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germans on drug 2

seconda parte

I centri medici germanici cominciarono ad accogliere i primi pazienti affetti da dipendenza, associata a difficoltà accentuata di recupero, dapprima con casi di civili, poi di colpo si manifestarono quelli dei soldati e la notizia arrivò sul tavolo di Leonardo Conti, segretario di Stato alla Sanità del Terzo Reich, chi impose subito un checkUp medico ed una prescrizione medica per limitarne l’uso smodato. Conti aveva l’intendimento di impedire il diffondersi della dipendenza tra i civili e tra i soldati, ma a quel punto, anche se sui secondi sapeva di aver poca giurisdizione, il fenomeno era già in completa ed incontrollata escalation.
Come prevedibile, Conti non venne preso sul serio ed il consumo di Pervitin continuò a crescere a dismisura.
I genitori inviavano a figli in guerra il farmaco quando l’esercito ne era a corto, anche a costo di rivolgersi al mercato nero. Ma i timori di Leonardo Conti si verificarono molto prima di quanto potesse aspettarsi e anche la Panzerschokolade diventò il simbolo di un incubo per moltissimi.
Allora si stabilirono delle regole per controllarne la distribuzione. Il Pervitin stava mostrando il suo vero volto: abbassava l’appetito e riduceva la sete e colui che ne faceva un uso smodato perdeva tutti i fabbisogni naturali. Per vivere occorre bere, mangiare, evacuare e dormire. Invece i soldati cominciavano a perdere la concentrazione, non volevano più mangiare e se sopraggiungeva una crisi di astinenza cadevano in una crisi profonda fatta di turbe d’ansia, forme di epilessia, allucinazioni e soprattutto, incapacità di portare a termine i propri compiti. Quest’ultimo aspetto era forse il più problematico, per il Comando.


Dopo un solo anno di distribuzione il Pervitin era arrivato ai livelli più alti del Reich sopraffacendo anche gli stessi ideali nazisti.
Poi c’era un nuovo problema. L’uso della droga non si sposava con l’ideale della razza superiore germanica; dover ammettere che i soldati dovevano prendere un droga per vincere gli scontri armati era un’ammissione di debolezza. E ciò era inammissibile.

Hitler voleva far credere di essere un vegetariano, che non fumava e non beveva, ma diverse prove rivelarono che era una falsità. Presto iniziò una crociata contro il Pervitin ma tutti gli alti funzionari del Reich ignorarono gli avvertimenti che stavano giungendo dal fronte medico; gli ufficiali della sanità inviarono nuovi rapporti alla Wehrmacht specificando gli effetti nefasti dell’uso del farmaco. Il Pervitin doveva essere allontanato dall’esercito, ma i rapporti vennero bellamente ignorati. Addirittura, il Reich inviò alla Temmler Werke l’ordine di intensificare la produzione di Pervitin per le Forze Armate. Si arrivò al punto che la domanda del mercato era troppo alta e alla fine furono cinque le aziende impegnate alla produzione di milioni e milioni di pillole.

All’inizio del 1940 la Temmler scrisse alla Wehrmacht che su richiesta la produzione di Pervitin sarebbe potuta aumentare ancora e il vertice del Reich rispose che aveva deciso di non tener conto degli avvertimenti della Sanità dato che le priorità miltari di quel momento erano altre.
La Wehrmacht acquistò 35 milioni di confezioni di Pervitin, utili per l’invasione della Francia. Dovevano attraversare la Mosa in una settimana ed il farmaco era assolutamente necessario.

La divisione Panzer di Kleist, quella che ridicolizzò i carri francesi e spezzò l’esercito in due, provocandone la disfatta, fece 200mila prigionieri al giorno e con la sua velocità non si può dire che abbia vinto grazie al Pervitin, ma che sicuramente diede una grossa mano, lasciando anche tracce evidenti anche tra gli ufficiali più vicini ad Hitler. Per esempio, le armate di von Mainstein e Rommel ebbero sicuramente dei piani dove tutto è stato brillantemente studiato ed eseguito ma anche dove la sorpresa e la velocità era una parte integrante e decisiva e dove il farmaco contribuì in modo preponderante.


Si dice che a Parigi i soldati tedeschi pagassero le prostitute con il Pervitin, che era molto richiesto e con quello riuscivano a stare sveglie tutta la notte.
Si dice anche che subito dopo l’invasione della Francia siano stati effettuati nuovi studi sulle conseguenze dell’uso del Pervitin. Un documento ritrovato negli archivi della Temmler rivela che gli esperimenti della Wehrmacht sui soldati dovevano rimanere assolutamente segreti. Studi finanziati dallo Stato sui pericoli derivati dal Pervitin confermarono subito probabili problemi per i civili tedeschi, ma per quanto riguardava i soldati tutto doveva rispettare il segreto militare. Nulla poteva essere pubblicato.

Ma le case di cura erano piene di pazienti assuefatti dal farmaco. Migliaia di piloti della Luftwaffe, che con 2 pillole riuscirono a stare svegli 30 ore, al ritorno erano spappolati dalla spossatezza fisica e indisponibili per due giorni almeno. Così per i normali soldati di fanteria.

I piloti della Luftwaffe, alimentati per giorni, con pillole ed alcool, cominciarono quasi di colpo ad acquistare coloriti cerulei (per la permanenza in alta quota) ed ad assumere comportamenti depressi, alternati ad altri estremamente aggressivi, dove i medici non sapevano che fare. Alcuni dissero di aver sofferto di allucinazioni prolungate e molto realistiche. La Wehrmacht stava creando una specie di zombie drogati di Pervitin. Quelli che avevavano preso il Pervitin ininterrottamente per mesi soffrivano ora di eruzioni cutanee sul viso, eccessiva sudorazione, disturbi circolatori e carie nei denti, ma le vittime erano però lasciate da sole. La Wehrmacht non si preoccupò affatto dei problemi conseguenti all’assunzione fintanto che i soldati adempivano ai loro doveri; voleva soldati forti, anche al prezzo di farne morire una parte lungo la strada. I primi decessi per il Pervitin furono nascosti dietro altre cause; ma poi cominciarono a vedersi i rapporti di episodi psicotici, crolli completi, comportamento aggressivo od irrazionale, che avevano conseguentemente causato il decesso.

