mein (team557) kampf

mein-kampfMein Kampf, la mia battaglia;… la battaglia di Team557.
Il titolo è ovviamente scherzoso e giocoso, anche se di primo acchito può fare una certa impressione. Ma non deve.
Qui scrivo qualcosa per spiegare meglio lo scopo di questo blog, estensione della mia mente, come ho accennato nell’About.

La prima ragione è intima. Un motivo personale originato da una passione che ho da ragazzino. Chissà perchè. Come ho scritto da qualche parte, in casa mia non si è quasi mai accennato alla guerra ed ho cercato anche di spiegarne le ragioni. Ho detto — accennato — e non — parlato — perchè un discorso di almeno 2 minuti con i miei genitori non è mai stato neanche preso in considerazione. Neanche per raccontare. Niente. Va bè.
Poi da bambinello, così spesso ospite dei miei pro-zii che abitavano molto vicino casa mia, ricevetti in regalo una scatola.
Una scatola grande, spaziosa; forse era un Natale, non ricordo con esattezza… Ricordo che a quel tempo ero rapito dal Meccano e credo di aver sperato che fosse quello; spacchettai con foga e scoprii che invece era… una scatola di soldatini … tedeschi!
soldatiniC’erano carri armati, finti fili spinati, piccoli bunker, aerei, cannoncini e altre diavolerie che si vendevano
alla fine degli anni ’60.
Tutta roba dell’esercito tedesco.
Rimasi stupito. Dopo pochi giorni mi fu regalato anche un sacchetto striminzito di altri soldatini. Quei sacchetti che avevano il cartone in alto, stampato, in plastica trasparente che lasciava vedere soldatini di color verde chiaro. Erano americani.
« Eh, così adesso hai qualcuno contro cui combattere…! » disse mio zio.
Entusiasta della cosa, aprii subito un teatro di guerra sulla mia libreria, dove tenevo i libri della scuola, con gli americani che dovevano tenere un ipotetico fortino dall’imminente attacco tedesco! Il fronte divenne presto permanente. Cioè stabile – fermamente stabile – sulla libreria.
Per la gioia di mia madre che sbraitava perchè mettessi in ordine.
Credo ci sia rimasto, con alterne vicende, per quasi 4 mesi, durante i quali gli americani vennero devastati ripetutamente dall’esuberanza delle forze germaniche. Non vinsero mai.

Una preferenza casuale, inconsapevole che però si è trascinata per un sacco di tempo. Poi la crescita, lo studio, il lavoro, il matrimonio, hanno sopito l’argomento sino agli anni ’90, quando sono apparsi i giochi di guerra per Pc (Medal of Honor, Call of Duty, Hidden & Dangerous, Brother in Arms, ecc.)
e qualcosa si è risvegliato. Fino all’anno 2000.
E qui si trova il vero “engagement” o “triggering” della mia passione.

Tele+_logo_2003Sono uno dei primi clienti di Tele+ (qualcuno se la ricorda ancora?), che poi diventò D+ e poi Sky. Ma all’inizio comincia a farmi rapire (è un termine soft per descrivere l’emozione che provavo) dai documentari su Discovery channel kursk_battle_dvdCampi di battaglia” che trovai meravigliosi e cominciai a registrarli ogni volta che potevo. Mi si aprì un mondo attraverso MT channel, Discovery, History channel e un po’ più tardi Rai Storia.

D+In 3 anni di registrazioni su cassette Dv (poi editate  su Mac, … certo) avevo già accumulato oltre 800 documentari di guerra che misi sul web (in formato trailer) per condividere la mia passione. La cosa sarebbe continuata fino al 2010 poi l’impegno si è allargato ai film di guerra che sono passati nei vari canali satellitari, per finire in questo blog, che è l’output di quanto ho visto, sentito e letto in questi anni. Già, perchè i libri sono una parte decisiva della mia formazione culturale. Libri, acquistati a quattro mani, da ogni orizzonte politico: Resistenza, diari, volumi famosi, del Fascio, libri fotografici.

Tutto questo viaggio mi conduce alla seconda ragione.

Fx2Leggere e confrontare (soprattutto) ha formato convinzioni che inevitabilmente hanno anche originato il desiderio di condividere le mie impressioni, le mie deduzioni (contestabili, per carità) sulle ragioni che hanno devastato l’Europa dal ’39 al ’48.
Non sono una voce autorevole. Sono solo un appassionato che cerca sempre di informarsi prima di parlare e desidera combattere (si fa per dire…) il dogma, il trito e ritrito, la pigrizia mentale che ci ha tenuto addormentati per così tanti decenni dopo il conflitto.
Questa è la mia battaglia:    il mio Mein Kampf
(e daiie!…)
Oggi, l’interesse per l’argomento è ormai diventato di nicchia.
in un momento in cui la storia di quegli anni su Rai Storia è relegata solo alla serie “Papaveri rossi”; in un momento in cui History Italia è diventato un canale di soli “Affari di famiglia” o “Affari al buio”, fare un po’ di luce sull’argomento (nel senso più umile del termine), illustrando ciò che ho appreso dal confronto di diverse fonti, non mi sembra affatto male.

E comunque, non c’è nulla di pretenzioso e non faccio politica;
è solo un blog.


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