Archivi del mese: marzo 2018

2 foto incredibili

Unassailable Fortress – al Polo Sud

Annunci

eschilo che qui si sofocle

Ad agosto 1944 Martin Bormann, a due mesi dallo sbarco in Normandia e su ordine di Hitler, fece pervenire a tutti gli alti comandi delle SS un messaggio segreto recante istruzioni per mettere in salvo quanto più possibile del Reich, fuori dai propri confini.

 

Dal 1936, la Germania aveva stabilito il sudamerica essere una terra promessa per costruirsi un nuovo futuro. Un territorio nuovo, immenso, da scoprire e conquistare. Missioni esplorative erano partite per il lontano Brasile, Bolivia e l’Argentina, spingendosi dentro fin nel cuore della foresta amazzonica, per terminare poi con la famosa “Operazione Sud”, voluta dall’Amm. Doenitz, da marzo 1945, con l’invio di molti U-boot per mettere in salvo quanto più possibile: armi, denaro e migliaia di gerarchi nazisti.
Destinazione: Buenos Aires.

 

Senza dimenticare il santuario tedesco in Argentina: Bariloche; quasi una nuova Germania. Subito, all’indomani dello sbarco alleato del 1944, il 10 agosto a Strasburgo, nella Francia occupata, 77 uomini del Reich avevano avviato una riunione segreta di due giorni per decidere la loro sorte e mettersi in salvo. Erano il numero due della gerarchia hitleriana, il Ministro degli Armamenti Albert Speer, industriali che avevano costruito il motore della macchina bellica tedesca e poi grandi banchieri, i finanzieri, imprenditori in campo assicurativo, nonchè gli industriali dei bacini del Reno e della Ruhr. Gli imprenditori avrebbero qui preso l’impegno di finanziare la fuga dei gerarchi che avrebbero poi custodito e gestito tutti i capitali trasferiti all’estero. Nella riunione vennero delineate tre vie principali di fuga:
la prima, da Monaco di Baviera a Salisburgo per approdare a Madrid, la seconda e la terza, ancora da Monaco, attraverso il sud Tirolo, per giungere a Genova dove imbarcarsi per l’Egitto, il Libano, la Siria o Buenos Aires.
Ma l’esportazione di capitali e beni di ogni genere era iniziata da diverso tempo; dal 1938 si era verificato un invio regolare, ogni 20gg, di macchinari industriali di ogni genere ed ingegneri. Qui  avevano recitato una parte da protagoniste aziende come la Telefunken, Siemens, Mercedes, Krupps, inviando materiali e soprattutto istruttori che dovevano operare da apri-pista.
Rami di questo esodo germanico hanno toccato anche Tangeri, le Canarie, Gerusalemme, sempre con insediamenti decisamente importanti e immensi capitali a disposizione.
E’ in questo contesto geografico che si è sostanziato il trasferimento di quasi 5mila gerarchi SS, dapprima, fino a quello del Fuhrer di fine aprile ’45.
Ecco perché arrivare in località come Bariloche, nel 1945, il colpo d’occhio sarebbe stato come aver fatto solo qualche Km da Berlino: le case erano come in Germania, c’erano scuole tedesche, si parlava ovunque tedesco e c’era una rete di protezione di una efficienza assoluta.
D’altro canto, è certo che i nazisti hanno goduto da subito della simpatia di ampi settori della società sudamericana, come quello del comparto militare, di politici di rilievo, sostenitori del germanesimo ed imprenditori sempre pronti a fare buoni affari, al di là dell’ideologia di turno. Si può affermare che, probabilmente, la fuga di Hitler è stato il caso più alto dell’operazione “Odessa”.
La cosa più incredibile è che quando la guerra era ormai finita vennero effettuati trasferimenti di fondi all’estero senza troppe difficoltà e venne messo in pratica la fuga di migliaia di persone dall’Europa. E’ abbastanza significativo che, nel febbraio del 1997, il centro Simon Wiesenthal abbia formalmente chiesto al governo argentino di indagare su movimenti bancari e bonifici emessi da Germania e Svizzera (soprattutto…) a Buenos Aires effettuati da da oltre trecento gerarchi, inprenditori di tutti i settori e donne del regime nazista. Nella richiesta, all’allora Presidente Carlos Menem e al Presidente in carica della Banca Centrale figuravano in cima alla lista dei nomi da controllare Adolf Hitler, Eva Braun e Martin Bormann. Per la cronaca, tutte richieste finite in una bolla di sapone, spesso con la motivazione che, secondo la storia, i nomi citati erano morti nel 1945 e pertanto non potevano essere presenti in Argentina.
Se ci si informa a dovere si scoprirà che la rete finanziaria che appoggiava il Terzo Reich, dal 1933 incluse persino anche molte imprese degli Stati Uniti, allora Paese nemico della Germania nazista.
Una curiosità. E’ diventato noto, da non molto, che alcuni Paesi, fra cui gli Stati Uniti, hanno nuovamente vincolato documenti segreti declassificati nel 2014 — questo perché è stata presa la decisione di non divulgarli nonostante i 50 anni previsti dalla legge — che svelerebbero in modo incontrovertibile dettagli imbarazzanti e particolari inediti della questione in oggetto.
Una seconda curiosità. Quando arrivò in Argentina Hitler aveva 56 anni e, leggendo su diversi testi e per quanti riferito da testimoni oculari, non sembrava presentare problemi fisici o psichici, il che è in antitesi completa con la storia ufficiale la quale descrive il Fuhrer “finito” negli ultimi giorni della guerra.
Dal 1936 in poi i latifondisti argentini e paraguaiani hanno rappresentato la spina dorsale della sicurezza tedesca in Sudamerica. Nel primo dopoguerra si trattava quindi di rinsaldare i rapporti di amicizia tra le famiglie di tedeschi emigrati da tempo  e i nuovi rappresentanti del regime nazionalsocialista con l’accordo del Governo brasiliano. In questi anni, i cieli brasiliani sono percorsi da idrovolanti con insegne naziste su Rio delle Amazzoni e si spostano nella zona del Pará, dove gli esploratori tedeschi vengono accolti con estremo entusiasmo da tutte le famiglie che vivevano già lì. Per fare due numeri, prima della Seconda Guerra mondiale infatti il Brasile aveva avuto stretti contatti con la Germania nazista: erano partner economici e il Paese sudamericano ospitava il più grande partito nazifascista fuori d’Europa. Contava più di 40 mila iscritti soprattutto nei centri di Belém (Pará), Salvador de Bahia, San Paolo e Rio de Janeiro.
Non fu un caso che Joseph Mengele, l’autore dei più aberranti esperimenti eugenetici nel campo di concentramento di Auschwitz, riuscì a fuggire alla caduta del regime nazista e al processo di Norimberga rifugiandosi in Sud America: prima in Paraguay, poi in Argentina e infine proprio in Brasile. Nel 1937 l’Ambasciatore tedesco a Rio de Janeiro, Karl Ritter, incontrò segretamente Francisco Campos, per discutere la possibilità di entrare nel Patto Anticomintern e l’opportunità di inviare in Germania alcuni ufficiali dell’Esercito brasiliano per seguire un corso di lotta anticomunista. I militari brasiliani sarebbero stati ospiti del Bureau Anticomintern di Berlino dove lo stesso Heinrich Himmler, capo della Gestapo, avrebbe insegnato loro le migliori tecniche di “controllo politico” del paese.

