Archivi del mese: giugno 2018

30 giugno 1942: news

Attività politica e diplomatica.
war-News

Churchill ha annunciato che il generale Auchinleck prende personalmente il comando dell’VIII Armata, al posto del generale Ritchie.

Il Caudillo ha ricevuto al Prado il Ministro degli Esteri, Serrano Suner, intrattenendolo a lungo colloquio.

 

Attività militare.
FRONTE ORIENTALE. Divisioni germaniche penetrano nella cinta fortificata di Sebastopoli, traversando la baia di Sebastopoli. Nel Golfo di Finlandia una motosilurante nemica affondata.

FRONTE LIBICO E MEDITERRANEO. In Egitto le truppe italo-tedesche raggiungono la zona est di Fuka.

FRONTE NORD-OCCIDENTALE. Attacco aereo inglese su Brema.
13 apparecchi inglesi abbattuti. Sulle coste americane 98mila tonnellate di naviglio mercantile nemico affondate.

 

FRONTE del PACIFICO.

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bollettino 763: 30giu1942

 

Le colonne motocorazzate italiane e tedesche, respingendo ulterior­mente le unità blindate nemiche, hanno raggiunto ed oltrepassato la zona di Fuka.

Alla conquista del campo trincerato di Marsa Matruh, espugnato dall’impeto del contemporaneo assalto da occidente di reparti del nostro XXI corpo d’armata preceduti dal 7° reggimento bersaglieri e da oriente di truppe della 90a divisione germanica, ha potente­mente contribuito l’aviazione dell’Asse impegnatasi con tutte le sue specialità gareggianti in slancio e bravura.

Nel rastrellamento della piazzaforte è stato fatto qualche altro mi­gliaio di prigionieri, catturato materiale bellico d’ogni specie in in­gente quantità.

Formazioni aeree hanno ieri intensamente attaccato le direttrici di ritirata dell’avversario centrando numerosi obiettivi; 3 Curtiss sono stati abbattuti in combattimento.

Nella notte sul 29 Gibilterra è stata bombardata da nostri velivoli: gli incendi divampati nelle attrezzature aeroportuali erano visibili a grande distanza.

Le forze dell’Asse continuano la loro pressione.

Nel settore dell’ottava armata britannica, il 30 ° corpo occupa la posizione a nord del dispositivo, attorno a El Alamein. Il 13 ° Corpo si svolge più a sud.

Settore sud. I tedeschi accentuano la loro offensiva.

Il 2 ° esercito tedesco e il 4 ° gruppo Panzer (Armored Group) attaccano vicino a Voronezh.

Il 6 ° esercito tedesco spinge a est, a sud-est di Bielgorod.

In Crimea, la lotta per la conquista di Sebastopoli è ufficialmente finita. Solo pochi piccoli distaccamenti sovietici resistono ancora per qualche giorno.

Settore nord. I tedeschi eliminarono la tasca sovietica che ancora resisteva nel Volkhov occidentale.

L’alto comando sovietico dà l’ordine di evacuare Sebastopoli. L’evacuazione, affidata alla flotta del Mar Nero, si rivela difficile a causa del danno subito dalle navi.

La scorta di convogli PQ-17 lascia l’Islanda con 4 incrociatori e 5 cacciatorpediniere, di cui 2 americani e 3 britannici. I tedeschi avvistarono il convoglio QP-13 , ma non lo attaccarono.

In nuova Guinea, un distaccamento australiano fa irruzione nella base giapponese di Salamaua.

Pochi giorni dopo, un’azione simile sarà presa contro la base giapponese di Lae, anche materialmente e strategicamente importante agli occhi degli Alleati.


oggi, 29 giugno 1942

Oggi, 29 giugno 1942, le truppe dell’Asse sono a Marsa Matruk.
Sono state espugnate le ridotte Capuzzo, Sollum, Halfaya e Sidi Barrani; da qui si prepara il balzo finale verso El Alamein ed Alessandria.
La conquista di Tobruk ha costituito un svolta che sembra decisiva nella guerra africana ma rappresenterà la fine delle vittorie del Terzo Reich nei vari teatri della seconda guerra mondiale.
La punta più alta dei successi conseguita dopo un mese di combattimenti dove la Luftwaffe ha svolto un ruolo decisivo bombardando la cittadella prima dell’attacco.


