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Amerika: il treno di Hitler

28 aprile2018. Mentre raccolgo da diverse fonti le informazioni utili a questo articolo, mi accorgo che nel web esistono notizie frammentarie e abbastanza contrastanti sull’argomento che, tra l’altro, avevo già trattato parzialmente nel 2016 con l’articolo “voglio l’Amerika“.
Oggi mi sono impegnato, credo, oltremodo.

Quasi sicuramente il miglior treno al mondo di quegli anni, era supportato lungo le linee principali da centinaia di soldati che presidiavano la ferrovia (24h su 24) non solo durante i tragitti programmati dal Fuhrer, ma sempre e con pertinenze di sorveglianza da stazione a stazione successiva, comprese gallerie e ponti, con la missione di proteggere il Cancelliere dai suoi nemici, interni o esteri.


Il treno era molto di più di un semplice mezzo di trasporto: era quasi un bunker, un quartier generale e un rifugio. Verosimilmente, intere pagine della storia furono scritte proprio qui, se si pensa che Hitler è stato il primo dittatore ad aver girato interamente il proprio Reich a bordo di Amerika. E’ stato il luogo dove hanno avuto luogo anche incontri determinanti, come Pétain e Franco ed è stato più volte preso in considerazione come obiettivo degli attentati contro, appunto, il Fuhrer.
A questo proposito, va detto che per rendere i tragitti più sicuri furono costruiti tunnel e gallerie imponenti che arrivavano sino a 20m di altezza e a 480m di lunghezza.
Il politico moderno di quei giorni che riusciva ad ottenere il consenso delle folle è stato il primo a capire che per ottenere il massimo dal popolo doveva incontrarlo di persona e dai primi anni ’30 cominciò a viaggiare in lungo ed in largo per farsi vedere ed amare, perchè sentiva che la storia poteva dargli ragione. In quanto amante della novità e delle tecnologie innovative aveva bisogno soprattutto della velocità e nel 1937 commissionò alla Reichsbahn il treno che gli venne consegnato due anni dopo; in quel momento lo chiamerà Amerika.

Per Hitler l’America è lo sterminio degli indiani: quella lontana terra lo affascina proprio per quel tipo di iniziativa, che sembrava autorizzarlo a fare lo stesso in Europa.
Il treno potrà viaggiare alla velocità di 120 km orari ed ogni vagone peserà 60 tonnellate. La bestia d’acciaio era molto performante; la sicurezza a bordo era garantita come in un quartier generale segreto. Durante i suoi viaggi era circondato dai suoi uomini, sceltissimi e poteva raggiungere ogni eventuale punto, a differenza dell’auto o dell’aereo e con grande tempestività.
Un treno imponente, austero, privo di qualsiasi decorazione futile, che ad ogni sosta era raggiunto da folle festanti dove, però, ogni minimo dettaglio era controllato e perciò ogni scalo avveniva in totale sicurezza.
Le SS di guardia erano sempre in ansia soprattutto ad ogni arrivo in ogni stazione dove avrebbe potuto nascere qualsiasi tipo di disordine o problema; per questo, prima di affacciarsi o addirittura scendere dalla carrozza, veniva attrezzato un cordone di sicurezza impenetrabile ed Hitler ne veniva informato non appena ultimato. Un quarto d’ora dopo il Fuhrer si concedeva al pubblico presente.
In breve tempo tutti gli alti esponenti del partito nazista fecero richiesta di un proprio treno privato; Goering addirittura fece installare in casa sua un modellino del treno, esattamente in scala, che presentò, in occasione del suo 38esimo compleanno a casa sua, in campagna.

Hitler aveva lanciato una moda. Himmler, Goering, Goebbels, Hess, ora potevano avere a disposizione un loro mezzo personale per i loro trasporti; per questo, allo scoppio della guerra nel 1939, esistevano contemporaneamente in Germania ben 25 treni-speciali con il relativo supporto armato.
Nel 1940, circa 300 vagoni ispirati ad Amerika e con nomi altisonanti come Asia, Africa, Atlas, Atlantic, Prussia (come se il Terzo Reich avesse già conquistato mezzo mondo), giravano per tutta la Germania a riscuotere consensi e lanciare proclami.


