Archivi del mese: ottobre 2016

31 ottobre 1940: news

Attività politica e diplomatica.

L’Italia, — nota l’ «Aroi»  nel suo odierno n.4 — segue con un misto di disgusto e di ilarità il gioco abituale della stampa e della radio britanniche, il quale naturalmente sta ripetendosi in grande stile a proposito  di quanto avviene nella Grecia, spinta dall’Inghilterra alla provocazione e invitata ora da Churchill ad aiutarsi con le proprie eroiche qualità.
war-NewsE’ già pacifico, leggendo i loro generali sono formidabili. Il “Times” ne decanta le lodi, i precedenti, la imbattibilità. Gli altri organi prevedono in coro una serie una serie di sfolgoranti vittorie, una più luminosa delle altra e solo paragonabili a quelle riportate dagli abissini contro gli italiani, fra le colonne della stampa britannica, nel 1936.
Alla fine i greci, per dare agli italiani una qualche consolazione, permetteranno alle truppe nostre di entrare in Atene, così come il Negus di buona memoria concluse la serie dei suoi successi fuggendo precipitosamente da Addis Abeba e consentendo ai legionari di sfilarvi in parata.

Si informa da Ginevra che il Maresciallo Pètain ha ieri sera, dato alla Radio de Lion un resoconto del suo incontro col Fuhrer, sottolineando il fatto che egli è andato all’incontro di sua volontà e che è entrato nella via della collaborazione senza pressione alcuna. «La collaborazione è stata presa in considerazione — ha concluso il Maresciallo — ed io ne ho accettato i principi. l’applicazione di essa sarà discussa in avvenire».

I ministri degli esteri e vice presidente del Consiglio Laval ha fatto oggi una dichiarazione alla stampa ha fatto oggi una dichiarazione alla stampa rilevando che le prime conversazioni con i rappresentanti germanici hanno avuto luogo in un’atmosfera di cortesia e con uno spirito di mutua comprensione non soliti dopo una disfatta.

Da Bruxelles è confermato che il Governo di Franco ha invitato l’Ambasciatore del Belgio a Madrid, Conte de Romree, a lasciare immediatamente il territorio spagnolo, essendo risultato che il diplomatico ha collaborato attivamente a facilitare la fuga in Inghilterra dell’ex Primo Ministro Pierlot e dell’ex Ministro degli Affari Esteri Spaak.

 

Attività militare.
Comunicati tedeschi. Attacchi aerei contro Londra e altri importanti importanti obiettivi bellici dell’Inghilterra centrale e meridionale. Piroscafo inglese di 5mila tonn. affondato a nord dell’Irlanda. Duelli aerei. Una motosilurante inglese affondata sulle coste delle Fiandre. Incursioni aeree britanniche sulla Germania occidentale. 13 apparecchi inglesi e 3 tedeschi abbattuti.

Da Tokio si conferma che i giapponesi hanno completato la distruzione di tutti i ponti sul fiume Mekong, interrompendo così completamente il traffico sulla via della Birmania.


war report: 31ott1940

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Come l’invasione italiana della Grecia ha cominciato a rallentare, fino a fermarsi nelle montagne dell’Epiro, le forze britanniche sono sbarcate nelle isole di Lemno e Creta, nel sud della Grecia per evitare atterraggi italiani sulle isole greche. Le cacciatorpediniere greche Spetsai e Psara sono partite dal Golfo di Patrasso e hanno usato i loro cannoni da 120 mm per bombardare le truppe italiane sulla costa ionica di Albania e della Grecia settentrionale.

Il sommergibile tedesco U-124 ha affondato la nave britannica Rutland a 300 miglia a nord ovest dell’Irlanda alle 21:58, uccidendo l’intero equipaggio di 24 uomini.

L’incrociatore tedesco Widder, è arrivato a Brest, in Francia, dopo un’operazione di 179 giorni nell’Oceano Atlantico che ha visto l’affondamento di 10 navi, per un totale di 58.645 tonnellate.