Questo trionfo, che ha avuto un’eco mondiale, piegherà l’ago della bilancia in favore dell’avanzata in Egitto, a scapito dell’attacco a Malta; un errore, questo, che i tedeschi pagheranno poco più in là.
Il 23 giugno, da Roma partì un telegramma diretto al generale Bastico: – Collasso forze inglesi è molto superiore a quanto potevasi attendere e costituisce fatto nuovo che permette considerare prosecuzione avanzata su Egitto -.
Rommel, forte del consenso di Mussolini, proclamò: « oggi che abbiamo superato le posizioni nemiche, il 30 saremo al Cairo! ».
Cavallero, cadute le ultime esitazioni, diede mano libera all’impetuoso generale tedesco per l’avanzata fino ad El Alamein e telegafò a Mussolini che ormai poteva recarsi in Libia per entrare trionfalmente ad Alessandria alla testa delle forze dell’Asse.
L’ottimismo di Rommel vinse le esitazioni di Kesselring, Cavallero e Bastico. Marsa Matruk, l’ultima grossa fortezza sulla costa dell’Egitto occidentale, era appena caduta. – “Subito dopo bisognava raggiungere e conquistare la posizione di El Alamein finchè la sua preparazione non era ancora completa, prima che i resti dell’8° armata in ritirata avessero il tempo di organizzarsi in difesa. Se le loro linee si spezzavano, per noi era libero il cammino sul delta del Nilo– ha lasciato scritto.

artiglieria pesante inglese durante i combattimenti notturni tra Tobruk e Marsa Matruk

Dietro a questa facciata di entusiasmo esiste un’altra verità fatta di malumori circostanziati ad una serie di episodi, ancora tra italiani e tedeschi, che hanno fatto divampare polemiche sopite solo dal tempo.
Rommel ha rappresentato con energia nei suoi appunti dell’epoca l’opinione che il fron­te africano fosse decisivo e ha quindi attribui­to largamente la sconfitta dell’Asse all’inca­pacità di rifornire adeguatamente le truppe che combattevano in Africa.
Truppe, in un fronte ritenuto, decisi­vo da alcuni e secondario da altri e importante, secondo Hitler, solo per stabilizzare il fianco sud di un grande fronte che si sarebbe di li a poco aperto per una sua grande impresa verso Oriente.
Forse da qui parte la grande diversità di vedute all’interno dei vertici politico-militari tedeschi. Per esempio, Kesserlring, d’accordo con Raeder, avevano premuto ad oltranza per l’attacco su Malta per liberare il traffico nel Mediterraneo, Rommel, invece, puntava ostinatamente al Canale di Suez. E le truppe di terra dello Sperrverband, (forza di sbarramento), che all’inizio dovevano solo impedire il crollo delle forze italiane, con i successi del generale tedesco divennero assolutamente protagoniste e portate alla ribalta dalla risonanza delle testate giornalistiche di tutto il mondo.

tratto di ferrovia tra Marsa Matruk ed Alessandria (1942)

Ma, sempre secondo gli appunti di Rommel, diverse polemiche, sfociate poi in accuse vere e proprie, lamentavano che il rapporto tra i rifornimenti inviati agli italiani e quelli destinati ai tedeschi fosse lar­gamente favorevole ai primi: – Noi non avevamo nessuna possibilità di influire sulla successione delle navi, sui porti di arrivo, né, soprattutto, sul rapporto tra i carichi destinati ai tedeschi ed agli italiani, che teoricamente dove­va essere di 1:1, ma si spostò sempre più a danno delle truppe tedesche -.
Poi, nella corrispondenza privata dell’in­terprete prendono corpo alcune indiscrezioni che fanno luce sui veri rapporti personali tra i semplici ufficiali delle due parti. Si parla continuamente di una antipatia naturale che imperversava ad ogni livello. Direi, al punto di farsi dei dispetti, laddove si poteva. Sempre Rommel scrive: – Gran parte degli ufficiali di marina italiani non erano per Mussolini ed avrebbero volentieri visto la nostra disfatta, anziché la nostra vittoria. Per­ ciò facevano opera di sabotaggio dovunque po­tessero -.
Da parte italiana, si è invece trovato in diari privati che ufficiali tedeschi esortassere le loro truppe a “non dare confidenza” alla marmaglia italiana e di trattarli come “numeri due” e nulla più.
Si è anche scritto, più tardi, che le problematiche di colloquio tra italiani e tedeschi affondavano non solo nel terre­no della mancata preventiva cooperazione militare e che certo non poteva essere stabilita con i pochi colloqui avvenuti alla vigilia dello scoppio della guerra, ma addirittura in una naturale ed assodata intolleranza storico-etnica tra l’Italia e la Germania.
Di questo argomento si è scritto pochissimo o non si è scritto affatto.
In Italia e nel mondo.