Nell’ottobre del 1939, Amerika fa il primo viaggio da Berlino a Bad Polzin, in Polonia, per visionare i primi successi dell’invasione in atto. A bordo del suo treno, Hitler dettò le varie strategie e nei giorni a seguire il mezzo di trasporto diventò la sua seconda casa, condivisa con gli esponenti più alti del suo Partito ed i suoi collaboratori, ma anche con segretarie, cameriere, cuochi, il medico personale, i conducenti del treno stesso, i meccanici e i soldati della sicurezza personale.
Tutto il personale era stato selezionato, ripeto, in modo maniacale: Hitler aveva voluto conoscere il background di ogni elemento, scegliendolo tra migliaia di pretendenti. Il treno era lussuoso e dotato di tutti i confort, con una carrozza dedicata interamente all’igiene personale; una zona molto frequentata da Hitler stesso e dai suoi ospiti.
Consegnato al Fuhrer in occasione del suo 50esimo compleanno, a causa del marmo pregiatissimo e del serbatoio d’acqua di 11mila litri, il vagone-bagno è pesantissimo: 78 tonnellate. E’ la nona carrozza dalla testa del treno, posizionata subito dopo il vagone letto riservato agli ospiti.
La prima area, isolata grazie all’impiego di amianto, conteneva due serbatoi d’acua da 2mila lt. e a fianco c’era un piccolo ambiente dove spogliarsi, seguito da 5 bagni con vasche, 2 delle quali realizzate con marmo e acciaio smaltato. Hitler si rasava la barba da solo, ma il suo barbiere gli tagliava i capelli sistematicamente ogni 15gg.
In una stanza dedicata. Seguivano 3 docce in marmo ed un altro piccolo anti-bagno. Tutti, comunque, erano dotati di vasca e doccia all’avanguardia; come sappiamo per certo, Hitler teneva molto all’igiene personale. Per lui, questo era un aspetto fondamentale.


La giornata del Fhurer cominciava alle 10 di mattina quando si recava alla postazione di comando per un confronto con il Capo delle operazioni strategiche; da qui impartiva gli ordini e osservava le squadre al lavoro. L’unica imposizione tassativa era quella del non fumare. Bisogna calcolare che la vita a bordo del treno rispecchiava la personalità del suo padrone: austera ed interamente dedicata al lavoro. Hitler pensava continuamente a come mantenere il potere e la sua sicurezza.
Dopo aver occupato la Polonia, il treno Amerika venne parcheggiato all’aeroporto di Tempelhof, appena fuori dalla capitale.
Attorno ad Hitler c’era un reggimento di SS, più alcune truppe della Wehrmacht, il cui unico compito era quello di proteggere lui e i suoi mezzi di trasporto, unitamente ai percorsi che avrebbe dovuto compiere, in modo molto scrupoloso. Si accertava che non ci fossero esplosivi a bordo, che nessuno fosse salito di sotterfugio, che il cibo fosse supevisionato e testato dai suoi addetti con criteri estremamente rigidi. Il personale doveva sempre essere di sola razza ariana e solo SS, appartenenti al Partito, selezionato con attenzione e le guardie del corpo di Hitler,dedicate esclusivamente alla sua persona, avevano una carrozza dedicata solo a loro. Favano parte del Sicherheitsdienst (servizio di sicurezza nazista) creato da Reinhard Heydrich, che in numero variabile da 22 a 26, sul treno lo accompagnavano in ogni spostamento minimo. Erano gli unici uomini autorizzati a vedere e parlare sempre al Fuhrer, in ogni istante.
A nessun altro era consentito e per nessuna ragione.

Nella parte posteriore del treno c’erano 4 cannoni anti-aerei, sempre attivi, con 4 artiglieri fissi per cannone sempre presenti. Nella parte centrale c’erano i vagoni dei soldati, con i letti, una cucina, i bagni, una lavanderia, un deposito per le armi e le munizioni; davanti, dopo la locomotiva di testa altri 4 cannoni con compiti speculari di difesa. I cannoni da 20mm avevano un tiro preciso fino a 2,5 o 2,7 Km erano semore antiaereo ma potevano essere usati per colpire bersagli a terra, a lato del treno, truppe nemiche o veicoli leggeri che si fossero avvicinati troppo al convoglio e in questo caso la gittata era ancora maggiore, raggiungendo i 4,5 o 4,7 Km, con una cadenza di 800 colpi al minuto.


