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eschilo che qui si sofocle

Ad agosto 1944 Martin Bormann, a due mesi dallo sbarco in Normandia e su ordine di Hitler, fece pervenire a tutti gli alti comandi delle SS un messaggio segreto recante istruzioni per mettere in salvo quanto più possibile del Reich, fuori dai propri confini.

 

Dal 1936, la Germania aveva stabilito il sudamerica essere una terra promessa per costruirsi un nuovo futuro. Un territorio nuovo, immenso, da scoprire e conquistare. Missioni esplorative erano partite per il lontano Brasile, Bolivia e l’Argentina, spingendosi dentro fin nel cuore della foresta amazzonica, per terminare poi con la famosa “Operazione Sud”, voluta dall’Amm. Doenitz, da marzo 1945, con l’invio di molti U-boot per mettere in salvo quanto più possibile: armi, denaro e migliaia di gerarchi nazisti.
Destinazione: Buenos Aires.

 

Senza dimenticare il santuario tedesco in Argentina: Bariloche; quasi una nuova Germania. Subito, all’indomani dello sbarco alleato del 1944, il 10 agosto a Strasburgo, nella Francia occupata, 77 uomini del Reich avevano avviato una riunione segreta di due giorni per decidere la loro sorte e mettersi in salvo. Erano il numero due della gerarchia hitleriana, il Ministro degli Armamenti Albert Speer, industriali che avevano costruito il motore della macchina bellica tedesca e poi grandi banchieri, i finanzieri, imprenditori in campo assicurativo, nonchè gli industriali dei bacini del Reno e della Ruhr. Gli imprenditori avrebbero qui preso l’impegno di finanziare la fuga dei gerarchi che avrebbero poi custodito e gestito tutti i capitali trasferiti all’estero. Nella riunione vennero delineate tre vie principali di fuga:
la prima, da Monaco di Baviera a Salisburgo per approdare a Madrid, la seconda e la terza, ancora da Monaco, attraverso il sud Tirolo, per giungere a Genova dove imbarcarsi per l’Egitto, il Libano, la Siria o Buenos Aires.
Ma l’esportazione di capitali e beni di ogni genere era iniziata da diverso tempo; dal 1938 si era verificato un invio regolare, ogni 20gg, di macchinari industriali di ogni genere ed ingegneri. Qui  avevano recitato una parte da protagoniste aziende come la Telefunken, Siemens, Mercedes, Krupps, inviando materiali e soprattutto istruttori che dovevano operare da apri-pista.
Rami di questo esodo germanico hanno toccato anche Tangeri, le Canarie, Gerusalemme, sempre con insediamenti decisamente importanti e immensi capitali a disposizione.
E’ in questo contesto geografico che si è sostanziato il trasferimento di quasi 5mila gerarchi SS, dapprima, fino a quello del Fuhrer di fine aprile ’45.
Ecco perché arrivare in località come Bariloche, nel 1945, il colpo d’occhio sarebbe stato come aver fatto solo qualche Km da Berlino: le case erano come in Germania, c’erano scuole tedesche, si parlava ovunque tedesco e c’era una rete di protezione di una efficienza assoluta.
D’altro canto, è certo che i nazisti hanno goduto da subito della simpatia di ampi settori della società sudamericana, come quello del comparto militare, di politici di rilievo, sostenitori del germanesimo ed imprenditori sempre pronti a fare buoni affari, al di là dell’ideologia di turno. Si può affermare che, probabilmente, la fuga di Hitler è stato il caso più alto dell’operazione “Odessa”.
La cosa più incredibile è che quando la guerra era ormai finita vennero effettuati trasferimenti di fondi all’estero senza troppe difficoltà e venne messo in pratica la fuga di migliaia di persone dall’Europa. E’ abbastanza significativo che, nel febbraio del 1997, il centro Simon Wiesenthal abbia formalmente chiesto al governo argentino di indagare su movimenti bancari e bonifici emessi da Germania e Svizzera (soprattutto…) a Buenos Aires effettuati da da oltre trecento gerarchi, inprenditori di tutti i settori e donne del regime nazista. Nella richiesta, all’allora Presidente Carlos Menem e al Presidente in carica della Banca Centrale figuravano in cima alla lista dei nomi da controllare Adolf Hitler, Eva Braun e Martin Bormann. Per la cronaca, tutte richieste finite in una bolla di sapone, spesso con la motivazione che, secondo la storia, i nomi citati erano morti nel 1945 e pertanto non potevano essere presenti in Argentina.
Se ci si informa a dovere si scoprirà che la rete finanziaria che appoggiava il Terzo Reich, dal 1933 incluse persino anche molte imprese degli Stati Uniti, allora Paese nemico della Germania nazista.
Una curiosità. E’ diventato noto, da non molto, che alcuni Paesi, fra cui gli Stati Uniti, hanno nuovamente vincolato documenti segreti declassificati nel 2014 — questo perché è stata presa la decisione di non divulgarli nonostante i 50 anni previsti dalla legge — che svelerebbero in modo incontrovertibile dettagli imbarazzanti e particolari inediti della questione in oggetto.
Una seconda curiosità. Quando arrivò in Argentina Hitler aveva 56 anni e, leggendo su diversi testi e per quanti riferito da testimoni oculari, non sembrava presentare problemi fisici o psichici, il che è in antitesi completa con la storia ufficiale la quale descrive il Fuhrer “finito” negli ultimi giorni della guerra.
Dal 1936 in poi i latifondisti argentini e paraguaiani hanno rappresentato la spina dorsale della sicurezza tedesca in Sudamerica. Nel primo dopoguerra si trattava quindi di rinsaldare i rapporti di amicizia tra le famiglie di tedeschi emigrati da tempo  e i nuovi rappresentanti del regime nazionalsocialista con l’accordo del Governo brasiliano. In questi anni, i cieli brasiliani sono percorsi da idrovolanti con insegne naziste su Rio delle Amazzoni e si spostano nella zona del Pará, dove gli esploratori tedeschi vengono accolti con estremo entusiasmo da tutte le famiglie che vivevano già lì. Per fare due numeri, prima della Seconda Guerra mondiale infatti il Brasile aveva avuto stretti contatti con la Germania nazista: erano partner economici e il Paese sudamericano ospitava il più grande partito nazifascista fuori d’Europa. Contava più di 40 mila iscritti soprattutto nei centri di Belém (Pará), Salvador de Bahia, San Paolo e Rio de Janeiro.
Non fu un caso che Joseph Mengele, l’autore dei più aberranti esperimenti eugenetici nel campo di concentramento di Auschwitz, riuscì a fuggire alla caduta del regime nazista e al processo di Norimberga rifugiandosi in Sud America: prima in Paraguay, poi in Argentina e infine proprio in Brasile. Nel 1937 l’Ambasciatore tedesco a Rio de Janeiro, Karl Ritter, incontrò segretamente Francisco Campos, per discutere la possibilità di entrare nel Patto Anticomintern e l’opportunità di inviare in Germania alcuni ufficiali dell’Esercito brasiliano per seguire un corso di lotta anticomunista. I militari brasiliani sarebbero stati ospiti del Bureau Anticomintern di Berlino dove lo stesso Heinrich Himmler, capo della Gestapo, avrebbe insegnato loro le migliori tecniche di “controllo politico” del paese.