Ma nonostante questo la produzione della Temmler Werke continuò imperterrita; ancor prima del conflitto l’azienda era stata già classificata come – Azienda di Guerra importante – e tutti i prodotti immessi sul mercato erano protetti dal segreto militare. Dal 1938.
Nel 1942 Leonardo Conti riuscì ad inserirlo nella lista degli oppiacei proibiti nel Terzo Reich, temendo che la popolazione tedesca diventasse a poco a poco incontrollabile. Il Pervitin quindi divenne illegale; venduto al mercato nero e riconosciuto come elemento di devianza sociale che causava problemi di ordine pubblico, sparì improvvisamente da tutte le farmacie. Ma il peggio ormai era stato fatto. I soldati furono costretti ad acquistare il prodotto in Francia dove era ancora un farmaco da banco.

Il Pervitin venne assicurato nella dotazione base dei soldati della campagna del Fronte Orientale, sin dal 1941.
I russi ricordano ancora che i tedeschi del 56° battaglione corazzato che avanzarono su Dunaburg coprirono una distanza di 240 Km in 48 ore. Oggi può far sorridere. Già, oggi. Ma nel 1941, con carri che potevano marciare a 30 km/h, con tutto quello che doveva servire ad un esercito, era una cosa da urlo. Quindi, senza mai dormire e al massimo dell’intensità. Ma il Fronte Orientale ben presto si mostrò ben più letale del Pervitin: i soldati, incapaci a quel punto di percepire il pericolo del freddo, del nemico e a corto di ogni genere di rifornimenti, diventarono facili bersagli da colpire, decretando di conseguenza il crollo dell’operazione Barbarossa.

Nel 1944, probabilmente a causa del momento militare in caduta libera e dopo aver riconosciuto che il Pervitin era responsabile dello stato pietoso in cui versavano i suoi soldati l’Alto Comando tedesco si mise nell’ordine di idee di cercare nuovi farmaci in grado di consentire l’invincibilità, ma di qualità migliore.
Questa fu la ragione per la quale iniziò una serie di nuovi progetti di ricerca: dal D1 al progetto D10.
Il progetto segreto Doses consisteva in una serie di preparazioni basate sulla molecola del Pervitin, tutte testate sulla pelle di alcuni soldati-cavia. La nona, la D-9 fu considerata la più efficace ed era composta da 3 sostanze principali: l’ossicodone, la cocaina e Pervitin (ora a marchio Desoxyn). Questo farmaco, prodotto nei laboratori della KriegsMarine di Kiel fu testato sui marinai della K-verband, un’unità navale tedesca da guerra che gestiva la serie di sottomarini tascabili esplosivi ad in pilota singolo o a due. Questa iniziativa rappresentava l’ultimo desiderio di aumentare il potere combattivo dei rimanenti soldati nella Wehrmacht e riprendere l’offensiva contro la Royal Navy. Un migliaio di pillole di nuova concezione furono confezionate per essere testate esclusivamente su questi marinai. Il D-9 consentiva di rimanere svegli e vigili per 4 giorni a bordo dei Seehund (sottomarini tascabili), ma in quel momento era solo un esperimento perchè il corretto dosaggio doveva essere ancora trovato. Di sicuro, si conosce il destino atroce di quei 285 mini-sottomarini approntati, tutti mai rientrati alle loro basi. Episodi assolutamente associabili ai kamikaze giapponesi.

La Germania stava per capitolare, ma c’erano ancora moltissimi soldati pronti a sacrificarsi per la Germania e che speravano di vincere la guerra e un’ordine venne diramato dai vertici del Terzo Reich: – i membri delle Forze Armate non avrebbero più fatto da cavie, ora sarebbero stati usati i prigionieri dei campi di concentramento -. I risultati di quei test furono ritrovati nel momento della liberazione di quei campi (foto) e si sa effettivamente poco sull’applicazione effettiva del nuovo prodotto; vero è che si sa che pillole sperimentali siano state date a persone che nei giorni di fine aprile 1945 stavano cercando di fuggire a piedi dai disastri della capitolazione e dagli eccidi.

Fino al 1946, le case di cura (o sanatori) dell’esercito hanno tentato di curare soldati affetti da patologie derivate dall’assunzione di droghe, facendo ben poco perchè ben poco si poteva fare, davvero.
Nel 1947, case di cura delle SS furono evacuate e smantellate dagli Alleati e molti registri furono distrutti o nascosti per cancellare tracce del passato nazista. Molti ufficiali medici modificarono il loro cognome per non essere riconosciuti dagli inquisitori incaricati della denazification.
Così ai bassi livelli e altrettanto alle alte sfere del nazismo, dove i dottori non poterono nascondersi per via dei loro incarichi, ma in tutti i casi nessuno fu poi perseguito.
Hitler, sul quale ho scritto forse più di molti, nella sua carica di cancelliere ha avuto prestazioni a fasi alterne dai dottori: E. Brinkmann, A. Nissle, Karl Weber, Walter Loehlein, Erwin Giesling e Teo Morell.


