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Corbari. una riprova

Corbari256wServiva? Forse no, forse sì. Comunque, per tutti gli approfondimenti rimando il lettore curioso alle puntate che hanno reso questo blog così “deep” sull’argomento. A pagina 178 del libro – Da movimento armato a partito politico – di Sergio Gnani (a cura del Centro Studi del PRI della E.R.- Faenza, 1979), Bruno Nediani afferma:
«… il 6 febbraio 1944 mi incontro con Corbari nella bottega di mio fratello Alfredo in Faenza: dice di non essere più disposto a ricevere ordini dal partito comunista ed esprime la deter­minazione di ricostituire la banda con carattere prettamente patriottico».
Nel giugno ‘44 Corbari non aderisce ancora ad un movimento spe­cifico e ignora l’esistenza dello stesso C.L.N. di Faenza. Il doc. C. XLI. h. 5 del 3 agosto 1944, n. 03131, dice:
«IV settore –Al Comitato Militare Zona N° 8 e per c. alla federazione del Partito -Al Comando 28 Br. GAP. –    Oggetto: Corbari Silvio…
il Corbari chiese l’appoggio di altri uomini per l’aviolancio e questi elementi in seguito agli accordi dal C.P. di Modigliana parteciparono col Corbari, con la pro­messa di essere armati di armi automatiche. In seguito allo sbandamento verificatosi dopo l’aviolancio, detti giovani portarono con sé l’arma e rico­noscendo nel Corbari un anticomunista e che il C.P. di Modigliana subisce la sua influenza, si rivolsero unicamente a me per ricevere ordini dal partito…».

Il responsabile GAP {firmato Palì o Poli (?)}
(più probabile Palì, noto gappista di Brisighella- Ndr.)

GAPUn successivo documento (C. XLI. h. 15, n° 03133) dice il motivo del contrasto: era nato per il possesso di un deposito d’armi e aggiunge, sulla questione dell’impegno politico di Corbari:
«Zona 8, (data) 9, 8, ‘44 – Al comando della 28 – Brg Gap “Mario Gordini”. Relazione sulla pratica Corbari: Per quanto riguarda la que­stione politica, io credo inutile preparare un incontro con un rappresen­tante responsabile del partito. Secondo me il Corbari non si assoggetterà a nessuna disciplina, egli asserisce di essere a contatto con un membro del C. di L.N., ma credo non sia vero, perché le sue direttive sono una antitesi delle nostre, a mio parere egli è un presuntuoso, che critica tutto ciò che fanno gli altri, convinto che quel poco di lavoro fatto bene ci sia perché fatto unicamente da lui… Assieme alla sua donna domina come un piccolo ras quella cinquantina di uomini che ha sotto di lui, credo non sia disposto ad accettare nessun legame, sia politico che militare e che non possa, causa il suo carattere e la sua poca modestia, essere idoneo a mili­tare nelle file di un partito quale il Comunista».

Il responsabile Gap della Zona 8 (Firma illeggibile).

8 giorni dopo, Corbari era morto.


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04- Contesto – Iris Versari: la persona.

GP : quelli della banda che se la ricordano, ne hanno un ricordo di persona isterica, almeno negli ultimi tempi, estremamente gelosa; una figura che sicuramente non corrisponde al personaggio descritto in molti volumi. Secondo il segreto conservato da una persona che ora non è più tra noi e che aveva posto un veto sulla notizia, nella famiglia di Iris, questi slavi erano ladri che si erano insediati a Tredozio. Questi soggetti avevano addirittura nascosto dietro ad un muro, in casa, tutta la refurtiva accumulata nelle requisizioni nella case dei contadini. Per questo motivo i contadini dei luoghi non ne potevano parlare bene. Ma ora è passato tanto tempo… Anche dopo i fatti di Cornio, per estrema gelosia per Silvio, Iris si sparò col mitra perchè non voleva che Silvio andasse a trovare Lina (sua moglie) a Papiano; papianoma si sparò nel ginocchio di taglio… non si fece granchè. Ne hanno fatto un parlare… Poi ci sono i referti post-mortem che testimoniano l’entità della ferita! Si racconta che Silvio le avrebbe promesso di portarla in America, dopo la guerra. Chissà…

Torniamo ad agosto 1944.

05- Contesto – Ca’ Cornio:  il tradimento.

