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Hitler e l’Antartide.

Un giornalista ungherese riuscì ad intervistare, nel porto di Mar del Plata, un marinaio tedesco arrivato con l’U-530. Il marinaio di cui si è perso il nome, disse che la destinazione iniziale del sottomarino era l’Antartide Tedesca.
Il rapporto nazista con questa zona era iniziato nel 1938, quando si intraprese  la famosa spedizione Antartica Tedesca che culminò con la conquista di un territorio straordinario che prese il nome di “Neuschwabenoland” (Nuova Svevia) e venne subito considerata come parte del Terzo Reich. Misero anche dei tumuli sul continente bianco per marcare la zona. Si disse che nel 1940 il Reich avesse spostato grandi quantità di macchinari e uomini al Polo Sud con l’obiettivo di costruire una base segreta: un nuovo Berchtedesgaden per il Fuhrer.
A tal proposito si dava per assodato che i nazisti avessero svuotato un’intera montagna per costruire un nuovo rifugio completamente mimetizzato. L’area allestita in una gigantesca base sotterranea, denominata “211”, era attrezzata per essere abitata a lungo, con tutti i confort.
Il leader qui poteva vivere a lungo senza alcun problema.
Si dice addirittura che una delle caverne ottenute fosse estesa per 50 km al di sotto di un lago caldo. La costruzione dell’installazione sarebbe cominciata nel 1942, contemporaneamente alla realizzazione di un’opera analoga su un altopiano delle Ande, presumibilmente in Argentina.
Con l’inizio del 1944 cominciarono dunque le spedizioni verso la Base 211, sovvenzionate dalle SS che a quel punto avevano preso il controllo di tutte le operazioni che riguardavano il Fuhrer.

In alcune mappe tedesche dell’epoca – modificate dai tedeschi – sembra che l’Argentina si trovi dentro ad una regione denominata “Deutschland Antartica” e giustificherebbero le voci suggestive secondo le quali Hitler sarebbe fuggito in Antartide, come scrisse la rivista “the Plain Truth” del giugno 1952 e di Le Monde.

(vedere la galleria di foto)

Ma la parte più misteriosa è relativa alle profondità del lago Vostok, il misterioso bacino subglaciale raggiunto in questi giorni da un team di scienziati russi, dopo oltre 10 anni di operazioni. E assieme alle teorie sulle possibili scoperte di organismi mai visti, dall’enorme lago che si trova quasi quattro chilometri sotto i ghiacci del Polo Sud riaffiora anche la storia dei resti di Hitler, che potrebbero essere stati trasportati in Antartide alla fine della Seconda guerra mondiale. Più che resti, campioni di dna, con l’obiettivo di clonare il Führer ed Eva Braun, la compagna morta con lui.
Di sicuro il sottomarino U-530 arrivò da Kiel al Polo Sud e i membri dell’equipaggio avrebbero costruito una grotta di ghiaccio, dove avrebbero stoccato varie scatole, piene di «reliquie del Terzo Reich». Le chiacchere vogliono che l’U-977 ( a volte ritornano, anzi, ritornano sempre…) abbia trasportato al Polo sud campioni di DNA di Hitler e della Braun, per una eventuale e futura clonazione.
Solo dopo questa missione si sarebbero potuti consegnare a Mar del Plata.
I lavori di trivellazione, da trentanni, sono tuttora in corso per mano dei russi.
L’alone di mistero aumenta ancora se si tiene in considerazione l’intervista, mai pubblicata per il grande pubblico, alla vedova di Heinz Schaffer, capitano dell’U-977 che giunse in Argentina il 17 ago del 1945. La signora ricorda che – lui non disse mai “Io Hitler ho portato Hitler“, ma tanto meno disse: “Io non l’ho portato…“; Diceva sempre e solo di leggere il suo libro.

indicazioni per l’ingresso nella base 211

Ma c’è ancora un’altra cosa.
Se lui non lo portò c’erano altri due sottomarini che avrebbero potuto farlo e Shaffer avrebbe potuto sicuramente rifornirli, dato che altri sottomarini proseguirono verso Sud.., a Porto Madryn.., a Santa Cruz… ed è proprio lì che Hitler e i suoi accompagnatori si fermarono…
Secondo un testimone, dal nome cancellato dal censore dell’FBI il 21 settembre 1945, al tempo garantiva che arrivarono due sottomarini nel golfo di San Matías. Stima circa due settimane e mezzo dopo la resa della Germania (8 maggio) il primo sottomarino si avvicinò alla costa quasi alle 11 di sera e dopo essersi assicurato che lo sbarco fosse sicuro, scesero un medico e molti uomini.
Circa due ore dopo, il secondo sottomarino arrivò a terra e Hitler, due donne, un altro medico e molti altri uomini completarono il gruppo; in tutto, cinquanta persone. Secondo la fonte – Hitler soffriva di asma e di ulcera, si era tagliato i baffi e i capelli e aveva una grande cicatrice sul labbro superiore -.

per i più curiosi, ma veramente interessati, ho trovato questo link decisamente illuminante.


