Archivi del mese: giugno 2013

Watten files

Watten-wall

Watten_zoneIl complesso che si vede nella foto è ai piedi della foresta d’Eperlecques a circa 5 chilometri da Watten, nella Francia più settentrionale, sotto al Belgio. E’ un bunker enorme, costruito nel 1943 per lo stoccaggio delle V2, la preparazione prima del lancio in luogo sicuro, la produzione di ossigeno liquido ed infine, il lancio da postazione fissa (2). Ordinato sul finire del dicembre del 42 da Hitler, aveva alcune prerogative interessanti: fuori dal campo di tiro dell’artiglieria navale inglese, era nascosto dalla foresta ma rimaneva facilmente raggiungibile via canale (Canal De Nuefossé) e via treno. Con una guarnigione di circa 250 soldati, impiegò un mare di lavoratori coatti (forse 35000) e per lo più francesi, che lavorarono in condizioni disumane. La scadenza dei lavori si avvicinava pericolosamente e bisognava ultimare la costruzione. Ma operava anche la resistenza francese e, nonostante che nemmeno i francesi sapessero per quale scopo reale fosse quella costruzione, a fine agosto gli Alleati sganciarono 366 bombe in un’ora che devastarono solo la parte nord del bunker. blockHouse-bombedA causa del parziale risultato, ripeterono gli attacchi altre quattro volte però sulla parte sud, ove si produceva l’ossigeno liquido. I tedeschi decisero allora di abbandonare quel tipo di costruzione e di adottarne un altro che prevedesse una stratificazione del calcestruzzo fino a 5 metri. Abbandonarono l’idea della base di lancio ma rimase la fabbrica di ossigeno liquido. Almeno apparentemente. piano3DRimaneva ancora la possibilità di lancio di V2, anche se in quantità limitata (vedi 3D a lato). La resistenza informò Londra degli sviluppi e gli inglesi si rifecero vivi ma con bombe più grosse: la famose Tallboy da 12000 libbre (vedi  foto sotto). Ne tirarono 32 ma solo una colpì l’edificio creando un buco che non creò troppi problemi. Ma lo scopo di queste bombe  non era tanto quello di perforare e poi esplodere, ma quello di provocare mini-terremoti per danneggiare irrimediabilmente la struttura. Ripeterono gli attacchi fino al 25 luglio 1944, ma già dal 18  i tedeschi avevano già sgombrato tutto, dietro ordine di Hitler.

Churchill, il 25 ottobre 1943 riporta queste informazioni:

Interessante è il caso di Watten. L’abbiamo così danneggiata che i tedeschi, in una riunione tenuta due giorni dopo, hanno deciso di abbandonarla completamente. 6000 operai francesi vi erano impiegati nei soliti lavori coatti. TallboyQuando il panico li colse, durante il nostro at­tacco, un corpo di giovani francesi, che i tedeschi utilizzavano per sorve­gliarli, si pose a sparare contro i compatrioti con tale bestialità che un uf­ficiale tedesco fu costretto a sua volta a sparare su uno di quei giovani mascalzoni. La settimana successiva i tedeschi parvero ritornare sulla loro decisione e ripresero i lavori; 3000 operai sono stati portati sul posto; i rimanenti sono stati mandati da qualche altra parte. Disponiamo di un eccellente si­stema di informazioni segrete in questa parte della Francia settentrio­nale, e appunto in base a queste fonti, come anche in base a fotografie e a interrogatori di prigionieri, abbiamo potuto mettere insieme que­ste notizie.

