Archivi del mese: aprile 2010

nel Senio della memoria – resoconto.

Lo so. Sono già passati 4 giorni, ma qualcuno avrà piacere di saper com’è andata.

Bene. Molto.

Un sacco di gente. Hanno fatto 520 pasti a mangiare! Beh, non male, eh?

Calcoliamo che è un’iniziativa privata, nata da un’associazione culturale, patrocinata da e vive dell’entusiasmo dei partecipanti.

Si è partiti (almeno noi) da Cotignola al Campo di Tiro con l’Arco e alle 9 di mattina; non sembrava un gran tempo, tirava anche un po’ di vento. Subito un gruppo di musici; “Risveglio resistente” di Roberto Bartoli (contrabbasso) Giacomo Rotatori (fisarmonica).

Poi si parte lungo il rivalino del fiume verso Lugo. E’ questa la camminata; comincia qui. Non ci si crede, ma è incredibile quanto le città siano vicine seguendo il corso del fiume. 2 passi e sei arrivato a Lugo! e c’è una commemorazione programmata.

Cosa dice il monumento?

Si prosegue. E dopo poco…

Camminando, chi a piedi, chi in bicicletta, si incontrano gruppi musicali, in questo caso i Radadum: musica celtica fusa insieme a sonorità romagnole e bella ciao che allietano la giornata che, nel frattempo, si è fatta decisamente assolata. Bene. 

Solite mamme allarmate: “non correre”, “non prendere troppo freddo, non prendere troppo caldo”, “state attenti a non cadere!”, etc.; qualcuno aveva portato praticamente una rosticceria! Pranzi al sacco (industriale..), arance, a non finire, acqua (con termos), banane, wafer e fotoromanzi! no, fotoromanzi forse no; comunque, di tutto…e arriviamo a Borgo Pignatta con fermata difronte allo show di Ivano Marescotti a Borgo Pignatta! (qui c’è la storia di una famiglia sterminata dai nazifascisti).

che poteva anche fare meglio! ma doveva andare anche a Modena e ha (percosìdire) “parzializzato” la sua performance! 2 parole e via andare!!! Mah! si è molto vicini all’ora di pranzo. Di pranzo? ma se ho appena mangiato!

Macchè! Assalto alle postazioni dello stand di Masiera, ove si è mangiato benissimo, self-service uguale per tutti e via andare. alle 15 passate si è ripartiti verso Rossetta con pausa ottoni bollenti dei Romagna Brass 4 imberbi giovani che si sono cotti sotto il sole …Pancia piena e camminata prudente…
Poi la camminata è camminata e i bambini sono stanchi, le mamme sono accaldate, i babbi son scocciati dal caldo insistente e la poesia… si fa prosa! Beh, sono 16 Km, mica noccioline…

Le strade sono là, lontane; sembra quasi sciocco che per arrivare da un posto all’altro occorra passare così al largo, ma il finale è vicino: arriviamo a Rossetta al Centro Sociale, con le forze dell’ordine che scortano Giorgio Cavalli e la resistenza di tutti quasi alla fine.

Ringraziamenti. Discorso. Poi tutti a casa col pullmann; chi per Lugo, Masiera, Bagnacavallo, Fusignano, Cotignola, etc. Bella giornata. Viva.

Il Senio del tempo…

 not to forget.


la Grande Storia e il 25 aprile.

Ecco, appunto. 

27/04/10 – “La Grande Storia: il 25 aprile” è un documentario di 2 ore con il racconto per immagini e testimonianze della liberazione dal regime fascista; di Cirafici e Bizzarri (2005). Ancora “il fatto di Enzo Biagi” che racconta la Resistenza e la Liberazione. Voto: 10.


25 aprile …e dintorni

26/04/10 – In archivio, sempre da RaiStoria, una serie di servizi: “25 aprile a Genova, Milano e Torino“, “TG del 25 aprile” con Gianni Bisiach e Sergio Zavoli, “25 aprile a Milano“, “25 aprile 1945” e “25 aprile: la memoria inquieta“, anno dopo anno, dal dopoguerra agli anni ’90; di Chiesa e De Luna (1995).

Beh, 2 cose le dico. I servizi di Bisiach e Zavoli sono indubbiamente quasi una bibbia per gli amanti di storia.

Lo dico senza timore di smentita. Io che ho visto le puntate (2 ore di roba) capisco il peso dei reportage di quei tempi. Poi ci sono robe di Enzo Biagi (ne parlo in un altro articolo) che sono egualmente importanti ed esaustive sugli argomenti; però rivedere Tg dell’epoca fa capire l’atmosfera e l’umore di quei giorni.

Io dico che sono da vedere. “25 aprile: la memoria inquieta” meriterebbe un discorso a parte, più profondo, ma dopo si rischia di diventare polemici e non credo sia il caso. Sulle celebrazioni farò un articolino (ino ino ino) appena posso. Stay tuned.


25 aprile …sul serio o sul Senio?

Mi sono andato a rivedere la puntata di Porta a Porta del 14 maggio 2009; quella sul “sangue dei vinti“, per intenderci; e rivista un anno dopo mi fa ancora un certo effetto.