Dando seguito alle nuove direttive di Churchill diramate ieri, bombardieri della RAF hanno attaccato i civili a Napoli.

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Secondo un opuscolo britannico il Ministero dell’Aeronautica, pubblicato nel 1941, questa data è stata la fine ufficiale della battaglia d’Inghilterra, ma i bombardamenti su Londra, in realtà, continueranno.

 

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MV Rutland affondata da U-124 – LC;
steamer Hillfern affondato per esplosione interna;
trawler Aldebaran affondato da mina;

 

Battaglia di Inghilterra.

da un articolo apparso nel 1947 sul Daily Mirror:

Il 31 ottobre 1940 per gli inglesi è la data ufficiale della fine della battaglia d’Inghilterra, anche se la Germania aprirà nuove fasi ulteriori fasi di bombardamenti su Londra. Negli ultimi mesi, la grande battaglia aerea che aveva imperversato nel corso sud-est dell’Inghilterra, è sembrata come una delle battaglie più importanti che la Gran Bretagna abbia mai dovuto superare.
La Luftwaffe, come forza attaccante, aveva una forza combinata di bombardieri, caccia e cacciabombardieri. Con un gran numero di equipaggi addestrati direttamente dalle scuole di volo che hanno avuto il vantaggio di volare sia di giorno, sia di notte.
Il Comando Caccia inglese, dall’altro, come forza di difesa aveva solo caccia di prima linea numericamente inferiori.
I vantaggi più grandi che la Gran Bretagna aveva rispetto alla Germania sono stati che hanno usato la Manica come forma naturale di difesa e il vantaggio di volare il più delle volte sul territorio nazionale. Gli sforzi congiunti del capo Air Marshal Hugh Dowding, Air Vice Marshal Keith Park, Air Vice Marshal Trafford Leigh-Mallory, il Ministero Air, i 2.935 piloti che hanno preso parte, nonché le migliaia di personale che hanno presidiato le stazioni radar, le camere filtro e le sale operatorie.
Tutti gli sforzi combinati di tutte queste maestranze hanno dimostrato che lavorando in squadra, si poteva raggiungere la vittoria su un nemico in lotta per ragioni sbagliate.
(punti di vista…*)
La battaglia d’Inghilterra ha segnato la prima sconfitta per le  forze militari di Hitler, che erano convinte che la loro superiorità aerea fosse la chiave assoluta per la vittoria.

   *(ricordo ancora che è stata l’Inghilterra a dichiarare guerra alla Germania e non il contrario. Quindi, da questo punto di vista, tecnicamente e paradossalmente, la Germania si stava difendendo. Comunque ho imparato, mio malgrado, che l’avversario ha sempre ragioni sbagliate, ma chi lo afferma è sempre e solo il vincitore o quello ritenuto tale. Poi se vogliamo discutere, mettendo sul tavolo tutto quello che è opportuno, ci si accorgerà che troppe cose non stanno nel modo scritto dai vincitori. Senza timore di smentita).

Il 31 Ottobre 1940 non fu veramente riconosciuto come data “ufficiale” della fine alla Battaglia d’Inghilterra, ma per ironia della sorte si è rivelò essere uno dei giorni più tranquilli degli ultimi quattro mesi. Vennero effettuati solo attacchi minori che hanno rappresentato solo il disturbo di interrompere la cena di molti dei piloti della RAF“.

   *(io non posso credere che chi ha scritto questo articolo sia così credulone da pensare che un conflitto aereo si possa chiudere come la serranda di un garage, da un momento all’altro. O come un interruttore della luce. E non penso neanche che i piloti della RAF abbiano ritenuto, anche solo per un istante, che si fosse chiuso definitivamente un capitolo solo perchè è l’ultimo del mese. Sarebbe troppo sciocco.
Questo è solo un tono fazioso, dettato dai fasti della vittoria che altri hanno conquistato, ma che tutti si sentono in diritto di decantare. Nessuno vuole disconoscere i meriti dei piloti della RAF ed il risultato conseguito, ma per rispetto delle vite perse da entrambe le parti non mi addentrerei in didascalizzazioni pericolose e pericolanti della Battaglia di Inghilterra. In base a report fotografici e agli scritti dell’epoca, gli eventi mi sembrano dipinti a toni molto più grigi e foschi
).