Quest’ultimo ha goduto (è il caso di sottolinearlo) delle attenzioni del Fuhrer fino a che è rimasto in Germania, nel 1945. Per maggiori info, invito a visitare gli articoli a lui dedicati.
In base ad interogazioni effettuate dagli Alleati dopo la capitolazione è risultato che nel 1944, all’età di 56 anni, era in buona salute (contrariamente a quanto ho trovato scritto in molti autori, pesava circa 74 Kg e di altezza 1,76 cm.
La cosa più particolare di questa epopea è che nel maggio del 1945, poco dopo la capitolazione del Reich, al Pervitin fu tolto lo status di farmaco pericoloso, imposto da Leonardo Conti e tornò nelle farmacie libero da prescrizioni mediche e resterà tale per altri 25 anni, prima di essere classificato come stupefacente.
Ora è noto che la Temmler Werke produsse oltre 740 milioni di dosi durante la seconda guerra mondiale e oggi è ancora prodotto nella Repubblica ceca. Dal 1939 il suo prezzo è aumentato circa 250 volte ed è in vendita in diverse nazioni d’Europa, invadendo anche molti circoli americani, ma chi lo assume ancora oggi non conosce i fantasmi del suo passato.

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germans on drug

prima parte

Alla fine del 1937 non si pensava affatto all’uso militare di qualche sostanza stupefacente, perchè il prodotto della Temmler Werke era destinato solo ai civili ed era considerato un veicolo facile per andare a soldi, a gran soldi. Un business sicuro, frutto di una ricerca durata 10 anni su di una molecola, senza troppi successi, di metanfetamina, che ebbe una svolta dopo averne acquistato il brevetto dai giapponesi.
Lo scopo, come ho già scritto, era quello di migliorare la vita dei tedeschi. Poca spesa, molta resa. La sua immissione nel mercato, in grado di regalare tanta fiducia in se stessi, al tempo non era soggetta a particolari controlli e se fossero sorte complicazioni di qualsiasi natura si sarebbe potuto correre ai ripari in un secondo tempo.
Nel 1938 iniziò la vendita nelle farmacie di tutta la Germania. Era una soluzione pratica, molto economica, facilmente reperibile, che consentiva di dimenticare la fatica e la depressione senza il bisogno di prescrizione medica.


Hitler, a quel punto, era al potere già da cinque anni e aveva preso il controllo della Wehrmacht, la società tedesca era sotto pressione; chi perdeva tempo nei luoghi di lavoro era subito segnalato ed arrestato dalla Gestapo, agli ordini di Himmler. Capi squadre e operai lavoravano duramente dalle 12 alle 15 ore al giorno, 6 giorni alla settimana, perchè l’industria bellica doveva costruire il suo arsenale senza soste ed il Pervitin, sostenuto da una grandissima campagna di marketing, si presentava come una soluzione efficace per far fronte alle fatiche giornaliere.
La Temmler Werke, conosciuta per essere un’azienda all’avanguardia che già dagli anni 20 e 30 si era proposta sul mercato con promozioni in stile americano, si era servita dei migliori editor e grafici pubblicitari, dei migliori veicoli di distribuzione ed in pochi mesi spinse la commercializzazione con una campagna molto efficace diventando immediatamente molto popolare tra la popolazione tedesca.
Nulla di strano.


Il farmaco divenne subito un best-seller e, addirittura, un pasticcere di Berlino (la cioccolateria Hildebrand) pensò di confezionare dei cioccolatini ripeni di un estratto di Pervitin, per migliorare l’umore. La quantità di metanfetamina in questi cioccolatini era di 18 mg, l’equivalente di… 6 pillole!
Una quantità notevole!
In Germania si ricorda che le donne organizzassero pomeriggi con le amiche per gustare queste prelibatezze che regalavano felicità ed euforia. Per quasi due anni nessuno si accorse di problemi di qualsiasi genere derivati dall’uso quotidiano. Incredibile, ma vero.
Ma già nel 1939, il direttore dell’Istituto di fisiologia – Otto Friedrich Ranke – si accorse subito di avere per le mani un prodotto stimolante di assoluta efficacia che sembrava stimolare la concentrazione e aumentare le prestazioni complessive. Gli era giunta voce che i ragazzi usassero il Pervitin per studiare meglio e senza apparenti controindicazioni. Ranke lesse tutti i rapporti disponibili sul farmaco e si convinse. Per l’esercito sarebbe stata una soluzione decisamente indovinata per consentire prestazioni più elevate alle truppe che stavano per entrare in guerra.
Anche Mussolini, il paziente “D”, – fu tenuto sotto stretta sorveglianza dai medici nazisti dopo aver assunto alcune pillole-test, proprio nel 1939.
In pochi giorni si organizzò un esperimento diretto sui soldati, per confrontare i suoi effetti con la caffeina ed altri stimolanti, chiedendo loro di rispondere a quesiti matematici per 36 ore di fila, senza dormire. Il risultato del test fu sorprendente: 4 pillole di Pervitin corrispondevano ad un intero sacco di caffè!
Nel frattempo, la vendita del Pervitin stava raggiungendo punte ineguagliate e la Temmler Werke iniziò ad esportarlo in Francia.
Così, nell’agosto del 1939, il prodotto arrivò in un paese sul punto di dichiarare guerra alla Germania: Parigi avrebbe preso le armi se Hitler avesse invaso la Polonia.

Contemporaneamente, all’ufficio di Ranke pervennero le prime avvisaglie di qualche problema collaterale derivato dalle pillole magiche, ma tempestivamente giunse un ordine dal Comando Supremo della Wehrmacht di ignorare ogni distrazione sociale perchè la Germania stava per iniziare la campagna di Polonia.
Ranke allora inviò un messaggio riservato ai comandanti di truppa invitandoli a presentare un rapporto dopo la somministrazione del prodotto farmaceutico; voleva che fosse dato solo a piccoli gruppi di soldati per visionarne gli effetti pratici. Dopo le prime giornate di invasione gli esiti dei rapporti furono entusiastici, tanto che la Wehrmacht fece pervenire alla Temmler un ordinativo tale che costrinse l’azienda a coinvolgere altre aziende consorelle alla produzione di pillole per far fronte ad un ordinativo così imponente.

