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Theird Reich underground

E’ stato uno dei progetti più ambiziosi di Albert Speer. Portare tutta la produzione bellica al riparo dei bombardamenti: all’interno di montagne, nelle profondità della terra. Presumibilmente facili da difendere, inattaccabili dall’alto, estremamente sicure per chi ci doveva lavorare; così erano le nuove fabbriche della Wehrmacht per realizzare i nuovi aerei, tutta la ricambistica necessaria per il conflitto e le favolose wunderwaffen.image01Nel 2013, con le tecnologie ed i mezzi moderni, gli appassionati di seconda guerra mondiale (e sono tantissimi),  tecnici, ingegneri e speleologici non sono ancora riusciti a scoprire e visitare tutto quello che è stato realizzato negli ultimi anni di guerra. Ovviamente questi luoghi non sono accessibili dal pubblico normale e non si tratta di questioni di semplice sicurezza legata all’incolumità personale ma, piuttosto, per non favorire nuovi fervori bellici e per non rinverdire conati di nazismo. Per lo stesso principale motivo è stato murato il bunker della Cancelleria ed ogni altro luogo che potesse diventare di culto per molti. Perchè di molti si tratta.

Vennero spesi molti milioni di marchi per realizzare migliaia e migliaia di Km di labirinti, anche fortificati; ma il costo più alto è stato lo sforzo sovrumano per costruire, pagato in vite umane. Speer lo sapeva molto bene. Ma non c’era altra via. Chi ha potuto visitare ne è uscito con un’impressione molto netta: « in molti ambienti è rimasto tutto come allora. Sembra che tutto sia stato abbandonato da 5 minuti ». Appare di colpo la grandiosità degli scavi, la precisione, la meticolosità appare luminosa in ogni dettaglio. Migliaia di deportati vennero costretti a turni di lavoro massacranti per consentire il trasferimento degli apparati di produzione in tempo utile per lo svolgersi del conflitto. Un operaio aveva un’aspettativa di vita di 40gg (max) con razioni di cibo che non superavano mai i 250gr. ed il lavoro proseguì frenetico fino agli ultimi giorni del conflitto.

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Cosa serebbe potuto accadere se gli impianti avessero potuto lavorare in perfetta efficienza? In molti hanno avuto paura di pensarlo. Forse la guerra di annientamento voluta da Hitler avrebbe avuto un altro epilogo? Sicuramente appare evidente di cosa è capace l’uomo se costretto dagli eventi.

Nei pressi di Oberammergau, in Bavaria, ad un’ora da Monaco e nelle viscere di alcune colline, è scavata una fitta rete di gallerie progettate dai nazisti. L’ingresso, murato con blocchi di cemento, nasconde un centro produttivo della Messerschmitt che gli americani hanno accuratamente depredato nel ’45 percorrendo gallerie (ex-officine) lunghe 180-190m. Ne avevano localizzate già 340 nel raggio di circa 300 km, ma non ne conoscevano l’ampiezza ed il potenziale. Ogni centro si vedeva assegnato un nome in codice speciale che non poteva essere confuso con nessuno degli altri 800, progettati dai nazisti.

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A questo punto si deve fare una piccola riflessione. Dato che l’attuazione di questo progetto è cominciato, per un imposizione del Ministro degli armamenti, nell’estate del 1943 ed ha avuto vita per soli 22 mesi, cosa avrebbero potuto realizzare con un attimo più di calma? Se si pensa che la fabbrica scavata nella montagna a ridosso del fiume Neckar, iniziata dopo, è grande il doppio… e a 120m di profondità, c’è da chiedersi che forza-lavoro avessero a disposizione per fare ciò che hanno fatto? Il sito di Neckarzimmer cela una vera e propria città sotterranea con gallerie che si estendono per 34 Km (ho detto 34 km!) su un’area di 130.000m² che oggi accoglie interi reparti dell’attuale esercito tedesco. Certo. Perché sprecare tanto lavoro?

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In molti siti, il trasferimento degli impianti bellici, nel 1943, venne completato solo al 20% per le evidenti problematiche del periodo; ma dopo un periodo di empasse dovuto al bombardamento della fabbrica di cuscinetti a sfera, la produzione riprese a pieno regime grazie ad un imponente re-innesto di forza lavorativa.
Circa 13.000 uomini. Di questi, il 60% non vide il 1944.

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