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8 settembre 1943. cronaca

Prima, voglio dire una cosa.
A 24 ore dalla proclamazione formale dell’armistizio, Supermarina ordina ancora ai nostri sommergibili di uscire in mare per silurare le navi da guerra alleate e i sommergibili Topazio e Velella, sprovvisti di tecnologie moderne si fanno subito individuare ed affondare, portando con sè 150 giovani uomini.
L’ossessione del segreto, la scarsa informazione e la pessima qualità degli uomini al governo causano ancora morti inutili. Direi, morti grasse e certamente inutili ed inevitabili a poche ore dall’annuncio di un armistizio già firmato.
Ma che gente era? Carboni aveva detto a tutti di cessare il fuoco, avevava paventato la resa (quando in realtà era già stato concordata – incredibile) e Supermarina lancia ancora un’operazione militare? Conoscendo la nostra palese inferiorità operativa?
Roba da criminali di guerra.
Significa che al Governo italiano di quei giorni non interessava affatto la vita dei propri soldati.

Va bene.

8 settembre: mercoledi

  • ore 2,00: Badoglio, visto il rifiuto di Taylor, prepara un messaggio per il C.S. alleato: – Dati cambiamenti et precipitare situazione et esistenza forze tedesche nella zona di Roma non è più possibile accettare armistizio immediato, dato che ciò dimostra che la capitale sarebbe occupata e il Governo sopraffatto dai tedeschi. Operazione Giant2 non è più possibile dato che io non ho forze sufficienti per garantire gli aeroporti. Generale Taylor è pronto per ritornare in Sicilia e rendere noto il punto di vista del Governo ed attendere ordini. Comunicate mezzi et località che voi preferite per questo ritorno.
    Firmato Badoglio
    -.

Taylor, da parte sua, decide di scrivere un suo un messaggio ad Eisenhower:
Tenendo conto delle affermazioni del Maresciallo Badoglio sulla impossibilità di dichiarare l’armistizio e di garantire gli aeroporti, Giant2 è impossibile.
Motivi addotti per cambiamenti sono mancanza di benzina e munizioni et nuove disposizioni. Badoglio chiede che Taylor ritorni ad illustrare il punto di vista del Governo e Taylor e Gardiner attendono istruzioni. Prego confermare, Taylor
-.