Una curiosità inquietante inedita. Secondo un’intervista di Radio 4 della BBC ad uno scienziato inglese e contenuta nel libro I segreti perduti della tecnologia nazista“, si afferma che molti nazisti erano partiti da mesi dall’Argentina per la Base 211 in Antartide (vedi op. Hi-Jump) e tra i nomi appare il nome Rudolph Hess!
Si esprimono dubbi sull’uomo rimasto chiuso per tanto tempo nella prigione di Spandau e offre prove piuttosto convincenti che non si trattava del vero Hess, ma di un impo­store lasciato morire come un cane nel 1981. Perché una con­danna così lunga? Qualcuno ha suggerito che Hess fosse in qualche mo­do implicato con la Base 211: forse, in qualità di rappresentante del Fuh­rer, e forse ne organizzò le fasi iniziali usando i suoi ampi poteri e gli Alleati lo tennero in vita perché agisse come una sorta di “negoziatore” con i colo­ni. Hess potrebbe effettivamente essere scomparso per sovrintendere allo sviluppo di un Quarto Reich nell’emi­sfero sud.
Fantasie?


31 marzo 1942: news

Attività politica e diplomatica.
war-News

Si informa che il piano Cripps ha sollevato la viva opposizione del Comitato direttivo del Partito del Congresso indiano.
Secondo notizie che giungono da Londra esso si sarebbe dichiarato unanimemente contrario alle proposte britanniche nella loro forma attuale.