A molti l’argomento potrà anche non interessare, ma non è questo il punto centrale. Con una certa senerità, mi chiedo: “ma l’on. Ferrero, ospite della serata invitato perchè esponente di sinistra, prima di andare in onda si è fatto qualcosa di …chimico, per caso? o cosa?”. Io voglio sperare che nella vita, in famiglia e con amici o conoscenti non parli sempre così perché corre il rischio di prendere 4 scapaccioni fatti bene! Dalle mie parti si dice spesso che la gente, se le devi avere, poi alla fine te le da’! Un consiglio: cambi pusher!

E il motivo c’è. Eccome! 

Non puoi strumentalizzare sempre quelle quattro retoriche politiche sul cattivo uso della sinistra della memoria per confondere le acque; qui si stava parlando di morti e non di disegni politici ordinati da forze occulte! Ti fanno una domanda precisa e tu rispondi tutta un’altra cosa che non c’entra niente; Vespa si incazza, La Russa si inbufalisce e tu ti stupisci e dai agli altri dei “faziosi”?

Ma devi fare il comico! Non il politico! E’ per colpa di figure come l’onorevole Ferrero che le verità non saltano mai fuori. Siamo ancora vittime dell’obbligo di rimozione della verità dopo 65 anni; non c’è dubbio. Persino il giornalista (di sinistra) L. Pansa, autore del “sangue dei vinti” -da cui hanno anche tratto il film con M.Placido-, è stato duramente attaccato, contestato e ostacolato alla presentazione del suo libro per mantenere l’omertà sul lato oscuro della Resistenza (che si chiama “guerra civile”) e cancellarlo dalla memoria collettiva.

Provate ad entrare oggi in una sede dell’ANPI e parlate del triangolo rosso romagnolo (il lughese, il ravennate al limite dell’imolese), dei vari crimini partigiani certificati e vedete come ne uscite… 

Di buono c’è che non ci sono più i veri protagonisti di allora; ci sono i figli, i nipoti, i militanti con i ricordi confusi; gli indottrinati dell’ultima ora che sostengono che tutto fa Resistenza e in nome della Libertà. Soprattutto prima e subito dopo il 25 aprile. Siamo a posto. 

Non siamo ancora riusciti (e siamo nel 2010) ad avere una storia condivisa; non è bastato un meraviglioso concetto di Napolitano che ha detto: < nella Costituzione possono riconoscersi tutti, anche quanti vissero diversamente gli anni 43/45 e quanti ne hanno una diversa memoria per sofferta esperienza personale o per giudizi acquisiti…>; ancora oggi si percepisce che se non hai una bandiera completamente rossa sotto la giacca non sei degno di celebrare il 25 aprile! Non può essere. Ridicolo. 

Per i distratti e gli ignari, esistono libri illuminanti sul sito come ” i lunghi mesi del 45” – “crimini partigiani“, solo per dirne qualcuno, sull’equivoco e l’omertà della Resistenza. 

Il 25 aprile fanno una bellissima camminata di 18Km tra Cotignola e Alfonsine che si chiama < nel Senio della memoria >;

l’ho fatta 2 anni fa e ci ho incontrato un vero reduce. Era pieno di medaglie, tutto contento, bello, rubicondo, in gamba, pacioccone, di Lugo.

12 giorni dopo ho comprato un libro < Crimini partigiani > e chi ti trovo a pagina 104?

Lui. Proprio lui.

Andatevi a leggere cosa dicono di questo soggetto a pag.104, poi mi direte…

Non c’è più religione! o non c’è più storia…fate voi.


il punto …politico

Ho discusso con mia moglie.

Eh, già! che cosa originale…Ma per una volta non è stato per le solite cretinate della vita, ma per provenienze…storiche.

Spiego. Io sono di città e da piccolo (negli anni 60) ho avuto un’insegnante di italiano che era una “fascistona”. E ne era fiera. Una donnona grossa, con faccione sempre sorridente, piena di energia, sempre pronta a darti una mano. Ma era fascistona e quando ne parlava ,(insegnava anche storia) parlava di LUI e si alzava da terra di 20 cm… Assumeva quell’aria trasognante e si librava in frasi e pensieri nostalgici che coinvolgevano tutta la classe. Sto parlando della quinta elementare. Me la ricordo come fosse ieri. Poi cambiai scuola e in prima media ci venne assegnata questa signora dal sorriso disarmante. Severa ma estremamente coerente e leale. Capiva se avevi studiato e se non sapevi esporla, ma ti spronava; ti spingeva a dare tutto che avevi. Sempre di italiano. La cito. L’Emiliani. Che donna. Dire che fosse fascista era dire poco. E pergiunta,  senza dubbio.

Abbiamo sempre parlato della seconda guerra mondiale come se fosse stato il fatto del giorno, ma eravamo già nel ’68. Roba da matti. In storia ero un dio.

