Archivi del mese: giugno 1950

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Nell’immagine sotto, nazisti in Las Palmas de Gran Canaria – 1943.
Questo edificio della strada Tomas Morales, angolo Paseo de Madrid, è stato un asilo gestito da una signora austriaca. Nel balcone la maestra e un ufficiale nazista.
Questa casa è ancora in piedi, ma non è un asilo nido.

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bunker-antiaereo

Bunker – nido per mitragliatrici a La Minilla.
postazione anti-aerea per proteggere gli aeroporti delle Isole Canarie e gli Stukas presenti sulle isole.

villa-Winter

Quella che si intravede (poco, per la verità) è la casa che sarebbe stata occupata da Adolf Eichmann, per 15 giorni nel 1950, prima di intraprendere il viaggio per l’Argentina. Arrivato a bordo della nave Giovanna C. con falsa identità fornita dal Vaticano, in quanto dimostratosi fervente cattolico, come Himmler e Hitler stesso (!?!). A Gran Canaria sarebbe arrivato, come moltissimi testimoni ricordano, il 15 luglio con il nome di Ricardo Klement, un elettricista italiano. Molti si chiesero come potesse sembrare italiano quando non parlava nemmeno una parola della nostra lingua. Ma a certe persone non si fanno certe domande. Sembra che la sosta qui sarebbe servita per evitare controlli particolarmente pressanti che stavano avendo luogo negli approdi argentini, nel mese di giugno.

 

P.Draganovich

1950 Padre Draganovic. Responsabile del funzionamento dell’ “operazione Convento” (vedi: Odessa), con ufficiali delle SS al porto di Genova.
Nella foto: sta aiutando ad imbarcare molti nazisti che vogliono fuggire in Sud America con i pass del Vaticano.
Il cardinale Pacelli avrebbe fatto lo stesso viaggio di 17 anni prima, a bordo della nave italiana “Conte Grande”, sempre con fermata a Gran Canaria.

 

sito-con-zone-di-ingresso

Sito con ingressi per i camion (sulla destra) che trasportavano ogni genere di rifornimenti per gli U-boot; viveri, carburante, siluri, pezzi di ricambio. All’interno delle colline, oltre 8000 metri quadri ventilati naturalmente e meccanicamente (per smaltire i gas di scarico degli automezzi), che si snodano in tunnel rivestiti completamente in cemento e dotati di ogni comfort.
I grandi spazi (12 metri di larghezza per 48 di lunghezza e 10 di altezza) per lo storage, con un modello di carro-ponte per il posizionamento dei proiettili, sei decenni dopo il completamento della costruzione del complesso militare, con le porte blindate con maniglie a cremagliera in posizione ferma e tutte le strutture delle gallerie, hanno resistito alla prova del tempo.
Questo sito è rimasto attivo, secondo la gente del posto, fino a tutto il 1953. Ovviamente, la zona era controllata da soli tedeschi, rigorosamente scelti.
Nel 2009, un esperto in costruzioni di gallerie ha stimato che negli anni Quaranta i quasi 8000 metri quadrati hanno raggiunto, tra lavoro e macchinari, un costo attuale di 12 milioni euro. E’ stato inoltre valutato che, per grandezza d’opera ed impiego di tecnologia, la struttura è di gran lunga superiore alla Linea Maginot e, per perizia pura, a qualsiasi lavoro fatto dagli stessi tedeschi in Francia, sul Vallo Atlantico. Nei luoghi si narra che, per la costruzione del sito, siano arrivati in aereo 32 tecnici e genieri Krupp.

 

1. Torrione-di-villa-Winter    2. Torrione2    3. casaWinter01     4. casa-Winter2

5. tunnel-ingresso2     6. tunnel-ingresso-1     7. torrione-interno     8. casaWinter3

1- Torrione di villa Winter a Fuerteventura.
2. Torrione (vista 2)
3. casa Winter (vista1)
4. casa Winter (vista2)
5. ingresso sotterraneo 2
6. ingresso sotterraneo principale
7. Torrione (interno)
8. casa Winter (vista3)

 

Gustav-Winter-(villa-WinterGustav Winter.

 

interno-torrione

casa-invernale-di-Fuerteven

Casa invernale di Fuerteventura. Il proprietario, Gustav Winter, era un ingegnere industriale tedesco arrivato alla Canarie nel 1926. Responsabile della costruzione delle centrali elettriche di Las Palmas de Gran Canarias. Si dice che la villa sia stata una base per sottomarini, che presumibilmente si nascondono nelle gallerie create dall’ingegnere sotto il seminterrato della casa. È stato anche ipotizzato che ad Hitler sia stato offerto alloggio al palazzo dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale. La famiglia nega oggi ogni coinvolgimento nella causa nazista. La gente del posto giura il contrario.

 

In  caso il lettore sia poliglotta:

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