campo d’aviazione tedesco a Marsa Matruk (1942)

Ritornando a piombo all’argomento sollevato da Rommel sui rifornimenti scopro un verbale tedesco del 22 giugno.

Siamo davanti a una decisione strategica di enorme rilevanza nella condotta della guerra nel Mediterra­neo: Rommel preferisce sfruttare l’inatteso successo di Tobruk per spingere a fondo l’attacco contro l’E­gitto contro i piani formulati che prevedevano la concentrazione dell’aviazione italotedesca nell’inva­sione di Malta da proseguire con l’invasione dell’E­gitto. La conquista di Tobruk da parte delle truppe italotedesche e il grosso bottino catturato offrono a Rommel l’argomento per ottenere il consenso di Hi­tler e quindi di Mussolini per proseguire l’avanzata in Egitto. Il prosieguo delle operazioni pone perònuovamente la questione di assicurare all’armata rifornimenti il più possibile tempestivi. Grosse speran­ze vengono riposte nel porto di Tobruk ( che deve es­sere riattivato: la perdita dell’avviso Diana, che trasportava 500 specialisti italiani, (336 morti e 119 superstiti – secondo stime ufficiali) rappresentò un duro colpo in questo senso), che si rivela tuttavia inadatto a ospitare navi anche di mediocre pescag­gio, per cui lo scarico delle merci deve avvenire me­diante chiatte, lasciando le navi in rada, esposte alle offese britanniche. Lo spostamento verso est del fronte delle operazioni rende necessario rivoluziona­re ancora una volta la strategia per i trasporti in Africa. La rotta a est di Malta, che corre lungo la costa occidentale greca, deve essere nuovamente preferita, allo scopo di non imporre eccessivi ritardi nei rifornimenti alle truppe di Rommel. Bengasi, Derna e Tobruk sono i porti verso cui indirizzare le navi. Ciò comporta grossi problemi organizzativi: la costituzione di una forza aerea sufficiente per tenere sotto pressione Malta e impedire iniziative del­le forze aeronavali britanniche, lo spostamento di gruppi aerei e unità navali di scorta verso basi più orientali, tanto in Italia (dalla Sicilia a Taranto e Lecce e alla Grecia) quanto in Africa (da Tripoli a Bengasi e Tobruk), e, sulla terra, il trasferimento di parte delle forze antiaeree italiane da Bengasi verso Tobruk. Grossi ostacoli si frappongono alla realizzazione di questo disegno: il principale è rap­presentato dalla scarsità di carburante nelle basi italiane e africane. Queste ultime vengono addirittu­ra rifornite con sommergibili italiani appositamente adattati, le cui capacità di carico sono tuttavia assai modeste. Ma è, tutto sommato, ancora il momento delle grandi speranze -.

Secondo le cifre fomite da Rommel, nel giu­gno 1942 egli aveva ricevuto solo 3.000 ton­nellate invece delle 60.000 previste; in agosto arrivarono 8.200 tonnellate per i tedeschi contro 25.700 per gli italiani (delle quali 800 per i civili) e con quello avrebbe dovuto fare tutto. E siamo solo al 29 giugno.

