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doktor Morell: die Reichspritzenmeister. 2a parte

Sicuramente uno dei pregi maggiori del dottor Morell è stato quello di tenere segreta la salute di Hitler durante il suo incarico accanto al Fuhrer.
Per tutto il tempo. Il secondo è rappresentato dall’aver consentito al suo paziente di avere le energie e la grinta per condurre la Germania attraverso la guerra. Ad ogni costo.
Poco dopo la fine del conflitto, nel 1945, il dott. Giesing, americano, uno specialista che un anno prima aveva curato Hitler con cocaina per problemi di otite e sinusite, fornì prove agli inquisitori sul reale stato di salute, sull’operato del suo medico ufficiale e l’attrazione per certi medicinali o presunti tali, del dittatore. – Non si può descrivere Hitler come un comune tossico-dipendente – diceva – ma la sua costituzione neuropatica gli rendeva particolarmente piacevole l’uso di certe sostanze -. A parte il fatto che comunque nessuno ha avuto mai il modo di vedere il Fuhrer assumere quelle sostanze, è vero però che molti presenti hanno potuto notare i problemi dovuti all’astinenza e gli improvvisi cambiamenti d’umore e di comportamento dopo la riassunzione delle normali suggerite da Morell. Naturalmente, gli oppiacei e la codeina danno assuefazione, se poi a questi si aggiunge la cocaina (in dosi prolungate e ripetute) gli effetti sono facilmente prevedibili.    Impossibile non notarli.
E poi, sedativi per l’insonnia ed eccitanti per essere efficienti durante la giornata scuotono ripetutamente il fisico, fino a sfinirlo.
Se si mette in campo che dal 1936, l’anno di Norimberga, le droghe, le metanfetamine entrano in scena in Germania in modo preponderante, grazie soprattutto alla pubblicità, diventa chiaro come l’assumere stupefacenti sia diventato un fatto di costume.

E’ facile oggi criticare questi aspetti, specilamente se sono vizi di un altro popolo, ma in questo modo, allo stesso modo, è facile criticare l’uso di ecstasy, di LSD, degli anni 60, per non parlare del fumo e dell’alcool.
Ogni epoca ha avuto le sue debolezze. Ma ho sempre avuto l’impressione che nel caso dei tedeschi l’onere attribuito loro sia sempre più pesante.
Io, personalmente, ricordo che negli anni 70 mia madre, che soffriva di lancinanti mal di testa, quando doveva fare i lavori di pulizia in casa prendeva un Optalidon ed improvvisamente ogni problema sembrava sparire. Mia madre sembrava un’altra. Pronta a sollevare casse intrasportabili ed instancabile. Un aiutino? Direi proprio di sì.
Medicine vendute contro la stanchezza!    Chi può dire di no?
Una persona come Hitler, che aveva sempre mostrato un particolare interesse per le novità mediche, poteva forse sottrarsi?

Nel 1938 il Re d’Italia riferì al suo Ministro degli Esteri che ad Hitler venivano iniettati narcotici ed eccitanti, nel 1939 apparirono ulteriori prove del libero accesso da parte di Morell alle droghe per l’uso sul suo paziente.
Ho raccontato, in un altro articolo simile, episodi di riprese assolutamente sorprendenti dopo l’uso di VitaMultin sotto forma di pillole ed iniezioni. Una delle sue segretarie confessò di aver notato il Fuhrer depresso, con aria da sconfitto e dopo l’iniezione tornato con un’energia inaspettata, con profonda gratitudine per Morell: “Morell, sei un saggio! mi hai salvato ancora!” – “Questa volta forse non avrei potuto superare la notte!
Ma tu mi hai curato ancora!
“.
Morell rivelò soltanto che il VitaMultin era un semplice composto di vitamine che consegnava in un misterioso involucro dorato.
Nel 1943 una segretaria fu convinta a consegnare una di quelle pillole ad un ufficiale SS per farle analizzare. Il risultato fu uno shock: scritto in un rapporto di Gunther Shenck risultava che il preparato era principalamente a base di Pervitin, la metanfetamina.
Ma all’ufficiale SS fu ordinato di lasciar perdere tutto e non creare inutili polveroni.

Nel 1941 viene annotata l’aggiunta di Glyconorm per combattere la depressione e risollevare l’umore del Fuhrer.
Ma si ritiene che nel 1942 la somministrazione di questi preparati sia aumentata considerevolmente e ciò abbia influenzato le decisioni militari, specialmente sul Fronte Orientale, fino a creare un vero e proprio stato di dipendenza incontrollato che originava il suo falso giudizio e la capacità di interpretare la realtà in modo molto distorto.
In tutti i modi, il continuo abuso di stupefacenti provocavano ad Hitler un fortissimo stress che quando aumentò a dismisura, dopo la disfatta di Stalingrado, fecero dell’uomo quasi un automa nelle mani di Morell, completamente schiavo dei ritmi delle iniezioni.
La sclerosi coronarica, rilevata a battaglia conclusa, portò il medico a discutere con Hitler per la prima volta delle sue condizioni; il Fuhrer non si mostrò preoccupato per la sua eventuale morte, ma Morell sospese il VitaMultin-Calcio ed il composto assunse una composizione ancora più misteriosa. Il 14 marzo 1944, all’Obersalzberg rivelò di aver dato al “paziente A”, una dose di VitaMultin-Forte, annotando nei suoi diari: “sembra rinato!“. Scrisse di aver aumentato la dose da 2cc a 4cc per costatarne gli effetti e, nel caso di portarle a 6cc, se necessario.
Anche se Theodor Morell, come ho scritto, non era interessato alla politica, era comunque a contatto privato col dittatore per tutta la giornata. Dal 1943, addirittura era col Fuhrer più di Bormann.


Le immagini ritrovate dopo la guerra del Fuhrer sconcertarono i ricercatori nel vederlo così devastato dallo stress e dalle terapie estreme di Morell. Da 3 anni, nel 1944 soffriva di tremori alle braccia ed alle gambe; sembra che in certi momenti non si reggesse in piedi.
Nel 1945 è stato visto debole, trascinare il passo, fisicamente a pezzi, curvo e fragile. Ma i tedeschi sono, come sempre, tenuti all’oscuro sulla sua salute; il paragone con l’uomo carismatico, pieno di energia, che aveva terrorizzato il mondo, non reggeva più il confronto.
Tutti i sintomi conducono ad una possibile diagnosi: il morbo di Parkinson, il disturbo cerebrale cronico devastante per corpo e mente.
Tremori alla mano sinistra. Il “paziente A accusa forti tremori alle gambe. 9maggio1945. male alla testa, nella parte sinistra“.
Secondo esperti, il dittatore soffriva del morbo già dal 1934, evidenziato dal fatto che sempre più spesso aveva difficoltà nell’esprimere concetti e reazioni, problematica espressa in momenti chiave come lo sbarco in Normandia, la confusione nell’impartire ordini durante l’offensiva delle Ardenne ed, in particolare, la lentezza e la rigidità nell’impostare una reazione agli eventi, sono comuni ai soggetti affetti da questa patologia. Ma Morell nel 1944 non diagnostica ancora la malattia come morbo di Parkinson, il 2 aprile 1945 scrive: “marcato tremore alla mano sinistra” e 15gg dopo gli somministra Hambour-680 per il Parkinson a quei tempi.
secondo altri è possibile che Hitler abbia ingerito un prodotto tossico che può aver danneggiato irreparabilmente i neuroni responsabili del Parkinson.

All’inizio del 1945 fu accusato da Brandt di avvelenare Hitler, ma non col Pervitin, bensì con altre pillole innocue che prende per la flatulenza, come quelle del dottor Koester – con mezzo grammo di stricnina e mezzo grammo di Belladonna – abbastanza per essere considerate tossiche. Qualcuno era convinto che Morell volesse uccidere Hitler, forse che potesse essere una spia degli Alleati e una cordata di persone andò da Hitler con queste accuse ma il Fuhrer li licenziò tutti e si tenne Morell. Amico e salvatore in tanti anni.
Morell però era da tempo legato al Fuhrer anche da un altro filo: curava il suo fotografo Hoffmann per la gonorrea, molti suoi amici intimi da problemi venerei e soprattutto era a conoscenza di segreti inconfessabili di tutti che era quasi impossibile allontanarlo senza danni collaterali. Forse Hitler era affetto anche da sifilide? Di questo problema è ossessionato. Ne aveva scritto a lungo (13 o 14 pagine) anche sul MeinKampf, che era una grande minaccia alla purezza razziale germanica: una malattia ebrea! Si diceva che in gioventù poteva essere stato infettato da una giovane prostituta; si disse anche che Himmler, detentore di un dossier segreto sul Fuhrer, sapesse che Hitler era all’ultimo stadio della sifilide che lo stava conducendo alla paralisi. L’aritmia del cuore confermerebbe l’ipotesi e a quel tempo era la causa più comune per quel tipo di patologie.
Fu il momento del Septoid in 10cc e dopo un elettrocardiogramma si notò una polarizzazione eccessiva che andava trattata.

Il 21 aprile 1945, su richiesta di Eva Braun – convinta della possibilità che Morell voglia avvelenare Hitler – il medico viene licenziato e lascia Berlino ritornando alle montagne bavaresi vicino all’Obersalzberg.
Morirà tre anni dopo, nel 1948, dopo essere stato arrestato e rilasciato dagli americani.

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doktor Morell: teorie segrete ed indiscrezioni

Mi rendo conto. Sto raccimolando una quantità di informazioni sulla salute di Hitler da poter sostenere una tesi ad un esame universitario. La verità che sospetto (da tempo, invero) è che nei documentari che vediamo e spesso in alcuni libri, ci raccontino delle mezze verità. Non voglio offendere nessuno e non desidero essere detrattore di alcuno, ma mi chiedo come mai esistono così tante sfaccettature della storia di un uomo che non possano essere riassunte in una versione esaustiva. Nell’esempio qui portato, confrontando documenti, pdf, libri e video, si notano differenze troppo importanti tra le versioni offerte (per es.) da MT Channel, NatGeo e da History channel e tra libri italiani e stranieri.
Queste differenze possono infondere impressioni molto diverse agli interessati.


 

Molti studiosi condividono l’opinione che Hitler fosse un ipocondriaco che assumeva contemporaneamente eccitanti e calmanti.
Anfetamine per restare sveglio e vispo durante il giorno e barbiturici come bromo e iodio per rilassarsi.
Una procedura che poteva comportare sicuramente assuefazione e dipendenza, anche dopo un periodo di assunzione molto breve.

La persona, il ruolo.

Hitler era un consumatore di pillore incallito a cui piacevano molto i metodi inusitati di Morell.
Era anche un amatore dei trattamenti con le sanguisughe. E ne andava matto.
Nel suo arsenale, il medico, che ricorda molto uno stregone-ciarlatano, aveva feci di un contadino bulgaro e testicoli tritati di toro.

H-ipocondriaco
Solitamente, le terapie del dott. Morell erano sempre avvolte da una sorta di mistero. Dapprima, questo lasciava pensare ad una naturale riservatezza per il suo “paziente A”; poi diventò un vero e proprio segreto. Un segreto assoluto.
Del Fuhrer ebbe modo di conoscerne ogni aspetto; il condividere ogni pensiero suscitò da subito moltissime invidie perchè aveva una posizione di primissimo piano. Si scrisse, meglio di Eva Braun, la quale visse una vita di secondo piano, al terzo livello, per tutta la sua esistenza. Per 24 ore al giorno erano visti dibattere, anzi confabulare, ogni momento politico e militare.
Era invidato a morte anche da Bormann, per il suo ruolo.
Erano profondamente legati. In tutti i sensi, l’uno non poteva fare a meno dell’altro.
Dal suo studio in Kurfurstendamm 216, l’elegante quartiere di Berlino, portava sempre qualche novità medica al suo Fuhrer che ogni volta era curioso ed eccitato come un bambino, come ebbe a dire la sua servitù che lo ha servito per quasi tutta la guerra.
Personaggio sciatto, sporco, dai metodi spesso volgari, era esattamente l’opposto di Hitler, che soleva cambiarsi la camicia anche 2 volte in un giorno.
Disprezzato da tutti per la sua ostinazione nel non farsi mai il bagno, Morell era apprezzato solo dalla persona che contava di più.
Diventerà in breve irremovibile.Kurfurstendamm

Hitler soffriva principalmente per la sua flatulenza, era costipato e ciò gli procurava ovviamente molto disagio.
Ma aveva anche molta paura di ingrassare e per ciò cominciò ad ingurgitare molti lassativi. Questo per l’errata convinzione che questo gli evitasse di prendere peso. Dal 1928 in poi.
I lassativi saranno protagonisti della sua storia.

H-pastoMorell addusse i problemi di stomaco principalmente alla sua dieta vegetariana; qui, le feci del contadino bulgaro contenute nel Mutaflor, un preparato decisamente esotico per combattere gli effetti dei lassativi, la fanno da padroni (c’è da chiedersi come Morell sia riuscito a trovare questo contadino proprio – bulgaro… -; avrà provato le feci di tutti gli altri, prima?).
Il problema è che Morell gli somministrava antidolorifici per lenire i crampi allo stomaco, ma che provocavano effetti opposti a quelli dei lassativi; un circolo vizioso per l’intestino di Hitler.
Nonostante questi metodi assolutamente anti-convenzionali, Hitler era affascinato da Morell che trovava sempre qualcosa per le sue complicazioni patologiche che possono aver complicato, se non deciso, almeno 2 delle più grandi battaglie della seconda guerra mondiale.
Dal 1934, biologia e medicina sono alla base del nazionalsocialismo; il vigore fisico, la prestanza sono un diktat per l’ariano perfetto; di conseguenza il dittatore doveva sempre mostrarsi in pubblico al massimo della forma. Lo scrisse anche Goebbels nelle sue memorie.
In questo si sostanziava la presenza di Morell; lo stregone che gli poteva garantire la salute ed il vigore classico proprio della razza ariana.
H-oratoreA questo proposito Morell si rivela decisamente un uomo fidato perchè mantenne segreta la verità sulla condizione psico-fisica del Fuhrer e questo fu un valore altissimo e riconosciuto da Hitler. In più, ad ogni costo e superando ogni difficoltà, fu sempre pronto a produrre ogni rimedio ai problemi fisici del suo paziente per condurlo attraverso la guerra.
Nel ’44 c’è però anche un subentro di un secondo medico: il dott. Ghisingh, uno specialista che lo cura con cocaina per problemi di otite e sinusite per qualche mese. Anche questo signore contribuisce a descrivere l’attrazione di Hitler per certi medicinali innovativi. Non si può definire il Fuhrer un normale tossico-dipendente, ma la sua costituzione neuropatica gli rende particolarmente piacevole l’uso di certe droghe.
Forse è questo il segreto che Morell cela da quasi dieci anni.
Sedativi per l’insonnia ed eccitanti per renderlo efficiente durante il giorno.

Le terapie, gli effetti.

Nel 1936 entrano in scena in Germania per gli usi domestici, per combattere la fatica di tutti i giorni, ricevendo anche un gran supporto con la pubblicità ed Hitler, con il suo dichiarato interesse per queste cose, trova irresistibili questi prodotti; dal 1939 entra in campo il Vitamultin Calcium.
Ogni mattina, prima di alzarsi dal letto, Morell faceva un’iniezione di questo preparato misterioso e la cosa rendeva l’ambiente intorno al Fuhrer molto piacevole perchè era subito pimpante e reattivo mentre l’ago era ancora nella vena.
Niente altro produce questo effetto se non un’anfetamina.
La servitù lo ha sempre descritto prima dell’iniezione come un uomo sconfitto, spompato, con frequenti stati di ansia e depressione e subito dopo, ritornava in sè, pimpante come se nulla fosse successo. Questo faceva sì che provasse profonda gratitudine per Morell; “sei un saggio! – gli diceva – mi hai salvato ancora. Eccoci, tu mi hai curato!”.
Morell rivela solo che il Vitamultin è solo un composto di vitamine. Ma non è vero.
Egli consegna il preparato sotto forma di pillole, in un involucro piccolo e dorato, ma a volte anche per via endovenosa, in abbinamento al Glyconorm.
Verosimilmemente, date le giornaliere inoculazioni, questi preparati influenzavano sicuramente le decisioni militari del Fuhrer, in base al suo stato di dipendenza.
Morell-e-sua-moglieLa disastrosa battaglia di Stalingrado fornisce il migliore esempio di come l’abuso di anfetamine abbia deciso il corso della guerra. La sconfitta di Stalingrado segna il momento cruciale dello stato maniacale di Hitler, quando cioè si ostinava ad ordinare ai suoi soldati di non arretrare di un passo di fronte a condizioni disumane; dove cioè prevale un ottimismo irreale, artificiale, un momento di sensazioni esaltate.
I suoi soldati erano tutti all’oscuro e molti si sono giocati la vita.
Per gli effetti del Vitamultin.
Questo ottimismo falsa il giudizio, la ragione. Il comportamento è coerente con un’intossicazione da anfetamine.
L’ostanata inflessibilità ha deciso la guerra. Ma le iniezioni ripetute hanno causato un fortissimo stress che lo hanno completamente reso, oltretutto, dipendente da Morell.
Hitler-sorridenteLa sconfitta russa provoca anche le critiche feroci dei suoi generali che si ripercuotono anche sul suo cuore, che un anno prima aveva evidenziato una sclerosi coronarica; Morell quindi elimina per qualche tempo il Vitamultin, ma nel 1944 il Vitamultin Calcium diventa Vitamultin Forte e annota sul suo diario: “così, è rinato”.

 

Tra la fine del 1943 e e il 1945 il suo fisico è cambiato: trascina i suoi passi, è ricurvo sulle spalle, presenta tremori forti alle gambe  e alle mani che lo presentano debole e fragile.
Persino la vista è calata molto.
Il paragone con l’uomo carismatico che aveva trascinato le folle ora è improponibile. Tutti i sintomi e gli esami conducono ad una possibile diagnosi: il morbo di Parkinson.
Per gli occhi degli ammiratori è un colpo davvero pesante.
Poi c’è il male alla parte sinistra della testa ed il forte tremore alle gambe; la reazione di Hitler è fatalmente lenta agli avvenimenti che succedono.
Però molti storici asseriscono che i primi sintomi del Parkinson siano stati rilevati già nel 1934. Altri studiosi hanno rilevato che la sua lentezza nel formulare pensieri e la rigidità mentale, a quel tempo definita “inflessibilità“, erano già presenti dal 1934.
La difficoltà a decidere la reazione allo sbarco alleato del 1944
si pensa oggi sia stata provocata dalla patologia dichiarata; Hitler dichiarò che la Normandia era un diversivo e non si mosse da quell’idea, anche quando era evidente il contrario.
Erano disponibili forze più che sufficienti per contrastare efficacemente lo sbarco ma Hitler, ma ancora 48 ore dopo si mostrò inflessibile, anche se a gran voce gli erano richiesti aiuti urgenti che tutti sapevano disponibili.

Teorie, indiscrezioni.

Ma ancora trapela un’altra pista da seguire.
Questa pista spiegerebbe la estrema generosità del Fuhrer per Morell.
Doveva forse mantenere un segreto più alto?

Facciamo un passo indietro. Quando Hitler convocò Morell aveva due problematiche: escoriazioni alla ginocchia e dolori fortissini al basso intestino: due indizi importanti per un esperto di malattie veneree di quel tempo. Per curarlo gli offre una villa sulla riva del lago, nel quartiere di Schwanenwerder di Berlino, per garantirsi il suo silenzio su un segreto così importante.
Morell gli aveva probabilmente diagnosticato la sifilide.

Uno smacco per il Fuhrer. In contrasto con tutte le ideologie naziste, la sifilide era definita una malattia ebrea, probabilmente contratta in gioventù con una prostituta e sempre tenuta nascosta.
Hitler è ossessionato dalla potenza mortale della sifilide: ne scrive a lungo sul suo Meinkampf. La grande minaccia alla purezza razziale.
E questo è un segno di un grande interesse all’argomento.

Un diario di Himmler fornisce un’altra prova evidente.
Felix-Kirsten&HimmlerEgli teneva un dossier segreto su molte persone, anche sullo stato di salute di Hitler e parlando col suo massaggiatore, Felix Kersten, rivelò di essere preoccupato perchè sapeva Hitler una persona all’ultimo stadio della sifilide! Nel 1942 sembra affetto da una
parziale paralisi. Tesi, questa, confermata dai documenti concessi dalla vedova di Kersten, firmati da Morell e da Karl Brandt. Sembra che alla fine del ’42, poco prima della disfatta di Stalingrado, Morell abbia mandato una lettera ad Himmler rivelandogli preoccupazioni sull’imminente catastrofe fisica del Fuhrer dovuta appunto alla malattia venerea.
La diagnosi del cuore rivela la compatibilità con la malattia; l’aritmia rilevata era tipica dei malati di sifilide e Morell conosceva molto bene questo tipo di segnali.
Morell ora ripiega sui sali di ioduro: 10cc di Septoid. Ogni giorno.

Come da metà del 1944, come già scritto, la situazione precipita.
lo stress e l’abbattimento, la consapevolezza della sconfitta, aumentano esponenzialmente la crescita degli effetti della malattia.
H45Hitler si presenta rarissimamente in pubblico e quando lo fa, mostra il braccio sinistro immobile con la mano tremolante (un po’ come il capitano Miller di “Salvate il soldato Ryan”, per intenderci).
A detta di qualche soldato presente del FuhrerBunker, si trascinava i piedi come uno zombie; nelle ultime settimane di aprile del 1945 non si avventurava più su per le scale perchè sapeva che le gambe non lo avrebbero sorretto.

is-still-alive
Quest’immagine è poco compatibile con le tesi che lo vede fuggitivo in Argentina, con l’iter della fuga descritto altrove in questo blog.
Quindi:
o la situazione fisica non era così invalidante da impedirgli un’evacuazione certamente impegnativa, (tesi di C. Baer in Hunting Hitler),
oppure l’ipotesi della fuga si rivela del tutto improponibile.

ip1

Personalmente sono fermamente convinto della prima ipotesi.

ip2

lista aggiuntiva di medicinali (dal 41 al 1945):

ArgroomBrom Nervacit
Chineurin
Chineurin
Cortiron
Doctor Kosners antigaspills
Enbasin
EuFlat
Eupaverin
Glucose
Glyconorm
Homatropin
Intelan
Camomilla Officinale
Luitzym
Omnadin
Orchikrin
Penicilline-Hamma
Progynon B-Oleosum
Prostacrinum
Prostophanta
Septoid
Potassium Iodio
Strophantin

 


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