Intanto il mondo rimase stupito dalla velocità dell’esercito tedesco e soprattutto dalla persistenza della forza d’urto.
Ma quello che impressionava di più era la capacità di picchiata dei piloti della Luftwaffe. Il cambiamento di quota repentino dei bombardieri Stuka, più volte ripetuto, appariva demoniaco.

In pochi giorni di scontri non furono più pochi soldati ad impasticcarsi, ma ora interi battaglioni di carri armati erano disposti ad assumere il prodotto sistematicamente, tantopiù che i Comandi lo consideravano solo un farmaco “di supporto”, direi… “di aiuto”. Alle schiaccianti vittorie ora si aggiungevano la soddisfazione per questa nuova sostanza insperata e, visibilmente, senza controindicazioni.

Ma in realtà Otto Ranke teneva monitorate le condizioni dei soldati che sembravano dover assumere continuamente il farmaco perchè gli effetti postumi erano disastrosi. Non solo per la conseguente dipendenza che andava a generarsi, ma per la stanchezza debilitante che si manifestava una volta finito l’effetto. Ma da par suo, l’esercito non sembrava preoccuparsene. Abbagliato dai successi e dal continuo giungere sempre di nuovi ordini di conquista; “ma no! adesso si riprendono… e poi non c’è tempo! e il Fuhrer pretende…“, il Comando Supremo non poteva discutere gli ordini, tantomeno i tempi e tantomeno ancora, il Fuhrer stesso.
La Panzerschokolade sembrava rendere invincibili. A larghissima distribuzione, pareva essere la soluzione di tutti i problemi militari del momento.
In breve diventò per i soldati una sostanza “rilassante”.

 

fine prima parte


Wehrmacht & drugs

Nel maggio del 1940, nell’avanzata in Francia, i soldati della Wehrmacht riuscivano a percorrere 160 Km al giorno senza soste o riposo alcuno; i ricercatori più esperti oggi affermano che era impossibile raggiungere la destinazione in soli 3 giorni a bordo di quei carri armati e con quelle macchine a disposizione, a quel tempo. Gli autisti guidavano per giorni e giorni senza mai dormire. Arrivare a Sedan, attraversando la Mosa, in soli 4 giorni è stato sovrumano. E l’incredibile performance dell’esercito tedesco non era limitata alle sole forze di terra; sopra Dunkerque, gli aerei mitragliarono le forze britanniche per giorni. ininterrottamente. con gli Stuka. Non ci fu attimo di tregua.
Quello che stupiva gli osservatori Alleati era il fatto che i piloti fossero in grado di non perdere conoscenza durante l’accelerazione di gravità, cioè durante le picchiate. Sembrava che il Fuhrer fosse stato in grado di forgiare un’armata invincibile, in grado di fare l’impossibile.
Il 28 giugno 1940, Hitler stava già passeggiando sotto la Torre Eiffel.
Nel 1940, in Germania la ricerca nel settore farmacologico aveva raggiunto livelli molto avanzati: normalmente erano disponibili sostanze per restare svegli invece di dormire, c’erano droghe che facevano rilassare, tanto al punto di svelare verità nascoste (la scopolamina).
Con la chimica si potevano cambiare le persone. Avere il controllo della chimica significava consentire alle truppe di fare cose che normalmente non avrebbero potuto fare. Sostanze in grado di consentire cose sovraumane.
Nel settembre del 1940 girava la voce che i tedeschi stessero importando 50 tonnellate di surreni di manzo dall’Argentina, in un sottomarino, per convertirli in una super-droga.
Nel corso della Battaglia di Inghilterra venne catturato un pilota della Luftwaffe assieme al suo kit di sopravvivenza: c’era un preparato chiamato Eukodal, poi la novocaina (un sedativo), il mercurio (per disinfettare) e una sostanza che gli Alleati non conoscevano; pastiglie avvolte in stagnola dorata: era il Pervitin.

Nel 1938, l’industria farmaceutica Temmler, con sede a Berlino, acquistò dal Giappone il nuovo composto e, nonostante non fosse ancora stato testato, decise di lanciarlo sul mercato di massa spacciandolo come un “tirami su“. In quel momento erano normali farmaci da banco, senza bisogno di prescrizione medica, per non sentirsi depressi; quando si era stanchi o svogliati. Questo risvegliò subito l’attenzione dell’esercito.
Il Pervitin, in realtà, venne sviluppato dallo scienziato Fritz Hauschild, che era rimasto strabiliato dagli effetti delle benzedrine sugli atleti americani nelle gare alle Olimpiadi di Berlino del 1936.
Appena brevettato dagli stabilimenti Temmler, divenne in breve tempo di moda nella Germania nazista, la nazione che febbrilmente inseguiva il sogno di conquistare il mondo, perché bastava ingurgitarne alcune pasticche per rimanere svegli ed euforici per ore e ore.
Il capo dei medici del Reich, Otto Ranke, lo considerava «un farmaco militarmente prezioso!», poiché consentiva ai soldati di tirare avanti per oltre due giorni senza provare stanchezza e sonno e aveva effetti anche sul sistema inibitorio.
E così quando la Germania invase la Polonia, fu lo stesso quartier generale della Wehrmacht a distribuirne dosi massicce ai soldati tedeschi, assieme al rancio quotidiano.
In breve,  in Germania si arrivò a produrre, tramite più aziende, 833 mila compresse ogni giorno e nel 1944, quando le sorti della guerra erano ormai segnate, la Wehrmacht ne ordinò quattro milioni di confezioni.
Otto Ranke provò il prodotto su due giovani reclute lasciandole senza dormire per tre giorni annotando risultati miracolosi, ma bypassando il fatto che al termine dei tre giorni, terminato l’effetto del Pervitin, i giovani erano talmente distrutti che erano costretti a dormire quasi due giorni di fila. Questo era il prezzo da pagare.
Ma il bisogno bellico do prestazioni imponeva l’assunzione di una pillola ogni 4 o 8 ore, fino a resistenza fisica.
Ma a quel punto, saranno 35 i milioni di pastiglie assunte dalla Wehrmacht e dopo 2 anni di uso smodato apparirono enormi i problemi determinati dalla dipendenza dal farmaco. Più del 10% dei pazienti internati era affetto da abuso del prodotto e il problema arrivò al ministro della salute, Leonardo Conti, conosciuto come il sadico svizzero, che sovraintendeva un programma di eugenetica razziale, classificò la dipendenza da stupefacenti come una disabilità che prevedeva l’eliminazione degli individui affetti dalla patologia.
Gli internati per abuso finirono così nelle camere a gas, come le razze che precedentemente stavano perseguendo.

