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paura di tornare

Non sapevo come intitolare quest’articolo; come ostinazione tedesca o cocciutaggine tedesca, oppure: fede nel Fuhrer o corpi militari senza testa, poi mi è venuta un’altra idea. Se fosse stato come per i russi che se non marciavano contro il nemico venivano mitragliati dai loro stessi compagni? Non un passo indietro! E ripenso al “Nemico alle porte” di Jean-Jacques Annaud. Ma non sto parlando del fronte russo, bensì delle perdite in vite umane della Luftwaffe nella battaglia di Inghilterra.

Come chiunque altro leggo, confronto le opinioni, finché non me ne faccio una mia. E la dico qui. So di per certo che il solo parlarne 70 anni dopo, con la mentalità e la leggerezza di pensiero di oggi mi pone in una condizione assolutamente diversa, se non addirittura distorta, da quella che era quella vissuta negli anni 40-41. Ma qualcosa mi sfugge. In queste situazioni il grande assente è il buonsenso degli uomini. Non voglio peccare di impertinenza, ma cerco solo di trovare una giustificazione a questo demoniaco spreco di vite umane ed al suo ostinato perdurarsi nello stesso modo. Qualcuno mi dirà: eh, ma è la guerra!

Junkers-88

Con la fatidica direttiva ultrasegreta n.17 di Hitler di distruggere l’aviazione inglese – con tutti i mezzi a disposizione -, l’operazione Adlertag (giorno dell’aquila), dal 5 agosto, metteva a confronto Luftwaffe e RAF in un duello che i figli dell’aquila pensavano di vincere agilmente, forti di una supposta supremazia numerica cha aveva impegnato la Germania in anni di investimenti economici e molto lavoro in gran segreto. Per lavoro intendo anche – istruzione dei piloti e di intelligence dell’Alto Comando Germanico per impostare l’attacco.G-Bombers

G-bombers2Forti di 2669 aerei tra bombardieri orizzontali(1015 tra Dornier-17, 215, 217; Heinkel-111 e Junkers-88), bombardieri da picchiata Stukas (346 Junkers-87), caccia bombardieri (375 Me-110 e caccia (933 Me-109), si apprestavano baldanzosi ad imporre una supremazia che in realtà non possedevano.

Ma la storia ci insegna che errori macroscopici di valutazione sono sempre accaduti, ma correttivi militari hanno poi posto un freno a disastri sicuri. Non in questo caso.

Non desidero ora parlare di storia, né di strategie possibili; parlo di persone normali. Di militari comuni. Di gente semplice che riceveva ordini e doveva eseguirli. E forse questo è il punto. Un sito bene informato ci racconta che la RAF disponeva di 1054 aerei: 704 caccia (620 tra Hurricane e Spitfire) e 350 bombardieri. Nel 1940. Non voglio fare il tecnico militare, ma sulla qualità dei velivoli c’era poco da discutere: quelli tedeschi erano più veloci (il dato verrà poi smentito) e con una maggiore rapidità di salita, quelli inglesi erano più manovrabili e meglio armati. Qui già mi fermo e chiedo: «avrai abbattuto uno Spitfire per poterlo visionare, no? se hai notato armi migliori nel nemico, apporterai qualche modifica/miglioramento sui tuoi aerei, no? battleNo.

Non si è fatto nulla fino al 1944.  Allora chi andava su, parlo di gente entusiasta del volo, sapeva di combattere già con qualche svantaggio accertato! I giovani della Jagdwaffe, pieni di concetti come lealtà, onore e cavalleria di quale aspettativa di vita potevano fregiarsi? Con quale morale si potevano gettare nella mischia? Una lotteria russa. L’aspettativa tedesca era di 3 missioni. Con giovani volenterosi, ma male addestrati e nessuna esperienza rimaneva solo il farsi il segno della croce! In più c’era la fatica. Per i piloti della Luftwaffe non era previsto nessun tipo di avvicendamento; gli americani invece, dopo 25 missioni, avevano il cambio. I tedeschi dovevano volare fino alla fine della guerra. Nel 1941 la Luftwaffe disponeva di 1.700.000 dipendenti, ma solo 588.000 erano piloti. La cosa che ritengo più macabra è che dopo i primi duelli aerei si accettò la statistica che solo il 50% dei decollati sarebbe potuto rientrare alla base. Il che, è pazzesco; soprattutto se chi lo dice è quello che vuole vincere!