Ad occuparsi di un intero Flakwagen c’era una squadra di 25 soldati.
A sostegno di ogni convoglio, in qualsiasi circostanza, esisteva sempre un aereo che seguiva e ne perlustrava il tragitto.
Hitler sapeva di avere anche il suo FW 200 (quadrimotore) privato capace di poterlo trasportare velocissimamente in qualunque luogo si fosse reso necessario, all’improvviso, assieme al suo Stato Maggiore.
Di circa 1200 tonnellate complessive, lungo 430m, normalmente composto da 15 vagoni all’avanguardia, Amerika, come tutti gli altri treni speciali, era trainato da due locomotive in testa al treno.
Non dipendeva tanto dal peso del treno, quanto dal fatto che se una di queste risultava danneggiata poteva essere sostituita dalla seconda.
Ma una locomotiva, prima di essere pronta necessitava di 8 ore di preparazione: veniva fatto bruciare il carbone e quando i 27mila litri di acqua giungevano ad ebollizione si formava il vapore che generava il movimento. Una locomotiva a vapore aveva un’autonomia di circa 250/300 Km e dopo aver percorso 100 Km bisognava pianificare una fermata ed effettuare un cambio. Per percorrere 200 Km bisognava disporre di 7 tonnellate di carbone e 30 d’acqua, mentre una nuova locomotiva pronta era molto più veloce da sostituire. Per un viaggio Parigi-Marsiglia venivano impiegate trale 10 e le 15 locomotive.
Dal 1942 venne utilizzata la locomotiva BR52, un modello tecnicamente più nuovo e più performante, sempre a vapore, che era prodotto dalla Skoda, in Cecoslovacchia e in tutte le fabbriche dell’Alsazia.

Un particolare. Poco prima e durante la guerra, quando Hitler era in viaggio con Amerika, il tragitto era conosciuto soltanto dal capotreno e tutto il traffico ferroviario nazionale veniva temporaneamente interrotto. Nessun altro treno aveva l’autorizzazione a proseguire il suo percorso, neanche se si fosse trovato lontanissimo da quello del leader nazista. I lavoratori delle ferrovie venivano relegati nei propri uffici e nelle proprie officine, cosicché non si trovassero nelle vicinanze al momento del passaggio del treno speciale. Una volta a destinazione, dal treno Amerika veniva inviato un segnale radio al Centro di controllo ferroviario per ristabilire il traffico. Tutta la documentazione del tragitto veniva sempre distrutta al termine della giornata; anche le più banali note di servizio. Nessuno doveva sapere dove Amerika fosse diretto e da dove arrivava.
In più il servizio di sicurezza mise in atto un altro sistema.
Alcuni ufficiali viaggiavano su un altro treno, molto simile in tutto e per tutto ad America, che viaggiava sullo stesso tragitto di quello vero, precedendolo di 30 minuti; in questo modo eventuali attacchi sarebbero stati effettuati sul treno sbagliato e non su quello del Fuhrer. A volte, c’era addirittura un terzo treno che seguiva tutti gli altri, per cui era impossibile indovinare su quale treno fosse Hitler.
I servizi segreti erano maestri nel depistaggio: prima annunciavano un orario, poi lo ritrattavano 2 o tre volte, in modo che nessuno sapesse esattamente cosa stesse per succedere veramente.
La carrozza chiave era la tredicesima dopo la locomotiva di testa, quello dopo quella della mappe tattiche; la carrozza della comunicazioni disponeva di tutte le tecnologie degli anni 40 ed era equipaggiata con telescriventi per cifrare e decifrare i messaggi in entrata. A seguire, i centralini per le chiamate in uscita, per le chiamate interne e poi il compartimento radio, gli apparati Enigma in connessione costante con tutti i fronti.

Gli uomini dediti a queste operazioni utilizzavano strumenti per la codifica e la decodifica, ma per poterli utilizzare dovevano collegare la carrozza personale del Fuhrer, le altre carrozze che avevano mezzzi di comunicazione e le carrozze delle guardie del corpo alla normale rete telefonica. Fortunatamente in ogni stazione era possibile effettuare questa connessione, che si rivelava anche molto semplice: bastava collegare un cavo generale e, dopo una ventina di minuti, l’aggancio alla rete nazionale era abilitato. Ma mentre Hitler era in viaggio, però, i telefoni non potevano essere utilizzati e l’unico mezzo disponibile era la potente radio da 700 Watt, quindi questo sistema era assolutamente fondamentale sul treno in corsa.


