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war report: 27feb1941

t557_warbullettin_sxcBollettino di guerra internazionale.

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Germania: Durante la notte, 30 bombardieri britannici Wellington della RAF e i gli Squadroni Avis Wyton del Cambridgeshire, da Marham nel Norfolk e da Stradishall nel Suffolk, hanno attaccato la corazzata Tirpitz. Ancora ferma in un fiordo.
I 26 aerei che sono arrivati per primi hanno attaccato e hanno segnalato il successo, anche se i risultati effettivi sono stati decisamente discutibili. È stato riportato che il tempo ha interferito notevolmente nel successo dell’operazione, che non ha permesso nessuna osservazione affidabile dei risultati.

 

Nord Africa: All’inizio di febbraio è stato deciso di sciogliere la Gazelle Force. Creata in origine con il compito di attaccare gli italiani a nord di Kassala e allo stesso tempo, in qualità di guardia al fianco est del fiume Atbara, aveva cambiato il suo ruolo e agiva come guardia avanzata delle truppe mobili della 4° divisione indiana, nella sua rapida avanzata da Kassala a Agordat e poi più in alto fino alle porte di Keren.
Si è deciso quindi di formare una nuova forza in base al nome di Kestrel al posto della Gazelle, con effetto dal 27 febbraio. Questa doveva essere comandata dal tenente colonnello P. S. Myburgh.

 

Asia: Il Vice Ammiraglio Yamamoto Koki è stato nominato il comandante del porto navale Mako nelle isole Pescadores, a Taiwan.

 

Regno Unito: La nave SS Old Charlton (1,562t), nave da carico, da Hartlepool a Londra e con un carico di carbone, è stata affondata da aerei tedeschi, fuori Felixstowe.

 

Nord America: L’ex-ambasciatore degli Stati Uniti in Francia ha fatto un annuncio pubblico in cui ha accusato gli Stati Uniti di non fare abbastanza per risovere la presente crisi internazionale, ma anzi di peggiorarla.

 

Mediterraneo: operazione Abstention: Prima dell’alba, le torpediniere italiane Lupo e Lince hanno fatto una piccola ricognizione su Castellorizo. La forza era composta da soldati della 50° divisione di fanteria Regina. Circa 65 uomini hanno trascorso diverse ore di ricognizione per valutare la composizione e la distribuzione della forza britannica, mentre erano in svolgimento diverse azioni in esecuzione. Dopo circa 5 ore le forze si sono riunite per attendere le loro imbarcazioni per il rientro. Dopo essersi trasferiti dalla zona calda, le torpediniere italiane Lupo e Lince hanno bombardato le posizioni britanniche, uccidendo 3 persone e ferendone altre 7.
Una seconda ondata della forza d’invasione britannica, coi fucilieri forestali Sherwood a bordo della nave d’imbarco HMS Rosaura, era programmata per arrivare a Castellorizo durante le prime ore del mattino del 26.
Questo atterraggio però non si verificherà, perchè ai commandos britannici verranno negati i rinforzi di cui avevano bisogno per tenere l’isola.
Un convoglio britannico in avvicinamento aveva ricevuto nel frattempo segnalazioni che parlavano di torpediniere italiane. L’Admiral Renouf temeva per la vulnerabilità della ‘piccola’ nave Rosaura e per le truppe che trasportava e quindi ha ordinato immediatamente al convoglio di girarsi verso Alessandria al fine di trasferire le truppe su distruttori più grandi e armati fino ai denti per un secondo tentativo da operarsi il giorno successivo.
Renouf contemporaneamente ordina alla torpediniera Hereward di attaccare l’attività marittima italiana segnalata. In breve riesce individuare gli avversari ma per il fuoco opposto si deve girare di nuovo in mare aperto e a mani vuote. I britannici avevano perso così l’iniziativa. Gli italiani, d’altra parte, stavano correndo in avanti per iniziare il loro contropiede sulla zona. Una flottiglia navale, guidata personalmente dall’ammiraglio Biancheri, stava navigando per consegnare a Castellorizo quasi 340 soldati e marinai. La forza comprendeva anche circa 50 uomini di un plotone anticarro con due cannoni da 47 mm e un plotone da mortaio dotato di una coppia di mortai da 81 mm. Gli italiani si  trasferiscono verso l’interno in modo rapido e guadagnano terreno mentre avanzano e spingono gli inglesi indietro, costringendo la maggior parte dei difensori a scavarsi delle trincee in una piccola zona dell’isola conosciuta come Nifti Point. Più tardi, i Forestali di Sherwood vengono di conseguenza trasferiti alle torpediniere HMS Decoy e HMS Hero. Alle truppe riescono ad unirsi altre due cacciatorpediniere: la Jaguar, l’Hasty e gli incrociatori leggeri Bonaventura e Perth. Il loro compito è quello di mettere più unità possibili in salvo. Dopo la mezzanotte alcune imbarcazioni britanniche riprenderanno a bordo le pattuglie fuori da Nifti Point. Il loro soggiorno sull’isola, era a quel punto finito.

L’Italia, dietro un preciso disegno di legge, manda in Spagna 7.500 milioni di lire come aiuto militare a sostegno della guerra civile spagnola.

Oceano Atlantico: Gli incrociatori da battaglia tedeschi Scharnhorst e Gneisenau si sono incontrati e riforniti dalle petroliere Ermland e Friedrich Breme, a 1.000 miglia ad ovest delle Azzorre. Essi hanno inoltre trasferito 180 prigionieri catturati dalle navi alleate affondate il 22 febbraio.

Il sommergibile tedesco U-47 ha affondata la nave britannica Holmelea ad occidente dell’Irlanda durante la notte; 27 uomini sono stati uccisi e 11 sono sopravvissuti.

La petroliera norvegese Sandefjord, catturata dall’incrociatore tedesco Admiral Scheer nell’Oceano Atlantico il 18 gen 1941, è arrivata in Francia con un carico di 11.000 tonnellate di greggio.
Era in procinto di essere rinominata Monsun e in predicato di entrare nel servizio tedesco.

Il sommergibile italiano Bianchi ha affondato la nave britannica Baltistan ad ovest dell’Irlanda; 51 sono stati uccisi, altri 18 sono sopravvissuti.

Oceano Indiano: In Nuova Zelanda l’incrociatore HMNZS Leander ha affondato l’incrociatore italiano mercantile Ramb I, a 200 miglia ad ovest delle Maldive nell’Oceano Indiano. Il Leander aveva intercettato il Ramb I al largo delle isole Maldive ma ne aveva messo in discussione la sua presenza effettiva.
la nave italiana ha cercato di ingannare il Leander con segnali fuorvianti, ma, anche non battendo i colori nazionali, è stata riconosciuta e le è stato ordinato di fermarsi.
La bandiera italiana quindi è stata alzata e, a quel punto, ha aperto il fuoco da 3.000 yd (2.700 m), sfiorando al primo colpo di colpire la nave inglese, che ha poi risposto con cinque salve, in due minuti, colpendo il Ramb I seriamente, danneggiandolo e lasciandolo in fiamme. 113 sopravvissuti sono stati quindi raccolti dal Leander e portati in Addu Atoll, nelle Maldive.

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