holeBlockHouse

Negli anni immediatamente a seguire la fine del conflitto si è potuto appurare che probabilmente Watten ha funzionato abbastanza come specchietto per le allodole. Distraendo l’attenzione da altre basi che si stavano ultimando in zone come Kaniafried, Richshafen, Mitzgennerth e poi Berlino, Kugellagerwerke Schweinfurt e Wiener Neustadt, i tedeschi lanciarono 1115 V2 su Londra e dintorni e altre 1675 su obiettivi continentali. Molte di queste installazioni erano protette da 56 grossi cannoni + 75 pezzi di contraerea standard. Almeno 40 basi sfuggirono all’identificazione e nel giugno del 44 iniziarono i lanci. La cosa più raccapricciante è la sproporzione di morti causati dalle V2 (es. su Londra – quasi 3000) e i morti per la costruzione dei siti e dei materiali per i lavoratori dei campi (oltre 30 mila) solo in Francia. Non è pervenuto il computo germanico. Se anche questo dato fosse rilevante oggi si potrebbe asserire che le V2 hanno fatto più male alla Germania che ai suoi nemici. Se invece la valutazione dei danni arrecati si basasse solo su Londra, la plausibile proporzione di V2 lanciate in proporzione ai morti britannici diventerebbe (1115 : 3000=  ogni razzo ha fatto circa 3 morti!) un’enorme  ed ingiustificabile spreco economico e di fatica, made in Germany.

4  foto a supporto.

disegno01        lavoriWatten02        Approx-bomb-plot03        hole-interior04

01 – disegno struttura

02 – lavori a Watten

03 – posizione caduta bombe il 27.4.44

04 – unico foro subito dal bunker

sito per galleria di foto: http://www.flickr.com/photos/mrbeama/7074891067/

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Peenemünde. (unofficial)

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Le notizie qui riportate potranno essere smentite in qualsiasi momento, ma all’istante forniscono un altro punto di osservazione su cui è possibile fare alcuni ragionamenti diversi.

Se è vero (come ho scritto) che la scelta di questo luogo come base, operata da Von Braun nel ’35, è stata dettata per la naturale distanza dall’Inghilterra al riparo da bombardamenti, appare evidente che sia Von Braun, sia l’Alto Comando del Reich, presero una cantonata senza precedenti. Ma, in quanto a questo, i tedeschi non sono nuovi a questi episodi. distanceLa distanza tra i campi d’aviazione della RAF a Peenemünde è di circa 980 Km e i bombardieri inglesi avevano autonomia oltre i 1000 Km (senza serbatoi aggiuntivi). Quindi il luogo non si mostrava sufficientemente sicuro.

Le attività a Peenemünde rimasero nascoste fino all’autunno del 1939, poi notizie di armi a vasto raggio cominciarono ad rimbalzare per l’Europa. Fino ad aprile del 1943. E qui esiste la prima questione: quella dell’individuazione delle basi. Nel documentario di History channel  gli inglesi si prendono il merito della scoperta casuale. NON è vero. La notizia di basi di lancio molto defilate venne fornita dai polacchi dell’esercito clandestino (Armia Krajowa).  Esistono rapporti inconfutabili, ritrovati dopo la fine del conflitto, della richiesta di visitare il sito di Peenemünde. Diversamente non si va a fare una ricognizione casuale a quasi 1000 km se non si ha un motivo plausibile…

Peenemunde-mapFu di Duncan Sandys la richiesta di fare le prime ricognizioni e le prime foto sulla costa Baltica della Germania; i voli rivelarono il sospetto che i tedeschi stavano cercando di sviluppare qualcosa capace di bombardare a grande distanza. Da quel momento in poi gli inglesi fecero moltissime ricognizioni per ottenere addirittura le prime foto in 3D (con una macchina acquistata in Svizzera). Da rapporti emergono quasi 40 voli di ricognizione. Quindi, un’altra domanda.  Possibile che nessuno dei 1.960 scienziati, 3.852 tecnici e 30.000 operai, che lavoravano tra qui e la base di Northausen, abbia notato dei ricognitori che gironzolavano?  Mah. Qualcosa si deve essere mosso. L’Oberkommando Wehrmacht, nel 1942 e valutato il valore dei nebbiogeni italiani, richiese il loro dislocamento sul Mar Baltico per la protezione antiaerea. Nell’ottobre, quasi 2000 soldati italiani, al comando del capitano Di Pietro vennero inviati a proteggere la base di Peenemünde e le isole baltiche di Usedom e Wollin, e Swinemunde.