Il 12 aprile 1941 Mönichkirchen (vicino a Vienna) accolse Amerika e tutti i nazisti a bordo. Il treno si fermò all’ingresso di una galleria lunga 2700m; le locomotive vennero mantenute in pressione, pronte per trasportare il convoglio in un luogo sicuro in caso di attacco; Hitler diresse da qui l’attacco alla Yugoslavia che gli diede accesso alla Grecia. In questo modo potè portare aiuto alle truppe di Mussolini che non erano riuscite a schiacciare la resistenza ellenica. Nelle due settimane trascorse qui, tenne diverse conferenze e incontri diplomatici con il Re della Bulgaria, il monarca ungaro, il Ministro italiano per gli Affari Esteri e l’Ambasciatore tedesco in Ungheria.
Il 26 aprile 1941 Amerika ripartì da Mönichkirchen per Berlino mentre la Grecia capitolava.

Con l’inizio della capagna di Russia Hitler diventò ogni giorno sempre più paranoico, Amerika smise di essere un quartier generale: non lo riteneva più in luogo sicuro. Poi ci ripensò e usò il treno per raggiungere Rastenburg; qui passò due anni in mezzo a 2000 persone nella tana del Lupo e ad un caldo soffocante, in estate e un freddo titanico in inverno. Da qui se ne andò soltanto quando i russi furono alle porte.


Nel corso del Fronte Orientale il Fuhrer fece costruire circa 20 quartieri generali di massima sicurezza, come quello collocato a 600 Km a sud della Tana del Lupo: si chiamava Anlage Süd, o Installazione Sud. Qui vennero edificati 2 bunker enormi, operativi dall’estate del 1942, atti a far stazionare treni speciali. Si trattava di due ambienti fortificati costruiti in 10 mesi da centinaia di prigionieri; il treno di Hitler stazionava nel bunker di Strzyżów e quello di Mussolini a Stępina: gallerie lunghe 480m, larghe 8,3m e alte 12m, con muri spessi più di 2m. Il costo di queste gallerie fu talmente alto che, se rapportato all’uso effettivo durante il conflitto (2 volte) e solo per incontri con Mussolini, oggi rappresenta solo il livello di paranoia per la sicurezza, di quei momenti.


Con l’attacco di Pearl Harbour e la seguente dichiarazione di guerra agli Stati Uniti il treno ora non si poteva più chiamare Amerika e venne rinominato Brandeburg, in onore delle radici tedesche. ma in realtà, comunemente, verrà sempre chiamato “Führersonderzug“, cioè il treno speciale del Fuhrer.
Con la disfatta ad Est Hitler fu costretto a rientrare in treno a Berlino e dai finestrini si accorse della devastazione della città e delle campagne attorno.
Si pensa che Hitler abbia usato il treno per l’ultima volta quando viaggiò da FHQ Adlerhorst a Berlino il 15 gennaio 1945. Si trasferì infine a Bruck, a sud di Zell am See, in Austria.
Poi lasciò il treno a Grünewald, ad ovest di Berlino.
Nel maggio 1945, il Führersonderzug (numero 10206) fu fatto saltare in aria dall’ SS-Obergruppenführer Julius Schaub, su ordine di Hitler. Niente del Fuhrer doveva sopravvivere per gli Alleati.
Il resto delle macchine fu unito al treno di Himmler. La combinazione fu chiamata Brandeburg I e II poco prima della capitolazione; poi fu catturato dall’esercito degli Stati Uniti a Monaco di Baviera, dopo un’intensa lotta con gli inglesi per accaparrarsi quel bottino. Dopo la guerra, ciò che restava del treno fu convertito e smembrato per altri usi commerciali.


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… ovvero: “come conquistare un popolo“.

 

Già molto tempo prima di salire al potere Hitler aveva affermato: “con l’aiuto di una costante propaganda persino il Paradiso può essere presentato alle persone come inferno … e la vita più miserabile come un Paradiso …”.
Alla fine degli anni ’20, con l’incontro col magnate della stampa tedesca Alfred Hugenberg, proprietario di un vasto network di giornali e cinema, i nazisti fanno un grande salto di qualità. A quel tempo i raduni nazisti erano già spettacoli densi di ostentazione e simbolismo, ora però, dal 1928, sono anche il primo partito politico ad usare giornali e cinegiornali per diffondere il loro messaggio all’intera nazione.