Mussolini a Tripoli. Oggi

Il 29 giugno i pochi civili che cir­colano nelle vicinanze dell’aeroporto, a Tripoli, sono tenuti d’oc­chio da una fitta schiera di agenti in borghese. Proveniente da Guidonia, atterra un misterioso aereo seguito a poca distanza da altri apparecchi di scorta, dai quali discendono alcu­ni funzionari e diversi ufficiali supe­riori.
Il generale Bastico, che atten­deva fremente sulla pista, si avvicina alla sca­letta dell’apparecchio e saluta mili­tarmente il ben noto personaggio che ne discende con passo rapido e si­curo.

Mussolini, in quasi tutta segretezza, è piombato in volo da Roma per non perdere l’occasione di un trionfale ingresso ad Alessandria, che l’anda­mento delle operazioni lascia presa­gire come imminente. L’aereo del duce riparte subito per Derna, dove è pronto ad aspettare il capo di Stato Mag­giore Cavallero che accompagna il capo del governo italiano al villag­gio Berta, nell’alloggio preparato ap­positamente per lui.
Mussolini at­tende con crescente impazienza che Rommel riesca a superare la resi­stenza inglese a El Alamein per rag­giungere Alessandria. Inganna l’at­tesa fra escursioni, visite ai prigio­nieri di guerra britannici e partite di caccia.
Fra una cosa e l’altra, fa progetti per la sistemazione politica dell’Egitto dopo l’occupazione. Tele­grafa istruzioni a Roma e sollecita il parere del Fuhrer, il quale ritiene il problema un po’ prematuro.
Il primo luglio nomina Cavallero maresciallo e lo spedisce in Italia per accelerare l’invio dei rifornimenti necessari a sbloccare la situazione, sempre più incresciosa e ridicola per lui.

Intan­to ad El Alamein le forze dell’Asse, con un centinaio di carri armati com­plessivamente, il 10 luglio impegnano una lotta disperata per cercare di superare lo sbarramento inglese.
« Dopo aver assalito invano per tre giorni la posizione di El Alamein, de­cisi di sospendere per il momento la offensiva » scrive Rommel.
« Il moti­vo era che il nemico diventava con­tinuamente più forte e gli effettivi delle mie divisioni erano ridotti a 1200-1500 com­battenti e, soprattutto, che la situa­zione dei rifornimenti era straordi­nariamente tesa”.

L’atteggiamento difensivo assunto da Rommel favoriva alcune vivaci sortite britanniche dalle posizioni fortificate di El Alamein, con gravi perdite soprattutto fra gli italiani. Le operazioni acquistavano il netto ca­rattere della guerra di posizione che logorava le scarse forze dell’Asse an­cora disponibili, mentre i britannici continuavano a ricevere rinforzi e ri­fornimenti americani.
«Le nostre forze » scrive Rommel « a paragone di quelle britanniche erano ora così modeste che doveva­mo essere lieti se ci riusciva ancora di tenere il fronte ».
« Verso le 16 del 17 luglio » rac­conta ancora il comandante dell’Afrika Korps « comparvero al mio co­mando tattico il Maresciallo Kessel­ring e il conte Cavallero. Di nuovo questo ultimo minimizzò ostentatamente l’importanza delle nostre esi­genze logistiche…
Anche questa con­versazione rivelò apertamente quan­to fosse grave la situazione e come potessimo fare così poco assegnamento sulle autorità superiori italiane ».
Nei quattro giorni successivi regna sul fronte una tranquillità qua­si assoluta, ma è una calma che pre­cede la tempesta.
Gli inglesi forti di un esondante fiume di rifornimenti USA, concen­trano un gran numero di carri ar­mati e di pezzi di artiglieria e la notte dal 21 al 22 luglio scatenano una nuova offensiva che riesce però ad essere contenuta, sia pure a co­sto di ulteriori gravi perdite di uo­mini e di materiali.

Mussolini, cadute le ultime illu­sioni, riparte con il suo aereo il gior­no 20, diretto ad Atene e poi a Roma.
Durante le tre settimane del suo soggiorno in Africa non gli riesce di incontrarsi neppure di sfuggita con il generale Rommel, che tra l’altro, si rifiuta di vederlo.
«Il duce» annota Ciano «se la prende con il maresciallo tedesco… Anche il contegno dei soldati è in­solente: le macchine tedesche non cedono mai il passo a nessuno, nep­pure ai nostri generali, e non appe­na si presenta l’occasione di un po’ di bottino, prendono tutto loro. Mussolini è « furioso” anche con i militari che « per la seconda volta lo hanno esposto alla brutta figura di andare al fronte in momenti poco felici».