GP : prima di tutto occorreva individuare il Corbari. 2 persone si incaricarono del compito perché poi ne volevano il merito: Franco Rossi e Antonio Benenati. Secondo Novelli, questi si erano fatti rinchiudere in carcere e poi fatti fuggire come messa in scena; non lo so…però i due partirono a piedi da Castrocaro verso S. Valentino. Perchè proprio verso S. Valentino? perchè qualcuno glielo aveva indicato… Corbari-CasadeiEra la sera del 14 agosto. Il 15 agosto, a Cella di Modigliana incontrano Casadei a ca’ Villanova. C’è qui un incontro molto diffidente e sospettoso che si risolve col fornire loro una dubbia informazione da chiedere al parroco di San Savino, che aveva il compito di individuare tipi equivoci e sviare eventuali spioni per proteggere Corbari.

• Come mai questo incontro inaspettato, con un individuo così fuori luogo, non ha spinto Casadei ad inviare una staffetta per avvertire Corbari che qualcuno lo stava cercando?

Il 16 agosto è tutto calmo. A San Savino, don Vespignani  vede arrivare il Rossi e l’amico. Intuì che c’era qualcosa che non funzionava in quei due e cercò di sviarli. Forse subdorò l’inganno.

Anche qui il prete, nonostante i forti sospetti non pensò di farli seguire. Strano…

caCornioRossi e Benenati girarono sulle alture di Modigliana, poi puntarono sulla parrocchia di San Valentino. Da S. Valentino a ca’ Cornio c’è poco ed in breve raggiunsero il casale di Pompignoli e lo videro da lontano. Si intrattennero per un’ora e i particolari che si sono scritti, giusti o no, sono irrilevanti. Ormai lo avevano localizzato.  Corbari  non era ancora del tutto convinto che fosse una spia. Ma, per essere più tranquilli, li avrebbe fatti rintracciare dai suoi. Verso Castrocaro, i partigiani chiesero in giro. Incontrarono Casadei e raccontarono dell’incontro. Nel frattempo, Corbari era a Papiano dalla Lina per vedere il figlio e per sapere di Rossi e di quell’altro. Ma si dovette accorgere che qualcosa stava per succedere.

Intanto, il Rossi ed il Benenati erano spariti.

06- Contesto – Ca’ Cornio: l’attacco.

GP : il 17 agosto, il battaglione M -IX Sett,. era in licenza a Castrocaro; circa 200 uomini. Una compagnia. Questi vengono allertati che su ci potrebbe essere tutto il “battaglione” Corbari e perciò, anche il Comando tedesco si attiva. Vogliono sbaragliare la banda.

dato che verso sera tutto il battaglione se ne era andato, come mai Silvio, Casadei e Spazzoli rimasero a ca’ Cornio? perché Iris diceva di non potersi muovere? Se è vero che avevano forti presentimenti e grande preoccupazione…

GP alle 4 di mattina del 18 agosto i fascisti caCorniorisalirono indisturbati la collina verso Cornio; la sentinella, l’unica, la sola sentinella (Aldo Barzanti) sotto la casa, sembra che dormisse o che fosse con una donna… Fatto sta, che non si avvide di nulla (?!?) In più, alcuni contadini stavano battendo il grano, quindi non li sentirono salire. Il resto è storia.

Una prospettiva inconfutabile : questi servizi di pattugliamento e di sorveglianza partigiana si sono rivelati assolutamente inutili e letali; i nazi- fascisti sono venuti 3 volte e per 3 volte sono potuti arrivare indisturbati e colpire. Come minimo, si può parlare di “assoluta fallibilità” del servizio. In base a ciò, gli uomini di Corbari, la mancanza di disciplina o l’organizzazione erano dunque di infima qualità, riducendo di fatto anche le ambizioni e le velleità del gruppo e decidendone così anche il destino.

Se è vero che sapevano che gli “opponents” sovrastimavano il battaglione in 600 e più uomini, quando nella realtà non erano mai più di 35-40, potevano e dovevano proteggere la loro esistenza calcolando che il nemico, una volta in movimento, si sarebbe mosso con numero di soldati adeguato! A ca’ Morelli ci sono andati in 120 e più (la prima volta), in oltre 400 (la seconda)  e in poco meno di 300 a ca’ Cornio.

Sante-PianiSante Piani: il contadino di ca’ Cornio che perde la vita nello scontro a fuoco)
distanziatoreSCCorbari-graffiti

Nota curiosa.