Hitler è stato anche il primo politico a viaggiare di città in città con l’aereo (tipo Berlusconi dei giorni nostri): scendeva dal cielo in mezzo a folle urlanti di gioia, come se fosse un Messia.
Tutti i suoi spostamenti erano pre-annunciati via radio non appena il tragitto era stato stabilito.
Immediatamente, alle stazioni radio arrivavano lettere private che chiedevano luoghi e orari di arrivo e piaceva moltissimo alle madri perchè, con mossa accuratamente calibrata, si faceva sempre ritrarre nei cinegiornali con bambini, al fianco o in braccio; un uomo molto gentile quindi, che riceveva fiori dai bambini e li abbracciava: un personaggio … maestoso.

Nel 1932 il partito nazionalsocialista si trova a passare dall’anonimato a dirigere un partito di 17 milioni di sostenitori; la più grande forza politica tedesca.
Il risultato è stato ottenuto facendo leva sul sentimento nazionalista e fomentando la rabbia contro nemici immaginari, che vengono ora indicati come responsabili dei problemi economici e politici della Germania, attraverso radio, tv e giornali.
E sempre a proposito della radio, Goebbels, meno di due settimane dopo aver assunto il potere, si incontra in segreto con i capi della società radiofonica del Reich con cui condivide i suoi piani.
avete tra le mani lo strumento più moderno esistente per influenzare le masse, per mezzo di questo strumento voi create l’opinione pubblica. Se eseguirete bene questo compito vinceremo sul popolo!”. E così sarà.


A Norimberga si arriva al culmine. Goebbels dice: “Hitler è Dio e i tedeschi sono i suoi seguaci!“. Grazie ad un uso brillante di elementi scenografici, delle luci e delle masse, con centinaia di migliaia di persone accorse per adorare il Fuhrer, il documentario ottenuto ha un impatto devastante con le migliaia di copie inviate in tutta la Germania ed all’estero.
La Propaganda ha uno slancio incalcolabile; la coesione del popolo è ai massimi livelli.
Per scoprire la reale convinzione ed adesione al nazismo dei tedeschi Goebbels chiede aiuto a migliaia di fedelissimi di infiltrarsi segretamente nell’intera nazione, in ogni dove; il Sicherheitsdienst (SD) era il servizio segreto delle SS, responsabile della cosiddetta sicurezza e doveva monitorare quello che i tedeschi pensavano e dicevano in luoghi pubblici. I rapporti finivano ai capi nazisti, quindi ovviamente anche a Himmler, che era anche il capo delle SD.
Ma chi analizzava i risultati era comunque Goebbels, che valutava le opinioni e gli eventuali correttivi.
Sia Hitler, sia Goebbels, erano convinti che mentire spudoratamente e ripetutamente fosse il metodo migliore per far sembrare alle masse una bugia come una verità.
In questo, Goebbles era un maestro. Per anni è riuscito a vendere, via radio e sui giornali l’idea che Hitler era un uomo di pace.
Il punto oscuro è tuttora che, con la propaganda, Hitler aveva acquisito estimatori in patria, ma soprattutto all’estero. Erano nati circoli politici nazisti in Inghilterra, Olanda, Svezia, Danimarca, Francia, Belgio, in tutti i Balcani e nel continente latino: Brasile, Argentina, Colombia, Paraguay, Cile, ecc.
E arrivano finanziamenti anche dagli Stati Uniti. La sfida dagli anni ’37 e ’38 per Goebbels è trasformare, con la propaganda, gli spietati attacchi militari di Hitler in azioni patriottiche onorevoli ed eroiche.
Nel 1939 un’altra manovra distingue ulteriormente Goebbels da tutti gli altri politici: la creazione di stazioni radio clandestine destinate a trasmettere messaggi assolutamente falsi al nemico. Un metodo che, almeno inizialmente, creò non pochi problemi soprattutto ai britannici grazie alla distribuzione ad arte di oltre 40 stazioni, anche oltre frontiera.

Clamorosi sono alcuni casi. Come quello di Radio Caledonia, da una sede segreta di Berlino si inseriva sulle stesse frequenze di una radio scozzese per raggiungere gli operai scozzesi e diffondere notizie incredibilmente fuorvianti e false; o come la British Broadcasting Station, per esempio, che si rivolgeva ai cristiani inglesi, una radio generica che fingeva di voler analizzare e contestare i discorsi di Hitler, ma con questo scopo intanto li faceva ascoltare integralmente tradotti quasi per tutto il giorno. Sembrava che tutte queste radio trasmettessero dall’Inghilterra di Churchill, ma erano tutte in Germania e cercavano contemporaneamente di attaccare il governo di Sua Maestà in ogni modo.
Come altrettanto clamorosa era l’epopea di Lord Haw Haw (Lord “sghignazzata”, per via dei suoi versi con cui prendeva in giro i politici inglesi), al secolo il britannico William Joyce, un grande alleato di Goebbels.


