Archivi tag: Quinto Bartoli

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02- Contesto – monte Làvane: il lancio.

GP capannadelpartigianoun fatto importante fu l’arresto di Antonio Grimaldi (Andrea Zanco). Era il marconista della radio clandestina a disposizione di Virgilio Neri; arrestato, rivela subito informazioni preziosissime ai tedeschi che, poi, fermano Tonino Spazzoli e lo stesso Virgilio Neri e uccidono i faentini Bruno Neri e Vittorio Bellenghi. Ma la domanda è: come mai, ad ogni aviolancio, i tedeschi erano informati fin nei minimi particolari? Qui ritorna il discorso della spia “vicina” al CLN di Faenza. Altrimenti non si spiega. E l’episodio contribuisce molto a rendere Silvio sempre più scontroso e diffidente verso tutti.

A.Casadei-Nell’attacco tra il 10 e l’11 luglio i tedeschi notano la zona dei lanci alleati e circondano la capanna. Giungono cinque colonne di SS e truppe scelte che, al quarto passaggio dell’aereo si avvicinano al monte. Casadei accende una miccia per far esplodere la capanna dove sono nascoste le munizioni, proprio mentre i nazifascisti la circondano. Per l’esplosione terribile, tra Alpen Jager e SS muoiono 200 tedeschi e 110 rimangono feriti. La notizia è riportata anche da radio Londra.

03- Contesto – Ca’ Cornio: verso l’attacco.

epopeaIl 18 agosto 44 Corbari, Iris Versari, Casadei e Tonino Spazzoli sono a Cornio di S. Valentino.

GP : qui arriviamo al punto; al motivo perché ho voluto il contatto. Perché lo cose che sono state scritte non dicono tutto…

Benito Dazzani, nel libro di Massimo Novelli ed ex-legionario del IX Settembre, narra che Franco Rossi, il quindicenne che si era aggregato per qualche settimana alla banda fu la chiave di tutto. Poiché i compagni sapevano che da Corbari era stato liquidato con due sberle in quanto ladro, fosse fortemente desideroso di vendicarsi. Quindi, lui avrebbe insegnato come fare. Un fascista infiltrato. E per giunta, risaputo. Il Rossi dice di essere stato avvicinato da alcuni partigiani che gli avrebbero fatto un’interessante proposta. Il Dazzani riferisce di essere stato uno di quelli dell’attacco al casale e di essere a conoscenza del fatto che i genitori di Franco Rossi sono fascisti e lui è sicuro frequentatore della caserma Sforza di Forlì.

GP : un traditore per natura. Talis filius – talis mater: la madre (Cleade Rusticali) SC_50provocò l’eccidio di Terra del Sole del 14 agosto dove vennero fucilati, dopo un processo “farsa”: il marchese Gian Raniero Paulucci de Calboli Ginnasi, il cavalier Antonio Benzoni, lo studente universitario Fiorenzo Grassi, il sergente delle BN Livio Ciccarelli e Antonio Buranti, milite della GNR, in base appunto alla testimonianza farlocca e decisiva della donna. L’accusa fu quella di aver fornito armi e informazioni ai banditi. Nel febbraio del 1946, a Forlì si celebrò il processo contro coloro che in qualche modo avevano contribuito alla cattura di Corbari. Non ne parla più nessuno, ma gli imputati furono 5, di cui uno solo era agli arresti, Laghi Teseo (1921) di Castrocaro; i latitanti: Zanchini Nello di S.Sofia, Benenati Antonio di Palermo, Rossi Gianfranco (1929) e la madre Rusticali Cleade (1903), di Forlì. Accusati di essere al servizio delle camicie nere di Forlì con specifici compiti di spionaggio. Se per il primo c’erano altri crimini per rapina + omicidio, per la Rusticali si aggiunse il deploro della Corte per avere istigato e  coordinato il figlio e il Benenati ad atti così vili, data la loro giovane età. Agli atti ritornò anche l’eccidio di Castrocaro (sopracitato) e la cosa fruttò loro 18 anni per il Rossi e il Benenati, 20 anni per la madre e il Zanchini, 24 per il Laghi. Ma qui ci aspetta un colpo di scena.

nel prossimo articolo:

secret&discussil contesto – Iris versari: la persona e ca’ Cornio: il tradimento + l’attacco.