  • ore 3,00: Taylor e Gardiner rientrano a Palazzo Caprara: mancano solo 15 ore al decollo dell’82° divisione dagli aeroporti siciliani e tutto è ancora in “alto mare”.
  • ore 7.00: Carboni riesce finalmente ad inviare i due messaggi ad Algeri.
  • ore 9,00: Roatta suggerisce a Badoglio, che gli ha appena riferito il colloquio con Taylor della notte prima, di inviare ad Algeri un emissario con l’incarico di spiegare a voce la delicatissima situazione venutasi a creare a Roma.
  • ore 10,00: Rossi va a prendere, alla stazione Termini, Ambrosio che è giunto fresco e riposato da Torino, in compagnia di Caviglia.
    Kesselring concorda con De Courten il piano d’azione contro lo sbarco alleato; il convoglio alleato intanto ha deviato verso sud, rispetto Napoli, in direzione Salerno. Si fissa in incontro con Roatta per le 17,30 a Frascati, presso il quartier generale tedesco, per gli ultimi dettagli operativi.
  • ore 11,00: Ambrosio è informato dell’incontro Carboni-Badoglio-Taylor e soprattutto che il giorno G sarebbe stato proprio l’8 settembre!
    Però Carboni lo rassicura: “è tutto a posto…! ci sarà un rinvio!“.
  • ore 11,30: Taylor, su richiesta di Badoglio, invia ad Algeri un altro radiomessaggio: “in caso Taylor riceva l’ordine di tornare in Sicilia, le autorità italiane desiderano mandare con lui il sottocapo Rossi per chiarire questioni.
    Tale visita è autorizzata?“.
    Taylor scrive anche due semplici parole: “Situation innocuous“: la parola d’ordine che annullava l’aviosbarco!
  • ore 11,30: il Re, Vittorio Emanuele III riceve a Villa Savoia, l’ambasciatore Rahn:
    dica al Fuhrer che l’Italia non capitolerà mai.
    E’ legata alla Germania per la vita e per la morte
    ” (l’inganno continua).
  • ore 12,00: scatta il terribile bombardamento aereo su Frascati (curioso: abbiamo da 5 giorni firmato la resa incondizionata e gli anglo-americani ci bombardano lo stesso. Raro!    Il 93% della abitazioni è distrutto, 6mila i morti accertati su 11mila abitanti e il quartier generale tedesco non subisce neanche un graffio).
  • ore 12,00: Eisenhower apprende il contenuto del messaggio di Badoglio e convoca a Biserta Castellano, comunicandogli il rifiuto della data dello sbarco e della proclamazione dell’armistizio.
  • ore 13,00: il Comandante americano scrive a Badoglio un telegramma di fuoco diviso in tre parti e annulla l’operazione Giant2 appena in tempo.
    parte prima:
    intendo trasmettere per radio l’accettazione dell’armistizio all’ora fissata.
    Se voi o qualsiasi parte delle vostre forze armate mancherete di cooperare come precedentemente concordato, farò pubblicare in tutto il mondo i dettagli completi di questo affare. Oggi è il giorno X e io aspetto che voi facciate la vostra parte -.
    parte seconda:
    non accetto il vostro messaggio di questa mattina posticipante l’armistizio.
    Il vostro rappresentante accreditato ha firmato un accordo con me e la sola speranza dell’Italia è legata alla vostra adesione a questo accordo. Su vostra richiesta le operazioni aviotrasportate sono temporaneamente sospese.
    Voi avete vicino a Roma truppe sufficienti per garantire la temporanea sicurezza della città, ma io ho bisogno di esaurienti informazioni in base alle quali si possa preparare al più presto l’operazione aviotrasportata. Mandate subito il generale Taylor a Biserta in aereo. Notificate in anticipo l’arrivo e la rotta dell’apparecchio –.
    parte terza:
    – i piani erano stati fatti nella persuasione che voi agiste in buona fede e noi siamo pronti a portare avanti le operazioni militari su queste basi. Ogni deficienza da parte vostra nell’assolvere tutti gli obblighi dell’accordo sottoscritto avrà le più gravi conseguenze per il vostro paese. Nessuna futura azione potrà allora ristabilire alcuna fiducia nella vostra buona fede e conseguentemente ne seguirebbe la dissoluzione del Vostro Governo e della vostra nazione! -.
  • Il C.S. italiano emette il suo ultimo bollettino di guerra: è il numero 1201!
  • ore 15,00: Taylor e Gardiner sono autorizzati a tornare ad Algeri con il gen. Rossi.
  • ore 15,15: l’aeronautica tedesca comunica al comando della 16° div. corazzata tedesca la notizia che – una poderosa flotta di un centinaio di navi si sta avvicinando alla costa campana -.
  • ore 15,40: viene diramato l’ordine Orka (uragano) (sembra una esclamazione italiano, tipo orca boia!): – Sbarchi un vista: pronti al combattimento!” -.
  • ore 16.02: l’agenzia inglese Reuter riceve da New York la notizia dell’armistizio con l’Italia ma il Governo inglese ne proibisce la diffusione.
  • ore 17,00: Taylor e Gardiner, con Rossi, lasciano Roma, da Ciampino:
    sono ancora ignari dell’annullamento di Giant2.
  • ore 17,00: Ribbentrop comunica a Rahn che la Reuter ha annunciato la capitolazione italiana. Rahn chiama subito il ministro degli Esteri italiano Guariglia che smentisce (l’inganno continua). Anche Roatta nega: “una spudorata menzogna inglese che devo repingere con sdegno” (l’inganno continua)
  • ore 17,15: Badoglio, davanti al ministro della Guerra Sorice e Carboni, mostra il messaggio di Eisenhower che recita: “ho deciso di annunciare l’armistizio stasera alle 18,30. Fate come me!
  • ore 17,30: si convoca, con grande urgenza, il Consiglio della Corona con Carboni e Marchesi e senza Roatta (a Frascati da Westphal), sostituito dal gen. De Stefanis.
  • ore 17,45: l’agenzia Stefani riceve la notizia dell’armistizio ma nessuno si preoccupa di smentirla. (Raro).
  • ore 18,15: inizia il Consiglio della Corona. La discussione è molto aspra.
    Si contrappongono due partiti: quello favorevole all’armistizio e quello favorevole alla sua rielezione.
  • ore 18,30: radio Algeri dirama al mondo intero il proclama di Eisenhower che annuncia l’avvenuta resa dell’Italia. Marchesi, interrompendo i lavori del Consiglio, legge ai presenti il messaggio del C.S. alleato:
    Qui il generale Eisenhower, comandate in capo delle forze alleate.
    Le forze armate del Governo italiano si sono arrese incondizionatamente.
    Come comandante in capo ho accordato un armistizio militare, i cui termini sono stati approvati dai governi del Regno Unito, degli Stati Uniti d’America e dell’Unione delle Repubbliche Socialiste Sovietiche. Il Governo italiano ha accettato questi termini senza riserva. Tutti gli italiani che ora agiranno per contribuire a cacciare l’aggressore tedesco fuori dal territorio italiano avranno l’assistenza della Nazioni Unite“.
  • ore 19,10: avviene l’incontro tra Rahn e Guariglia: “Ma questo è tradimento!“.
  • ore 19,15. Conclusosi il Consiglio della Corona, Badoglio e Marchesi, si recano alla sede dell’EIAR per la diffusione del messaggio di conferma dell’avvenuto armistizio al popolo italiano.
  • ore 19,15: Taylor e Rossi atterrano a Biserta e apprendono la proclamazione dell’armistizio e l’annullamento di Giant2.
  • ore 19,30: Rossi e Castellano incontrano Eisenhower che dice:
    Ho più fiducia di voi nei vostri soldati. Se è stato commesso qualche errore, ormai dobbiamo accettare la situazione così com’è e collaborare quanto meglio possibile nel comune interesse“.
  • ore 19,45: Badoglio, pochi minuti prima del giornale radio delle ore 20 legge il proclama:
    Il Governo italiano, riconosciuta l’impossibilità di continuare l’impari lotta contro la soverchiante potenza avversaria, nell’intento di risparmiare ulteriori  più gravi sciagure alla nazione, ha chiesto un armistizio al generale Eisenhower, comandante in capo della forze alleate anglo-americane.
    La richiesta è stata accolta. Conseguentemente ogni atto di ostilità contro le forze anglo-americane deve cessare da parte delle forze italiane in ogni luogo.
    Esse però reagiranno a eventuali attacchi da qualsiasi altra provenienza -.
    Contemporaneamente il generale Carlo Tucci, capo di S.M. della nona armata in Albania, fa diramare un comunicato dove stigmatizza la manovra di propaganda nemica che afferma l’avvenuto armistizio!
  • ore 20,00: Jodl chiama al telefono Kesselring per informarlo del proclama di Badoglio.