CartelloDall’11 giugno 1943 viene impartito l’ordine di bombardare il sito missilistico e di fare voli anche sulla Francia settentrionale entro una distanza di circa 200 km da Londra. I 150/200 Km erano la stima che gli inglesi avevano fatto in base ai rilevamenti fotografici; nel frattempo, si erano ulteriormente allarmati per l’aumento delle difese contraeree e del personale.

Da parte inglese era impartita la disposizione di predisporre piani, il più completi possibile, per immediati attacchi aerei sulle basi di lancio non appena fossero state identificate nella Francia ; da parte tedesca, Hitler, lo stesso giorno, disse che i tedeschi ormai non avevano che da resistere solo un poco. Alla fine del 1943 Londra sarebbe stata rasa al suolo e costretta a capitolare. Il giorno 20 ottobre fu fissato come giorno zero per l’inizio degli attacchi missilistici. Si dice che ordinasse 30.000 razzi per quel giorno. Una follia.

V1-V2Ma vennero aggiunti altri 1500 operai specializzati togliendoli dalle batterie antiaeree e da altre difese in genere. Scavi speciali vennero fatti a Watten e a Bruneval con uso anche di volontari per la posa di binari, piattaforme per locomotive, costruzioni in cemento, in molte zone della Francia settentrionale.

Il 17 agosto 1943 gli inglesi ruppero gli indugi. Inviarono 597 bombardieri pesanti a Peenemünde per un bombardamento a 2500 metri (molto al disotto della solita quota) per evitare le difese fumogene tedesche (anzi italiane). L’imperativo era di colpire a tutti i costi; se quella notte non avesse avuto un buon esito sarebbe stata ripetuta tutte le altre notti senza badare a perdite o ad altri ostacoli. Operazione Hydra; che ebbe esito discutibile: più di 700 civili (lavoratori coatti) e 2 scienziati, uffici amministrativi, poche officine di progettazione distrutte e fabbriche con danni minimi, secondo i tedeschi. Secondo gli inglesi, un gran successo. Al solito. Nove caccia perduti contro più di 40 aerei inglesi abbattuti, appunto un gran successo. Però dipende per chi. L’USAAF  si offrì di compiere un’ulteriore incursione su Peenemünde il 19 agosto ma i generali inglesi, convinti di aver conseguito un brillante successo, rifiutarono.

under-factoriesComunque sulle valutazioni del dopo sempre si è discusso e sempre si discuterà. Per gli inglesi, Hydra fu di capitale importanza per i ritardi causati e per l’obbligo a spostare la produzione dei proiettili in stabilimenti sotterranei nelle montagne dello Hartz. L’attacco ebbe ad ogni modo una parte d’importanza decisiva sull’andamento della guerra.

Senza il quale, il bombardamento di Londra sarebbe potuto iniziare di lì a poco con esiti storici molto diversi sul D-Day e su tutto il futuro del conflitto.


un caso strano

Una lettera pervenutami, firmata con uno pseudonimo, mi prega di riportare alla memoria un caso che al tempo non ebbe tanto clamore, ma che fa capire come in certi casi la vita sa essere controversa. Una storia che comunque mi ha toccato.

Boesimo_pctFine settembre 1944. Su da Boesimo (più vicino a Marradi che a Brisighella, credo) a Ca d’ Mintò viveva una famiglia falcidiata dalle vicissitudini della vita. La madre, morta da due anni in seguito ad un problema di cuore, aveva lasciato Martino di 8 anni con il padre e la zia piuttosto anziana e uno zio che non parlava più, dopo essere stato malmenato dai tedeschi, reo (secondo loro) di aver dato da mangiare a certi partigiani. Continua a leggere


progetto Hitler / Uk

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Come dicevo, anche gli inglesi parteciparono generosamente al “progetto Hitler”. Nel 1934 il governatore della banca d’Inghilterra Montagu Norman andò a  Berlino in visita speciale e privata. Lo scopo era quello di stabilire accordi precisi riguardo alla politica finanziaria del Reich. Si offrirono al regime nazista prestiti assai generosi, anche dopo l’invasione della Cecoslovacchia. Norman dette a Hitler 6 milioni di oro cecoslovacco che prima si trovava a Londra. Anche il Primo Ministro inglese Neville Chamberlain era al corrente e approvava.