Per tutta la giornata dalle 07:30 fino al tramonto, ricognizioni e bombardamenti sparsi sono state fatti sull’East Anglia, il Kent, il Sussex, il South Wales, l’Hampshire ed il Lancashire. Bombe sono state sganciate sui campi d’aviazione di Bassingbourn, Martlesham e Poling con obiettivi anche nelle zone di Monmouth e Newport. L’aeroporto di Lawford Heath, che era in fase di costruzione, è stato attaccato alle 13:45 con  cinque HE111 che hanno colpito 16 costruzioni in legno che sono andate divelte. The Royal Ordinance Factory a Glascoed è stata attaccata da un unico aereo nemico alle 12:50.
Il velivolo è sceso ad attaccare con 12 bombe, di cui tre sono  inesplose e poi ha proceduto a mitragliare la fabbrica da un’altezza non superiore ai 200 piedi. Il tetto dell’edificio è stato danneggiato. Alle 13:25, un HE111 è caduto sulla fabbrica Works of the British Portland Cement Co. e ha danneggiato il magazzino degli elettricisti.
Alle 14:44, cinque  aerei nemici hanno mitragliato molte case nelle vicinanze di Castle Bromwic arrecando danni ai civili.

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Durante la notte, Londra e le Midlands erano gli obiettivi pricipali e sul Tamigi l’attività della Luftwaffe è stata divisa in due fasi, una prima di mezzanotte e l’altra la mattina presto. Condizioni meteorologiche avverse sono responsabili dell’assenza di operazioni nemiche. Alle 18:25 i primi predoni della notte (circa 30) hanno lasciando Dieppe sul solito percorso di Nord Westerly. Forti venti occidentali li hanno soffiati fuori rotta fino a spostarli nella zona di Hastings / Dungeness. Queste incursioni sono state raggiunte da altre due da Calais e tutti poi si sono dirette verso ovest ed il centro di Londra, anche se solo pochi aerei hanno raggiunto il loro obiettivo.
Alle 02:45 due attacchi si sono sviluppati su Londra e le Midlands. Le incursioni, di circa sei velivoli, si sono abbattute nella zona di Weymouth, la maggioranza su Birmingham e, in uno o due casi, più a nord.
Circa 25/30 incursioni da Dieppe/Le Havre sono state interessate durante l’attacco di Londra.
Alle 05:00 l’attacco su Londra ha cominciato a rallentare e le ultime incursioni sulla zona di Midland sono state portate mentre i tedeschi stavano lasciando il paese.

(oggettivamente, non mi sembra che la giornata si sia rivelata proprio come una scampagnata domenicale. Perlomeno, non come descritto nell’articolo di fondo citato sopra).


Grecia. un brutta storia

Roma 26ott.

Mussolini ha deciso di far scattare il piano “Emergenza G” alle prime luci dell’alba.
Il Maresciallo di stato Badoglio, capo di Stato Maggiore Generale, è riuscito ad ottenere dal Duce una proroga di 48 ore.
italiani-a-durazzoL’obiettivo finale è quello di occupare l’intero territorio greco: dall’Epiro a Salonicco, ad Atene, al Peloponneso, alle isole dell’Egeo e dello Ionio.
Ad Atene i vertici politici e militari ignorano completamente l’imminenza dell’attacco italiano.
Quello stesso 26 ottobre, un sabato, nella sede dell’ambasciata di Atene si vivono ore di drammatica attesa.
In mattinata, un telegramma da Roma ha annunciato che nel corso della giornata sarebbero seguite comunicazioni cifrate urgenti e segretissime. Roma riprende le trasmissioni in codice al tramonto.
grazziProprio quel giorno,  l’ambasciatore italiano ha invitato a cena esponenti politici greci per festeggiare la tradizionale amicizia tra Italia e Grecia. “Mi sentivo arrossire” – ricorda Grazzi –  al pensiero che mentre si offriva una cena ai greci,  a Roma era maturato il disegno di pugnalarli alle spalle”.
Solo a tarda notte è possibile visionare il testo completo del lungo dispaccio inviato (alle ore 3:00).
Il telegramma di Mussolini è un perentorio ultimatum italiano alla Grecia (visionabile in news del 28ott.).
ita-a-durazzo1In assenza di accettazione delle proposte fatte, le truppe italiane, alle 6 antimeridiane, avrabbero avuto l’ordine di invadere il territorio greco.

