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31 agosto 1942: news

Attività politica e diplomatica.
war-News

In occasione dell’inizio dell’Opera di guerra del soccorso invernale del popolo germanico per l’anno 1942-43, il Fuhrer ha lanciato un proclama di grande importanza politica.

Parlando a Lussemburgo, davanti a circa novemila persone, il capo dell’amministrazione civile, Simon, ha annunciato che tutti i lussemburghesi appartenenti al gruppo etnico tedesco (in stragrande maggioranza) avranno la cittadinanza germanica.

 

 

Attività militare.
FRONTE ORIENTALE. Nel Caucaso i sovietici sono respinti verso il Mar Nero. Nella regione di Stalingrado i germanici giungono a 25 Km della città.
Attacchi sovietici nel settore di Rjew e a sud del lago Ladoga.
MAS italiani affondano nel Ladoga una cannoniera ed una nave mercantile nemica.

FRONTE LIBICO E MEDITERRANEO. Attività intensa di pattuglie esplorative.

FRONTE NORD-OCCIDENTALE. Nell’Inghilterra orientale e nei Midlands ripetuti attacchi aerei germanici.

FRONTE del PACIFICO. nonews


bollettino 826: 31ago1942

 

 

Colpi di mano tentati da pattuglie nemiche sono falliti sul fronte egiziano, dove vivace è stata l’attività aerea; in combattimento con­tro formazioni avversarie, superiori di numero, due apparecchi ve­nivano abbattuti dai nostri cacciatori e molti altri efficacemente mi­tragliati.

Nel corso di attacchi contro nostri mercantili, quattro velivoli ne­mici sono stati distrutti nel Mediterraneo dalla caccia italiana, due dal tiro contraereo di una nostra unità navale, due altri da aviatori tedeschi; un piroscafo risulta non gravemente danneggiato.

Non hanno fatto ritorno dalle loro missioni di guerra due nostri aerei.

Sul lago Ladoga un trasporto sovietico di 1.300 tonnellate, in navi­gazione verso Leningrado, è stato silurato e affondato il 27 corrente da un mas italiano al comando del sottotenente di vascello Aldo Benvenuto.

Le truppe di Rommel non riescono a perforare le fortificazioni di Alam Halfa, ostacolate dagli attacchi del RAF, campi minati, mancanza di carburante e presenza sul loro fianco destro della 7a Divisione corazzata. Rommel annuncia alle sue truppe che saranno ad Alessandria in tre giorni. L’artiglieria britannica e la RAF bombardano posizioni tedesche giorno e notte.

Il ministro dell’Agricoltura Claude Wickard annuncia che probabilmente sarà necessario introdurre il razionamento del cibo.

A ovest di Stalingrado, le truppe tedesche continuano ad avanzare verso la città e sono a soli 26 chilometri di distanza nonostante la forte resistenza sovietica.

Atterraggio di 1200 soldati giapponesi sotto gli ordini del generale Kawaguchi.

Ripresa dell’offensiva da parte delle forze australiane. Di fronte al peggioramento della situazione, il comando giapponese ordinò al generale Horii di mettersi sulla difensiva. Il generale giapponese Hyakutake, alla testa della 17a armata, dirige le sue truppe dalla baia di Milne, in Nuova Guinea, per concentrarsi su Guadalcanal.


nota di percorso, di guerra -1942

A questo punto  del conflitto – settembre 1942 – la situazione bellica tedesca è molto più preoccupante di quello che potrebbe sembrare.
E non di poco.

Situazione oggettiva.

battaglia d’Ingjilterra – fallimento

battaglia per Murmansk – contro i rifornimenti Alleati alla Russia: fallita

battaglia per Leningrado – assedio in corso – statico – fallimento

battaglia per Mosca – attacco e bombardamento – fallimento

battaglia per Stalingrado – in corso – inizio favorevole – fallimento

battaglie per i pozzi petroliferi – fallimento

battaglia per El Alamein – fallimento

battaglia dell’Atlantico – in corso – fallimento

 

Situazione sul Fronte Orientale.

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Dieppe by Churchill

L’estratto che propongo, pubblicato all’interno delle sue memorie nel 1953, scrive:


Ripensandoci a distanza di tempo, le perdite di tale memora­bile azione possono sembrare assolutamente sproporzionate ri­spetto ai risultati conseguiti; si avrebbe però torto a giudicare l’episodio soltanto sotto tale aspetto. Dieppe occupa un posto a sé nella storia della guerra e non deve essere giudicata un fallimento in base al numero elevatissimo delle perdite. Fu una ricognizione in forze costosa ma non inutile. Dal punto di vista tattico rappresentò una miniera d’esperienze: mise in piena luce parecchi inconvenienti del nostro piano; ci insegnò a costruire tempestivamente parecchi nuovi tipi di mezzi da sbarco e di strumenti che sarebbero stati successivamente impiegati. Impa­rammo ad apprezzare il valore d’un poderoso appoggio d’arti­glierie di grosso calibro in caso di sbarco contrastato; la tecnica dei nostri bombardamenti, sia navali che aerei, fu perciò note­volmente migliorata. Soprattutto ci dimostrò che l’abilità e il valore individuali disgiunti da una perfetta organizzazione e da un addestramento collettivo non avrebbero avuto la meglio e che il segreto del successo stava proprio nella razionale distri­buzione dei compiti.
A ciò si poteva arrivare soltanto con for­mazioni anfibie addestrate e organizzate. Tutti questi insegna­menti furono ben appresi.
Dal punto di vista strategico, L’incursione servì a far com­prendere meglio ai tedeschi il pericolo incombente su tutta la costa della Francia occupata; ciò contribuì a trattenere in Occi­dente truppe e materiali, alleggerendo in tal modo il peso che gravava sulla Russia.
Gloria ai valorosi che caddero: il loro sa­crificio non fu inutile.