 

Attività militare.
FRONTE ORIENTALE.
Attacchi sovietici falliti ancora nel bacino del Donetz, ad oriente di Charchov e nel settore centrale. Operazioni offensive tedesche in vari altri settori del fronte.
Bombardamento aereo di Sebastopoli, Kerch e di Murmansk. 2 navi da trasporto affondate, una colpita.

FRONTE NORD-OCCIDENTALE.
Un mercantile danneggiato sulle coste orientali inglesi. Incursione aerea britannica sulle coste della Manica. 4 apparecchi nemici abbattuti. Incursioni aeree inglesi sul territorio orientale del Reich e sulla zona occupata della Norvegia. Un sottomarino germanico non ha fatto ritorno alla base.

FRONTE LIBICO E MEDITERRANEO.
Attività ridotta in Cirenaica. In Marmarica un campo d’aviazione e Tobruk bombardati. Un mercantile nemico colpito.

FRONTE del PACIFICO.
In Birmania le truppe giapponesi passano il Tonbo e attaccano Shoedaung, presso Prome. In Nuova Guinea avamzano verso Port Moresby. Nelle Filippine continua la resitenza sull penisola di Bataan.


bollettino 668: 31mar1942

 

 

 

L’imperversare del Ghibli in Cirenaica ha fortemente ostacolato l’at­tività operativa.

In una audace azione notturna una nostra formazione aerea del 3° gruppo da caccia, al comando del capitano Giuseppe Tovazzi, ha bombardato il porto di Tobruk e attaccato a volo radente, con par­ticolare efficacia, il traffico litoraneo ed accampamenti avversari. Dieci automezzi sono stati distrutti e oltre un centinaio danneggiati; nu­merosi gli incendi in più luoghi divampati; gravi le perdite inflitte al nemico negli attendamenti. La caccia inglese, levatasi in volo, è stata respinta. Tutti i nostri velivoli sono tornati alla base.

 


30 marzo 1942: news

Attività politica e diplomatica.
war-News

Si annuncia ufficialmente da Washington la creazione del Consiglio del Consiglio di guerra del Pacifico composto da rappresentanti dell’Australia, della Nuova Zelanda, del Canada, della Cina, della Gran Bretagna e degli Stati Uniti.
Roosevelt ha deciso che il Consiglio si riunirà per la prima volta alla Casa Bianca il primo aprile.

Ancora da Washington si ha che il Ministro della Marina, Knox, ha colto l’occasione dell’apertura di una conferenza per la difesa interamericana, per rivolgere un patetico appello alle Repubbliche latine perchè mettano a disposizione degli Stati Uniti (ovviamente) i porti e le navi da guerra.

L’Osservatore romano pubblica che il Governo giapponese, riprendendo un progetto che risale al 1922, ha espresso il desiderio di stabilire con la Santa Sede relazioni diplomatiche.

Cripps ha consegnato alla stampa di Nuova Delhi le proposte del Governo britannico concernenti l’India.

 

Attività militare.
FRONTE ORIENTALE.
Attacchi sovietici respinti nel bacino del Donetz, ad est di Charchov e negli altri settori del fronte. Bombardamento di Pietroburgo e di Kronstadt. attacchi aerei a Mosca, sull’alto Volga e ad est di Bologoje.
Un trasporto nemico affondato a nord di Murmansk. Scontro navale tra navi di scorta e unità germaniche. Un incrociatore inglese colpito. Un cacciatorpediniere tedesco affondato.

FRONTE NORD-OCCIDENTALE.
Incursione aerea inglese sulla costa olandese. Due apparecchi nemici abbattuti.

FRONTE del PACIFICO.
In Birmania, nelle vicinanze di Prome, battaglia di carri armati.
Allarme aereo a Ceylon.


bollettino 667: 30mar1942

 

 

 

 

 

Sul fronte cirenaico vivace attività di pattuglie.

In combattimenti di opposte grosse formazioni aeree, cacciatori te­deschi hanno abbattuto, senza subire perdite, quattro Curtiss. Le installazioni di Tobruk e quelle delle basi aeronavali di Malta sono state nuovamente e intensamente bombardate da reparti dell’aviazione germanica; notevoli distruzioni e vasti incendi hanno palesato l’efficacia delle azioni.