ChamberlainNel 1938, Chamberlain, firmò l’accordo di Monaco, e si vantò di aver sigillato una pace duratura con la Germania , mentre in realtà sapeva benissimo che Hitler si stava preparando alla guerra. Ciò è innegabile.

London.ideaGli inglesi, che nella retorica sostenevano di limitare la corsa agli armamenti dei tedeschi, nei fatti  conclusero, già nel 1935, un Patto Navale, che permetteva alla Germania di accrescere la propria potenza marittima. Appena due mesi prima, l’Inghilterra aveva partecipato alla Conferenza di Stresa, in cui si era mostrata d’accordo nel limitare alla Germania la possibilità di avere una forza navale.

Gli inglesi speravano di distruggere la potenza sovietica attraverso una guerra scatenata dalla Germania, mentre gli Usa volevano una grande guerra per destabilizzare l’Europa e acquisire un maggior controllo attraverso le ricostruzioni successive. L’intento principale degli Usa era quello di indebolire l’impero inglese, e trarre ingenti profitti da un’eventuale guerra europea. Seminare divisioni, armare la Germania e provocare la guerra, avrebbe significato per l’élite Usa un passo avanti nel loro progetto di dominio mondiale.

Dal 1936, Hitler era in grado di poter iniziare la guerra, essendosi reso indipendente dalle importazioni estere di petrolio.
L’élite anglo-americana, a tempo debito, avrebbe additato il “mostro”, per apparire come i “liberatori dei popoli”. La propaganda antitedesca iniziò qualche anno prima dello scoppio della guerra.

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I media inglesi, dal 1938, iniziarono ad esagerare il pericolo dell’invasione tedesca e attuarono “esercitazioni” con maschere antigas, per spaventare la popolazione e convincerla che sarebbe stata necessaria una grande guerra per “fermare il mostro”.

Anche gli inglesi sapevano che se avesse mantenuto il ritmo di produzione della benzina sintetica, Hitler avrebbe avuto possibilità di vittoria. L’élite americana poteva vincere la guerra perché sapeva dove si trovavano i centri di produzione della benzina sintetica. Quindi, si capisce, le truppe americane dopo lo sbarco in Europa, per prima cosa occuparono gli stabilimenti del settore chimico, meccanico e industriale, sequestrarono molti archivi, materiali di laboratorio, e si impadronirono di un’ampia documentazione.

Il 16 luglio del 1945, alla Conferenza di Potsdam, gli Alleati vietarono ai tedeschi la produzione di benzina sintetica. Nell’aprile del 1949 gli alleati smantellarono tutti gli impianti, che furono trasformati in raffinerie di petrolio.

(vedi art. la benzina di Hitler)

Come nota aggiuntiva, dopo sessant’anni di silenzio, il principe Filippo d’Edimburgo, consorte della regina d’Inghilterra, ha ammesso per la prima volta che la sua famiglia, i Mountbatten (Battenberg), era ben collegata ai nazisti. Tutt’e quattro le sue sorelle sposarono principi tedeschi e tre di esse aderirono al Partito Nazionalsocialista. Filippo lo racconta in un’intervista che introduce un nuovo libro intitolato “Royals and the Reich” e Andrew Levy gli ha dedicato un breve articolo sul Daily Mail del 6 marzo. L’elemento da sottolineare, nelle reminiscenze del principe Filippo sui collegamenti nazisti del ramo tedesco della sua famiglia, non sta nel poter dire che il consorte reale è un nazista, ma sta nel fatto che vi sono state situazioni in cui ambienti importanti in Inghilterra hanno ritenuto fenomeni come il nazismo utili strumenti con cui stroncare la sfida agli interessi finanziari imperiali di Londra proveniente dal continente europeo. Questo è il collegamento tra le reminiscenze del principe Filippo e gli sforzi di privatizzare i militari e l’intelligence negli USA, che sono di stampo nazista.

