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Hunting Hitler 3 – ep.8

Da un rapporto della CIA, scritto però nel 1984 e ottenuto da interrogatori forzati su nazisti, emerge che l’America Latina era stata suddivisa tra vari agenti: Walter Rauff era stato assegnato il Cile e Mengele in Paraguay.
Sono cose sapute poi solo 30 anni dopo la fine del conflitto mondiale e quindi a bocce ferme; di conseguenza, senza nessuna utilità pratica.
Walter Rauff era il Capo della polizia segreta in nord-Italia, responsabile dei “camion della morte”, fautore della morte di 100mila persone nell’Olocausto; personaggio vicino ad Augusto Pinochet (famoso dittatore cileno), gestore principale di Colonia Dignidad; al suo funerale nel 1984 si presentarono centinaia di nazisti di tutti i ranghi.  Rauff era anche dietro la D.I.N.A., un’organizzazione creata da uomini con forti esperienze militari e da civili con lo scopo di eliminare ogni opposizione. Sto parlando di una Polizia di Stato che si occupava di controllare anche la popolazione, all’occorrenza. Una simile era al comando di Franco in Spagna, ce n’era una in Cile e in Paraguay, senza dimenticare la Gestapo. Nata in Cile sotto la dittatura appunto di Pinochet, fin dal 1973, con tattiche estreme, come quelle dei nazisti.

immagine 2058 x 396 px   please, scroll in your browser

Dagli archivi di Stato del Cile risultano alcune foto di nazisti mai visionate prima (possibile?)

Uno dei compiti di questa organizzazione era quello di distruggere il canale di Panama e se ci fossero riusciti avrebbero paralizzato l’America.
Canale di Panama, ancora un territorio degli Stati Uniti, nel 1973; un attacco diretto al territorio americano!
Qui in Cile stavano organizzando reti di comunicazione; se si sta programmando una vera rete di spionaggio queste strutture sono indispensabili.
Nella foto sotto c’è un sistema per comunicare un tutto il Sudamerica e un’altra era a Villa Grimaldi (che sembra un nome italiano), il più importante centro di tortura in Cile. E a questo proposito, in Cile ce n’erano 754 (censiti).
Il nazismo in Sudamerica era radicato molto di più di quanto si possa pensare, con 800 campi militari.

Indagando sui campi in Cile si scopre che un contatto locale è stato imprigionato a 22 anni, con sua madre, a Pisagua (il nome del campo di prigionia);  appena arrivati sono stati picchiati, torturati e messi in cella direttamente da persone vicine a Walter Rauff che stava gestendo il campo. Sulla base di un file della CIA, attraversano il deserto di Atakama per raggiungere il campo di Pisagua dove rinchiudevano i dissidenti politici. Nel campo racconta che erano imprigionate circa 1400 persone che ciclicamente venivano torturate, a turno, con l’elettro-shock.

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cimitero di Pisagua (Cile) – dietro l’ex campo di prigionia

Ed ecco che ricompare il fatidico MisterX (per chi non sapesse a chi mi riferisco, guardare l’episodio 7 della scorsa settimana) e … a proposito:

Come è andato a finire il vaglio delle 5000 schede di immigrazione in completa donazione gratuita?
Nella puntata a seguire non è stato più comunicato nulla. Strano, no?
Quello che si è presentato come se qualcuno arrivasse oggi con i documenti che identificano i mandanti e gli esecutori del delitto di John Kennedy, con la faccia più tranquilla di questo mondo e non chiedesse nulla in cambio.

Commento a seguire: the Final Evidence di Hunting Hitler non è una conquista dell’intelligenza del ricercatore, non è frutto della somma delle risorse trovate, ma una semplice donazione, un regalo di un insano privato, che ha servito su un piatto d’argento una quantità di rivelazioni in un colpo solo, che anni di studi e di ricerche di tante persone che hanno speso una vita per una causa e che uno solo, tradendo l’omertà tedesca, ha potuto infrangere con un atto inaudito senza precedenti nella storia.

Insomma, MisterX ha acconsentito, non pago, di incontrare la squadra in Cile e ha ammesso di essere in possesso di alcuni documenti di Walter Rauff e di tutto il Quarto Reich.
Da una famiglia legata al gerarca Rauff, è venuto in possesso di un gruppo di negativi su poliestere sui quali sono impresse le ultime volontà di Adolf Hitler.
Per un cultore potrebbero essere come un Vangelo scritto da Dio in persona.
Il testamento di Hitler:

Del testamento sembra che ne fossero state redatte tre copie e inviate con tre corrieri fuori dal bunker, ma furono tutte intercettate dai russi.
Quindi una quarta copia era stata filmata e portata su microfilm all’insaputa di tutti. Uno degli gruppi di SS fuggiti da Berlino è potuto arrivare in Cile e consegnare a Rauff il materiale ultimo.
Quindi il Cile era stato scelto preventivamente come destinazione finale del III Reich.

La via di fuga verso nord era valida come quella verso sud.
E se è solo per quello, almeno a livello teorico, lo sono anche le altre proposte negli ultimi decenni.
Comunque, un conto è controllare e confermare le possibilità di fuga e un altro conto, impossibile da verificare, sarebbe sapere con certezza quale direzione ha scelto in quel momento, nel 1945.
Per conto mio, nulla è risolto in modo definitivo, se non una parte della rete Die spinne o rat-line.