Il programma uccise anche molti medici tedeschi che per ragioni diverse facevano uso di morfina, perchè l’eugenetica di Hitler, al centro dell’ideologia nazista, era radicalmente contraria all’uso di droghe ed al loro impiego.
Ad un certo punto, al macchina da guerra tedesca stava per soccombere per la dipendenza dalla droga, con soldati che consumavano milioni di pasticche ogni settimana.
Nel giugno 1941, Conti pose un freno nel consumo del Pervitin emanando una legge che imponeva l’acquisto solo da civili e tramite prescrizione.
File segreti rivelano che però i soldati tedeschi erano ormai dipendenti e niente poteva impedire loro di trovare una dose. Il Pervitin era diventato ormai fondamentale per la Wehrmacht, tanto da non poterlo più proibire, ignorando la legge del Ministero della Salute. La sola Temmler arrivò a produrre fino a 600mila pasticche al giorno.

 

Anche gli Alleati si prodigarono nello sviluppo di droghe e la benzedrina sembrò la sostanza migliore perchè combatteva meglio gli stati d’ansia. I soldati si sentivano più coraggiosi e più determinati.
Nel 1942, in Nordafrica, venne fornito alle truppe per contrastare le armate di Rommel che imperversavano in ogni fronte. Si pensava che le benzedrine fossero la risposta alle truppe drogate tedesche.
In questo modo le truppe corazzate di Montgomery si trovarono coraggiose a tal punto da spingersi avanti sino al suicidio totale dell’unità. Però in quel modo gli inglesi si sentirono pronti a competere con i tedeschi.

Persino nella battaglia di Berlino del 1945 la droga venne somministrata ai ragazzi delle batterie contraeree.

Nel 1944, in mare i tedeschi erano ancora molto forti e perciò venne varata una nuova arma: un particolare sottomarino tascabile, a due posti, dove occorreva essere sempre vigili, attenti ma molto resistenti. Gli occupanti dovevano sottoporsi ad un rumore infernale per ore ed ore, in uno spazio estremamente angusto, senza dormire mai e per questo venne fornito un nuovo cocktail stupefacente. Per selezionarne gli ingredienti usarono i risultati dei test effettuati sui prigionieri del campo di Sachcsenhausen; cocaina e metanfetamina come eccitanti e aggiungono morfina sedativa per combattere la claustrofobia dell’abitacolo. Battezzarono il nuovo prodotto come D-9 che risultò così disastroso che i sottomarini tascabili non riemersero mai per raccontarne gli effetti subiti. Secondo i tedeschi, nessuno sopravvisse a questo tipo di operazioni.

Dopo la guerra, i soldati affetti da dipendenze si sono rifugiarono nel mercato nero per trovare il Pervitin; la Temmler poi fornì la sostanza sia all’esercito della Germania Est, sia a quello della Germania Ovest.
In definitiva, la storia del conflitto combattuto con le anfetamine ha lasciato posto solo ad un’epopea di dipendenza, di paranoia e di psicosi, con un’atrocità di disastri in tutti i campi di battaglia.
Le metanfetamine hanno provocato solo brutalità.


doktor Morell: die Reichspritzenmeister. 2a parte

Sicuramente uno dei pregi maggiori del dottor Morell è stato quello di tenere segreta la salute di Hitler durante il suo incarico accanto al Fuhrer.
Per tutto il tempo. Il secondo è rappresentato dall’aver consentito al suo paziente di avere le energie e la grinta per condurre la Germania attraverso la guerra. Ad ogni costo.
Poco dopo la fine del conflitto, nel 1945, il dott. Giesing, americano, uno specialista che un anno prima aveva curato Hitler con cocaina per problemi di otite e sinusite, fornì prove agli inquisitori sul reale stato di salute, sull’operato del suo medico ufficiale e l’attrazione per certi medicinali o presunti tali, del dittatore. – Non si può descrivere Hitler come un comune tossico-dipendente – diceva – ma la sua costituzione neuropatica gli rendeva particolarmente piacevole l’uso di certe sostanze -. A parte il fatto che comunque nessuno ha avuto mai il modo di vedere il Fuhrer assumere quelle sostanze, è vero però che molti presenti hanno potuto notare i problemi dovuti all’astinenza e gli improvvisi cambiamenti d’umore e di comportamento dopo la riassunzione delle normali suggerite da Morell. Naturalmente, gli oppiacei e la codeina danno assuefazione, se poi a questi si aggiunge la cocaina (in dosi prolungate e ripetute) gli effetti sono facilmente prevedibili.    Impossibile non notarli.
E poi, sedativi per l’insonnia ed eccitanti per essere efficienti durante la giornata scuotono ripetutamente il fisico, fino a sfinirlo.
Se si mette in campo che dal 1936, l’anno di Norimberga, le droghe, le metanfetamine entrano in scena in Germania in modo preponderante, grazie soprattutto alla pubblicità, diventa chiaro come l’assumere stupefacenti sia diventato un fatto di costume.

