredibile è che Rai Tre manda in onda questi servizi alle 2 di notte senza nessun preavviso. Oltretutto Rai Educational non annuncia, nelle sue infinite diramazioni, cosa farà  e né quando. Quindi “beccare” questi documentari ha qualcosa di eroico quanto casuale! E, come ho già scritto, non esiste commercializzazione di questa roba. Perciò, come dicono ad Arezzo, “sicché…” averli è di per sé una rarità.


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