Escaping_files2017•03


Deliveries. Arrivals.

U-530 episode.

Secondo un articolo apparso il 7 febbraio 1945 su Le Figaro, un U-boot ha effettuato il trasporto n.17-44 con i seguenti valori:
187.692.400 marchi; 17.576.500 dollari; 4.682.500 sterline inglesi; 24.976.500 franchi svizzeri; 8.379.000 fiorini olandesi; 17.280.000 franchi belgi e 54.963.000 franchi francesi +
87 Kg di platino, 2.511 Kg di oro e 4.638 carati di diamanti.
Un trasporto dei tanti.
Sembra che questi fondi siano stati depositati nella Banca Tedesco-Transatlantica, nella Banca Germanica, nella Banca Tornquinst e nella Banca Strupp e registrati su un conto di Juan Peron e sua moglie Maria Eva Duarte Peron.

Nel mese di marzo un documento argentino riporta:
Oggetto: sbarco tedesco a San Clemente del Tuyú, Buenos Aires.
Tramite i nostri agenti che ne controllano l’operato, Ludwing Freude, agente del Terzo Reich, ha effettuato ingenti versamenti in diverse banche su piazza, a nome della popolare attrice di radioteatro Maria Eva Duarte Ibarguren.
Freude disse a “Natalio” che il 7 febbraio scorso un U-Boot (sottomarino della flotta dell’ammiraglio Doenitz) ha effettuato il trasporto n. 17-44 portando in Argentina un tesoro che aiuterà a ricostruire l’impero nazista nel mondo.
Ricerche successive hanno permesso di scoprire che i pacchi sbarcati vennero consegnati alla residenza Lahusen, con scritto “Gheime Reichssage “, arrivando in diversi camion nella notte fra il 28 e 29 marzo di quell’anno. I versamenti sono stati fatti nella banca tedesca, banca tedesco ..Transatlantica, banca Germanica e Banca Tornquinst. Tutti a nome della signora precedentemente citata. Si continua a investigare.
Firmato: Nicéforo Alarcón. Direttore
“.

Ma non è tutto. A partire da metà gennaio, diversi sommergibili partirono da Cadice, in Spagna, per l’Argentina. la gente del posto diceva che arrivavano a intervalli regolari di sei e otto settimane in diversi punti della costa, dalla baia di Sanborobón a quella di San Sebastián. Il 10 giugno del 1945, due mesi dopo la caduta di Berlino e mentre cresceva la sensazione che Hitler fosse fuggito, il sottomarino U-530 si consegnava nel porto argentino di mar del Plata, nella provincia di Buenos Aires, con grande sorpresa di tutti. Allo sbarco, il cap. Wermuth spiegò che aveva deciso di arrendersi assieme ai suoi uomini vista l’impossibilità di continuare per problemi ai motori e carenza di combustibile.
Meno noto è il fatto che al sommergibile mancava una scialuppa di salvataggio che, guarda caso, fu ritrovata casualmente abbandonata in località costiera di Miramar.
Un altro aspetto curioso era relativo all’eccessivo dell’equipaggio.
Il solito era di 54 uomini, ma qui ce n’erano 14 in più e oltretutto:
i motori erano a posto ed il combustibile nelle taniche era molto di più di quello che avrebbe dovuto avere dopo una traversata dell’Atlantico — il che fa pensare che il sommergibile fosse stato rifornito da poco.
Molto sospetto.
Subito, in diversi circoli ufficiali inglesi si cominciò ad asserire che Hitler fosse sbarcato il 30 giugno 1945 in Argentina, portato proprio dall’U-530, giusto dieci giorni prima della propria resa.
Il Chicago Times affermava: – E’ pressochè certo che Hitler e sua moglie Eva Braun, quest’ultima vestita con abiti maschili, siano sbarcati in Argentina e si trovino in un’immensa tenuta tedesca in Patagonia, in una delle numerose residenze acquistate per i dirigenti nazisti, qualora fossero falliti i piani di conquista del mondo -.

Il 17 luglio 1945, dalla spiagge di San Clemente del Tuyú, a sud di Buenos Aires, vennero avvistati chiaramente 2 sommergibili tedeschi, uno dei quali rimase fermo tre ore, creando una certa agitazione nei locali.
Un testimone raccontò che nella zona di Lavalle, vicina al porto,  c’erano strutture molto particolari, con una rotaia a percorso doppio, che arrivava dalla terra ferma fino al canale principale e che risultava occultata con la marea alta.
Una volta cessati i controlli della marina militare argentina, che non furono mai d’ostacolo, i sommergibili tedeschi continuavano ad arrivare con assoluta tranquillità scaricando sempre casse di acciaio che brillavano nelle notti di luna.

Il 17 agosto 1945 un altro sottomarino nazista, l’U-977, arrivò anch’esso al porto di Mar del Plata e la cosa non fece più scalpore.
Non ottenne niente di più di due righe nel giornale del posto.


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