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stati d’animo…rossi

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Nel 1947, periodo del quale mi sono occupato molto spesso, il Pci «parallelo» mostrò la sua faccia violenta specialmente durante l’occupazione della prefettura di Milano. Non contento, la mostrò anche nei giorni successivi con i raduni e le sfilate indetti, in molte città italiane, per il I° Congresso nazionale della Resistenza. piazza-Comune-CrA Modena, presenti ventimila partigiani e duecentomila persone affluite da tutta l’Emilia rossa, furono decorati di medaglia d’oro Longo e Secchia. Lo fu perfino Togliatti che accettava senza entusiasmo questi rituali. Ma è più significativo il clima del 6 dicembre a Roma, dove si svolse la manifestazione conclusiva. Centomila partigiani irruppero nella città sorpresa e preoccupata. Nella notte precedente, gli arrivi alla stazione. Per alcuni quarti d’ora, non si è mai capito perché, qualcuno lasciò partire dei colpi d’arma da fuoco. Seguì una sparatoria infernale, per pchi secondi, ma infernale. Una cosa del tipo kermesse messicana, come nei film di Pancho Villa o Che Guevara, dove tutto si accende all’incanto senza una ragione e si spegne allo stesso modo. Raffiche si sten, colpi di pistola e scoppi di bombe a mano… Roma si paralizzò. Molta gente applaudì. Non si vide né polizia né soldati. follaRomaLa mattina del 6 alle 11 circa, nel discorso ufficiale, Longo raccomandò la calma: delusione generale. Un gelo attraversò gli animi e le intenzioni di tutti che erano ben diverse. Da parte di tutti c’era il proposito di spaccare il mondo ed fino ad un certo punto visse la sensazione che si stava per concludere qualcosa di grosso. Poi, all’improvviso, la tensione cadde. Si avvertì un senso di scoramento generale. Le armi erano rimaste sotto il giubbotto, l’atteso annuncio di inizio rivoluzione armata non era arrivato e ogni tanto si poteva intravedere con facilità spuntare da sotto l’abito qualche manico di rivoltella. Forse centinaia di migliaia erano le pistole custodite da ex-partigiani e duri del Pci per l’ora X; moltissime le mitragliatrici, le bombe a mano, non pochi bazooka. L’ambasciatore degli USA a Roma, Dunn, scrisse in un rapporto che il Pci poteva contare su 50.000 uomini addestrati ed equipaggiati con armi legger e medie. Togliatti finse sempre di ignorare questo inquietante e segreto (neanche tanto…) volto del suo partito. Se ne compiaceva invece Pietro Secchia, potente e irruente capo dell’organizzazione. Colui che sapeva incoraggiare o coprire sottobanco le azioni dei facinorosi sanguinari, lasciando ai vari Togliatti, Amendola e Boldrini, il compito di deplorarli ufficialmente.pci_tes_47 Il partito, in quel momento, era numericamente imponente – quasi 2.300.000 iscritti e a questa massa Secchia ripetè spesso: « possiamo ancora prendere l’offensiva, vi sono le forze per farlo e se il nemico (notare la parola nemico e non “opposizione” come si dice oggi, ndr) cercasse di sbarrarci la strada con la violenza, noi disponiamo di un potenziale di forza tale che saremmo in grado di spezzare ogni violenza e di portare i lavoratori italiani al successo decisivo e finale!».

L’agognata “soluzione finale” dei fasci rossi.

 sfilatapartigiana

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