Che cosa è accaduto a Roma per indurre Mussolini ad inviare un ultimatum?

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Il Duce e gli alti Comandi italiani hanno maturato la decisione dell’attacco in soli tre giorni: dal 12 al 15 ottobre.

 

ita-a-durazzo2Nella mattinata del 15 ottobre Mussolini ha convocato una riunione segreta e, sentito il parere favorevole del Comandante Superiore in Albania, Visconti Prasca, ha dato gli ordini esecutivi.

Due gli esclusi dal vertice ristretto: il Capo di Stato maggiore della Marina, Ammiraglio Cavagnari e quello dell’Aeronautica, generale Pricolo. Ad aggiornare gli assenti penserà il maresciallo Badoglio 2 giorni dopo, in una riunione al Comando Supremo.
Badoglio illustra a tutti i desideri del Duce e afferma che il comando delle operazioni contro l’Epiro  è delegato alle forze dislocate in Albania. Gli viene fatto notare che le truppe inviate in settembre in Albania, però, non sono granchè: sono troppo poco addestrate. Sono truppe di stanza, non da attacco.
Badoglio fa spallucce, glissando la nota.

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Una volta occupato, il comandante di Albania chiederà tre divisioni di rinforzo che dovranno sbarcare nel golfo di Arta per poi proseguire verso Atene.
La Marina, che era stata tenuta completamente all’oscuro di tutto, si trova investita di due compiti decisivi: uno sbarco immediato a Corfù ed uno a Preveza, da lì a 15 giorni.
Mentre per il primo incarico non dice di no, per il secondo si oppone con tutte le sue forze, per motivi tecnici: il fondale è troppo basso.
mussolini1Ecco un primo ostacolo a Mussolini, a Prasca e imposto anche a Badoglio. Il rifiuto della Marina fa cadere subito ogni probabilità di successo per l’operazione G, ammesso che queste possibilità poi esistessero davvero. “Dato che anche l’aeronautica chiede una proroga – dice Badoglio – a questo punto spetta al Duce prendere una decisione definitiva, avendo lui la responsabilità del comando“.

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Dal diario di Ciano, di quei giorni (in breve).

15ott.     Presso il Duce a Palazzo Venezia, ha luogo una riunione per l’affare greco. Vi partecipano Badoglio, Roatta, Soddu, Jacomoni, Visconti Prasca ed io. La riunione è stenografata. Dopo, a P. Chigi, parlo con Ranza e Visconti Prasca, che mostrano il loro piano militare e con Jacomoni, che espone la situazione politica. Dice che in Albania l’attesa è vivissima ed entusiastica.

17ott.   Viene a vedermi il Maresciallo Badoglio e mi parla con grande serietà dell’azione in Grecia. I tre Capi di Stato Maggiore si sono unanimemente pronunziati contro.
Le forze attuali sarebbero insufficienti e la Marina non ritiene di poter eseguire alcun sbarco a Prevesa perché i fondali sono troppo bassi. Tutto il discorso di Badoglio ha un’intonazione pessimistica: prevede il prolungarsi della guerra e con esso l’esaurimento delle nostre magre, magrissime risorse.

18ott. (sera) Mussolini si infuria come una bestia. Dice che andrà personalmente in Grecia “per assistere all’incredibile onta degli italiani che hanno paura dei greci”. Intende marciare a qualunque costo e se Badoglio, che è dubbioso, darà le dimissioni le accetterà seduta stante.

