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war report: 11mar1941

t557_warbullettin_sxcBollettino di guerra internazionale.

Solo una nota doverosa.
Come è stato sentenziato in passato, ogni nota è tanto più dolente nella misura in cui viene annunciata.
Negli ultimi 10 giorni i britannici hanno sostenuto perdite in mare oltremodo gravi e numerose. Non solo per merito degli U-boot, ma anche delle batterie costiere e dell’aviazione del Reich. Nonostante questo gli inglesi, specialmente i canali ufficiali, si sono dimostrati spesso riottosi nel confessare gli affondamenti, ma questi ultimi sono
certamente degni di considerazione, non solo per il materiale, ma soprattutto per l’aspetto umano e rivelano che il metodo dei convogli non sempre è garanzia di protezione ma, diversamente, può rappresentare un facile obiettivo per gli aggressori a causa della sua estrema visibilità.

 

Germania: Il RAF Bomber Command ha inviato 27 aerei per attaccare Kiel, durante questa notte.

 

warReport1941

Nord Africa: Il Reggimento Panzer tedesco della 5 Divisione Leggera ha completato lo sbarco di merci a Tripoli  con 120 carri armati. Una sfilata è stata allestita con i carri armati appena arrivati, con alcuni dei carri armati che hanno fatto il giro della città più volte per fare sembrare il loro numero più grande.
I carri armati si sono diretti ad est verso Sirte dopo la sfilata. Nel frattempo, Rommel è volato di nuovo in Germania per ulteriori ordini ed ha detto che quando la 15° Panzer Division sarebbe arrivata in Libia la riconquista di Bengasi sarebbe stata certa per la fine di maggio.

 

Asia: Un accordo tra la Francia di Vichy e la Tailandia a bordo di una nave da guerra giapponese.  I delegati  tailandesi hanno riguadagnato il territorio ad ovest del fiume Mekong. Il Giappone ha preteseo che la Francia tornasse parte della Cambogia e del Laos, parte che che i francesi avevano ottenuto dalla Tainlandia circa 40 anni prima.

 

Eastern Europa: Il generale AM Vasilevskii ha redatto un piano strategico di intervento contro la Germania, impostato con l’ingresso dal sud della Polonia. L’offensiva sarebbe programmata per il 12 giugno e, al proposito, Timoshenko e Zhukov hanno incontrato Stalin e Molotov per formulare esattamente il dispiegamento delle truppe.
(la cosa verrà descritta nel volume pubblicato da Viktor Suvorov come i piani della bolscevizzazione dell’Europa; un piano già impostato da oltre 10 anni)

A Belgrado si sono registrate manifestazioni anti-Asse.

 

Regno Unito: Sembra che i tedeschi vogliano far rimangiare a Churchill la dichiarazione, rilasciata il 31 novembre 1940, secondo la quale la battaglia per l’Inghilterra sarebbe finita.

135 aerei tedeschi hanno lanciato 122 tonnellate di bombe ad alto potenziale esplosivo e 830 bombe incendiarie su Birmingham, in Inghilterra. Lo Stadio Old Trafford, casa del Manchester United Football Club, è stato colpito da una bomba mirata presso il complesso industriale di Trafford Park, distruggendo campo e demolendo gli stand. Lo stadio sarà ricostruito dopo la guerra e riaperto nel 1949.

Contemporaneamente bombardieri tedeschi hanno attaccato di nuovo Portsmouth con altri 135 velivoli. Anche se tecnicamente non fcevano parte del secondo Blitz, gli attacchi a Portsmouth sono continuati ed un altro paio di migliaia di bombe incendiarie e centinaia di  bombe HE sono state sganciate sulla città.

Nord America: Il presidente americano Roosevelt ha convertito la proposta Lend Lease in legge, che ha permesso alle nazioni alleate l’acquisto di armi e di altre forniture dagli Stati Uniti a credito.

 

Mediterraneo: Non appena i  diplomatici inglesi erano arrivati a Istanbul, in Turchia, una bomba è improvvisamente esplosa nel loro bagaglio, uccidendo 2 uomini.

L’offensiva italiana dell’11° armata continua in Epiro, ad ovest del Klisura, con successi limitati.