 

Nota.

In tutto questo baillame, nessuno ha saputo arrabbiarsi e contestare il bombardamento alleato, avvenuto a resa già firmata da giorni.
Questo è un fatto raccapricciante. Gli americani ci hanno bombardato a resa conclusa, con le armi abbassate. Questo è un crimine bello e buono.
Impunito. Tanto per cambiare.
Ma può una formica incazzarsi con un elefante?

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Premure…

la-difesa-della-razzaE’ abbastanza curioso il fatto che, dopo il 25 luglio 1943 e dopo aver arrestato Mussolini e disciolto il PNF, Badoglio e tutto il suo staff abbiano lasciato in vigore le leggi razziali che tanto avevano mosso l’opinione pubblica. E non ci pensò neanche l’altro fenomeno: il Re. Vittorio Emanuele III le aveva firmate, si disse “con riluttanza...”, ma non le revocò. L’idea non gli passò neanche per la testa e verosimilmente perse l’occasione di restituire un’ immagine decente al suo regno. Ma il meglio di sè lo doveva ancora mostrare e di lì a poco. Tra l’altro, il problema era più che sentito dalla polazione civile appena liberata. Badoglio dovette, ripeto, dovette aprire le porte delle carceri e dei campi di internamento per far uscire gli ebrei, ma le leggi razziali si rifiutò di abrogarle. Nelle sue memorie ha lasciato scritto: «Non era possibile in quel momento addivenire ad una palese abrogazione delle leggi razziali senza porsi in violento urto coi tedeschi…».

noebrei

Una cretinata. Ma quale urto? Hitler era già incazzato come una iena per la caduta del regime fascista e stava mandando in Italia le truppe attraverso il Brennero, tu caro mio, erano già più di 40 giorni che stavi complottando con il Re la caduta del regime e l’armistizio; allora, è proprio il caso di avere premure per il Fuhrer? La verità vera è che Badoglio, già razzista di suo, si sia lasciato condizionare da una nota del Vaticano (di chi?) … del Vaticano al proprio governo, nella quale si tergiversava sull’opportunità di cancellare del tutto quelle leggi poichè contenevano  – disposizioni che vanno abrogate, ma pure altre meritevoli di conferma -.