25ott.  von Mackensen comunica intanto qualche maggior
particolare sui colloqui di Hitler coi Francesi e con gli Spagnoli e annuncia la stipulazione di un protocollo segreto tripartito colla Spagna. Il Duce manda una lettera al Gen. Visconti-Prasca: il colpo di sperone sull’ostacolo.

27ott.   Gli incidenti in Albania si moltiplicano: ormai c’è aria di vigilia di azione. Non si tengono più.

28ott.   Le cose sembra che vadano bene. Nonostante il tempo cattivo le truppe marciano con celerità, anche se manca l’appoggio dell’aviazione.
giornali-greciI quotidiani escono con la notizia dell’ultimatum già consegnato al Governo greco; a Mussolini i greci rispondono “OXI”, che significa NO. Metaxas fa leva sull’onore della nazione; l’ordine della mobilitazione è generale.

 

I retroscena segreti.

Dice uno storico: “paradossalmente i rapporti con la Grecia erano stati fino a quel momento abbastanza buoni; le mire espansionistiche di Roma erano semmai verso la Jugoslavia e non certo verso la Grecia. Soltanto nell’estate del ’40, dopo che la nostra offensiva preparata contro la Jugoslavia era stata fermata dal desiderio di Hitler di non provocare incidenti nei Balcani, successe che il gruppo di Ciano premette fortemente perchè si attaccasse la Grecia e così seguirono una serie di provocazioni, di una straordinaria stupidità, ordite dai gerarchi fascisti e dagli uomini di Ciano contro la Grecia che avevano come effetto di far crescere un’indignazione popolare autentica in Grecia senza avere nessuna eco in Italia.
attacco-allincrociatore-grIl culmine di queste provocazioni fu l’attacco proditorio all’incrociatore greco Helli, che fu affondato da un sottomarino italiano, rimasto ufficialmente ignoto, ma chiaramente individuato dai resti del siluro lanciato nel culmine di una festa religiosa, popolarissima in Grecia, il 15 agosto 1940. Il sottomarino italiano Delfino aveva sparato 4 siluri di cui solo uno colpì la nave vicino alle caldaie, causando l’incendio che determinò l’affondamento. Nell’episodio morirono 9 ufficiali e altri 24 furono feriti (ndr. team557)*.
annunci-greci-28ottIl fatto destò in Grecia una sorpresa assoluta. La situazione mostrava due aspetti ben distinti. Da una parte c’era il regime dittatoriale di stampo fascista di Metaxas che rischiava di vacillare sotto la minaccia dell’aggressione italiana, dall’altra vi era il popolo greco, che in maggioranza era contrario al regime, però davanti alla possibilità di un’invasione italiana si doveva raccogliere attorno a Metaxas. Gli inglesi, alleati da tempo della Grecia, spingevano il Governo greco a resistere agli italiani.
D’altra parte a Metaxas non rimaneva altro che una resistenza ad oltranza.
L’aggressione della Grecia apriva un terzo fronte principale per le Forze armate italiane che erano già impegnate pesantemente in Africa settentrionale (secondo fronte), dove Graziani aveva già marciato su Sidi el Barrani e dove stava avanzando verso l’Egitto.
Il primo fronte, per importanza, era il Mediterraneo ove la Marina e l’Aviazione cercavano di acquisire il controllo completo contro la flotta inglese.
E, come se non bastasse, 170 aerei erano stati anche mandati contro l’Inghilterra (un quarto fronte?).