Oceano Atlantico: Il sommergibile tedesco U-74 ha attaccato il motopeschereccio islandese Frodi con il suo cannone, a 192 miglia a sud est dell’Islanda e alle 08:00. 5 uominisono stati uccisi durante l’attacco. L’equipaggio del Frodi è stato in grado di sfuggire sull’isola di Vestmannaeyjar il giorno successivo.

Il sommergibile tedesco U-106 ha affondato la nave britannica Memnon, a 200 miglia ad ovest del Senegal, nell’Africa occidentale francese, uccidendo 5 uomini. Dei 69 sopravvissuti, 4 sono stati catturati dall’incrociatore da battaglia tedesco Gneisenau, 22 uomini  riuscitiranno a salvarsi in Senegal il 21 mar e altri 43 sbarcheranno in Sierra Leone il 24 marzo.

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a spasso per l’Argentina

Kurt-Bruno-KirchnerIl goffo montaggio è solo un pretesto per raccontare di un signore che un giorno si presentò in una fattoria in Patagonia, a 15 Km da  San Carlos de Bariloche, come un appassionato di natura argentina che aveva già fatto diversi viaggi nel Cono sud del paese, con il nome di Kurt Bruno Kirchner.
Dopo qualche tempo, si pensa qualche anno, si trasferisce in Paraguay (nel suo caso si dovrebbe parlare di “paraguai”, nel vero senso della parola…) allo scopo di ritirarsi come pensionato, si è detto, fino al 1971, ove morì alla venerabile età di 82 anni.
Aggiungerei, fortunello fortunato. Perchè con tutti gli sconquassi subiti dal suo corpo, raccontati in numerosi articoli, ha ricevuto in dono un’esistenza di una durata ragguardevole.
Cosa che a tanti altri non è stata concessa.

Quindi, tutto quello che ci è stato raccontato in documentari, film e montagne di libri sulla sua fine nel bunker di Berlino (e come dice un noto sito latino) è un’enorme stronzata!

Secondo diverse fonti, in primis Abel Basti, sembra che Hitler abbia negoziato segretamente con gli americani (che, guardacaso, hanno presto abbandonato le ricerche ufficiali) fornendo armi, documenti e tecnologia per aumentare la potenza degli Stati Uniti in cambio della possibilità di lasciarlo scappare da Berlino assieme al suo entourage.
Ecco qui che la possibile teoria dei suoi viaggi aerei con i piani di costruzione dei missili B3-SkyRocket, citati nell’articolo evidence-file 06, troverebbe una possibile applicazione.
Sembra inoltre che Hitler abbia asserito che se non si fosse opposto alle forze sovietiche, Stalin avrebbe occupato l’intera Europa.
Esattamente come sostenuto da Viktor Suvorov.
L’autore di queste rivelazioni apre uno scenario inusitato rivelando che il piano era sì studiato meticolosamente da Bormann e aveva previsto in viaggio -non dal bunker di Berlino – ma da Berchtesgaden  (via aerea con Hanna Reitsch) alla Norvegia in idrovolante e da lì verso la costa della Patagonia in un sommergibile militare tedesco. Poi in treno alla fattoria di Bariloche.
Qui la rivelazione più incredibile.

Il libro di Basti spiega che sia la CIA e l’MI6 britannico sapevano il luogo esatto di Hitler, ma non erano motivati a prenderlo per via dell’accordo.
L’accordo è confermato dalla testimonianza di un ex militare brasiliano, figlio di una alta carica nazista, secondo la quale Hitler sarebbe morto il 5 febbraio 1971 in Paraguay e sepolto in una cripta sotto un hotel di lusso.
Tuttociò è riportato, dopo tanti anni, in numerosi libri e un buon documentario.