Con la spoliazione dei beni degli ebrei, (per esempio) a Roma, molti appartamenti erano finiti, chissà come, nelle mani della Chiesa che con una abrogazione frettolosa avrebbero poi dovuto essere restituiti. A questo proposito ci fu uno scabroso documentario di RaiStoria nei primi anni 2000 che ci raccontava l’operato della EGELI (Ente Gestione E Liquidazione Immobiliare) e le sue riottosità nel restituire il maltolto.

Mah. Per rendere più truce l’articolo, dirò anche che in Italia, in quei mesi le leggi razziali stavano raggiungendo l’applicazione massima tedesca. Non solo da parte di SS ma anche normale Wehrmacht. Con rastrellamenti feroci casa per casa a tutte le ore. La retata di dimensioni più ampia è registrata a Roma il 16 ottobre 1943 con 1022 arrestati,  ma era stata preceduta da 2 mesi di prelevamenti e deportazione nel campo di Fossoli dove avveniva la consegna abituale degli ebrei. Badoglio lo sapeva. Ne parlava sempre con Buffarini Guidi e gli chiedeva di codificare e legittimare i prelevamenti. Parlo degli eccidi e deportazioni del Lago Maggiore, di Bolzano, di Merano, del Cuneense.  Lo sapeva anche il Re, ma faceva spallucce. Tutto questo, fino a luglio del ’44.

Si capisce. Per non urtare Hitler. Si capisce. 8000 ebrei italiani; ne tornarono poco più di ottocento.       Le leggi razziali furono abrogate il 20 gennaio 1944.

roma8

Come spesso accade…se interessa, un libro: – I Dieci – di Franco Cuomo.


Re di denari.

Tra le mille curiosità poco note, (guarda un po’, ce n’è sempre una…) questa riguarda il nostro ex-Re:  Vittorio Emanuele III. Lo so, il personaggio si presta: molto basso, un naso strano, un fare poco coraggioso e un po’ anche… Paperino. Nel senso di… sbeffeggiato dalla sorte.

Sovrano di dinastia del Nord, orgoglioso delle sue origini piemontesi, per uno scherzo della storia fu costretto a chiedere protezione nel Sud della nostra penisola. Solo qualche anno prima l’avevano illuso di essere diventato sovrano di un Impero (l’ Impero d’Etiopia ed il regno di Albania), poi però nei giorni drammatici del 43  il sogno era già svanito; ma se lo Stato (il SUO Stato…) era messo male, lo stesso non si poteva dire per il patrimonio personale di casa Savoia.

Il settimanale “Oggi” del 1950 riporta: Villa Savoia sulla Salaria a Roma, due tenute nell’Agro romano a Castelporziano, il castello di Pollenzo in provincia di Cuneo, (immaginatevi questa lista letta dalla voce di Fantozzi…) la villetta di Valdieri in provincia di Cuneo, il castello di Sarre in provincia di Aosta e il castello con tenuta di Racconigi, sempre in prov. di Cuneo!

castello di Racconigi

Poi c’era ancora un altro considerevole Bonus: una rassicurante liquidità di 3 miliardi di lire ( del 1943 !!!)  custoditi al sicuro in Inghilterra. Il denaro era stato ottenuto grazie allo sfruttamento di un contratto di assicurazione sulla vita sottoscritto da Umberto I e affidato in gestione ai Lloyds di Londra. Quando il padre di Vittorio Emanuele III venne ucciso nel 1900, il figlio divenne beneficiario del consistente capitale accumulato dai Lloyds, il nuovo re d’Italia preferì lasciare la somma intera a Londra, anche quando  il Paese divenne nemico dell’Italia per l’ ingresso in guerra voluto da Mussolini.