Una curiosità inquietante inedita. Secondo un’intervista di Radio 4 della BBC ad uno scienziato inglese e contenuta nel libro I segreti perduti della tecnologia nazista“, si afferma che molti nazisti erano partiti da mesi dall’Argentina per la Base 211 in Antartide (vedi op. Hi-Jump) e tra i nomi appare il nome Rudolph Hess!
Si esprimono dubbi sull’uomo rimasto chiuso per tanto tempo nella prigione di Spandau e offre prove piuttosto convincenti che non si trattava del vero Hess, ma di un impo­store lasciato morire come un cane nel 1981. Perché una con­danna così lunga? Qualcuno ha suggerito che Hess fosse in qualche mo­do implicato con la Base 211: forse, in qualità di rappresentante del Fuh­rer, e forse ne organizzò le fasi iniziali usando i suoi ampi poteri e gli Alleati lo tennero in vita perché agisse come una sorta di “negoziatore” con i colo­ni. Hess potrebbe effettivamente essere scomparso per sovrintendere allo sviluppo di un Quarto Reich nell’emi­sfero sud.
Fantasie?


Hitler era un attore?

Hpalco

Chi era davvero Hitler e perché proprio lui è stato messo al potere? Secondo lo storico Emil Ludwig Fackenheim, Hitler era semplicemente un attore:

Non credo che conoscesse la differenza fra recitare e credere… prima dei comizi, Hitler si atteggiava di fronte allo specchio. Era un uomo che veniva considerato un signor nessuno quando nella vita privata si trovava in compagnia di persone qualsiasi, soprattutto donne. Diventava un dio davanti alle masse. L’Hitler pubblico, era una creazione a cui collaboravano insieme l’attore e l’uditorio… Ovviamente è sconvolgente pensare che sei milioni di ebrei siano stati assassinati a causa di un attore !