Tornavo a casa da scuola e dicevo in casa ciò che si era fatto quella mattina e, se per caso ero stato interrogato in storia, mia madre (del ’22) mi diceva: “hai detto anche che…nel ventennio…etc, etc…”

Mia madre deve essere stata un’ausiliaria sicuramente, ma con me non aveva mai detto nulla di nessuna cosa del periodo.

Mio padre, maggiore degli autieri, ha fatto la Crimea, Africa, poi è stato deportato in Germania nonsodove, e non ha mai, dico mai, detto niente della guerra.

Questo è l’Humus nel quale sono cresciuto. Niente di che.

Mia moglie aveva la mamma che aveva fatto la partigiana. Ahio!

E la sua provenienza parla della zona chiamata “il triangolo rosso” della Romagna. Lì i partigiani hanno fatto ciò che hanno fatto. Sono storie andate. Ma quando si sfiora l’ argomento ci vuole poco per vedere dei musi lunghi. Ma non è questo il punto.

Personalmente non ho nessun punto da difendere. I miei hanno avuto la loro vita e i loro pensieri e non mi hanno inculcato nessuna direzione politica particolare e credo che una cosa simile sia capitata anche a lei, a prescindere dalla zona, dai genitori, dai vicini di casa, ecc. Forse una certa direzione te la possono aver data certi insegnanti (magari di sinistra, nei tempi di Berlinguer), ma niente di particolarmente influente.

Il punto è che ogni volta che ci si avventura in un discorso lievemente storico, io mi becco sempre: ” ecco, il solito revisionista! “; cioè: lei è la Resistenza e io sono il camicia nera perché mi occupo di storia. Uffa. Nè io nè lei, ovviamente, abbiamo avuto  a che vedere con i tempi incriminati, ma ci troviamo sempre su due rive diverse del fiume difendendo un passato che non abbiamo vissuto e forse non abbiamo capito fino in fondo. E forse è per questo che cerco di informarmi di più.

Anche noi siamo vittime di certi insegnanti, della televisione, di un certo provincialismo e di una memoria troppo spesso confusa e ingannevole.Ci hanno insegnato del nozionismo; non ci hanno spinto a formarci un’ opinione. E continuano a farlo. Lo dice anche Vespa a Porta a Porta. Dopo 60 anni. I vecchi fascisti (ne sono rimasti?) non parlano, i vecchi comunisti non parlano. Ogni tanto si distribuiscono stemmi e onorificenze varie in commemorazioni sparse per l’Italia, purché non se ne parli più. Però non è stando zitti che si superano i problemi. Qualcuno fa un libro sulla Resistenza e lo comprano in 7…; l’ultimo è di A.Petacco. Gli storici rischiano di fare la fine dei poeti maledetti per via degli argomenti  che talvolta sono talmente lontani e così inapplicabili alla realtà quotidiana che non vengono compresi da nessuno. Il buffo è che talvolta si azzuffano tra loro. Anche in Tv. Questo sì che fa audience! Proprio come io e mia moglie. Il mondo è proprio piccolo!


porta a porta

21/04/10 – Puntata di Porta a Porta dedicata principalmente alla <Resistenza sconosciuta> di quegli italiani prima protagonisti e poi dimenticati dalla storiografia nazionale; con ospiti come Arrigo Petacco si ripercorrono tappe importanti e si fanno considerazioni talvolta insolite in un programma Rai. Purtroppo la puntata non è completa; ma quello che è disponibile (oltre mezz’ora) è in completo streaming e download.

Dalla battaglia di Porta Pia (Roma) del 9 settembre al dibattimento sui 600.000 soldati prigionieri nei lager.

Parla Dollmann (ex capo SS), parla Arrigo Petacco, parla La Russa; si fa anche il dibattito sui giovani; ne avevo parlato da poco in un mio articolo (eliminare la Resistenza)!  Peccato non averla presa tutta! Se qualcuno ce l’ha, per favore, me la dia!
A proposito: tra qualche giorno è il 25 aprile; chiaro che si parli di Resistenza! spero però che si torni a parlare di guerra civile, dei crimini partigiani etc. Sarebbe ora! Sul sito date un occhiata ai libri che vi fate buon sangue!


with a little help from my friends…

che tradotto vuol dire “con un piccolo aiuto dei miei amici…” forse vengo a capo di questa cosa cosa che ho trovato in un plico di mio padre!!! Spiego. C’erano sti’ fogli piegati in una busta che non avevo visto e adesso faccio vedere. Poi chiedo a qualcuno che mi spieghi (se sa che roba è…) l’utilizzo reale di queste carte.

Ho dovuto scansionare in 3 pezzi, che poi ho cercato di riunire questo disegno del 1939; credo sia un monte sopra Brisighella (Ra). Forse è una piantina  per delle prove di tiro?

clicca x ingrandire

 

Calma. Poi c’è questa roba qua: 

Belvedere è un .pdf (sono 8 pagine).

Se interessa, vedo di caricare anche le altre. E’ tutta roba originale.

 

N.B

sto cercando notizie sulla < triangolazione acustica > applicata dalla artiglieria tedesca sulla Linea Gotica nel ’44.  Grazie.


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