Come si legge nello screenshot del libro Resistenza in Romagna:

fraseFlamigni-Marzocchi

R. ah, ah, ah! Saranno gli stessi documenti che hanno lasciato i partigiani di Codevigo, Schio, Imola e centinaia di altri posti; insomma, quelli di Bulow!     La nota in oggetto, i Flamigni e Marzocchi potevano certamente evitarla…


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02- Contesto – monte Làvane: il lancio.

GP capannadelpartigianoun fatto importante fu l’arresto di Antonio Grimaldi (Andrea Zanco). Era il marconista della radio clandestina a disposizione di Virgilio Neri; arrestato, rivela subito informazioni preziosissime ai tedeschi che, poi, fermano Tonino Spazzoli e lo stesso Virgilio Neri e uccidono i faentini Bruno Neri e Vittorio Bellenghi. Ma la domanda è: come mai, ad ogni aviolancio, i tedeschi erano informati fin nei minimi particolari? Qui ritorna il discorso della spia “vicina” al CLN di Faenza. Altrimenti non si spiega. E l’episodio contribuisce molto a rendere Silvio sempre più scontroso e diffidente verso tutti.

A.Casadei-Nell’attacco tra il 10 e l’11 luglio i tedeschi notano la zona dei lanci alleati e circondano la capanna. Giungono cinque colonne di SS e truppe scelte che, al quarto passaggio dell’aereo si avvicinano al monte. Casadei accende una miccia per far esplodere la capanna dove sono nascoste le munizioni, proprio mentre i nazifascisti la circondano. Per l’esplosione terribile, tra Alpen Jager e SS muoiono 200 tedeschi e 110 rimangono feriti. La notizia è riportata anche da radio Londra.

03- Contesto – Ca’ Cornio: verso l’attacco.

epopeaIl 18 agosto 44 Corbari, Iris Versari, Casadei e Tonino Spazzoli sono a Cornio di S. Valentino.

GP : qui arriviamo al punto; al motivo perché ho voluto il contatto. Perché lo cose che sono state scritte non dicono tutto…

Benito Dazzani, nel libro di Massimo Novelli ed ex-legionario del IX Settembre, narra che Franco Rossi, il quindicenne che si era aggregato per qualche settimana alla banda fu la chiave di tutto. Poiché i compagni sapevano che da Corbari era stato liquidato con due sberle in quanto ladro, fosse fortemente desideroso di vendicarsi. Quindi, lui avrebbe insegnato come fare. Un fascista infiltrato. E per giunta, risaputo. Il Rossi dice di essere stato avvicinato da alcuni partigiani che gli avrebbero fatto un’interessante proposta. Il Dazzani riferisce di essere stato uno di quelli dell’attacco al casale e di essere a conoscenza del fatto che i genitori di Franco Rossi sono fascisti e lui è sicuro frequentatore della caserma Sforza di Forlì.

GP : un traditore per natura. Talis filius – talis mater: la madre (Cleade Rusticali) SC_50provocò l’eccidio di Terra del Sole del 14 agosto dove vennero fucilati, dopo un processo “farsa”: il marchese Gian Raniero Paulucci de Calboli Ginnasi, il cavalier Antonio Benzoni, lo studente universitario Fiorenzo Grassi, il sergente delle BN Livio Ciccarelli e Antonio Buranti, milite della GNR, in base appunto alla testimonianza farlocca e decisiva della donna. L’accusa fu quella di aver fornito armi e informazioni ai banditi. Nel febbraio del 1946, a Forlì si celebrò il processo contro coloro che in qualche modo avevano contribuito alla cattura di Corbari. Non ne parla più nessuno, ma gli imputati furono 5, di cui uno solo era agli arresti, Laghi Teseo (1921) di Castrocaro; i latitanti: Zanchini Nello di S.Sofia, Benenati Antonio di Palermo, Rossi Gianfranco (1929) e la madre Rusticali Cleade (1903), di Forlì. Accusati di essere al servizio delle camicie nere di Forlì con specifici compiti di spionaggio. Se per il primo c’erano altri crimini per rapina + omicidio, per la Rusticali si aggiunse il deploro della Corte per avere istigato e  coordinato il figlio e il Benenati ad atti così vili, data la loro giovane età. Agli atti ritornò anche l’eccidio di Castrocaro (sopracitato) e la cosa fruttò loro 18 anni per il Rossi e il Benenati, 20 anni per la madre e il Zanchini, 24 per il Laghi. Ma qui ci aspetta un colpo di scena.

nel prossimo articolo:

secret&discussil contesto – Iris versari: la persona e ca’ Cornio: il tradimento + l’attacco.