Se l’argomento interessa, un buon libro di Bompiani:

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progetto Hitler / USA

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Per meglio censire il nazismo L’IBM decise di schedare  l’ intera  popolazione   tedesca,

IBM1938 in modo da poter identificare meglio gli ebrei; ad esempio, i soggetti che avevano sposato ebrei, gli ebrei che avevano combattuto durante la Prima guerra mondiale, la percentuale di sangue ebraico, ecc.

IBM1939

La tecnologia dell’Ibm, da quel momento in poi, permise una maggiore efficienza dell’industria bellica, e una migliore organizzazione dei trasporti. Black sostiene che l’aiuto della Ibm fu fondamentale per realizzare l’olocausto degli ebrei e per ottenere i migliori risultati nello sterminio dei soggetti ritenuti indegni di vivere (zingari, disabili, mendicanti, ecc.). Watson era talmente vicino ai nazisti che, nel 1936, ricevette la “Croce al merito dell’aquila tedesca”, la più alta onorificenza nazista che si poteva offrire ad uno straniero.

  (fonte aggiuntiva: http://archiviostorico.corriere.it/2001/febbraio/13/Ibm_segreto_mister_Watson_co_0_0102138520.shtml)

DehomagDopo lo scoppio della guerra, la Dehomag aprì nuove filiali nei territori conquistati (Austria, Polonia, Cecoslovacchia ecc.), per attuare nuovi censimenti. Addirittura, l’Ibm, con rapidità ed efficienza, istituì nuove filiali nei territori che verranno occupati in seguito, anticipando le mosse della Wehrmacht. In tal modo i governi nazisti locali potevano da subito smascherare gli ebrei e deportarli. Questa realtà agghiacciante è stata inoppugnabilmente provata da Black.
Alla fine della guerra, l’Ibm potrà festeggiare una doppia vittoria: oltre agli enormi profitti maturati prima e durante la guerra, sarà considerata dagli Alleati una vittima dell’esproprio nazista, e potrà recuperare tutte le proprie macchine. Secondo Black il movente principale della Ibm era il profitto:

La sede di New York era pienamente a conoscenza di quanto stava accadendo nel Terzo Reich… che i macchinari erano abitualmente utilizzati nei campi di concentramento, e sapevano anche dello sterminio degli ebrei… non ebbe mai nulla a che vedere con il nazismo… ma solo e sempre con il profitto”.

pingerIBMAltre ricerche provano che americani e inglesi parteciparono attivamente all’uccisione di ebrei e di altri prigionieri nei lager. Richard Breitman, docente di storia all’American University di Washington, ha analizzato i documenti di guerra resi pubblici nel 1996 dalla National Security Agency statunitense, che li aveva ottenuti da Londra nel 1984. Sulla base di questi documenti, Breitman sostiene che il governo della Gran Bretagna e quello degli Stati Uniti erano perfettamente al corrente di ciò che stava accadendo in Polonia e in altri luoghi. Dal 1941, erano state intercettate e decriptate parecchie notizie sui massacri di decine di migliaia di ebrei in Polonia, Lituania, Ucraina. Churchill venne a conoscenza di queste informazioni, che rimasero all’interno del SIS. Fino al 1942, sia gli inglesi che gli americani non denunceranno alcuna atrocità contro minoranze e contro il popolo ebraico, ma parleranno in modo generico di atrocità e violenze sulle popolazioni dei territori occupati. All’inizio del 1943, la Bbc iniziò a parlare di “soluzione finale” progettata dai nazisti contro gli ebrei. Cominciarono a circolare descrizioni dei ghetti e dei campi di sterminio, e storie di fucilazioni di massa.