Un epilogo dove una rivelazione supera ogni fantasia. Dove Hitler sopravvive a Stalin, Churchill e anche Adenauer, prevedendo la Germania futura come terza potenza economica mondiale e parlando in spagnolo con accento argentino.
Un epilogo ribadito anche dalle pubblicazioni apparse sul “Daily Express” e “Sunday Express” e questa pista sarebbe stata indicata a un agente nordamericano da un cittadino argentino residente a Los Angeles, in California, che nel settembre del 1945 avrebbe riferito che Hitler sarebbe sbarcato sulle coste della Patagonia, più precisamente presso il Golfo San Matias, nel mese di maggio dello stesso anno, un paio di settimane dopo la caduta di Berlino.
Su questi quotidiani si dichiara anche di conoscere i nomi delle persone a conoscenza dei fatti e appartenenti all’MI6 che al tempo asserirono che l’intera operazione non sarebbe stata possibile se non con la complicità delle intelligence occidentali, pronte ad assicurarsi, in cambio di elementi da spendere contro l’allora imminente pericolo rosso. Tra testimonianze di vicini, servitori e cuochi, il libro ricostruisce la vita di Hitler nell’Argentina di Domingo Peròn, e – alla caduta di questi nel 1955 – la fuga in Paraguay con altri nazisti scappati dall’Europa.
Precedentemente si sostiene che Hitler, Eva Braun, il cane Blondie ed il loro inseparabile entourage avrebbero vissuto in un campo nascosto e protetto vicino alla città di Bariloche con il nome di Adolf Schütelmayor, di professione scrittore.
Il giornalista Basti, nel suo libro, afferma che in base alle sue ricerche Hitler non ha vissuto nascosto più di tanto, ma, dopo un momento iniziale, si è potuto muovere liberamente non solo nel territorio argentino, ma anche in paesi come Brasile, Colombia e Paraguay.

Going deeply, si può leggere che le principali agenzie di intelligence di tutto il mondo, come la CIA americana e l’MI6 britannico, avevano rapporti e fotografie che confermerebbero la presenza di Hitler in Sud America dopo il 1945.
Basti dice che “ciò che il compito dei servizi segreti era quello di segnalare la presenza di Hitler, ma non di agire per un arresto” e che ” come è ovvio “se essi avessero voluto, avrebbero potuto  catturare il leader nazista “come indicato nei documenti.”
(qui, qualche perplessità ce l’ho. Le cose nella realtà non dovevano essere così facili e semplici come possono apparire oggi; non vedo la cattura di Hitler paragonabile al rapimento di un nazista isolato che si nasconde solo sotto un falso nome. Hitler era super protetto e non ritengo si potesse improntare un’operazione segreta come, per esempio, per Eichmann. Magari mi sbaglierò, ma non vedo il Fuhrer che gira ignaro, a piedi e fischiettando, per Bariloche…).

Quindi, ricapitolando, nel periodo di presidenza di Juan Domingo Peron (1946-1955) Hitler visse a Hacienda San Ramon, dove si possono raccogliere numerose testimonianze della sua presenza.
Come quella famosa di Eloisa Lujan, assaggiatrice-test delle sue pietanze col compito di provare che non fossero state avvelenate; di Angela Soriani, nipote della cuoca di Hitler e di Carmen Torrentegui che lo ha servito per lungo tempo in un’azienda del sud (Hotel Eden – La Falda). Senza dimenticare Catalina Gamero, all’epoca di 17 anni, che lo servì come cameriera, Hernan Ancin (1933) che nel 1953 incontrò Hitler e sua moglie.
Esistono poi testimonianze di Celestino Quijada, giardiniere-aiutante al cerro Otto che lo riconobbe dopo aver visto una “foto del giorno” su un giornale, Pedro Caceres, Hilda Weiler, Annaliese Brunner e 100 altre.
Basti scrive che queste informazioni sembrano rivelazioni per giornali e Tv solo in questi anni, ma fino agli ’80 non lo erano affatto; almeno in quelle zone.
Erano cose di nessuna importanza per la gente normale.


l’ora X di Stalin

Victor_SuvorovChi è Viktor Suvorov? E’ il principale sostenitore di una tesi, pressochè innovativa, a proposito della “sovietizzazione” desiderata da Stalin, pubblicata nel libro: ” Stalin, Hitler: la rivoluzione bolscevica mondiale ” – Ed. Spirali. Dopo essere riuscito ad avere accesso a documenti del Cremlino molto riservati, l’ ex-agente e funzionario dell’NKVD e analista della intelligence direzione dello Stato Maggiore Generale delle Forze Armate sovietiche, ha illustrato un’ipotesi innovativa sulle cause determinanti l’inizio della seconda guerra mondiale. Per aver scritto questo libro rivelatore, Suvorov è stato poi costretto a rifugiarsi a Londra dietro mentite spoglie. Lo scrittore arriva ad una conclusione inedita che lo allontana molto dalle ipotesi conosciute che vedevano Stalin sorpreso dall’operazione Barbarossa di Hitler o troppo fiducioso del patto di non aggressione firmato da Ribbentropp e Molotov il 23 agosto.