Ma, mentre tutti gli altri beni furono congelati dal governo di Sua Maestà, il denaro rimase inspiegabilmente libero e a disposizione della famiglia Savoia.  Perse, però,  le valorose monete antiche durante l’ ignominiosa e precipitosa fuga da Roma; se le dimenticò in stanza e poi se ne persero le tracce. Forse se le fregarono i tedeschi…

Il piccolo re, che si atteggiava da Imperatore, con la firma delle leggi razziali ( 5 settembre del 38 ), con la clamorosa fuga e abbandono di Roma, era ancora intento giornalmente a preoccuparsi della sua incolumità personale e ad informarsi dei suoi beni; telefonava tre volte a settimana per sapere se c’erano stati danni alle cose…, ma non chiedeva mai nulla dei suoi soldati. Di quelli che avevano giurato per lui, che stavano morendo per lui.

E si lamentava! Si lamentava che gli avevano lasciato poche province: solo Bari, Brindisi, Taranto e Lecce!  Si sentiva defraudato! Il piccolo re, ironia della sorte per un Savoia, che si fidava solo degli ufficiali formati all’ Accademia di Torino, in un Sud a lui così estraneo e da affrontare con assoluta indifferenza; « qui è tutto folklore » – diceva,  facendo spallucce e giocando a carte! Un vero Re di denari, però.

not to forget

Team557


Rai (dis)Edu

Ieri sera, su Rai3 è andato in onda un documentario su “Casa Savoia” (1 ora e mezza) per la serie «la Grande Storia» di Rai Edu. Prezioso per i contributi filmati d’epoca, per le interviste contenute e le recensioni (il doc. è anche già disponibile e sul sito), traccia un profilo non completamente esaustivo, ma rispettabile, di tutti i personaggi di Casa Savoia e, ovviamente, indugia molto sulla figura di Vittorio Emanuele III, facendone rilevare l’importanza ufficiale e conosciuta dai più; ma, arrivata al punto chiave del 43, omette completamente (o se si vuole… glissa in toto) sui fatti, le responsabilità e le conseguenze di ciò che ho descritto e riportato nei miei precedenti articoli (Armistizio e dintorni 1/2/3 – un caso di (in)coscienza). E questo lo trovo decisamente intollerabile. Quando si traccia una biografia e/o un resoconto della vita si devono riportare tutte le cose che l’hanno condizionata e lo si deve fare dando alle cose il giusto peso che hanno. In questo Rai Edu ha sicuramente in parte fallito. Continua a leggere


Mussolini aveva ragione. forse.

Forse Mussolini aveva ragione. “L’italiano, messo alle strette, o è feroce o è comico”. 

Riparto da qui. Quando ero piccolo sentii dire dai miei vecchi che il re era fuggito. Poi le cose della vita dilatano i tempi fino allo sfinimento, la memoria va a farsi friggere, gli interessi scemano e non se ne è parlato più. Poi la Tv comincia timidamente a mandare qualche documentario, qualche giornalista dice qualcosa, mah, sarà di sinistra…, sarà di destra…; qualcun altro legge qualcosa e, alla fine, si impara a leggere tra le righe.

Sarò meno criptico. Ottenere dettagli, notizie di corridoio non è così facile ed io non ho agganci particolari negli ambienti “alti”, ma mi sono intimamente chiesto:

1° domanda:  ma la crisi dell’ 8 settembre deriva dalla caduta del fascismo o è stata solo semplicemente una colossale “paraculata”? Dico questo perché gli effetti del comportamento dei nostri capi, a seguire, sono davvero letali e con un epilogo tragi-comico!

Cominciamo col dire che, mentre il re stava facendo arrestare Mussolini a Villa Savoia, Badoglio stava opportunamente fischiettando e impegnando il pomeriggio a giocare a bridge! Ok, capisco l’impegno mentale; alla faccia del momento storico! Proseguo col dire che né il comando supremo del generale Ambrosio né tanto meno il re, ossessionato in quei momenti dalla segretezza di stato, avevano minimamente pensato alla reazione tedesca! Ma come? Ma di chi stiamo parlando? di Asterix? o di un altro fumetto? Ma come si può avere tanta leggerezza mentale?