Se si uniscono le ricerche di Breitman a quelle di Black, si comprende come gli anglo-americani non si siano limitati a non contrastare direttamente i crimini nazisti contro le minoranze e gli ebrei, ma abbiano collaborato attivamente con le autorità naziste ad attuare crimini. Tutte le grandi Corporation che operarono in Germania si macchiarono di orrendi crimini. Ad esempio, la famiglia Bush accrebbe notevolmente la propria ricchezza grazie a Hitler e ai suoi lager.  C’era una rete di riciclaggio del denaro sporco, che aveva l’appoggio del finanziere Fritz Thyssen, proprietario di banche in Olanda, in Germania e negli Usa. Il denaro veniva trasferito dalla Germania (all’August Thyssen Bank di Berlino), per l’Olanda (tramite Bank voor Handel che si trovava nei Paesi Bassi) e giungeva negli Usa, presso l’Union Banking Corporation di New York.

La Ubc (Union Banking Corporation) divenne la via segreta per la protezione del capitale nazista che usciva dalla Germania verso gli USA, passando per i Paesi Bassi. Quando i nazisti avevano bisogno di rinnovare le loro provviste, la Brown Brothers Harriman rimandava i loro fondi direttamente in Germania… Una parte importante dei fondamenti finanziari della famiglia Bush fu costituita tramite il loro aiuto ad Adolf Hitler ”.

Durante il periodo nazista, le grandi famiglie di banchieri, i Rockefeller, i Warburg e gli Harriman, sostennero finanziariamente le ricerche eugenetiche. Gli istituti, diretti dallo psichiatra fascista Ernst Rudin, sostennero l’idea che alcune persone erano geneticamente “nocive” perché inferiori oppure portatrici di “tare ereditarie”, e per questo andavano sterilizzate oppure uccise. Rudin diventò capo della Società di Igiene Razziale e poté creare uno staff per stilare leggi a protezione della razza. Nel 1933 creò una legge sulla sterilizzazione dei soggetti “inferiori”. La legge elaborata da Rudin nella Germania nazista traeva ispirazione dalle precedenti leggi americane, e si reggeva sull’idea centrale che alcuni gruppi genetici fossero da sterminare. Si trattava di attuare genocidi, con l’idea di dover “purificare la razza”.

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Anche gli inglesi parteciparono generosamente al “progetto Hitler”.

(continua nel prossimo articolo)

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Hitler era un attore?

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Chi era davvero Hitler e perché proprio lui è stato messo al potere? Secondo lo storico Emil Ludwig Fackenheim, Hitler era semplicemente un attore:

Non credo che conoscesse la differenza fra recitare e credere… prima dei comizi, Hitler si atteggiava di fronte allo specchio. Era un uomo che veniva considerato un signor nessuno quando nella vita privata si trovava in compagnia di persone qualsiasi, soprattutto donne. Diventava un dio davanti alle masse. L’Hitler pubblico, era una creazione a cui collaboravano insieme l’attore e l’uditorio… Ovviamente è sconvolgente pensare che sei milioni di ebrei siano stati assassinati a causa di un attore !

Si trattava semplicemente di recitare la parte del personaggio capace di incantare le masse per soggiogarle. Hitler era caratterizzato da un’enorme ambizione, che si era alimentata nel tempo a causa delle frustrazioni che aveva subito nelle attività in cui si era cimentato.
Anche l’antisemitismo era per Hitler un modo per attrarre consensi. In seguito alla pubblicazione del libro di Henry Ford The international Jew (L’ebreo internazionale, 1921), l’antisemitismo aveva fatto presa su molti tedeschi. Il libro venne stampato in mezzo milione di copie e tradotto in sedici lingue. Nella pubblicazione, Ford sosteneva che ” il potere del parassita ebreo è costantemente aumentato. Il pericolo ebraico, che oggi si chiama sionismo, minaccia non solo una nazione, ma tutta l’umanità “. Il libro fu la bibbia di tutti gli antisemiti, compreso Hitler.