Corbari. last secrets_2

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mail_GPQuesta mail, (che aspettavo come si può aspettare l’avvento del Messia) per alcuni versi, invece che chiarire talune vicende, getta altre ombre e nuovi quesiti che difficilmente si potranno risolvere oggi.

01-   Contesto – Ca’ Morelli: il rastrellamento.

TredozioLa notte fra il 19 e il 20 gennaio 44 i fascisti della GNR e i tedeschi di una compagnia di artiglieria si muovono da Dovadola per raggiungere Ca’ Morelli a pochi chilometri. Tredozio è occupata da Corbari da pochi giorni ma per il Professore (E.Dalmonte) l’occupazione si potrasse troppo a lungo perché il nemico non cercasse di stroncare la banda che aveva innalzato la stima verso i partigiani e reso così impopolare la guerra fascista. Troppo.

Il CLN di Faenza, fa sapere a Corbari che deve lasciare subito il paese. Manda due emissari consegnare il messaggio. Sono: Rino Bandini e Quinto Bartoli. Corbari li riceve ma comunica che gli ordini, lui, non li prende da nessuno!

• ma se il CLN di Faenza poteva sapere con facilità l’ubicazione della banda, lo poteva venire a sapere chiunque di parte opposta e se davvero i fascisti erano a pochi Km, il pericolo era più che prossimo. Allora, perché non premunirsi?

Corbari racconta che si fida dei suoi uomini. Sono dislocati a 4 Km da Tredozio e ci sono 6 partigiani e alcuni paesani che vigilano giorno e notte, dandosi il cambio ogni 6 ore.

caMorelliL’attacco è nell’aria. Il nemico parte di notte con una corriera e un autocarro; circa 120 uomini. Non si capisce come, ma riescono ad accerchiare il casale. Un tedesco intima la resa e i partigiani all’interno rispondono aprendo il fuoco con fucili ed armi automatiche. Quanti sono? 22. Si arrendono dopo un’ora di combattimento. Cadono Vittorio Ciani, Domenico Graziani, Osvaldo Favelli. Si arrendono: Aldo Celli, Enzo Corti, Dino Ravaglioli, Giuseppe Callegati, Stanislavo Scherl, Felice Poutsek, Nello Bandini, Aldo Ragazzini, Adelmo Cosmi, Sante Cucchi, Delio Alpi, Vario Chiarini, Narciso Cucchi, Giacinto Fabbrini, Pietro Fabbri, Benedetto Calonici, Giovanni Fanunza, Giovanni Pozzato, Giuseppe Monti. Trasportati poi a Castrocaro al comando germanico, sono sottoposti a violenze inaudite.

• Qualche responsabilità oggettiva e pesante da parte di qualcuno è sicura. Dove erano le fantomatiche sentinelle di cui parla Corbari? Al cinema? Con un attacco percepito così imminente, come è stato possibile farsi sorprendere “come dei polli” ?

GP : a Ca’ Morelli, qualcuno disse che quella notte avrebbero potuto dormire. Faceva troppo freddo per ordinare un attacco. caMorelli2Il freddo c’era tutto, ma anche l’attacco fu vero. Una persona vicina al CLN suggerì il momento opportuno. In questo caso, della parziale responsabilità del CLN si è mormorato per anni. Ma un nome preciso non verrà mai fuori. Però i fascisti erano a 8 o 10 km e ci fu un’altra soffiata che venne da Dovadola o lì attorno. Si disse, di Foscolo Bandini, noto collaborazionista dei tedeschi. Il Bandini si vantò del risultato con il sergente Maltoni della Gnr. E senza di quella…  La notizia è trapelata durante un’istruttoria, nel 1946.

Una settimana dopo l’episodio di Ca’ Morelli i nazifascisti, con l’intento di catturare Corbari metteranno in atto un rastrellamento prendendo di mira la frazione – Fabbriche di Tredozio – che ospita Iris e la sua famiglia; i fratelli saranno costretti a trentacinque giorni di detenzione, il padre troverà la morte nel campo di concentramento di Landesberg Am Lech ( distretto di Buchenwald) e la madre patirà nel campo di concentramento di Dachau per poi ritornare a Giugno del 1945 e apprendere dell’eroica morte della figlia. Iris sfuggirà al rastrellamento scappando da una finestra (ndr).

nel prossimo articolo:

secret&discussil contesto – il monte Làvane:il lancio e ca’ Cornio – verso l’attacco.


