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Armistizio e dintorni. 2 parte

sottotitolo: un caso di (in)coscienza 2.

Questa miniserie di articoli si sarebbe potuta chiamare: <da dove veniamo> o <che gente era>, oppure: <le cose che la gente non sa…>. Mi è capitato tra le mani un libretto redatto da Indro Montanelli e Mario Cervi dal titolo: <l’Italia della guerra civile> e ho trovato alcune cose, che riporto, che fanno ulteriormente riflettere sulle persone che avevano il bastone del comando, sebbene per un tempo relativamente breve. Comunque questa è una seconda parte.

Eravamo rimasti più o meno verso la dichiarazione di Badoglio delle 19,45 dell’ 8 settembre e c’è ancora qualche fatto meno noto.

8 settembre 1943. Mercoledì.

ore 20,30: i tedeschi compiono (con una velocità che sa di diabolico) il primo atto militare decisivo per quella notte; occupano il deposito di carburante di Mezzacamino (sulla via Ostiense) e si prendono 16.000 tonnellate di carburante in un solo colpo. Quello era il più importante deposito di riserva del C.S. italiano che tra l’altro, risultava spesso incustodito (!?!) Così ci mettono in ginocchio dopo poco più di mezzora dal proclama.
• ore 22,00: la radio tedesca annuncia ufficialmente l’armistizio. Carboni ribadisce ai suoi di rispettare l’ordine Roatta-Ambrosio: “qualora reparti germanici avanzino senza compiere atti ostili, possono essere fatti passare attraverso posti di blocco”. Continua a leggere


Armistizio e dintorni. 1 parte

sottotitolo: un caso di (in)coscienza 1
Succede che a volte leggere fa male all’animo. Mi sono spesso chiesto che cosa possa essere passato per la testa di un comune soldato in quei giorni vicini all’8 settembre. Sorpresa? stupore? Incertezza? E come avrebbe potuto il milite elaborare diversamente questi eventi se avesse potuto conoscere i fatti così come li interpretiamo oggi? E che cosa poi avrebbe dovuto fare?

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