Si trattava semplicemente di recitare la parte del personaggio capace di incantare le masse per soggiogarle. Hitler era caratterizzato da un’enorme ambizione, che si era alimentata nel tempo a causa delle frustrazioni che aveva subito nelle attività in cui si era cimentato.
Anche l’antisemitismo era per Hitler un modo per attrarre consensi. In seguito alla pubblicazione del libro di Henry Ford The international Jew (L’ebreo internazionale, 1921), l’antisemitismo aveva fatto presa su molti tedeschi. Il libro venne stampato in mezzo milione di copie e tradotto in sedici lingue. Nella pubblicazione, Ford sosteneva che ” il potere del parassita ebreo è costantemente aumentato. Il pericolo ebraico, che oggi si chiama sionismo, minaccia non solo una nazione, ma tutta l’umanità “. Il libro fu la bibbia di tutti gli antisemiti, compreso Hitler.

INCREDIBILE

evidence02L’élite ricca inglese e americana aveva aiutato Hitler a salire al potere e ad armarsi. I piani economici e finanziari della Germania nazista non erano sotto la supervisione di Hitler, ma quest’ultimo riceveva ordini dai proprietari delle banche e delle grandi imprese presenti in Germania.
Peter Calvocoressi, Procuratore a Norimberga, affermò: “Gli industriali erano il motore dello Stato tedesco. Il vero asse portante della Germania non erano le forze armate, o almeno non solo loro, bensì la potenza industriale e finanziaria. Senza di essa non ci sarebbe stata nessuna Wehrmacht“.
Il compito di Hitler era, per così dire, “tecnico” e di apparenza. Cioè doveva convincere il popolo che il nazismo sarebbe stato provvidenziale per la Germania  e che soltanto un regime così “forte” avrebbe potuto far uscire il Paese dalla miseria, che si era aggravata in seguito al crollo finanziario del 1929. L’abilità oratoria poi permetterà a Hitler, in quei momenti,  di convincere la maggior parte della popolazione, che si affidò a lui per la disperazione. Egli venne scelto soprattutto per le sue capacità di catturare e convincere le masse. Così lo descriveva il luogotenente nazista Martin Bormann:

Hitler è capace di tenere alla sua mercé coloro che comprendono il tedesco. Questa voce, talvolta dolce, profonda, calda, diventa a suo piacimento rauca, veemente fino all’urlo, all’isteria selvaggia, e imprecatoria. Non ha bisogno di lezioni neanche per conoscere il potere della sua voce e della sua parola… questa predicazione che infiamma le folle come una torcia … è la voce degli uomini eccezionali di cui Dio ha fatto, nei suoi segreti disegni, dei medium, dei guru, incaricati di cambiare la storia degli uomini”.

evidence01Nella campagna elettorale del 1932, Hitler puntò alla lotta contro la disoccupazione e alla partecipazione statale nell’economia. Con questi temi riuscì ad ingannare le masse di lavoratori disperati. Il partito nazista diventò il primo partito della Germania, e nel gennaio del 1933 Hitler diventò cancelliere. Hindenburg aveva subito forti pressioni, che lo avevano indotto ad affidare il governo a Hitler. Era l’élite tedesca (i Krupp, i Siemens, i Thyssen ecc.), sostenuta da quella anglo-americana, a desiderare che il nazismo prendesse il potere. Le banche e le imprese americane si sarebbero dichiarate “neutrali”, e avrebbero ricavato parecchi vantaggi dalla sanguinosa guerra, che avrebbe indebolito gli imperi europei e rafforzato l’impero americano. La Ford , anche dopo l’entrata in guerra degli Usa, continuò a produrre materiale bellico, che sarebbe stato utilizzato contro gli americani.

manifestiUSAseparatorGli americani, durante la guerra, non bombardarono mai le fabbriche americane in Germania. Le industrie Ford si avvalsero ampiamente e a lungo di manodopera coatta dei prigionieri nei lager. L’Ibm offrì a Hitler persino assistenza tecnica per i lavori forzati e per i programmi di sterminio. Grazie alle tabulatrici di Hollerith, che erano le antenate dei calcolatori, venne immagazzinata una quantità enorme di dati. Il giornalista investigativo Edwin Black, nel libro L’Ibm e l’olocausto, documenta la stretta collaborazione fra la grande Corporation americana e la Germania di Hitler. Black riesce a provare che l’allora presidente dell’International Business Machines, Thomas Watson, collaborò col governo nazista fin dall’inizio. Egli aiutò i nazisti nell’opera di classificazione degli ebrei per finalità razziste. La filiale tedesca dell’Ibm prese il nome tedesco di Dehomag (Deutsche Hollerith Maschinen Gesellschaft), per poter operare anche durante la guerra. Watson, nel 1933, fornirà la tecnologia necessaria per il primo censimento del nazismo, a cui ne seguiranno molti altri più perfezionati, anche negli anni di guerra.

tabulatrici

:

Ma c’è ancora molto altro. Da non credere.

fine prima parte


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