Corbari. last secrets

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Lucarelli.

vertGraffitiE’ cominciato così un lunedì sera in cui avevo poco da fare e pochi giorni dopo è arrivata una mail firmata ” quello dell’altra sera! ” e che io chiamerò:

Gola profonda “: l’ informatore.

Sembra l’inizio di un racconto di “Notte Blu“; la famosa trasmissione  di Lucarelli. Ma non lo è.

Senza timore di smentita, oggi è possibile affermare che Corbari e la sua banda (il termine più corretto, credo) hanno scritto le pagine più belle e più poetiche della Resistenza faentino-forlivese. Questo senza nulla voler togliere alle gesta e all’impegno delle brigate ravennati che però sono state altra cosa. Anche solo per l’impegno politico. Gli appassionati di storia avranno sicuramente già divorato gli scritti (come ho già citato) di Massimo Novelli, Dalmonte e Bonfante e sapranno che molto lo si è ricavato da frammenti di immagini rimaste negli occhi di qualche sopravvissuto della banda, tra verità e fantasia, tra poesia e leggenda, tra la testimonianza di qualcuno di una Brigata nera e qualche contadino del posto ancora disponibile a parlarne. Vero è che una cosa che mi è rimasta come impressione leggendo, è forse l’estrema semplicità per entrare nella banda. Capisco il momento, capisco la purezza di intenzioni, l’entusiasmo, ma per farsi accettare dal gruppo bastava presentarsi o qualcuno che fungesse da garante. Non c’era tempo per tanti controlli e garanzie di sorta. E come si poteva fare altrimenti? D’accordo. Ma i rischi c’erano, eccome. La possibilità di un infiltrato, di un doppiogiochista era sempre alla porta. Ma queste cose vanno così. Finché vanno.

CoprbaripaintUna cosa sicura. Silvio Corbari NON era un comunista. Affermò sempre che i partigiani comunisti del Samoggia erano assolutamente incompatibili con le sue idee. Con Corbari non si parlava di politica. Mai. Dice Il Professore (Eleonoro Dalmonte): “la banda, con la sua condotta indipendente e senza un amalgama politico (e dai..), era assogettata quasi ad una sorta di diffidenza da parte delle altre forze partigiane ed era esposto maggiormente al rischio di agguati e di infiltrazioni di traditori e spie”. Certo. E infatti…

Corbari quindi, è una figura scomoda. Scomodo quando rifiuta il commissario politico, scomodo durante la battaglia del grano quando contravviene agli ordini del PCI di Veniero Lombardi e del CLN di non trebbiare, a Tredozio; sostenne che però i contadini dovevano pur mangiare! Scomodo quando non volle dare armi ai comunisti. Questa insofferenza per qualsiasi tipo di condizionamento, per il PCI risultò una tribolazione che risuonava come una sentenza!

Ma in ogni epopea esistono (quasi per definizione) lati oscuri ove si annidano manovre poco chiare, spiate e tradimenti. Sarà perchè in amore ed in guerra tutto vale, la lealtà va spesso a farsi benedire. Poi, la figura del Giuda ha popolato sempre gli eventi tumultuosi.Corbari_estate44

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(da sinistra:  Iris versari, Silvio Corbari e Adriano Casadei con altri compagni di lotta, nell’estate del 1944 nei pressi di Modigliana).distanziatore

Oggi, 1° agosto 1944, Corbari spostò la banda sul monte Pompegno, per evitare probabili scontri contro i tedeschi, per evitare rappresaglie contro i contadini l’ attorno e per non far localizzare la base di S. Valentino. In quei giorni iniziarono i primi scontri (allora chiamati “incomprensioni“)  con altre formazioni partigiane della zona che poi a fine guerra negheranno tutto. Al solito.

Nel prossimo articolo:

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il contesto – ca’ Morelli: il rastrellamento.


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