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Orlando speaks

assembleaCostituente Non se lo ricorda più nessuno. Ma l’on. Vittorio Orlando pronunciò un suo famoso discorso il 24 marzo del 1947 alla Costituente. Questo ex-presidente del Consiglio, che era stato a stretto contatto con il Re nei giorni del colpo di Stato, ma solo fino all’ insediamento di Badoglio,  affermò che aveva aspramente criticato l’operato di Badoglio subito dopo il 25 luglio difronte a Sua Maestà. Ma il Re, in quei giorni, avrebbe fatto spallucce dicendo che “molto era già stato deciso”. Orlando spiegò come la frase «la guerra continua…» fosse, già di per sè, un primo errore fatale.  Orlando scrisse che questa prima fase del dopo-armistizio, necessaria soprattutto per l’impossibilità materiale di una immediata separazione dei due eserciti italiano e tedesco, avrebbe dovuto superarsi rapidissimamente nelle prime ventiquattr’ore. Nelle seconde ventiquattr’ore, occorreva rivolgersi all’ambasciata tedesca con una comunicazione del tipo: ” L’Italia non è più in condizioni di andare avanti, deve chiedere un armistizio e lo chiederà soprattutto per voi, sacrificando, se occorre, se stessa per tener fede all’alleanza contratta e chiedendo agli Alleati il tempo necessario alle truppe tedesche per ritirarsi dalla nostra penisola“. Ripeto. Quete cose furono illustrate al Re che non si mostrò sensibile al problema.

VittorioOrlando

Questa sarebbe stata un soluzione di « lealtà perfetta » prospettata al Re negli 8 giorni prima del 3 settembre a Cassibile, avallata anche dal precedente che vide i Bulgari, alleati degli Imperi Centrali nella prima guerra mondiale e costretti a chiedere un armistizio, che pretesero ed ottennero un termine di 15 giorni per dar modo ai propri eserciti di potersi ritirare dalla Macedonia. Quindi si sarebbe potuto parlare di una resa «onorevole».

Orlando affermò che Badoglio non volle far trapelare nulla a nessuno per non allarmare anzitempo i tedeschi e che per mantenere questo segreto aveva preventivato mezzo milione di perdite nei Balcani ! Un segreto da mantenere anche coi ministri fino all’8 settembre. Raccontò Senise che quando fu dato l’annuncio da Radio-Londra, corse da Ricci per comunicargli la notizia ma questi restò incredulo e disse: ” Possibile che si sia firmato un armistizio ed il Ministro dell’Interno non ne sappia niente? “.

Re-Badoglio

Questo è un tradimento perpetrato ai danni di tutti gli italiani;  – come a Caporetto, Badoglio ha tradito nuovamente, fregandosene ancora degli italiani! – gridò Orlando alla Costituente, rivelando anche particolari inediti del Maresciallo che soffrì di una incontrollabile depressività nervosa, in preda a al panico e alle lacrime. Lo vidi personalmente tra le braccia del proprio aiutante che gli ripeteva: « ma si calmi, Maresciallo, si calmi!… » e lui che replicava: « i tedeschi mi taglieranno la gola!…» Qualcuno ricorda che Badoglio, durante la fuga in macchina di notte, cercò di nascondersi come meglio poteva. « La più grande preoccupazione fu quella di rimboccarsi le maniche per occultare i suoi stessi gradi. Tremava e piagnucolava. Accettò solo un cappotto perché aveva freddo».    In quella fuga, Umberto di Savoia era seduto al fianco del Maresciallo (intervista al “Giornale” di Napoli).

Bonomi

« Fu un colpo di Stato! ». Orlando rivelò che nelle pagine conclusive del “diario” di Bonomi si affermava che ” il 25 luglio del 1943 fu il prodotto di una lunga incubazione ” e che ” il Re si decise a fare il colpo di Stato per pubblica richiesta del Gran Consiglio fascista, d’accordo coi capi ribelli del fascismo”. Una macchinazione nata presumibilmente il 12 luglio del ’43, dopo il benestare del Re che aveva in Badoglio un “intimissimo” in grado di dare fiducia e tranquillità al Paese! “.

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