Questa dispersione di forze era originata dalla convinzione dei politici e militari romani che la guerra fosse ormai sicuramente decisa con la vittoria tedesca e che all’Italia rimanesse solo il mettere le mani su alcuni pegni in previsione del trattato di pace. L’opposizione all’Italia era dato dall’appoggio di tutti i partiti al Governo Metaxas con la copertura della flotta inglese nel Mediterraneo.
Il 28ott. intanto le forze contrapposte, a scapito di quanto sostenuto dai reporter inglesi, erano 120mila italiani contro 90mila greci (e non 30mila!).
L’approccio iniziale dell’invasione non fu esattamente da “gita scolastica“, come era stato prospettato da qualche comandante di reparto. Il tempo estremamente piovoso, la mancanza di appoggio aereo, i rifornimenti difficoltosissimi e, non ultimo, la tenace resistenza greca, hanno disegnato l’immediato futuro di una battaglia all’insegna dell’impreparazione dei Comandi e dei soldati italiani che nessuno dei protagonisti aveva desiderato.
Le difficoltà nascevano dal fatto che le truppe italiane erano troppo distaccate dalle loro basi e i rifornimenti divenivano sempre più radi e irti di difficoltà; le strade erano pantano ovunque; poi c’era stato lo smacco della sostituzione delle armi.
Un fatto strano. Fino a tre giorni prima (quindi al 25ott) i reparti che erano stati addestrati per usare mitragliatrici Breda, si sono visti sostituire all’ultimo momento, queste armi con la mitragliatrice Fiat14, un’arma antiquata e poco funzionale, che i soldati non conoscevano affatto; poi la 35, il fucile G91 e pochissimi mortai. Questo era tutto l’armamento. I soldati li chiamavano “i fucili a tappi”.
Ma la cosa incredibile che ad alcuni ufficiali, all’atto della partenza per la Grecia, non è stata consegnata l’arma di ordinanza, oppure è stata consegnata scarica. Senza munizioni. Tanto che alcuni si sono dovuti fermare in armerie nel pressi del porto per acquistare, con soldi personali (189 lire), alcuni caricatori con l’assicurazione che però, una volta in battaglia, le munizioni poi sarebbero poi state disponibili.

* Dopo la guerra, l’Italia, come compensazione per l’affondamento dell’incrociatore Helli ha inviato l’incrociatore Eugenio di Savoia.
La notizia della responsabilità dell’affondamento fu inizialmente mantenuta ignota per non scatenare focolai di una guerra che poi è scoppiata 2 mesi più tardi.


30 ottobre 1940: news

Attività politica e diplomatica.
Il Duce ha ricevuto dal Fhurer il seguente telegramma:

war-News“Al mio ritorno in Germania esprimo a voi, Duce, il mio cordiale ringraziamento per l’ospitalità e per le accoglienze che ancora una volta mi sono state tributate a Firenze. Il travolgente entusiasmo della popolazione fiorentina prova che la politica dell’Alleanza fra Italia e Germania — la cui completa identità di vedute noi abbiamo nuovamente confermata — è radicata nel cuore del Vostro popolo.
Con le armi dei nostri Eserciti e con la fede dei nostri popoli nessuno ci potrà strappare la Vittoria.

Vostro Adolf Hitler”.

Da Washington si ha che, dopo aver conferito con il Segretario di Stato Cordell Hull e col Sottosegretario Sumner Welles, Roosevelt ha deciso di differire la proclamazione della neutralità e il “congelamento” dei crediti greci negli Stati Uniti.
Questo provvedimento, contrariamente a notizie pubblicate all’estero, non è stato ancora preso.

Da Hanoi si ha che, dopo trattative tra le autorità dell’Indocina francese ed il generale Sumita, capo della missione militare giapponese, è stato firmato un accordo relativo all’impiego delle ferrovie per il trasporto delle truppe giapponesi nell’interno dell’Indocina francese.

 

Attività militare.
Comunicati tedeschi. 28.900 tonn. di naviglio mercantile nemico sono affondate.
Incursioni aeree su Londra, Portsmouth, Great-Yarmouth, Ramsgate, con la collaborazione del Corpo aereo italiano. Numerosi porti inglesi sono minati. Duelli aerei. Incursioni aeree britanniche sul Belgio, l’Olanda e il territorio del Reich.
47 apparecchi inglesi e 17 tedeschi sono abbattuti.

Da Londra si ha che l’Ammiragliato britannico ha annunciato la perdita della navi ausiliarie Waveflower e Josephbuxton in seguiro ad urto contro mine nemiche.


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