INCREDIBILE

evidence02L’élite ricca inglese e americana aveva aiutato Hitler a salire al potere e ad armarsi. I piani economici e finanziari della Germania nazista non erano sotto la supervisione di Hitler, ma quest’ultimo riceveva ordini dai proprietari delle banche e delle grandi imprese presenti in Germania.
Peter Calvocoressi, Procuratore a Norimberga, affermò: “Gli industriali erano il motore dello Stato tedesco. Il vero asse portante della Germania non erano le forze armate, o almeno non solo loro, bensì la potenza industriale e finanziaria. Senza di essa non ci sarebbe stata nessuna Wehrmacht“.
Il compito di Hitler era, per così dire, “tecnico” e di apparenza. Cioè doveva convincere il popolo che il nazismo sarebbe stato provvidenziale per la Germania  e che soltanto un regime così “forte” avrebbe potuto far uscire il Paese dalla miseria, che si era aggravata in seguito al crollo finanziario del 1929. L’abilità oratoria poi permetterà a Hitler, in quei momenti,  di convincere la maggior parte della popolazione, che si affidò a lui per la disperazione. Egli venne scelto soprattutto per le sue capacità di catturare e convincere le masse. Così lo descriveva il luogotenente nazista Martin Bormann:

Hitler è capace di tenere alla sua mercé coloro che comprendono il tedesco. Questa voce, talvolta dolce, profonda, calda, diventa a suo piacimento rauca, veemente fino all’urlo, all’isteria selvaggia, e imprecatoria. Non ha bisogno di lezioni neanche per conoscere il potere della sua voce e della sua parola… questa predicazione che infiamma le folle come una torcia … è la voce degli uomini eccezionali di cui Dio ha fatto, nei suoi segreti disegni, dei medium, dei guru, incaricati di cambiare la storia degli uomini”.

evidence01Nella campagna elettorale del 1932, Hitler puntò alla lotta contro la disoccupazione e alla partecipazione statale nell’economia. Con questi temi riuscì ad ingannare le masse di lavoratori disperati. Il partito nazista diventò il primo partito della Germania, e nel gennaio del 1933 Hitler diventò cancelliere. Hindenburg aveva subito forti pressioni, che lo avevano indotto ad affidare il governo a Hitler. Era l’élite tedesca (i Krupp, i Siemens, i Thyssen ecc.), sostenuta da quella anglo-americana, a desiderare che il nazismo prendesse il potere. Le banche e le imprese americane si sarebbero dichiarate “neutrali”, e avrebbero ricavato parecchi vantaggi dalla sanguinosa guerra, che avrebbe indebolito gli imperi europei e rafforzato l’impero americano. La Ford , anche dopo l’entrata in guerra degli Usa, continuò a produrre materiale bellico, che sarebbe stato utilizzato contro gli americani.

manifestiUSAseparatorGli americani, durante la guerra, non bombardarono mai le fabbriche americane in Germania. Le industrie Ford si avvalsero ampiamente e a lungo di manodopera coatta dei prigionieri nei lager. L’Ibm offrì a Hitler persino assistenza tecnica per i lavori forzati e per i programmi di sterminio. Grazie alle tabulatrici di Hollerith, che erano le antenate dei calcolatori, venne immagazzinata una quantità enorme di dati. Il giornalista investigativo Edwin Black, nel libro L’Ibm e l’olocausto, documenta la stretta collaborazione fra la grande Corporation americana e la Germania di Hitler. Black riesce a provare che l’allora presidente dell’International Business Machines, Thomas Watson, collaborò col governo nazista fin dall’inizio. Egli aiutò i nazisti nell’opera di classificazione degli ebrei per finalità razziste. La filiale tedesca dell’Ibm prese il nome tedesco di Dehomag (Deutsche Hollerith Maschinen Gesellschaft), per poter operare anche durante la guerra. Watson, nel 1933, fornirà la tecnologia necessaria per il primo censimento del nazismo, a cui ne seguiranno molti altri più perfezionati, anche negli anni di guerra.