Hunting Hitler 3 – ep.6

Come in ogni puntata si evidenziano le due probabili vie di fuga di Hitler verso nord e verso sud. A qualcuno potrebbe scaturire la battuta che mancano quella verso est e verso ovest. Ci starebbe.
Infatti, in Hunting Hitler (season 1), dopo l’uscita dal Fuhrer-Bunker si era paventato un volo facile facile verso la Spagna e da Vigo, via U-boot con scalo alle Canarie, verso il Sudamerica. Poi si è cominciato a dire che il dittatore non stava così bene e che il viaggio sarebbe stato troppo pesante per uno in quelle condizioni.
Mah. Prima di tutto bisognerebbe accertarsi che lo stato di salute fosse davvero così precario come credono ed, in tutti i casi, la cosa si dovrebbe riproporre anche nel caso della via verso sud.
Se uno sta male, sta male e basta, anche se fugge da Roma o da Genova.

Poi, se uno ci ragiona minimamente, perchè partire da Narvik che è il punto più lontano per una fuga in U-boot…; diversamente non credo che Hitler si sarebbe mescolato con comuni mortali in un trip della Croce Rossa o del Vaticano. Ma è una mia idea.
L’ultima mia considerazione su queste vie è che mi piaceva molto di più quella attraverso la Spagna.
Più facile, con meno problematiche generali e molto più discreta.

Ma adesso c’è un nuovo giochino: con gli idrovolanti. Ricordo che si sarebbero potute dividere le cose: cioè le persone, da sole (entourage + scorta) da una parte e le cose materiali in U-boot, con più calma.
Sono sempre mie idee.
A parte questo, c’è un rapporto ritrovato il 24marzo2015 che dice che a Laguna de Rocha un idrovolante aveva effettuato un atterraggio di fortuna il 31ottobre1945, per poi raggiungere Buenos Aires. Ma la data è sicuramente fuori-range per Hitler. Anche se il fatto è di qualche rilevanza, non può riguardare il Fuhrer; sicuramente a bordo c’erano ex-ufficiali e un piccolo carico d’oro. Comunque, un idrovolante non è un aereo da carico e più di tanto non può portare, fino a prova contraria.


Sul posto, viene contattato un signore che al tempo aveva 8 o 9 anni e ricorda che a bordo si trovavano 40 o 50 passeggeri; davvero tanta gente. Aggiunge che forze locali uruguage arrivarono subito assieme ad una autoambulanza ma sottolinea che c’erano anche 3 altri aerei di scorta. Quindi un convoglio aereo di una certa importanza.
Ma alla richiesta di maggiori informazioni sui passeggeri e sull’eventuale carico il testimone si rifiuta di fornire altri particolari.
Dice solo che uno dei passeggeri aveva diverse guardie del corpo.
Si chiama: paura di parlare. Ancora, dopo oltre 70 anni.
L’aereo caduto per problemi al motore nella laguna – dice – fu riparato in due giorni perchè doveva ripartire per Buenos Aires e suo padre li aiutò in tutto e con successo. Nella verifica in acqua, infatti verranno ritrovati due reperti probabili. In questa fase, il team di Baer si prodiga molto ma, ribadisco: ciò non può aver a che fare con Hitler. L’unica cosa che è da prendere in considerazione è la tipologia del mezzo di spostamento che era in grado di trasportare un personaggio di alto livello ed il suo entourage più stretto, assieme ad un certo carico.
Un altro contatto di Montevideo riporta la notizia che si erano verificati diversi altri episodi di arrivi di convogli aerei e che la cosa era, tutto sommato, normale per quei tempi; molta gente lavorava per i tedeschi che pagavano molto bene chi li aiutava. Indiscrezioni rivelano che le destinazioni aeree riguardavano il fiume Paranà, vicino Misiones, Bariloche e Buenos Aires.

Una nuova pista di Buenos Aires conduce il team di ricerca verso un incontro con un giornalista della capitale che riporta di aver avuto un contatto con una persona in possesso di documenti estremamente importanti, mai visti prima e perciò assolutamente esclusivi.
E questo ci proietta verso il primo vero…
Un privato avrebbe incontrato il giornalista confidandogli di avere il possesso di 5mila documenti originali, dell’epoca, di immigrazione e che questi file siano assolutamente inediti, riservati e non presenti negli archivi pubblici statali. Unica condizione richiesta: la segretezza della sua identità. La fonte non vuole che sia ripresa la sua persona, il suo nome, la sua casa, i suoi familiari e quanto potrebbe ricondurre a lui.
Ora, lo chiameremo Mister X.

