10 settembre 1943- cronaca

10 settembre: venerdi

  • ore 13: Bergamini riceve la notizia che la Maddalena è occupata dai tedeschi. e ordina di invertire la rotta verso l’Asinara.
  • ore 14: Calvi ritrova Carboni, in borghese, quasi camuffato, che sta pranzando tranquillamente. Tutti i presenti a Roma lo stavano cercando disperatamente!
  • ore 15,52: due bombe radio-comandate, a razzo, lanciate da un bimotore redesco DO-217k3 colpiscono in pieno la corazzata Roma che affonda in pochi istanti. Perdono la vita Bergamini e i suoi 1352 uomini dell’equipaggio. Un disastro.
  • ore 16: la Divisione Granatieri riceve l’ordine di abbandonare il ponte della Magliana, dopo una strenua e sanguinosa battaglia per difenderlo durante tutta la mattinata. La ragione era che arrivato un “cessate il fuoco” tra autorità italiane e tedesche. Ma INCREDIBILE! Poco dopo giunge però un ordine esattamente contrario: riconquistare il ponte!
    Si è detto della possibilità che la “quinta colonna” tedesca, conoscendo i nostri codici delle trasmissioni, si sia infiltrata nelle nostre comunicazioni creando un enorme confusione tra i nostri reparti.

La fuga del Re.

  • Il Re, con una quindicina di auto al seguito, parte alla volta dell’aeroporto di Pescara dove si dovrà decidere la destinazione finale del trasferimento.
    Sicilia o Tunisia? Dopo un breve Consiglio della Corona, in trasferta forzata, si opta per Brindisi. Intanto si decide l’imbarco ad Ortona per evitare spiacevolissimi “bagni di folla” preannunciati a Pescara. Assolutamente!
    Curiosamente viene cancellata l’alternativa del viaggio aereo precedentemente richiesto: la scusa ufficiale è che la regina ne soffrirebbe troppo!
    In realtà non ci si fida affatto dei giovani allievi ufficiali piloti, che non condividono le scelte operate dal sovrano e da Badoglio (che nel frattempo si mostra piagnucolante).gli interessati possono seguire i dettagli e i commenti nell’articolo:
    1943: la fuga del Re (arrivo a Brindisi, sistemazione e commenti)
  • ore 17: il capitano Schacht, per ordine del gen. tedesco Student, si presenta al comando della div. Centauro per avviare discussioni sulla consegna della armi da parte delle truppe italiane e inizio della trattativa di resa.
    Intanto il Re ed il suo seguito rientrano al castello di Crecchio in attesa dell’arrivo del Baionetta.
  • ore 23: la carovana reale parte per Ortona preceduta da Badoglio, già imbarcato sul Baionetta.
  • ore 24: sul molo di Ortona ci sono oltre 50 auto: il segreto non ha retto! Si contano più di duecento generali e ufficiali e almeno una ventina di autisti, attendenti e …domestici. Il posto non hai visto un assembramento di personalità così ampio e, soprattutto, a quell’ora.
  • ore 24,20: tocchiamo il punto più basso:
    in questi momenti si segna  probabilmente il destino di Casa Savoia.
    il Re si imbarca sulla corvetta.   Sul molo scoppia un’ignobile piazzata su chi abbia diritto a salire a bordo per primo.
    Si alzano anche le mani. Pazzesco.
    Alla fine saranno cinquantasette… i fortunati a godere del privilegio dell’imbarco. I rimasti a terra, per la paura di essere catturati, non aspetteranno le altre navi che, all’alba, non trovando più nessuno, se ne andranno senza passeggeri. Incredibile.

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