Una disamina condivisa.

Lo sbarco sulla spiaggia francese fu un disastro clamoroso. C’è poco da discutere. Gli oltre mille soldati canadesi caduti furono solo la metà di quelli caduti prigionieri. Le perdite di navi militari ed aerei furono altissime. C’è voluto un sacco di tempo prima che la seconda divisione di fanteria canadese che aveva fornito la fanteria d’assalto si riprendesse e ci vuole un bel coraggio a scrivere che fu una “memorabile azione”. Specialmente se i soldati non erano esattamente britannici. Come accade quasi sempre.
Poi, se si vuole dare una visione aggiuntiva ed utilitaristica si può ammettere che, come ogni essere umano capace di riconoscere i propri errori, si possano poi trarre insegnamenti per evitare di ripeterli. Certo. Ma ciò non sgombra il campo da responsabilità precise del comando.
E la storia ci insegna che è il risultato a stabilire il successo di un’operazione e non gli insegnamenti che ne puoi trarre in proiezione futura. Questi, tuttalpiù, sono aspetti collaterali e secondari che emergono a posteriori.
Secondo un rapporto canadese il loro apporto prevedeva 4.963 uomini per attaccare Dieppe e le aree circostanti dal mare.
A loro volta coperti da 74 squadroni di caccia e bombardieri da combattimento in testa e dieci piccole navi al largo, accompagnati poi dai carri armati del Reggimento di Calgary, la fanteria dell’Essex scozzese dell’Ontario sudoccidentale e la Royal Hamilton Light Infantry che doveva atterrare sulla spiaggia di fronte di Dieppe.
Il problema fu l’enorme opposizione tedesca opposta che non permise nulla. Il piano operativo era irrealistico all’estremo: non aveva senso, ad esempio, aspettarsi che i Cameron Highlander facessero otto chilometri nell’entroterra, presumibilmente in contatto con i tedeschi per tutto il tragitto, per poi per tornare alla costa per l’imbarco, il tutto in poche ore. Era sciocco dipendere tutto soprattutto dalla sorpresa, ed estremamente sciocco continuare l’attacco una volta persa la sorpresa.
Era irrimediabilmente irrealistico contare sulla fortuna per compensare i fallimenti nella pianificazione.
Una più grande sciocchezza fu attaccare un porto difeso dove scogliere e promontori dominavano le spiagge pesantemente armate. In quale altro posto i tedeschi avrebbero messo la loro potenza di fuoco? Era una follia atterrare su una spiaggia di fronte a Dieppe, dove le pietre impedivano il progresso dei carri armati. Qualcuno si era preoccupato del radar tedesco sulla costa? Perchè sono stati richiamati e fermati i bombardieri?


The Globe and Mail , un giornale chiaramente e amaramente contrario al governo liberale di Ottawa, fu uno dei pochi a criticare apertamente l’operazione Dieppe. Nella primavera del 1943, quando i ministri difesero il raid in Parlamento, il Globe chiamò il raid “un fiasco del primo ordine; una tragedia di spigolamenti militari senza pari in questa guerra “.
Il giornale aveva ragione: gli errori di Dieppe erano e restavano imperdonabili.

 

Però, strano.

Nell’agosto del 1942, a bocce ferme, Winston Churchill, affermò che – le persone che avevavano pianificato il raid di Dieppe dovevano essere fucilate! -. Incaricò Ismay di accertare con precisione i fatti e le responsabilità. Ma l’inchiesta che seguì non condusse ad alcuna conclusione precisa, tranne il fatto che probabilmente Mountbatten aveva ripristinato l’operazione senza l’approvazione dei capi di stato maggiore o del comitato di difesa del governo di guerra.
Il Capitano Patrick Porteous, insignito della Victoria Cross, citato nel suo necrologio sul Globe and Mail di Toronto del 16 ottobre 2000, scrisse: “Le persone che l’hanno progettato dovrebbero essere fucilate!“.

Incredibile.

Secondo il rapporto del reduce John Robson, che scrisse un articolo ad Ottawa Citizen il 21 agosto 2002, lo sbarco fu sanguinoso, ma di successo. Soprattutto perchè trattenne tante risorse tedesche in Francia, evitando che fossero inviate sul fronte Orientale; richiesta espressa di Stalin.
I tedeschi comunque ringraziano di cuore.


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