Mister X rivela che tutto il materiale è stato lasciato da suo nonno.
Un nonno, agente di alto livello dei servizi segreti del partito nazista, responsabile del funzionamento dell’organizzazione Die Spinne, gestita da gerarchi ed alti ufficiali delle SS,  in Argentina.
Come colpo ad effetto, Mister X propone di dare uno sguardo veloce – tanto per gradiread un  volume di libri contabili dell’attività economica dell’organizzazione clandestina.
Il colpo d’occhio rivela subito le ingenti cifre necessarie alle spese di trasferimento di migliaia di nazisti, via nave, dense di particolari, foto e destinazioni. Subito verificata l’originalità, il volume appare immediatamente come un’enorme rivelazione di valore storico.
Il punto più alto si raggiunge quando Mister X invita il team al piano di sopra, dove risiedono gli unici 5mila documenti sopra citati.

Io che nel trailer della serie sentivo: “abbiamo 5mila file di immigrazione…!” e immaginavo che fossero documenti pubblici rivelatori… Invece è solo il frutto di una donazione inaudita di un privato!

Beh, non posso non dire qualcosa.
La prima cosa che mi viene in mente è che il nonno, se lo sapesse, si potrebbe rivoltare nella tomba!
Non mi si potrà negare la considerazione che, almeno da una certa prospettiva, Mister X sia un perfetto traditore. Alla faccia di tutti quelli che hanno ancora paura di parlare e di lasciarsi sfuggire qualcosa! Di chi si è portato i segreti nella tomba e di chi ancora li conserva.
Poi è mia convinzione che sia possibile che il nipote non sia a conoscenza della possibilità di farci dei gran soldi. Anni fa, chi millantava di avere fotografie del Fuhrer in Argentina aveva preteso milioni di dollari; i pretendenti avevano accettato la richiesta ma poi il proprietario ne aveva rifiutato  la vendita all’ultimo momento, soprattutto per paure varie.
Comunque la si guardi, Mister X è un traditore.
Avrà preso dei soldi dal team? Sarà di ideologia contraria al nonno?
E’ forse un comunista? Ok. Sto esagerando.
Che ne dirà la comunità tedesca, se ne verrà a conoscenza?


Un’ultima considerazione, un po’ sarcastica, è che se Mister X si fosse presentato prima, nella serie di Hunting Hitler, forse avrebbe reso superflue tante cose poi.
Questa raccolta segreta avrebbe fatto la fortuna di storici, scrittori, cercatori di tesori e milioni di curiosi, che documenta gli spostamenti di una quantità di nazisti in Argentina, gettando così una luce nuova all’epilogo del secondo conflitto mondiale.

 

Da una prima lettura, appare che nel 1945 siano giunte in Argentina 351mila persone dalla Germania, nel 1946 altre 300mila e così via, fino al 1950.

Nella prossima puntata probabilmente faremmo tappa in Uruguay dove si chiederanno info ad una centrale idroelelettrica e poi a Colonia Independencia, in Paraguay, dove la presenza del fascismo è stata molto importante dal 1936 al 1945 e dove si dice fosse il nascondiglio principale del Fuhrer.

La penetrazione della dottrina nazionalista in quegli anni in Paraguay non era affatto sconosciuta nè tantomeno sottovalutata, dalle autorità di quegli anni; anche se molti simpatizzarono con certe idee hitleriane. Alla fine, dopo che la Germania nazista fu sconfitta durante la seconda guerra, il Paraguay, titubante, sotto la pressione degli Stati Uniti, si unì agli alleati per combattere contro Hitler. Era il febbraio del 1945 quando, con la pressione degli Stati Uniti, il Paraguay, il Cile, l’Ecuador, il Perù, l’Uruguay, il Venezuela e non l’Argentina, anche solo con un semplice atto simbolico, entrarono in guerra contro l’Asse.
Una cosa paradossale, se ci si pensa, data la forte componente tedesca presente in questi Paesi.
In Paraguay non c’erano solo simpatizzanti di Hitler, ma anche veri agenti nazisti. Si dice che il possesso di false identità facilitava considerevolmente il lavoro degli agenti nazisti in Sud America. Quando nel 1942 la sorveglianza divenne più severa in Brasile, le spie fuggirono in Argentina, dove molti arrivarono poi in Paraguay fingendo di essere mercanti, per cambiare la loro identità o contattare le loro controparti locali. Molti di loro si stabilirono poi definitivamente nel Paese.


%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: