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la fuga di Hitler in Patagonia. opzioni

In questo periodo di Hunting Hitler c’è una naturale considerazione per avvalorare l’ipotesi di una fuga del dittatore dal bunker:
i testimoni tedeschi allora presenti nel bunker furono trattenuti chi per 10 anni, chi per 15 anni e in questo lasso di tempo furono ripetutamente interrogati. (vedi: Hunting HitlerSe i russi e gli americani poi, avessero creduto (anche solo un poco) al risultato degli interrogatori non avrebbero continuato a cercare prove sulla morte di Hitler per anni e anni».

E’ dagli anni ’50 che si scrivono libri, si aprono dossier e si rifanno indagini sull’argomento. Magari in Italia un pochino meno, ma dalla Spagna al Sudamerica la questione ha riempito i taccuini e le librerie fino ai giorni nostri.

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Appare la notizia che degli ufficiali piloti della Luftwaffe che dal 28 al 30 aprile 1945 assicurarono un corridoio aereo libero fra Berlino e la Danimarca per la fuga di Hitler. Il 28 aprile 1945 non vi fu alcun matrimonio nel bunker tra Adolf ed Eva, bensì la partenza su uno Junkers Ju 52, oppure un Arado 234 B, dalla pista di Hohenzollerndamm, con atterraggio nella German imperial Zeppelin base di Tønder, in territorio danese. Da quel punto in avanti si fanno due ipotesi: la partenza in sommergibile verso il Sudamerica oppure un volo verso Reus, base militare spagnola nei pressi di Barcellona, e poi da Reus alla volta delle Isole Canarie, con sosta a Morón de la Frontera, vicino a Siviglia, per rifornirsi di carburante. È il 29 aprile 1945. Con Hitler vi sono la sua amante e il cognato Hermann Fegelein, che aveva sposato Gretl Braun, sorella di Eva, sebbene la storiografia ufficiale lo dia per fucilato su ordine del Führer. E persino la fedele cagna Blondi. All’arrivo nella base nazista di Villa Winter, a Fuerteventura, vi era ad attenderli un U-boot per il trasferimento in Patagonia. Il sommergibile, anzi l’elettro-sommergibile, su cui si sarebbe imbarcato Hitler apparteneva alla classe XXI, dotato di attrezzature straordinarie. La presenza in Sudamerica di almeno tre sommergibili tedeschi è avvalorata dal fatto che il 10 luglio 1945 un sommergibile U-530 si consegnò in una base navale di Mar del Plata» (fonte: il Giornale.it).

fuga-Hitler-opt.3Secondo Jeff Kristenssen, alias capitano Manuel Monasterio, che cita Heinrich Bethe, alias Pablo Glocknick, alias Juan Paulovsky, un ufficiale dell’intelligence tedesca di stanza in Argentina sin dal 1939, il quale insieme col medico personale del Führer, il dottor Otto Lehmann, fu accanto al dittatore fino all’ultimo. Secondo Bethe, Hitler sarebbe morto alle ore 15 del 13 febbraio 1962 in una località imprecisata della Patagonia argentina. Era entrato in coma tre ore prima.

fuga-Hitler-opt.4Secondo Abel Basti, nel 1945, tra luglio e agosto, Hitler, accompagnato da non più di sette persone, inclusa Eva Braun, giunse a bordo di un sommergibile tedesco, scortato da altri due, nella baia di Caleta de Los Loros.(Questa versione è già stato offerta alla CIA dal capo della Gestapo, Heinrich Müller).
In Argentina, Hitler ed Eva Braun godettero della protezione del presidente de facto Edelmiro Farrell e il suo ministro della guerra, Juan Domingo Peron.

Da Buenos Aires arriva la conferma data da un portavoce di Goebbels, Wilfred von Owen, deceduto nella capitale argentina a 96 anni, nel 2008, secondo la quale si conferma l’approdo in Argentina di cinque sommergibili tedeschi dopo la fine della guerra.

– Hitler ed Eva Braun si sarebbero poi sposati con rito cattolico nella cappella dell’Estancia San Ramon dopo l’’agosto del 1945. Il matrimonio nel bunker di Berlino, avvenuto il 29 aprile 1945, avrebbe invece riguardato i sosia di Hitler e della Braun: Gustav Weber, una delle due controfigure delle quali il dittatore disponeva, e una donna sconosciuta.

– Sembra addirittura che Hitler abbia avuto figli. Il primo fu Helmut, nato nel 1935, ufficialmente da Joseph Goebbels e Magda Rietschel, moglie del ministro della Propaganda nazista. In realtà Helmut sarebbe stato il frutto di un tradimento coniugale consumato da Magda con Hitler durante una vacanza sul Baltico. Prima di suicidarsi, i coniugi Goebbels lo avvelenarono insieme con le sorelline Helga, 12 anni, Hilde, 11, Holde, 8, Hedde, 6, e Heidi, 4. Poi ci sarebbe Gisela Hoser, o Heuser, nata nel 1937 dall’atleta tedesca Ottilie Fleischer, detta Tilly: Hitler mise incinta la Fleischer dopo le Olimpiadi berlinesi del 1936. La fonte di questa notizia è Bethe. Il dittatore avrebbe avuto anche una seconda figlia, Ursula, detta Uschi, nata ufficialmente a Capodanno del 1939 in Italia, a Sanremo, da Eva Braun. La gravidanza fu occultata perché Hitler riteneva che il suo ascendente sul popolo tedesco sarebbe scemato qualora non si fosse mostrato totalmente dedito ai destini della Germania. Uschi arrivò all’Estancia San Ramon nel settembre 1945, proveniente dalla Spagna, via Buenos Aires, tramite Hermann Fegelein. Una terza figlia di Hitler e della Braun sarebbe nata morta nel 1943. August Schullten, ginecologo di Monaco di Baviera che aveva seguito la gravidanza, perì in un incidente d’auto quello stesso anno. Nel marzo 1945 l’amante di Hitler concepì un altro figlio. Era già incinta durante la fuga verso la Patagonia e in Argentina sarebbero vissute due figlie di Hitler. Una di loro durante gli anni della dittatura del generale Jorge Videla si presentò al consolato tedesco di Buenos Aires per chiedere d’essere aiutata ad espatriare in Sudafrica. Al funzionario che le aveva spiegato di non poter fare nulla per lei, disse: «Ma io sono la figlia di Hitler!».

hitler_fire– Di sicuro, esiste un’informativa dell’Fbi, datata 21 settembre 1945, che parla dell’aiuto fornito da funzionari argentini a Hitler, sbarcato da un sottomarino e nascostosi ai piedi delle Ande. «In una nota secret classification della Cia, inviata dalla Colombia il 3 ottobre 1955, un agente scriveva: Adolph Hitler is still alive, è ancora vivo».

– Di controverso, ci viene fatto notare che il capo della Gestapo  ha detto, nei suoi interrogatori negli Stati Uniti del 1948, che ha organizzato la fuga di Hitler da Berlino e rivela che Hitler insieme con Eva Braun è volato a Barcellona, ​​in Spagna, il 26 aprile 1945. Mueller ci ricorda inoltre che:

foto-sosia-di-Hitler– non c’è mai stato un corpo identificabile di Adolf Hitler né di Eva Braun:
– la storia intera del suicidio di Hitler poggia unicamente sulla testimonianza inventata di quattro nazisti fanatici;
– i russi hanno trovato la persona sepolta e il cadavere bruciato del sosia di Adolf Hitler, vicino al bunker, ma non compatibile con le testimonianze dei presenti.

foto scattata dai russi del corpo riesumato del sosia di Hitler.
– 2 maggio 1945  –  (notare il foro di proiettile in fronte)


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A questo punto, una cosa è sicura: il concetto di Spagna – paese neutrale è stato spazzato via senza indugi. Il gen. Franco, per sdebitarsi dell’aiuto ricevuto durante la guerra civile spagnola che lo ha condotto al potere, dal 1938, o forse ancora prima, ha iniziato lavori per strutture militari sia in Spagna, sia alle Canarie dove le opere illustrate in Las Palmas de Gran Canarias (more info ) sono state finanziate esclusivamente da soldi spagnoli, addirittura oltre il 1946.

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Non basta. L’equipe arriva finalmente a villa Winter e, in una visita piuttosto sommaria e fugace, nel seminterrato rilevano una probabile struttura medica con alcune stanze, al tempo, adibite a ricoveri per degenti. Sicuramente, come già evidenziato qui, una casa sicura per rigenerare le forze. Un posto ideale anche per nascondere (temporaneamente un obiettivo di alto livello) e/o ufficiali nazisti in totale sicurezza.

Quello che History non dice è che nella casa esistevano 2 entrate per i tunnel della base sottomarina (ora chiusi) che permettevano agli ospiti di accedere alle strutture militari senza essere mai visti. Notizie ancora più particolareggiate e pianta della casa si possono visionare cercando casa Winter in Google ed esistono anche libri in Amazon.

Stabilito che per Hitler era possibile fare una sosta alla Canarie per riprendersi dalla prima parte del viaggio verso l’Argentina, ora l’attenzione si sposta di nuovo verso il punto di approdo e tra i sostenitori sicuri ritorna il nome della Lahusen company, l’impero di lane e tessuti di S. Antonio est; poi da un documento sembra che Hitler si sia rifugiato nella vasta tenuta di un ranch molto protetto, in Patagonia. Se si cercano le direzioni possibili, occorre orientarsi verso le zone popolate da comunità tedesche e tra queste la più probabile è quella di San Carlo de Bariloche: la Berlino argentina.

Bariloche

Nota da tempo come meta della fuga di ufficiali citati in “error di sbalio”, questa roccaforte per i nazisti è isolato, quasi inaccessibile, al confine con il Cile, dove è impossibile chiedere informazioni sui nazisti. Qui si scopre che esiste una ferrovia che dal 1934 collega Bariloche a S. Antonio-est ed è stata per decenni la via di commercio via-treno per Lahusen, proprietario anche di 3 treni privati, con i quali traferiva giornalmente cose e persone.

Poi finalmente arriva una informazione utile su una tenuta particolare di proprietà tedesca e molto misteriosa di Bariloche: casa Inalco.

informatore-localetestimonianza 11.  L’informatore racconta che la leggenda locale chiama il luogo come la casa di Hitler
e dice che è un posto decisamente inquietante.Casa-Inalco-location

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Il tentativo di avvicinamento al sito consente solo l’aquisizione di sole foto per il sopraggiungere di un custode o possibile proprietario del luogo. Rimangono conseguite le considerazioni che la casa è un posto estremamente occultato, inaccessibile da chiunque e strutturalmente difendibile. Casualmente viene scoperta, tra la vegetazione, una presa d’aria; un condotto di areazione che fa supporre ad un’altra struttura nascosta sicuramente sotterranea. Anche dai disegni tecnici depositati dell’edificio si rileva che dovrebbe esistere una seconda costruzione esattamente dietro la casa, che fa pensare ad una residenza creata per avere la massima riservatezza.

E’ decisa un’incursione notturna, alla IGI project – per intenderci -. L’operazione notturna produce l’ipotesi di un bunker sotterraneo estremamente sicuro, ora però non più agibile.

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Alla fine si scoprirà che la serie Hunting Hitler, promossa da History channel, non è altro che molto più o poco meno che la trasposizione in video dei libri pubblicati da Abel Basti, oppure di quanto si trova nel mondo su Hitler in Patagonia, da diversi decenni.

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