E’ facile oggi criticare questi aspetti, specilamente se sono vizi di un altro popolo, ma in questo modo, allo stesso modo, è facile criticare l’uso di ecstasy, di LSD, degli anni 60, per non parlare del fumo e dell’alcool.
Ogni epoca ha avuto le sue debolezze. Ma ho sempre avuto l’impressione che nel caso dei tedeschi l’onere attribuito loro sia sempre più pesante.
Io, personalmente, ricordo che negli anni 70 mia madre, che soffriva di lancinanti mal di testa, quando doveva fare i lavori di pulizia in casa prendeva un Optalidon ed improvvisamente ogni problema sembrava sparire. Mia madre sembrava un’altra. Pronta a sollevare casse intrasportabili ed instancabile. Un aiutino? Direi proprio di sì.
Medicine vendute contro la stanchezza!    Chi può dire di no?
Una persona come Hitler, che aveva sempre mostrato un particolare interesse per le novità mediche, poteva forse sottrarsi?

Nel 1938 il Re d’Italia riferì al suo Ministro degli Esteri che ad Hitler venivano iniettati narcotici ed eccitanti, nel 1939 apparirono ulteriori prove del libero accesso da parte di Morell alle droghe per l’uso sul suo paziente.
Ho raccontato, in un altro articolo simile, episodi di riprese assolutamente sorprendenti dopo l’uso di VitaMultin sotto forma di pillole ed iniezioni. Una delle sue segretarie confessò di aver notato il Fuhrer depresso, con aria da sconfitto e dopo l’iniezione tornato con un’energia inaspettata, con profonda gratitudine per Morell: “Morell, sei un saggio! mi hai salvato ancora!” – “Questa volta forse non avrei potuto superare la notte!
Ma tu mi hai curato ancora!
“.
Morell rivelò soltanto che il VitaMultin era un semplice composto di vitamine che consegnava in un misterioso involucro dorato.
Nel 1943 una segretaria fu convinta a consegnare una di quelle pillole ad un ufficiale SS per farle analizzare. Il risultato fu uno shock: scritto in un rapporto di Gunther Shenck risultava che il preparato era principalamente a base di Pervitin, la metanfetamina.
Ma all’ufficiale SS fu ordinato di lasciar perdere tutto e non creare inutili polveroni.

Nel 1941 viene annotata l’aggiunta di Glyconorm per combattere la depressione e risollevare l’umore del Fuhrer.
Ma si ritiene che nel 1942 la somministrazione di questi preparati sia aumentata considerevolmente e ciò abbia influenzato le decisioni militari, specialmente sul Fronte Orientale, fino a creare un vero e proprio stato di dipendenza incontrollato che originava il suo falso giudizio e la capacità di interpretare la realtà in modo molto distorto.
In tutti i modi, il continuo abuso di stupefacenti provocavano ad Hitler un fortissimo stress che quando aumentò a dismisura, dopo la disfatta di Stalingrado, fecero dell’uomo quasi un automa nelle mani di Morell, completamente schiavo dei ritmi delle iniezioni.
La sclerosi coronarica, rilevata a battaglia conclusa, portò il medico a discutere con Hitler per la prima volta delle sue condizioni; il Fuhrer non si mostrò preoccupato per la sua eventuale morte, ma Morell sospese il VitaMultin-Calcio ed il composto assunse una composizione ancora più misteriosa. Il 14 marzo 1944, all’Obersalzberg rivelò di aver dato al “paziente A”, una dose di VitaMultin-Forte, annotando nei suoi diari: “sembra rinato!“. Scrisse di aver aumentato la dose da 2cc a 4cc per costatarne gli effetti e, nel caso di portarle a 6cc, se necessario.
Anche se Theodor Morell, come ho scritto, non era interessato alla politica, era comunque a contatto privato col dittatore per tutta la giornata. Dal 1943, addirittura era col Fuhrer più di Bormann.


Le immagini ritrovate dopo la guerra del Fuhrer sconcertarono i ricercatori nel vederlo così devastato dallo stress e dalle terapie estreme di Morell. Da 3 anni, nel 1944 soffriva di tremori alle braccia ed alle gambe; sembra che in certi momenti non si reggesse in piedi.
Nel 1945 è stato visto debole, trascinare il passo, fisicamente a pezzi, curvo e fragile. Ma i tedeschi sono, come sempre, tenuti all’oscuro sulla sua salute; il paragone con l’uomo carismatico, pieno di energia, che aveva terrorizzato il mondo, non reggeva più il confronto.
Tutti i sintomi conducono ad una possibile diagnosi: il morbo di Parkinson, il disturbo cerebrale cronico devastante per corpo e mente.
Tremori alla mano sinistra. Il “paziente A accusa forti tremori alle gambe. 9maggio1945. male alla testa, nella parte sinistra“.
Secondo esperti, il dittatore soffriva del morbo già dal 1934, evidenziato dal fatto che sempre più spesso aveva difficoltà nell’esprimere concetti e reazioni, problematica espressa in momenti chiave come lo sbarco in Normandia, la confusione nell’impartire ordini durante l’offensiva delle Ardenne ed, in particolare, la lentezza e la rigidità nell’impostare una reazione agli eventi, sono comuni ai soggetti affetti da questa patologia. Ma Morell nel 1944 non diagnostica ancora la malattia come morbo di Parkinson, il 2 aprile 1945 scrive: “marcato tremore alla mano sinistra” e 15gg dopo gli somministra Hambour-680 per il Parkinson a quei tempi.
secondo altri è possibile che Hitler abbia ingerito un prodotto tossico che può aver danneggiato irreparabilmente i neuroni responsabili del Parkinson.