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mail_GPQuesta mail, (che aspettavo come si può aspettare l’avvento del Messia) per alcuni versi, invece che chiarire talune vicende, getta altre ombre e nuovi quesiti che difficilmente si potranno risolvere oggi.

01-   Contesto – Ca’ Morelli: il rastrellamento.

TredozioLa notte fra il 19 e il 20 gennaio 44 i fascisti della GNR e i tedeschi di una compagnia di artiglieria si muovono da Dovadola per raggiungere Ca’ Morelli a pochi chilometri. Tredozio è occupata da Corbari da pochi giorni ma per il Professore (E.Dalmonte) l’occupazione si potrasse troppo a lungo perché il nemico non cercasse di stroncare la banda che aveva innalzato la stima verso i partigiani e reso così impopolare la guerra fascista. Troppo.

Il CLN di Faenza, fa sapere a Corbari che deve lasciare subito il paese. Manda due emissari consegnare il messaggio. Sono: Rino Bandini e Quinto Bartoli. Corbari li riceve ma comunica che gli ordini, lui, non li prende da nessuno!

• ma se il CLN di Faenza poteva sapere con facilità l’ubicazione della banda, lo poteva venire a sapere chiunque di parte opposta e se davvero i fascisti erano a pochi Km, il pericolo era più che prossimo. Allora, perché non premunirsi?

Corbari racconta che si fida dei suoi uomini. Sono dislocati a 4 Km da Tredozio e ci sono 6 partigiani e alcuni paesani che vigilano giorno e notte, dandosi il cambio ogni 6 ore.

caMorelliL’attacco è nell’aria. Il nemico parte di notte con una corriera e un autocarro; circa 120 uomini. Non si capisce come, ma riescono ad accerchiare il casale. Un tedesco intima la resa e i partigiani all’interno rispondono aprendo il fuoco con fucili ed armi automatiche. Quanti sono? 22. Si arrendono dopo un’ora di combattimento. Cadono Vittorio Ciani, Domenico Graziani, Osvaldo Favelli. Si arrendono: Aldo Celli, Enzo Corti, Dino Ravaglioli, Giuseppe Callegati, Stanislavo Scherl, Felice Poutsek, Nello Bandini, Aldo Ragazzini, Adelmo Cosmi, Sante Cucchi, Delio Alpi, Vario Chiarini, Narciso Cucchi, Giacinto Fabbrini, Pietro Fabbri, Benedetto Calonici, Giovanni Fanunza, Giovanni Pozzato, Giuseppe Monti. Trasportati poi a Castrocaro al comando germanico, sono sottoposti a violenze inaudite.

• Qualche responsabilità oggettiva e pesante da parte di qualcuno è sicura. Dove erano le fantomatiche sentinelle di cui parla Corbari? Al cinema? Con un attacco percepito così imminente, come è stato possibile farsi sorprendere “come dei polli” ?

GP : a Ca’ Morelli, qualcuno disse che quella notte avrebbero potuto dormire. Faceva troppo freddo per ordinare un attacco. caMorelli2Il freddo c’era tutto, ma anche l’attacco fu vero. Una persona vicina al CLN suggerì il momento opportuno. In questo caso, della parziale responsabilità del CLN si è mormorato per anni. Ma un nome preciso non verrà mai fuori. Però i fascisti erano a 8 o 10 km e ci fu un’altra soffiata che venne da Dovadola o lì attorno. Si disse, di Foscolo Bandini, noto collaborazionista dei tedeschi. Il Bandini si vantò del risultato con il sergente Maltoni della Gnr. E senza di quella…  La notizia è trapelata durante un’istruttoria, nel 1946.

Una settimana dopo l’episodio di Ca’ Morelli i nazifascisti, con l’intento di catturare Corbari metteranno in atto un rastrellamento prendendo di mira la frazione – Fabbriche di Tredozio – che ospita Iris e la sua famiglia; i fratelli saranno costretti a trentacinque giorni di detenzione, il padre troverà la morte nel campo di concentramento di Landesberg Am Lech ( distretto di Buchenwald) e la madre patirà nel campo di concentramento di Dachau per poi ritornare a Giugno del 1945 e apprendere dell’eroica morte della figlia. Iris sfuggirà al rastrellamento scappando da una finestra (ndr).

nel prossimo articolo:

secret&discussil contesto – il monte Làvane:il lancio e ca’ Cornio – verso l’attacco.