Il team di Baer si dichiara soddisfatto di tre anni di indagini dichiarando che le prove ottenute sono abbastanza solide per sostenere che, se da una parte la CIA raccoglie le prove indiziarie e l’FBI si occupa di applicare la legge americana, ciò che è emerso ci permette di smantellare la farsa di un Hitler morto nel bunker di Berlino, un semplice racconto storico a cui tutti hanno dovuto credere, bugie per la massa per poter ricostruire dopo la guerra.
Ma il primo monito è sempre quello di dubitare dei racconti ufficiali, mossi sempre da occulti interessi politico-economici mai svelati.

un ringraziamento speciale a Guido Hanselmann per il suo contributo fin qui offertomi.

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neldettaglio

Sempre seguendo i suggerimenti contenuti nei file FBI, l’escursione sul fondo del mare in cerca dell’U-boot non ha prodotto nulla anche se è pur vero che la zona presa in esame è poco meno della metà della griglia, definita possible, di affondamento del sottomarino. A questo punto una considerazione è sostenibile: se le ricerche della Marina argentina del 1997 in questa zona non hanno prodotto risultati, o le informazioni del punto sono errate o l’U-boot non è qui.

testimonianza 7. In un documento FBI del 1945 è riportato che un testimone sostenne di aver aiutato 6 alti ufficiali a sbarcare in terra argentina.

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Ora si rivela determinante indagare ulteriormente sul punto di entrata in Spagna che doveva poi condurre Hitler al porto di Vigo.

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Sempre secondo i file FBI, per muoversi liberamente via terra e anche verso l’Argentina, i nazisti in fuga usavano il travestimento da sacerdoti. Una tecnica da Rat Line. Quindi, viene intrapresa una ricerca tra tutte le chiese ed i monasteri iberici tra quelli che abbiano ricevuto ingressi esterni dopo il conflitto e quello che attira maggiormente l’attenzione è la struttura più grande a 200 Km da Vigo: il monastero di Samos. Un’istituzione dalla quale dipendono 200 chiese e quindi probabilmente 200 case sicure.

monastero-a-Samos

testimonianza 8. La gente del posto sa che il monastero ha sempre accolto e sostenuto, nei secoli, i bisognosi di un rifugio sicuro e sembra che questo luogo nasconda una storia molto oscura dal 1930 al 1970 dovuta alla direzione dell’abate Mauro che era molto vicino al gen. Franco, stretto collaboratore di Hitler. Dopo la fine della guerra molti militari tedeschi cominciarono ad arrivare qui, travestiti da monaci in attesa di raggiungere Vigo e qui ricevevano documenti falsi e nuove identità, oltre alla sicura protezione.

monastero-views

Il primo maggio 1945 un testimone, che allora aveva 15 anni, vide Hitler nel monastero. Era un lavorante al tunnel che dal monastero garantiva un passaggio sotterraneo verso l’esterno. Qui esistono diversi passaggi segreti che nei secoli sono serviti ai fuggitivi; quello che si vede è lungo oltre 145m e conduce in una costruzione che nel ’43 era divenuta una stazione di controllo della polizia para-militare, la guardia civile che aveva giurato fedeltà a Franco. Un ingresso-uscita che poco più tardi sarà usato dai tedeschi.

(foto tunnel del monastero).

Tunnel-pianta  Tunnel-ingresso  Tunnel-01  Tunnel-02  Tunnel-03

Nota. Se si osserva la foto finale di questa serie si noterà un piccolo muro, alto non più di 80cm. Qui la troupe si è fermata. Ora, se sono un equipe con il budget che ha, che sta seguendo le tracce, e non di SuperMario ma di Hitler… non mi faccio fermare da un’inezia de genere! Prendo un sano, stupido martello e do’ due legnate sul muretto per vedere dove potrei arrivare.
Al massimo, pagherò un omino perchè lo ricostruisca dopo che ho visto
.

testimonianza 9. Quello che si vede a sinistra, è il testimone sopracitato che, intervistato, cita anche altri testimoni che videro un aereo che era appena atterrato in un campo di patate, entro una fattoria in una cittadina vicina; anche il proprietario della fattoria vide chiaramente Hitler scendere dall’aereo. Il secondo testimone (più in basso) vide l’aereo dal quale scendevano 5 o 6 persone.

i-testimoni

Gli aerei erano guidati in quel punto da un radiogoniometro Telefunken (nella foto), alto 125 metri, che serviva ad orientare gli aerei per gli atterraggi clandestini.

antenna-Telefunken
Sicuramente, rimane improbabile pensare che un cinquantaseienne come Hitler possa viaggiare per 2 settimane abbondanti in un U-boot; perciò si valuta la considerazione di una possibile sosta. Verosimilmente, alla Canarie, e precisamente, a Las Palmas de Gran Canarias (more info ).

testimone-alla-Canarietestimonianza 10. Alle Canarie si riesce a contattare Francisco Campof, un discendente di una famiglia che possedeva una delle più grandi imprese tedesche della zona (a lato). Una compagnia navale che si chiamava Wormanhouse, che annoverava moltissimi ingegneri tedeschi che avevavano il compito di riparare e rifornire i sottomarini germanici. Sull’isola c’era tutto il necessario: armi, alcune truppe, siluri, bacini di carenaggio. E, soprattutto, tunnel che occultavano le strutture militari. Oltre 7000 m² di gallerie che potevano comunicare con la madrepatria con stazioni radio e 4 macchine Enigma di ultima generazione.

Canarie_nazi-site

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