Prima della guerra e durante sarà il famoso conduttore in queste radio segrete con un vantaggio innegabile sui sudditi britannici: parlava bene in inglese, direttamente nelle case inglesi e scozzesi, magnificando l’opera del Fuhrer e cercando di dipingere scenari apocalittici incombenti sulla Gran Bretagna. A Londra c’è stato un momento in cui tutti parlavano di Lord Haw Haw.
La guerra personale di Goebbels era comunque tesa al convincimento che l’eliminazione delle razze inferiori fosse una cosa giusta: il Reich, nel 1939 aveva stanziato una cifra colossale per la propaganda sulla necessità di pulizia, interna ed esterna e solo un mese dopo l’invasione della Polonia (il 1 ottobre 1939) varò il programma di eutanasia T4.
Con questo mezzo, oltre 100mila persone con malattie incurabili o deformi, sono eliminate con il gas, iniezioni letali e armi da fuoco.
Le sparute proteste private sono subito sedate da una propaganda ingannevole fornendo via radio rapporti avvalorati da medici e chirurghi corrotti sulla ineluttabilità dei decessi. Lo scopo di Goebbels era quello di far pensare la gente all’eutanasia in modo positivo.
Nell’agosto del 1941, Hitler, per la paura di perdere sostegno per la guerra in corso, ferma il programma ufficialmente, ma la soppressione dei disabili continuerà ugualmente.
Goebbels, secondo esperti del nazismo, è considerata una figura ancor più letale dello stesso Hitler. Resposabile di gesti clamorosi, come la Kristallnacht, ha saputo usare la sua Propaganda per occultare e magnificare crimini, appoggiato da un’imponente schiera di fedelissimi e soprattutto professionisti in tutti i settori, per servire incondizionatamente la causa nazista.


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… ovvero: “come conquistare un popolo“.

 

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“I diplomati hanno davanti carriere prestigiose… da semplici ufficiali a veri Comandanti …” – viene detto dalla Propaganda e forse è per questo che l’80% dei giovani sceglierà di arruolarsi nell’esercito come ufficiale, per immolarsi in avventure belliche, ovviamente fomentate dagli istruttori.
Negli impianti c’erano ore ed ore impiegate a visionare filmati appositamente realizzati per esaltare gli animi impressionabili dei ragazzi. Oggi si direbbe che questi malcapitati uscivano con la bava alla bocca; il prendere un’arma vera in mano poteva provocare un’orgasmo per il giovane in esame. Anche in questo la radio giocava un ruolo primario: trasmissioni radio speciali riportavano i risultati di tiro di alcuni, che erano addirittura celebrati e insigniti di medaglie.
La verità è che Goebbels era furbo. Sapeva come manipolare il veicolo radio basando tutto su semplici regole. Nelle città importanti c’era un (oggi lo chiameremmo: “promoter”) rappresentante che imboniva le famiglie, che stavano per predere temporaneamente i loro figli, con frasi pre-studiate per esaltare il Fuhrer ed il suo credo.
Alla fine degli anni ’30 i film erano diventati il metodo mediatico più sicuro per avvalorare i concetti del nazionalismo, del nemico comune e prossimo e senza timore di smentita.
In questo Goebbels è un vero appassionato del mezzo; è ispirato dal potere di un mezzo difficile e complesso: come il cinema di partito della Russia comunista di Stalin. Comprende che si tratta di una forma d’arte manipolabile e la manipolazione interessa moltissimo il Ministro del Reich per il raggiungimento degli scopi. Questo perchè con la radio si poteva solo ascoltare, ma col cinema l’esperienza risultava molto realistica e faceva fantasticare le masse. Si era reso conto che avrebbe potuto usare quel mezzo sfruttandone le potenzialità.
Via radio, intanto Goebbels si autoproclama “patrono del film tedesco” e all’uopo incarica l’aspirante attrice-regista Leni Riefensthal per il nuovo raduno di Norimberga, la quale produrrà il famoso film “Il trionfo della volontà”: il più grande film di propaganda della storia.
Dopo il 1934, Hitler, grazie alla radio e al cinema, è ormai diventato una divinità.
In Germania, il film riceve grandi riconoscimenti e all’estero viene richiesto ovunque, soprattuto nei paesi latini, ma anche in Inghilterra, dove addirittura sorgono piccoli circoli nazisti.
Tuttavia Goebbels non promuove solo documentari, vuo.e che la propaganda raggiunga un pubblico più vasto possibile, quindi quesi il 90% delle sceneggiature da lui approvate rientrano nel genere del dramma, della commedia, dell’intrattenimento leggero. Tra il ’34 ed il ’42 gli spettatori aumentano del 400% e tutti guardano film accuratamente selezionati per trasmettere il messaggio nazista.
Il bombardamento continuo della diffusione voluta dal Ministro del Reich travolge chiunque con qualsiasi mezzo; con una scia perpetua di menzogne, mezze verità, stereotipi e travisamenti , in radio, al cinema , sui giornali, non c’era modo di evitare di essere attirati dalla causa nazista.
Così si passa dalla gioventù hitleriana all’esercito a fare tutto per Hitler, con una volontà ed una dedizione che rasenta la follia.
Come gli antichi avevano i loro dei, i tedeschi, grazie alla persuasione, avevano imparato ad adorare Hitler.

