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L’analisi delle foto e dei pochi rilevamenti del bunker della casa di Bariloche, con la distruzione volontaria del sito, più che un normale collassamento, sta a significare che non si siano volute lasciare tracce di nessun tipo. E’ evidente che la costruzione di un sito sotterraneo nel retro di una casa, che non consente nessuna visione dall’esterno, dimostra il bisogno di un’assoluta riservatezza desiderata solo da chi deve nascondere qualcosa di molto importante. Certo è che in questo caso l’equipe si poteva muovere in altra maniera. Forse la regia della serie televisiva imponeva sempre questo stile di infiltrazione alla IGI project, ma così facendo l’argomento rimane inevaso. Se è vero, come ho scritto in “Hitler vende casa” che la casa era in vendita, forse si potevano chiedere maggiori informazioni. Domandare è lecito, rispondere è cortesia. Se non rispondevano è come se avessero davvero risposto, altrimenti si è allo stesso punto.
Il periodo, storicamente preso in esame, è circa 2 mesi e mezzo dopo la presunta morte nel bunker di Berlino. Con le prove sul campo che indicano casa Inalco come dimora temporanea per Hitler e calcolando che un fuggitivo non rimane mai troppo a lungo in un posto, torna valida la possibilità del trasferimento nel complesso costruito nel nord dell’Argentina, nella giungla di Misiones.

Misiones

Ciò sarebbe potuto essere necessario per consentire, per esempio, l’ultimazione dei lavori di costruzione del luogo, strutturalmente non semplici. Se si prende in considerazione uno spostamento così importante (circa 1100 Km) si deve tener conto del bisogno degli appoggi di una rete di collaboratori sicuri, come i sostenitori tedeschi in Argentina; a questo proposito, dai file FBI sale alla ribalta il nome degli Eichhorn. In un memorandum si riporta che la signora Ida Eichhorn, proprietaria di un grande e famoso Hotel a La Falda, avrebbe comunicato ad Hitler la possibilità di ospitarlo dove avevano già fatto tutti i preparativi necessari per accoglierlo.

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L’hotel Eden, a La Falda, poco fuori Cordoba, esattamente a metà strada tra Bariloche e Misiones era ideale per una sosta in compagnia di nazisti sostenitori; l’hotel era una normale meta dell’oligarchia argentina, con nobili, duchi e personalità importanti come i presidenti; anche Albert Einstein soggiornò qui. Dal 1934 fu il punto d’incontro dei sostenitori dei tedeschi della provincia di Cordoba, conosciuto in tutti gli ambienti altolocati di Argentina.

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Ma la particolarità di questo fiore all’occhiello per gli hotel argentini era rappresentato dal sistema di protezione per gli ospiti: i tunnel, di cui sempre si è vociferato. Da un sopralluogo nei sotterranei si evidenzia la possibilità che siano stati occultati i passaggi segreti verso i tunnel che consentivano l’entrata-uscita in tutta sicurezza di non essere visti.
Nel caso specifico del dittatore, il pericolo di essere visto originava a sua volta la possibilità che la voce di un avvistamento potesse arrivare negli Stati Uniti, forse in Germania e, addirittura, ai cacciatori di nazisti.

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Hitler, verosimilmente, ha soggiornato nella casa personale di Ida e Walter Eichhorn e solo in qualche rara occasione si è recato nell’hotel, via-tunnel.

testimonianza chiave. Catalina Gamero è la domestica, ancora in vita e dalla buona memoria che servì Hitler in un piccolo albergo di proprieta’ degli Eichhorn, i quali chiamavano il Fuhrer con l’appellativo di “cugino”.
Hitler alloggio’ in tutto un paio di giorni nel piccolo albergo per poi trasferirsi nella nuova casa appena costruita dai coniugi sulla collina Pan de Asucar (ulteriori info).
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A questo proposito, pubblico una foto inequivocabile: la foto ritrae Hitler che sta pranzando con Ida e Walter Eichhorn (1945).

 

Catalina rivela che Hitler soggiornò 9 o 10 giorni a casa degli Eichhorn e lì portò sempre la colazione ad Hitler, poi parla del suo trasferimento nel castello di Fritz Mandl, un amico fraterno di Ida e Walter che risulta essere un grosso proprietario, in Cordoba. Questo ricco signore austriaco aveva riconvertito la sua fabbrica di biciclette in Argentina in una fabbrica di munizioni. Qui non vogliono ancora parlare di queste storie perchè hanno ancora paura, ma ricordano ancora la presenza di potenti nazisti nella sua tenuta, dal 1944.
Sale la convinzione che Hitler avesse l’intenzione di ricostruire il Partito. Probabilmente usava l’albergo per le riunioni organizzative, forse per un Quarto Reich e, in attesa che le cose prendessero forma, si trasferisce nel complesso di Misiones, per poi riemergere dal suo isolamento, il 9 luglio 1947, a Cassino, in Brasile a 800 Km da Misiones.
testimonianza 12. Dalla testimonianza del giornalista francese Pierre Dumont si apprende che nell’hotel Cassino esisteva grande una sala da ballo dove c’erano spettacoli di danza, con ballerini famosi, aperti al pubblico e anche privati. In uno di questi eventi assicura di aver chiaramente riconosciuto Hitler tra il pubblico. Siamo nel 1947 e c’è la sua presenza alla prima di uno spettacolo di ballo. Il giornalista riporta anche l’installazione di una potente antenna radio vicinissima all’albergo, montata orizzontalmente e non verticalmente, come di solito. Oggi si chiama ancora Hotel Atlantico  e la direttrice ci conferma che all’hotel arrivavano quotidianamente ospiti da tutto il mondo, complice l’aeroporto vicino.
Persino un documento dell’FBI riporta la notizia di Hitler ad un balletto nell’Hotel 2 anni dopo la sua presunta morte nel bunker.
articolo-ballettoAlla biblioteca di Cassino, negli archivi dei giornali dell’epoca, si trova la notizia delle giornate pubbliche dello spettacolo; il 6-7 febbraio 1947, 2 serate aperte al pubblico, mentre nel documento dell’FBI si parlava di 3 serate. Quindi la prima dello show era sicuramente privata e il giornalista che ha ne ha riportato la notizia già il giorno 6 conferma di aver visto Hitler ed Eva Braun tra i presenti.