Goering_speaks

In più, come se questa cialtroneria non bastasse, si aggiunse che la nomina di Goering a Maresciallo dell’aria portò una nuova sventura: l’accusa di codardia ! Se non si riusciva a difendere la terra dei loro padri, i piloti sarebbero stati additati come traditori e condotti dinanzi alla Corte Marziale.

Quindi, con che morale si va su a combattere? Difficile dirlo. Ma il punto è un altro.

Torniamo ai fatti.

Il 15 agosto, 100 bombardieri + 40 Me-110Tyneside vennero inviati in un incursione nel Tyneside e altri 800 apparecchi attaccarono il sud dell’Inghilterra. Morale: 30 Heinkel-111, ognuno con 4 uomini a bordo vennero abbattuti. Tutti morti (120 caduti). Un’incursione diurna fuori dal raggio di protezione dei caccia che portò al disastro. Su un fronte di 500 miglia vennero impiegate 22 squadriglie RAF che condussero alla morte 76 apparecchi tedeschi. Lo spostare gli aeroporti a nord fu vincente per via della distanza che i tedeschi non potevano coprire. Con solo 60/80 minuti di autonomia potevano solo accettare il duello che li spingeva verso l’interno a perdere tempo. Se scampavano finivano nella Manica senza carburante. 2750 aerei fecero questa fine. Una fine non migliore capitò ai 170 aerei italiani che Mussolini inviò in aiuto, senza radio e senza carlinga. Si persero nella nebbia mentre tentavano di attraversare la Manica. Molti non trovarono più la strada del ritorno e dovettero effettuare atterraggi di fortuna in quattro stati diversi. “Una questione politica“, disse il Duce; le perdite furono il 50% nonostante i tedeschi li avessero implorati di non cercare il combattimento contro gli Spitfire con quegli aerei obsoleti. Non ci fu niente da fare.

– Questa è follia.

Mussolini: «gli italiani per mandarli in guerra ci vogliono i calci in culo, sono delle puttane!». diagrammaCon questa vocazione al disastro pongo l’attenzione su un discorso che Goering pronunciò con fervore dicendo che avevano distrutto 1115 apparecchi inglesi contro 467 eroi caduti per la Germania. NON era vero! Era solo propaganda. Ma andiamo al sabato 10 maggio 1941. L’Alto Comando tedesco mandò 450 aerei sopra Londra e perse 45 aerei e 45 equipaggi addestrati in una sola incursione.  Churchill disse che quella notte, ricordò che qualora un’aviazione infliggeva il 10% delle perdite al nemico, lo teneva in scacco. Nessuna aviazione poteva sopportare questo logorio! Concetto assolutamente condivisibile.

Ma la vera domanda è: negli aeroporti tedeschi, al rientro delle formazioni, si valutava il disastro? Non si poteva porre un freno all’inferiorità tecnica? Gli ordini categorici del Fuhrer, la paura di Goering che minacciava la Corte marziale, la mancanza di fiducia nel successo, innescarono uno stato d’animo che costringeva i piloti a pensare solo alla morte in battaglia o alla preoccupazione del rientro senza carburante*; infine, la paura di tornare senza vittorie.

interviste8-1984

*on-the-beach questo aspetto farà subire un serio svantaggio psicologico ai piloti tedeschi; molti finirono sulle spiagge della Francia dopo appena 38 minuti di combattimento aereo.

Ritrovate 8 foto di Londra nella battaglia di Inghilterra, a colori!

8fotoLondra


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