Sovietizing-EuropeL’azione contro la Polonia del 17 settembre e contro la Finlandia il 30 di novembre erano parte di un piano pre-ordinato con largo anticipo. Probabilmente: febbraio 1939. Il progetto di Stalin era quella di sovietizzare l’Europa centrale (era già entrato in Bessarabia, in Bukovina ed Erzegovina e stava mettendo le mani sulla Romania, con il suo petrolio che faceva tanto gola ad Hitler) sapendo di avere a disposizione forza e risorse immense. Il lancio di questa colossale operazione era stata programmato per il 6 luglio 1941, poco prima della futura operazione Barbarossa di Hitler che in quel momento sembrava fare il gioco del dittatore russo. Dal settembre ’39 l’idea fu quella di lasciare ai nazisti il compito di combattere gli stati europei, di seguito, logorarsi e quindi facilmente sopraffabili, a loro volta, una volta indeboliti dai vari conflitti sostenuti. La tesi continua affermando che i sovietici si stavano preparando (molte industrie erano già state convertite alla produzione bellica) e sarebbero stati posizionati per un attacco già studiato contro i tedeschi; l’ipotesi è sostenuta dal grande spiegamento di forze radunate ai confini con la Germania e con gli Stati baltici, già dagli ultimi mesi del 1939. Quando Hitler attaccherà nel 1941 i sovietici si troveranno “fuori posizione” per una pronta difesa e si faranno sorprendere perché concentrati troppo sui Balcani.
Il servizio segreto sovietico valutò improbabile un attacco nazista poichè sapeva che l’esercito non aveva equipaggiamento invernale e conosceva il momento infelice, dato che mancavano solo 3 mesi al grande inverno russo. L’ora X di Stalin, quindi, sembra essere stata annichilita dall’attacco di Hitler che non li ha visti reagire a causa della poca flessibilità e poca preparazione. L’esercito sovietico, forte di 9 milioni di soldati (nel 1942 e 30 milioni nel ’45), ha mostrato muscoli che sarebbero stati troppo imponenti anche per Stati Uniti, Francia e Regno Unito e colonie tutte, se messi a confronto.

v.Suvorov-libroCome ogni innovatore, anche Suvorov ha i propri detrattori che reputano questa tesi fantasiosa. Bisognerebbe, per giudicare, controllare le fonti citate nel libro mettendo in conto che negli archivi del Cremlino, ad oggi, solo il 10% dei documenti è stato de-secretato ed è disponibile effettivamente.
Forse tra 50anni ci sarà un’apertura tale da permettere
ai curiosi di sapere.

articolo scritto il 21ott2015

addendum del 15feb2016

op.BarbarossaIntanto in Italia, il prof. Stefano Fabei ha pubblicato “Operazione Barbarossa” edito con Mursia, un interessante libro ( o saggio) che ripercorre le relazioni nazi-comuniste tra il 1939 ed il 1941 e ci rivela come l’URSS fosse davvero pronta per scatenare la propria invasione della Germania e di tutta l’Europa, secondo un piano ben programmato di diversi anni prima, addirittura dagli anni ’20.
Stalin, che voleva proseguire un auspicio di Lenin, considerava questa guerra necessaria per innescare una rivoluzione proletaria.
Nel libro di Fabei l’aggressione di Hitler alla Russia, come dal pubblico anti-comunista europeo, vista come una crociata per la conquista del Lebensraum (lo spazio vitale), in realtà fu un attacco in previsione di una invasione inversa, che di lì a poco sarebbe scattata contro la Germania. L’anticomunismo NON sarebbe quindi stato il motivo principale dell’invasione tedesca in Russia, bensì la necessità assoluta di anticipare le mosse future di Stalin; questo secondo testimonianze scaturite da documenti venuti alla luce dopo il crollo del comunismo in Unione Sovietica.
Il piano di Stalin avrebbe previsto di usare Hitler contro l’Inghilterra con l’illusione di portarla a compromessi col Terzo Reich che a sua volta sarebbe poi stato attaccato dall’URSS.

per approfondire: iconDOC anteprima Op. Barbarossa


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