All’inizio del 1945 fu accusato da Brandt di avvelenare Hitler, ma non col Pervitin, bensì con altre pillole innocue che prende per la flatulenza, come quelle del dottor Koester – con mezzo grammo di stricnina e mezzo grammo di Belladonna – abbastanza per essere considerate tossiche. Qualcuno era convinto che Morell volesse uccidere Hitler, forse che potesse essere una spia degli Alleati e una cordata di persone andò da Hitler con queste accuse ma il Fuhrer li licenziò tutti e si tenne Morell. Amico e salvatore in tanti anni.
Morell però era da tempo legato al Fuhrer anche da un altro filo: curava il suo fotografo Hoffmann per la gonorrea, molti suoi amici intimi da problemi venerei e soprattutto era a conoscenza di segreti inconfessabili di tutti che era quasi impossibile allontanarlo senza danni collaterali. Forse Hitler era affetto anche da sifilide? Di questo problema è ossessionato. Ne aveva scritto a lungo (13 o 14 pagine) anche sul MeinKampf, che era una grande minaccia alla purezza razziale germanica: una malattia ebrea! Si diceva che in gioventù poteva essere stato infettato da una giovane prostituta; si disse anche che Himmler, detentore di un dossier segreto sul Fuhrer, sapesse che Hitler era all’ultimo stadio della sifilide che lo stava conducendo alla paralisi. L’aritmia del cuore confermerebbe l’ipotesi e a quel tempo era la causa più comune per quel tipo di patologie.
Fu il momento del Septoid in 10cc e dopo un elettrocardiogramma si notò una polarizzazione eccessiva che andava trattata.

Il 21 aprile 1945, su richiesta di Eva Braun – convinta della possibilità che Morell voglia avvelenare Hitler – il medico viene licenziato e lascia Berlino ritornando alle montagne bavaresi vicino all’Obersalzberg.
Morirà tre anni dopo, nel 1948, dopo essere stato arrestato e rilasciato dagli americani.


doktor Morell: therapie B

Morell-in-labDal 1944 il totale dei farmaci per sostenere il Fuhrer è talmente eccessivo anche per gli standard di Morell che sospetta che ci sia qualcosa di fondo che non vada nel suo paziente e gli impone dei nuovi controlli al cuore. Gli esami evidenziano che le arterie sono intasate; oggi la malattia si chiama “malattia coronarica” e lo stress è riconosciuto come un pesante acceleratore della patologia evidenziata.
HitH-risveglio2ler infatti, dal 1943 era sistematicamente sempre stanco e sfibrato, con frequenti stati di sconforto ed ansia; il cameriere personale e diversi altri testimoni lo hanno visto diventare anziano da un giorno all’altro.
In quel momento Hitler è convinto di stare per morire.
CoraminaNel 1944 la situazione fisica del dittatore è in rapido declino; il suo cuore sta cedendo e, per tenerlo in qualche modo in vita, somministra al Fuhrer due stimolanti artificiali: Coramina e Cardiazol. Due farmaci molto potenti che funzionano come eccitanti.

 

CardiazolPer contrastrare gli effetti di questi prodotti Morell somministra un mix devastante di sedativi, fino al punto massimo del 1944
dove vengono somministrati tranquillanti e stimolanti, a seconda delle occasioni e degli impegni politico-militari del momento.

 

Mix di medicinali assunti dal Fuhrer.

Eucodal     Testoviron     Mutaflor.suite     Pervitin
Cardiazol     Coramina     Dolatin     Eupaverin-compresse

Strophanthil     Sympatol     Optalidon-pasticche     Optalind-supp

Leopillen

Dal febbraio ’44, la routine del Fuhrer diventa tremendamente insolita e per avere sempre la disponibilità del suo dottore Hitler fa costruire gli alloggi di Morell attigui al Berghoff.
rifugio-del-BerghoffQuesti locali, accessibili solo fino al 1958, hanno rivelato la quantità impressionante di medicinali e di pozioni misteriose abbandonate per terra, come lasciate improvvisamente dopo una fuga.
Il 6 giugno del 44, giorno del D-Day è nel bel mezzo di una vacanza estiva al Berghoff dove si concedeva sonni fino a tardi; come in quel giorno, giorno del quale il diario di Morell non fa alcun cenno particolare.
Dopo ogni risveglio Hitler era solito ingurgitare un intruglio di “riattivatori” perchè sembrava ridestarsi ogni volta da un lungo letargo.
Il 14 luglio del 44 Hitler e Morell lasciano il Berghoff: non vi faranno più ritorno.
foto-di-gruppoNel giro di meno di un anno molti della sua cerchia ristretta saranno morti.
E nell’ultimo periodo il Fuhrer sarà sempre più dipendente da Morell.
Esisteva però una nutrita schiera di detrattori del dottore che in una atmosfera piena di ansie e di tradimento, specialmente dopo l’episodio dell’attentato, lo accusava per avere somministrato un farmaco, per limitare la flatulenza del dittatore, contenente stricnina: che è un veleno per topi. Morell viene accusato di avvelenare il suo paziente! E colui imputato di aver tentato di avvelenare il Fuhrer era passibile di essere ammesso alla pena capitale.

H&Morell
Ma Hitler sostenne Morell e rimosse i suoi detrattori dal quartier generale.
Il 13 febbraio 1945 le condizioni di Hitler si erano ulteriormente aggravate:
c’era il problema allo stomaco, al cuore, con la pressione sanguigna; tutto quello che prima andava male adesso andava anche peggio.
Da un anno aveva giocato la sua ultima carta; una pozione misteriosa chiamata Vitamultin Forte e contiene una dose importante di Pervitin, la famosa metanfetamina. Nel 45 Hitler fa uso abituale di metanfetamine quasi ogni giorno. Nel bunker di Berlino fa 9 iniezioni di Vitamultin.VitaMultin-ForteMolti hanno sostenuto che provocasse effetti simili o associabili al morbo di Parkinson, ma l’effetto più grave provocato era quello della rigidità dei muscoli e una strana rigidità cognitiva.
Non riusciva più a passare rapidamente da un pensiero all’altro e ciò ha sicuramente influenzato la sua gestione della seconda guerra mondiale.
Stava peggiorando ancora. Si muoveva lentamente, la sua voce si indeboliva, era incapace di reagire al rapido mutamento degli eventi e Morell capì che nel Fuhrer si era creata una irreversibile dipendenza psicologica. A quel punto rifiuta il contatto con le altre persone, persino negando la realtà della guerra.
Il 21 aprile 1945 Morell venne congedato e sfruttando la sua posizione si imbarcòMorell45-in-aereo su uno degli ultimi aerei in partenza da Berlino.

