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Corbari. last secrets

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Lucarelli.

vertGraffitiE’ cominciato così un lunedì sera in cui avevo poco da fare e pochi giorni dopo è arrivata una mail firmata ” quello dell’altra sera! ” e che io chiamerò:

Gola profonda “: l’ informatore.

Sembra l’inizio di un racconto di “Notte Blu“; la famosa trasmissione  di Lucarelli. Ma non lo è.

Senza timore di smentita, oggi è possibile affermare che Corbari e la sua banda (il termine più corretto, credo) hanno scritto le pagine più belle e più poetiche della Resistenza faentino-forlivese. Questo senza nulla voler togliere alle gesta e all’impegno delle brigate ravennati che però sono state altra cosa. Anche solo per l’impegno politico. Gli appassionati di storia avranno sicuramente già divorato gli scritti (come ho già citato) di Massimo Novelli, Dalmonte e Bonfante e sapranno che molto lo si è ricavato da frammenti di immagini rimaste negli occhi di qualche sopravvissuto della banda, tra verità e fantasia, tra poesia e leggenda, tra la testimonianza di qualcuno di una Brigata nera e qualche contadino del posto ancora disponibile a parlarne. Vero è che una cosa che mi è rimasta come impressione leggendo, è forse l’estrema semplicità per entrare nella banda. Capisco il momento, capisco la purezza di intenzioni, l’entusiasmo, ma per farsi accettare dal gruppo bastava presentarsi o qualcuno che fungesse da garante. Non c’era tempo per tanti controlli e garanzie di sorta. E come si poteva fare altrimenti? D’accordo. Ma i rischi c’erano, eccome. La possibilità di un infiltrato, di un doppiogiochista era sempre alla porta. Ma queste cose vanno così. Finché vanno.

CoprbaripaintUna cosa sicura. Silvio Corbari NON era un comunista. Affermò sempre che i partigiani comunisti del Samoggia erano assolutamente incompatibili con le sue idee. Con Corbari non si parlava di politica. Mai. Dice Il Professore (Eleonoro Dalmonte): “la banda, con la sua condotta indipendente e senza un amalgama politico (e dai..), era assogettata quasi ad una sorta di diffidenza da parte delle altre forze partigiane ed era esposto maggiormente al rischio di agguati e di infiltrazioni di traditori e spie”. Certo. E infatti…

Corbari quindi, è una figura scomoda. Scomodo quando rifiuta il commissario politico, scomodo durante la battaglia del grano quando contravviene agli ordini del PCI di Veniero Lombardi e del CLN di non trebbiare, a Tredozio; sostenne che però i contadini dovevano pur mangiare! Scomodo quando non volle dare armi ai comunisti. Questa insofferenza per qualsiasi tipo di condizionamento, per il PCI risultò una tribolazione che risuonava come una sentenza!

Ma in ogni epopea esistono (quasi per definizione) lati oscuri ove si annidano manovre poco chiare, spiate e tradimenti. Sarà perchè in amore ed in guerra tutto vale, la lealtà va spesso a farsi benedire. Poi, la figura del Giuda ha popolato sempre gli eventi tumultuosi.Corbari_estate44

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(da sinistra:  Iris versari, Silvio Corbari e Adriano Casadei con altri compagni di lotta, nell’estate del 1944 nei pressi di Modigliana).distanziatore

Oggi, 1° agosto 1944, Corbari spostò la banda sul monte Pompegno, per evitare probabili scontri contro i tedeschi, per evitare rappresaglie contro i contadini l’ attorno e per non far localizzare la base di S. Valentino. In quei giorni iniziarono i primi scontri (allora chiamati “incomprensioni“)  con altre formazioni partigiane della zona che poi a fine guerra negheranno tutto. Al solito.

Nel prossimo articolo:

secret&discuss

il contesto – ca’ Morelli: il rastrellamento.

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