Archivi del mese: marzo 2014

Inedito di marzo 1943

v.ciniVittorio Cini, allora Ministro delle Comunicazioni che nel febbraio 1943 (ultimo gabinetto Mussolini) lasciò la carica per profonde divergenze con il capo del governo, nel marzo del 1943, con un po’ più di fortuna avrebbe potuto cambiare la storia d’Italia e sicuramente il destino di molte persone. Consegnato personalmente a Mussolini, in vista del suo imminente  incontro con Hitler a Klessheim di Salisburgo (7-10 aprile 1943), il documento originale che proponiamo è una drammatica testimonianza dell’ insostenibile situazione dell’Italia di quei giorni. Non ebbe però l’effetto di provocare alcuna contromisura, anche perché, durante quei colloqui, non risulta che sia stato esibito a Hitler né al suo Grande Ammi­raglio, Doenitz.
Hitler parlò ininterrottamente per tre ore e non lasciò spazio a nessuno degli intervenuti. L’inedito, da poco ritrovato, dice:

Roma, li 3 aprile 1943 XXI

Duce,
con lettere del 3, 5, 20 marzo e verbalmente nelle riunioni degli S.M. del 10 e 12 dello stesso mese avvertivo che le previsioni da me formulate potevano apparire — ma non erano ispirate a pessimismo , bensì agli esami obiettivi degli elementi di fatto. La situazione del 1° aprile presenta purtroppo un ulteriore gravissimo peggioramento rispetto a quelle previsioni.
Infatti l’apporto del mese di marzo, previsto in 70 mila T.S.L. per nuove costruzioni, riparazioni e navi francesi, è risultato di sole 37.882 T.S.L. a causa soprattutto della mancata consegna delle navi francesi che, secondo comunicazioni del Rappresentante del Governo Tedesco, saranno messe a disposizione gradualmente da aprile ad agosto.

Le diminuzioni dello stesso mese di marzo ammontano, invece a 132.803 T.S.L. (56.040 per affondamenti e 76.763 per avarie) in confronto alle 100 mila T.S.L. previste. (60 mila per affondamenti e 40 mila per avarie).
E così la flotta da “carico secco” efficiente risulta ridotta al 1° aprile a sole 500 mila T.S.L. circa e con un peggioramento complessivo di quasi 100 mila T.S.L. rispetto al mese precedente.
Aggiungasi
che nessun aumento si è avuto nelle maestranze dei Cantieri per accelerare il ritmo delle nuove costruzioni e delle riparazioni.
Dei 25 mila operai specializzati (7 mila da esonerare e 18 mila da trasferire ad altre industrie) dei quali era stata assicurata la pronta disponibilità (15 mila per la marina mercantile e 10 mila per la R. Marina) solo un centinaio si è presentato per ora al lavoro.

Infine, anziché migliorare, il coefficiente di utilizzo della flotta è in co­stante riduzione per la sempre maggior deficienza di scorta ai convogli, l’ac­cresciuta intensità delle offese nemiche e le continue devastazioni dei porti, particolarmente di Napoli, Palermo e Cagliari, che neutralizzano gli sforzi per potenziare i mezzi di carico e discarico.
 
In conclusione, la situazione di fatto che si è determinata è ancora più grave e preoccupante di quella precedentemente segnalata e la crisi si manifesta molto più prossima.
Vi prego, Duce, di non perdere la favorevole occasione che vi si presenta per prospettare al Fuhrer ed al suo S.M. nel termini più chiari ed energici, la tragicità della nostra insostenibile situazione ed insistere perché si addi­venga al più presto ad una soluzione radicale.

__________________________________ __Vittorio Cini

Cini-paper

Da quello che si è potuto appurare in seguito, Mussolini aveva in mente 2 cose:   proporre ad Hitler l’idea della pace ad est e portare fuori dal conflitto l’Italia, al massimo,  – entro il 15 settembre -.

Come? Non lo sappiamo ancora.

H&Muss-Salisburgo

Il “golpe” del 25 luglio impedì probabilmente lo svolgersi di un piano che Mussolini aveva sicuramente in mente ma che probabilmente richiedeva più tempo e più forza militare per potersi dispiegare al meglio. Di fatto giocò un decisivo fattore umano di sudditanza psicologica che lo paralizzò impedendogli di riproporre gli argomenti esposti in due precedenti lunghe lettere al Fuhrer che lo esortavano a chiudere il doloroso “capitolo russo”.

H&Muss-Salisburg

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