Quando scoppia la seconda guerra mondiale quasi 5 milioni di ragazzi sono pronti e motivati per combattere per la causa nazista nella convinzione assoluta che la conquista del mondo da parte della Germania sia giusta ed inevitabile. Carichi della fiducia in se stessi costruita da una propaganda asfissiante, fa sembrare a tutti che la loro avanzata nell’Europa sia inarrestabile.
E’ a questo a cui ambiva da sempre la Propaganda di Goebbels.

 

fine seconda parte


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… ovvero: “come conquistare un popolo“.

 

Ai raduni di Norimberga Hitler poteva parlare a migliaia di fanatici, ma alla radio avrebbe potuto rivolgersi all’intera nazione germanica e oltre.
Questa fu la grandissima idea di Goebbels.
A mio modo di vedere: molto è nato a questo punto: con l’illuminazione avuta dal Ministro della Propaganda che ha abbracciato una tecnologia fino a quel momento ancora abbastanza oscura.

 

 

La radio

 

 

(1930)

 

 

Con un colpo da maestro, Goebbels lancia la produzione di un ricevitore radio ad un prezzo decisamente abbordabile per le masse.
Non appena nel 1933, quando Hitler sale al potere, il Volksempfänger, diventa il mezzo principale attraverso il quale la dottrina nazista entra nelle case tedesche con una larghissima diffusione.
In questo modo, se da un lato nei successivi sei anni la vendita degli apparecchi quasi quintuplica, dall’altro il nazismo acquisisce una popolarità impressionante in Germania ed all’estero.

Alla vigilia della guerra c’erano più radio nella case della gente, in Germania, che in qualsiasi altro Paese del mondo, America compresa.
Ma facciamo un piccolo salto indietro.
Secondo Goebbels però, un tale strumento di propaganda può essere utile solo se controllato integralmente.
Per riuscirci bandisce ogni altra voce pubblica: nel 1935 vengono chiuse 1600 pubblicazioni, nel 1938 altre 10mila sono dichiarate illegali.
La radio diventa la voce della Propaganda, abilmente inframezzata alle altre attività giornaliere per far sembrare “accettabile” il messaggio nazista.
Il Ministro, ben presto, prende in mano tutte le radio private che saranno da subito sotto il suo controllo.
Goebbels aveva capito che non bastava trasmettere i discorsi di Hitler 24 ore al giorno; doveva per forza esserci anche altro: quello era solo una parte dell’effetto di persuasione che desiderava ottenere. Poteva e doveva raggiungerlo anche con altri mezzi, come la musica, la commedia e i dibattiti. Per questo diventò così efficace sulla gente: con tutti gli strumenti più moderni ed in voga.
Così i messaggi della Propaganda sono semplici, patriottici e deliberatamente condivisi. Già nel 1935.
Identificare un nemico comune promuove il senso di unione e di superiorità razziale. Il grande “mantra” di Goebbels era – ripetere, ripetere, ripetere! –
I messaggi ripetevano: “Hitler è il nostro salvatore!, Hitler è un genio!, noi abbiamo ragione!, gli ebrei sono cattivi…; frasi che ripetute ovunque, ancora ed ancora, hanno fatto il lavaggio del cervello ad una nazione che, a guerra finita, sarà poi dichiarata “particolarmente sensibile“.
Ricordo questa frase che spesso negli anni ’70 era recitata, parlando dei tedeschi, quasi a voler spiegare la loro accondiscendenza al nazismo.