29 giugno 1942: news

Attività politica e diplomatica.
war-News

no relevant news today

 

 

Attività militare.
FRONTE ORIENTALE. A Sebastopoli, atttraversata la Cernaia, truppe tedesco-rumene penetrano sull’altura di Saprun.

FRONTE LIBICO E MEDITERRANEO. In Egitto forze britanniche respinte verso est, nel settore di Marsa Matruh, che ora è accerchiata. Batterie contraeree su navi da guerra germaniche abbattono 8 bombardieri inglesi nel Mediterraneo. Un sottomarino tedesco affonda una petroliera ed una nave da carico nemiche.
Attacco aereo a Malta.

FRONTE NORD-OCCIDENTALE. Attacchi aerei sulle coste sud-occidentali dell’Inghilterra.

FRONTE del PACIFICO. Attacco aereo navale nipponico all’isola di Vancouver. Avanzata giapponese sul Chekiang.


bollettino 762: 29giu1942

 

 

Marsa Matruh è stata conquistata stamane.

Rotta la resistenza delle forze blindate nemiche a sud – est della Piazza le unità motocorazzate dell’Asse continuano l’avanzata verso oriente.
Durante gli aspri combattimenti di ieri e nell’occupazione del cam­po trincerato risultano presi oltre 6.000 prigionieri, distrutti o cat­turati 36 carri armati, gran numero di cannoni e di automezzi. L’aviazione ha vigorosamente partecipato alle operazioni terrestri; depositi di materiali e autoveicoli sono stati bombardati e mitragliati, due piroscafi colpiti nel porto di Marsa Matruh ed uno di essi in­cendiato. Diciassette aerei britannici abbattuti in combattimento.

Aeroplani italiani e germanici hanno attaccato le basi di Luka e di Micabba.

Le truppe dell’Asse entrano in Marsa Matrouh.

Continuando la sua marcia verso est, la 90ª Divisione di fanteria leggera tedesca raggiunge Sidi Abd el-Rahman, 30 km a ovest di El Alamein, dove Auchinlek prepara le linee di difesa dell’8a armata britannica.

La larghezza del fronte britannico è di circa 50 km e le uniche linee di penetrazione che il Rommel corazzato può percorrere sono le estremità nord e sud, vale a dire la strada costiera a nord, e il “Barrel Trail”, che conduce al Cairo, a sud.

Intervista tra il generale Stilwell e Chiang Kai-shek. Ha chiesto agli americani di inviare tre divisioni in Cina entro settembre, 500 aerei e rifornimenti mensili fino a 5.000 tonnellate. Rimprovera Stilwell e minaccia di ritirarsi dal conflitto. Stilwell, come Chief of Staff di Chiang, non è responsabile per l’acquisto di forniture. La tensione tra i due si accumula.

Il Medway, una nave di rifornimento sottomarina diretta ad Haifa con un carico di 90 siluri, viene silurato dal sottomarino tedesco U-372.

La flotta italiana e le forze aeree italo-tedesche ora controllano l’intero settore centrale del Mediterraneo.


28 giugno 1942: news

Attività politica e diplomatica.
war-News

Il Maresciallo di Finlandia Mannerheim visita oggi il Fuhrer al suo Quartier Generale.

 

Attività militare.
FRONTE ORIENTALE. Formazione navale sovietica dispersa a sud-est di Feodosia. Attacchi nemici respinti nel settore meridionale del fronte orientale. 149 fortini nemici espugnati nel settore centrale.

FRONTE LIBICO E MEDITERRANEO. In Egitto combattimenti a Marsa Matruh.

FRONTE NORD-OCCIDENTALE. Bombardamento forte a Malta. In Germania attacchi di bombardieri inglesi sulla città di Brema. 14 apparecchi nemici abbattuti.

FRONTE del PACIFICO. nonews


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