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Lucarelli.

vertGraffitiE’ cominciato così un lunedì sera in cui avevo poco da fare e pochi giorni dopo è arrivata una mail firmata ” quello dell’altra sera! ” e che io chiamerò:

Gola profonda “: l’ informatore.

Sembra l’inizio di un racconto di “Notte Blu“; la famosa trasmissione  di Lucarelli. Ma non lo è.

Senza timore di smentita, oggi è possibile affermare che Corbari e la sua banda (il termine più corretto, credo) hanno scritto le pagine più belle e più poetiche della Resistenza faentino-forlivese. Questo senza nulla voler togliere alle gesta e all’impegno delle brigate ravennati che però sono state altra cosa. Anche solo per l’impegno politico. Gli appassionati di storia avranno sicuramente già divorato gli scritti (come ho già citato) di Massimo Novelli, Dalmonte e Bonfante e sapranno che molto lo si è ricavato da frammenti di immagini rimaste negli occhi di qualche sopravvissuto della banda, tra verità e fantasia, tra poesia e leggenda, tra la testimonianza di qualcuno di una Brigata nera e qualche contadino del posto ancora disponibile a parlarne. Vero è che una cosa che mi è rimasta come impressione leggendo, è forse l’estrema semplicità per entrare nella banda. Capisco il momento, capisco la purezza di intenzioni, l’entusiasmo, ma per farsi accettare dal gruppo bastava presentarsi o qualcuno che fungesse da garante. Non c’era tempo per tanti controlli e garanzie di sorta. E come si poteva fare altrimenti? D’accordo. Ma i rischi c’erano, eccome. La possibilità di un infiltrato, di un doppiogiochista era sempre alla porta. Ma queste cose vanno così. Finché vanno.

CoprbaripaintUna cosa sicura. Silvio Corbari NON era un comunista. Affermò sempre che i partigiani comunisti del Samoggia erano assolutamente incompatibili con le sue idee. Con Corbari non si parlava di politica. Mai. Dice Il Professore (Eleonoro Dalmonte): “la banda, con la sua condotta indipendente e senza un amalgama politico (e dai..), era assogettata quasi ad una sorta di diffidenza da parte delle altre forze partigiane ed era esposto maggiormente al rischio di agguati e di infiltrazioni di traditori e spie”. Certo. E infatti…

Corbari quindi, è una figura scomoda. Scomodo quando rifiuta il commissario politico, scomodo durante la battaglia del grano quando contravviene agli ordini del PCI di Veniero Lombardi e del CLN di non trebbiare, a Tredozio; sostenne che però i contadini dovevano pur mangiare! Scomodo quando non volle dare armi ai comunisti. Questa insofferenza per qualsiasi tipo di condizionamento, per il PCI risultò una tribolazione che risuonava come una sentenza!

Ma in ogni epopea esistono (quasi per definizione) lati oscuri ove si annidano manovre poco chiare, spiate e tradimenti. Sarà perchè in amore ed in guerra tutto vale, la lealtà va spesso a farsi benedire. Poi, la figura del Giuda ha popolato sempre gli eventi tumultuosi.Corbari_estate44

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(da sinistra:  Iris versari, Silvio Corbari e Adriano Casadei con altri compagni di lotta, nell’estate del 1944 nei pressi di Modigliana).distanziatore

Oggi, 1° agosto 1944, Corbari spostò la banda sul monte Pompegno, per evitare probabili scontri contro i tedeschi, per evitare rappresaglie contro i contadini l’ attorno e per non far localizzare la base di S. Valentino. In quei giorni iniziarono i primi scontri (allora chiamati “incomprensioni“)  con altre formazioni partigiane della zona che poi a fine guerra negheranno tutto. Al solito.

Nel prossimo articolo:

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il contesto – ca’ Morelli: il rastrellamento.


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La strage di Rivalta.