continua

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Cosa si conosce. Hitler ed Eva Braun (ma già “Eva Hitler”) che si uccidono nel bunker e vengono portati fuori, avvolti in coperte e bruciati maldestramente.
I russi arrivano e contaminano la scena rovistando dappertutto ma non trovando nulla di probatorio. Trovano sì dei corpi bruciati ma l’autopsia rivelerà che il corpo apparentemente di Hitler, in realtà, appartiene ad una donna. Stalin, fino alla sua morte, infatti non crederà mai che Hitler sia morto suicida (fonte: il dossier Hitler al Cremlino). Le prove balistiche sul teschio (controllate da Bellantoni) non confermano nulla. Nemmeno la protesi dentaria, attribuita al Fuhrer e fatta controllare dal suo dentista di fiducia è sicura. Come chiunque, comunque, Hitler può aver avuto 2 dentiere, come 2 paia di occhiali, etc. Non occorre una laurea per considerarlo. Quindi, tutta la storiografia conosciuta sul 30 aprile 1945 è fondata sul presumibilmente, sul si dice, si pensa. Ma non ci sono stati testimoni di prima mano.

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La fuga di Hitler è probabilmente avvenuta tramite un tunnel che collegava quello che fu il bunker della Cancelleria del Reich alla metropolitana di Berlino (una volta nota come U6 e ora chiamata ‘Stazione Luftbrücke’) e da quest’ultima all’aeroporto Tempelhof, attraverso un altro tunnel segreto ora chiuso. Poi, dopo aver viaggiato su un U-boot dalla Spagna ( probabilmente in partenza dal porto di Vigo), il dittatore tedesco potrebbe aver passato il resto della sua vita, magari pensando all’ascesa del Quarto Reich, in un angolo sperduto e segreto della giungla argentina.
Il team di ricerca avrebbe scoperto questo famoso tunnel, fino a qualche tempo fa assolutamente sconosciuto, utilizzando un dispositivo chiamato ‘state-of-the-art’, una sorta di sonar impiegato dai militari americani nelle loro ‘caccia all’uomo’ (lo stesso usato in Iraq per scovare il Rais Saddam Houssein quando si era nascosto in un pozzo, ndr). La troupe avrebbe trovato una parete fasulla nella metropolitana di Berlino, dietro la quale è venuta alla luce quella parte del tunnel che porta nei pressi dell’aeroporto di Tempelhof. Non solo Hitler si sarebbe dato alla fuga beffando i russi, bensì dai rapporti dell’FBI sembra sia provata la reale possibilità di un vero e proprio ‘esodo di massa nazista’ dall’aeroporto Tempelhof avvenuto il 21 aprile 1945, cioè il giorno dopo l’ultimo avvistamento pubblico registrato di Adolf Hitler e ben nove giorni prima dell’asserito suicidio dell’ex Fuhrer nazista.

Molte di queste ipotesi sono avvalorate dalla conoscenza del particolare-base che Hitler fu visto in pubblico l’ultima volta il 20 aprile 1945 (giorno del suo 56° anno), dopo di che, i testimoni raccontarono che si era chiuso nelle sue stanze. Qualcuno avrebbe successivamente visto passare, dal bunker verso l’uscita, 2 corpi avvolti nelle coperte ma non visibili. Qui si ipotizza: erano sosia? due eroi che, per amore del Fuhrer – in un momento così tremendo -, si sono immolati facendosi cremare nel giardinetto della Cancelleria? Beh, si è saputo che Churchill aveva 7 sosia; sette persone molto simili (attori) che servivano a presenziare in cerimonie ove non era richiesta una verifica troppo da vicino e per ridurre i rischi di attentati.

testimonianza 1.
Nicholas von Below conferma che Hitler disse di preferire andare a sud.

Hitler-agreed-to-go-South

testimonianza 2. Karl Puttkamer ha lasciato scritto: « lasciammo Berlino la mattina del 21 aprile, il giorno dopo del compleanno di Hitler, il mio aereo decollò da Staacken e gli altri da Tempelhof; in tutto, eravamo 8 o 10 aerei ». Questa è la prova dell’esodo dei nazisti in fuga.

Puttkamer

testimonianza 3. I piani di volo registrati. Sembra che abbiano caricato i bagagli in fretta 16 passeggeri e 5 membri dell’equipaggio. Il primo aereo fu riempito interamente con gli effetti personali del Fuhrer.

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Ora, da dimostrare rimane solo come raggiungere l’aeroporto dal bunker.

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