2° domanda: scusa, ma hai firmato il 3 (3 settembre) la resa INCONDIZIONATA a Cassibile; torni a casa a Roma e non pensi ai tuoi militari in giro per il mondo (che fischiettano ignari) a fianco dei tedeschi con la bava alla bocca? O sei un imbecille o sei un “frescone”! Non contento, fai un messaggio in cui dici alla nazione che “le truppe italiane reagiranno ad ogni eventuale attacco proveniente da altra parte”!!! Ma è fantastico! Grazie! Ora, dopo il tradimento, fai anche il sostenuto! Bravo.

Tutti parlano della tragedia di Cefalonia, ma ce ne state diverse altre di probabilmente evitabili se solo tu avessi pensato di telefonare in Grecia, o dove ti pare, avvertendo che avevi cambiato bandiera! o no? Ma cos’è? ti tieni il segreto? Hai avuto 5 giorni di tempo per diramare comunicati, per evacuare, per informare, per salvare!    No.

Ma non basta. Questi nuovi antifascisti della venticinquesima ora sono stati assaliti improvvisamente dalla paura per la propria incolumità fisica da ottenebrare i cervelli facendo dimenticare tutto e tutti; il 12 settembre (4 giorni dopo) si mette in scena il gran finale. Vacanza premio con partenza da Pescara ore 8 – destinazione Brindisi. Bello! “Chi viene? – mah, adesso vediamo…, farei 3 macchine...”- . “Abbiamo predisposto qualcosa per la difesa di Roma?” – “no, no…adesso non c’è tempo per queste cose, mi appena comunicato l’affondamento della corazzata Roma,…adesso non ci rimane più nulla come navi, eh?“. Il re è partito (ho detto il RE). Partito? – “Sì, fa il governo a Brindisi!” –  E’ la tragedia. In 3 giorni, in Italia, vengono inopinatamente catturati dalle armate di Rommel 82 generali, 13 mila ufficiali, 403 mila soldati + quelli in Francia e nei Balcani( circa altri 800 mila). Pochissimo tempo dopo, 600 mila verranno classificati come IMI (internati militari italiani) e portati gentilmente a morire nei lager tedeschi. (tra i tanti anche il mio papà…). Frega niente? “No, grazie, io sono a Brindisi in vacanza!“. Viva il Re!

3° domanda: ma, un po’ di vergogna, no?

L’operazione Eiche, cioè la liberazione di Mussolini da campo Imperatore eseguita, proprio il 12 settembre, da Harald Mors e preparata da Karl Student ( e NON ..Otto Skorzeni, come molti hanno sentito dire) diventa così la molla che lancia la scintilla per la nascita della RSI che a sua volta sarà l’origine della guerra civile e tutto quello che ne è conseguito poi. Ho idea che più tardi, senza Salò la Resistenza sarebbe apparsa solo come una naturale rivolta patriottica nazionale e non sarebbe avvenuta quella lacerazione interna del popolo italiano i cui effetti si sentono ancora oggi, anche se in misura sempre minore.

E pensare che Mussolini voleva solo tornare a Rocca delle Caminate…; invece il 19 febbraio 1944 firmò il famigerato <bando Graziani> col quale si proclamava il richiamo alle armi e che finì come un completo autogol; il 41% dei militi furono renitenti, il 12% disertarono e finirono coi partigiani con armi e bagagli. Proprio nel momento in cui il Duce aveva dato segni di clemenza! Dava impunità a chi tornava tra le sue file anche se era stato in parola coi partigiani! Incredibile! Questo significa essere alla canna del gas! Pena di morte se non torni e pacche sulla spalla se torni! Comico.

Ma l’italiano è stato divertente anche a liberazione avvenuta quando cercava presuntuosamente di diventare anch’egli Alleato dopo il ribaltone…

Con 160 milioni di lire (di allora) si finanziava la nascita della Resistenza: “chi paga l’orchestra stabilisce la musica” avrebbe detto il primo ministro MacMillan, responsabile politico degli Alleati, lo stesso che avrebbe poi suggerito di smontare del tutto le navi italiane all’ancora, come voluto dall’armistizio.

Quelle navi che erano costate all’Italia quasi un occhio della testa…e che ora rischiavano di essere smontate come un giocattolo. Mussolini un giorno disse che per parlare di “mare Nostrum” dovevamo prima avere tante navi da coprire la distanza dalla Sicilia all’Africa senza bagnarsi i piedi!

Invece i piedi ce li siamo poi bagnati in un altro modo…L’italiano sa essere creativo quando vuole!


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