Comunque, in questo modo sono costretti ad assorbire le idee di Hitler sugli ebrei (che hanno fatto perdere la Prima Guerra mondiale) e sul comunismo, o meglio: il bolscevismo, che ostacola e minaccia la prosperità della Germania.

Parte molto importante ed implacabile della Propaganda era il desiderio e la necessità di indottrinare i ragazzi molto giovani; nel 1933 oltre 2 milioni di questi si sono iscritti volontariamente alla “gioventù hitleriana” per via di un chiaro dogma di Goebbels: “se li forgi da piccoli, puoi fargli credere quasi tutto quello che vuoi!“.
Ed è così che in brevissimo tempo la HitlerJugend diventa l’unica organizzazione ammessa, per legge, in Germania.
A questo proposito, voglio ricordare una bellissima serie (in 4 puntate) di documentari dal titolo: “Figli di Hitler“, andati in onda negli anni 2006/2007 su History channel.

per i + curiosi: le puntate erano: Seduzione – Formazione – Arruolamento – Sacrificio.

In tutta la Germania, grazie alla propaganda e di seguito al mezzo-radio, vengono fondato oltre 40 centri politici che si occupano della formazione dei futuri leader nazisti.

 

centro di formazione SS – Lipsia (oggi)

Come gran parte degli stabilimenti di formazione anche quello di Lipsia ammette solo maschi dai 10 ai 18 anni, solo 3 scuole sono destinate alle donne; mentre i maschi vengono formati per la guerra, le donne imparano a sostenere i loro uomini (in tutti i sensi possibili), a gestire la casa e, se possibile, a mettere al mondo dei bei bambini biondi e con gli occhi azzurri, ai quali affidare i 1000 anni del Reich.
Le madri erano entusiaste di mandare i propri figli in quelle scuole; quelle riluttanti erano sobillate dai parenti, dai vicini di casa, dagli amici, ad inviarli per il bene ed il loro futuro. Impossibile resistere.
I messaggi radio parlavano continuamente di un futuro meraviglioso per i ragazzi della HitlerJugend. Dalle città più importanti c’erano partenze pre-ordinate per sottoporre i reclutanti ad una selezione che poteva durare fino ad una settimana.
Per radio venivano forniti tutti i dettagli per le partenze, i tempi di preparazione, per l’abbigliamento consigliato. Non potevano sussistere dubbi di nessun tipo. Era, su tutto, un obiettivo comune finalizzato alla crescita della Nazione.
Doveno essere ariani, bianchi come la neve e fisicamente perfetti; persino chi portava gli occhiali era escluso dalle formazioni. Obbedienza e coraggio erano le virtù più importanti; dovevano poter correre in una foresta buia (immaginaimo il terrore di un bambino di 10 anni), saper perfettamente nuotare e sapere buttarsi in acqua da 3 metri di altezza, mentre i nuotatoti dovevano buttarsi dal terzo piano dell’edificio su un telone, senza la minima esitazione. A qualsiasi età.
Con questi requisiti oltre la metà dei selezionati non riusciva a superare i primi durissimi 8 anni di scuola. Le madri lo sapevano, ma dicevano tra loro:
mio figlio ce la farà: per il Fuhrer!”.
Per gli espulsi la vita spesso finiva in tragedia o emarginazione.
In radio però, queste cose non venivano riportate.

 

thanks to Guido Hanselmann for his support

fine prima parte


21 settembre-1939 news

21 settembre
Il Tenente Generale delle SS Reinhard Heydrich – comandante della Polizia di Sicurezza (Sicherheitspolizei) e della SD (Sicherheitsdienst) – si incontra a Berlino con alcuni ufficiali della Polizia Segreta (Sipo) e della SD stessa. Durante questa riunione, Heydrich trasmette loro i seguenti ordini:

1) che tutti gli Ebrei polacchi siano radunati nelle città più grandi, vicino alle maggiori linee ferroviarie;

2) che tutti gli Ebrei vengano poi trasferiti dal territorio del Reich in Polonia;

3) che i 30.000 Rom (Zingari) ancora residenti in Germania siano deportati in Polonia;

4) che per trasferire gli Ebrei e i Rom fuori dal territorio del Reich siano utilizzati vagoni merci delle ferrovie tedesche.

naziTrain

 


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