tabulatrici

:

Ma c’è ancora molto altro. Da non credere.

fine prima parte


Premure…

la-difesa-della-razzaE’ abbastanza curioso il fatto che, dopo il 25 luglio 1943 e dopo aver arrestato Mussolini e disciolto il PNF, Badoglio e tutto il suo staff abbiano lasciato in vigore le leggi razziali che tanto avevano mosso l’opinione pubblica. E non ci pensò neanche l’altro fenomeno: il Re. Vittorio Emanuele III le aveva firmate, si disse “con riluttanza...”, ma non le revocò. L’idea non gli passò neanche per la testa e verosimilmente perse l’occasione di restituire un’ immagine decente al suo regno. Ma il meglio di sè lo doveva ancora mostrare e di lì a poco. Tra l’altro, il problema era più che sentito dalla polazione civile appena liberata. Badoglio dovette, ripeto, dovette aprire le porte delle carceri e dei campi di internamento per far uscire gli ebrei, ma le leggi razziali si rifiutò di abrogarle. Nelle sue memorie ha lasciato scritto: «Non era possibile in quel momento addivenire ad una palese abrogazione delle leggi razziali senza porsi in violento urto coi tedeschi…».

noebrei

Una cretinata. Ma quale urto? Hitler era già incazzato come una iena per la caduta del regime fascista e stava mandando in Italia le truppe attraverso il Brennero, tu caro mio, erano già più di 40 giorni che stavi complottando con il Re la caduta del regime e l’armistizio; allora, è proprio il caso di avere premure per il Fuhrer? La verità vera è che Badoglio, già razzista di suo, si sia lasciato condizionare da una nota del Vaticano (di chi?) … del Vaticano al proprio governo, nella quale si tergiversava sull’opportunità di cancellare del tutto quelle leggi poichè contenevano  – disposizioni che vanno abrogate, ma pure altre meritevoli di conferma -.

Con la spoliazione dei beni degli ebrei, (per esempio) a Roma, molti appartamenti erano finiti, chissà come, nelle mani della Chiesa che con una abrogazione frettolosa avrebbero poi dovuto essere restituiti. A questo proposito ci fu uno scabroso documentario di RaiStoria nei primi anni 2000 che ci raccontava l’operato della EGELI (Ente Gestione E Liquidazione Immobiliare) e le sue riottosità nel restituire il maltolto.

Mah. Per rendere più truce l’articolo, dirò anche che in Italia, in quei mesi le leggi razziali stavano raggiungendo l’applicazione massima tedesca. Non solo da parte di SS ma anche normale Wehrmacht. Con rastrellamenti feroci casa per casa a tutte le ore. La retata di dimensioni più ampia è registrata a Roma il 16 ottobre 1943 con 1022 arrestati,  ma era stata preceduta da 2 mesi di prelevamenti e deportazione nel campo di Fossoli dove avveniva la consegna abituale degli ebrei. Badoglio lo sapeva. Ne parlava sempre con Buffarini Guidi e gli chiedeva di codificare e legittimare i prelevamenti. Parlo degli eccidi e deportazioni del Lago Maggiore, di Bolzano, di Merano, del Cuneense.  Lo sapeva anche il Re, ma faceva spallucce. Tutto questo, fino a luglio del ’44.

Si capisce. Per non urtare Hitler. Si capisce. 8000 ebrei italiani; ne tornarono poco più di ottocento.       Le leggi razziali furono abrogate il 20 gennaio 1944.

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Come spesso accade…se interessa, un libro: – I Dieci – di Franco Cuomo.


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