 

Si parlò di stupri, di furti, aggressioni, violazioni di ogni tipo, da parte dei vincitori. I tedeschi (molto, molto pochi) erano qui da tempo e non avevano fatto male a nessuno; anzi, il contrario. A Brisighella, Fognano stanziavano talvolta a casa della gente, con decisione sì, ma con rispetto. Partigiani neanche l’ombra, almeno fino al Novembre del 44; qualche scalmanato forse, c’era ma era roba redarguita da quell’infame del Raffaeli che aveva sede a Villa San Prospero, si chiaccherava di Corbari, ma pochi l’avevano davvero visto: il fatto più eclatante fu quello della strage di Rivalta. Si è detto che due o tre partigiani, per provare di che pasta erano e per entrare nell’ entourage di Silvio Corbari, abbiano aspettato un motociclista fascista che tutte le mattine attraversava Marzeno per venire a S.Prospero e lo abbiano steso con una mitragliata a tradimento. La rappresaglia fu quella molti conoscono (vedi foto) con tanto di dicerie controverse; una improbabile sopravvisuta e 5 morti e molto sdegno. Un fattaccio. Cercò di intercedere anche mons. Battaglia, ma senza risultato.

La guerra fa male quando il fronte si muove. Intanto ogni notte e più volte ogni giorno aerei inglesi ( con l’immancabile “Pippo”) – ho detto inglesi – tiravano a tutto quello che si muoveva. Che fosse un tedesco, uno che lavorava nel campo, uno che raccoglieva un po’ di frutta (perchè da mangiare c’era poco) o una casa colonica o un ospedale. Ho detto OSPEDALE! Sì ; l’ospedale di CastelRaniero, nonostante avesse dipinta una enorme croce rossa sul grande tetto (c’è ancora), è stato sventagliato dalle 30mm diverse volte, rischiando (verso dicembre 44) di uccidere il povero dottor Ancarani che sbandierò un lenzuolo bianco per segnalare la NON presenza di soldati. Frega niente. Non lo si potrà più fare oggi, ma il conto dei caduti civili si fa pesante da Marradi a Faenza. Beh, si potrebbe fare un giro nei cimiteri e vedere le date di decesso (non è bellissimo, sono d’accordo). I miei nonni materni, per esempio, a Brisighella. C’è ancora una pubblicazione di una tesi sul Governo Alleato nel faentino piuttosto sintomatico che spiega l’approccio inglese nei nostri confronti, ma qui si andrebbe in pagine che non si confanno decisamente al mio blog. Dirò solo che abbiamo pagata molto cara la conoscenza del thè e dei crackers che non conoscevamo ancora ed in virtù di questo, l’inglese qui fu visto con un certo disprezzo per molti anni. Poi la memoria si perde e tutto scema. Qualcuno ha poi chiesto scusa a bocce ferme? No. Con una certa riluttanza (tipica dell’aplomb imperialista) gli Alleati si sono ritirati chiedendo anche le spese di gestione del governo e occupazione. Ci mancava. Intanto…

Intanto, sul fronte germanico postbellico-giudiziario, ci è stato ricordato che con il trattato di pace del 1947 la Germania asserisce di aver corrisposto all’Italia una somma a definirsi “bastevole” a chiudere qualunque forma di contenzioso derivante dal periodo bellico. Contenzioso che contempla il risarcimento per i crimini di guerra contro i lavoratori, gli IMI e i furti (in qualunque forma) di beni appartenenti all’Italia. Ma per fare capire meglio l’approccio dei nostri amici “kartoffen” nei nostri confronti, dirò che il 23 dicembre 2008 la Germania ha citato in giudizio l’Italia presso la Corte dell’AIA per NON aver rispettato il diritto all’immunità dello Stato Tedesco! Ma dai. Sta a vedere che, dopo le migliaia di morti nei campi di concentramento, nei campi di lavoro, dopo le centinaia di stragi efferate compiute dai loro padri nel nostro paese, a dover chiedere scusa dobbiamo essere noi!

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La storia del battaglione Corbari

La storia del battaglione Corbari.

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Le testimonianze dei protagonisti, della sorella, degli amici e… dei nemici in una serie di interviste realizzate al tempo del 50° anniversario della sua morte. La televisione locale (TeleUno) ha mandato in onda questa serie intitolata ” Partisans”, raccolta in 2 puntate (in completo streaming e download) che fanno rivivere l’epopea e la sua cattura, passando per la morte di Iris, le gesta di Casadei e attraverso le opinioni degli scampati e anche dei suoi nemici.

Da vedere per capire una pagina importante e leggendaria della nostra Resistenza locale. Per chi vuole sapere di più, sul sito, nella categoria «la Romagna in guerra» si trovano i libri che trattano l’argomento. Personalmente, ritengo che queste cose siano molto rare e di un assoluto valore storico ora più che mai; in un tempo dove la memoria si va perdendo (ovviamente), sentire parlare di un mondo così lontano dal nostro tempo le immagini valgono più di mille parole per non dimenticare.


Team557

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