Dopo la guerra verrà arrestato dalla polizia americana e rilasciato senza alcuna accusa. Muore nel 1948 in Germania per problemi di salute dovuti alla sua obesità.


doktor Morell: therapie A

Theodor Morell, se di lui per molti è rimasta l’idea di un ciarlatano o qualcosa di simile, a detta della moglie era comunque un ottimo amministratore dei suoi beni. Sin dall’inizio del suo rapporto con Hitler ha saputo approfittare della sua posizione per accaparrarsi ogni opportunità per ingrandirsi, pur restando sempre nell’ombra del Fuhrer ed allargare gli orizzonti delle sue attività più o meno misteriose.
Ricordo che con le prime occupazione in Russia il dottore riesce a mettere le mani su moltissime aziende farmaceutiche sovietiche che gli permettono di produrre, in quantità industriali, tutte quelle sostanze di cui si avvantaggerà anche il Fuhrer.
In questo modo riuscirà anche a sostenere una grossa fornitura per l’esercito che gli frutterà molti, molti soldi.
Nei progetti economici di Morell però c’è un difetto che definirei fatale: il suo impero farmaceutico dipende dalla vittoria in guerra del suo paziente e dalla fine del ’42 si comincia ad assaggiare la sconfitta.
Dopo i disastri militari in Africa ed in Russia, Hitler diventa cupo a livelli patologici e da questo punto in poi avrà un bisogno ancora maggiore di Morell. La moglie lo definirà un “assistente di vita”.
Il Fuhrer quasi sempre sembra depresso, sempre di malumore, insofferente per i frequenti cambi di personale ed estremamente svogliato persino nel muoversi. Dice che non vuole più sentir parlare del Fronte orientale perchè gli si rivolta lo stomaco.
Poi, ad un certo punto riappare il suo dottore ed improvvisamente Hitler riappare in pubblico più vitale ed indomito che mai.
In breve le cose cominciano a girare male. Ma spesso lui appare pubblicamente molto tonico. Ma è propaganda. Ed è tutto falso.

Alla fine del ’42 ormai si capiva sempre meglio che la guerra era perduta e si tentava in ogni modo di cambiare le cose.
Hitler era pesantemente sotto stress. E questa causa portò il suo fisico ad un rapido deterioramento senza una causa precisa.
Il dott. Morell osservava giorno per giorno il peggioramento fisico da vicino e lo ha descritto nel suo diario.
Il 6 luglio 1943 riporta: “il Fuhrer non ha dormito per via dell’ansia; ieri mattina è comiciato il più imponente contrattacco sul fronte orientale.
18 luglio: il Fuhrer ha chiesto di vedermi. E’ stato attanagliato da atroci  dolori di stomaco e non ha chiuso occhio.”
Morell decide allora di modificare la sua cura aggiungendo sostanze e farmaci più forti.
Eucodal

Il tutto inizia con un calmante per i crampi allo stomaco: l’Eucoldal.
Un prodotto a base di morfina. Proprio come l’eroina. Hitler lo usa per 24 volte.

 

pillole-Eucodal

 

Ma è uno solo dei 16 diversi farmaci che nel ’43 Morell utillizza per sostenere il sofferente Hitler.

 

TestovironUno dei più strani farmaci che Morell inietta ad Hitler è questo Testoviron, un estratto si sperma di toro per stimolare il testosterone e ne è sottoposto spesso, specialmente quando è in compagnia di Eva, al Berghoff.

Mutaflor.suite
Mentre uno dei più bizzarri è il Mutaflor, un probiotico per combattere la sindrome dell’intestino irritabile.

 

Di suo, la tendenza ad assumere droghe poco si sposa con la visione del mondo nazista: il sogno di una razza superiore, pura, è supportata dal culto del vigore fisico, ma la nazione invece si diletta con le droghe, in particolare, con i cristalli di metanfetamina.
PervitinAll’inizio della guerra, l’aiuto alle truppe del 1940 è dato dal Pervitin; una metanfetamina primitiva, usato da milioni di casalinghe e lavoratori di fabbrica. Si usa questo “aiutino” per superare le difficoltà del periodo bellico anche nel privato.
Nell’estate del’43, quando le cose cominciano ad andare male veramente, Hitler fa un intenso uso di questo espediente per affrontare gli eventi.
H&MNella mattinata antecedente all’incontro con Mussolini, Hitler appariva esausto e spompato completamente. Improvvisamente, 20 minuti prima di accogliere il Duce alla stazione era inaspettatamente vigoroso e vispo. Chi era presente raccontò che il Fuhrer fu in grado di inveire per 2 ore ininterrotte contro un Mussolini, incapace di reagire.

Secondo un sito catalano, recentemente sono apparse prove inconfutabili che rivelerebbero che il Fuhrer ha avuto ripetutamente tendenze omosessuali, non ignorate dalla stessa Eva Braun, che lo avrebbero costretto a non dormire nella camera da letto con la sua compagna che, appena possibile, avvallò una terapia intensiva a base di ormoni femminili.
rep.catalanaLo scrive il medico viennese Hermann Merl, assoldato dall’esercito americano per intervistare i dottori di Hitler, come Karl Brandt (un ufficiale delle SS che sarebbe stato anche a capo del programma di eutanasia nazista) e Theodor Morell, che hanno lasciato appunti precisi che indicavano Hitler come un “homosex”.
Per cercare di riportarlo alla normalità gli sarebbero state prescritte 50mila unità di ormoni sperimentali femminili Tooke che pareva avessero un prezzo proibitivo per l’epoca e una difficile reperibilità.

 

fine prima parte


Herr doktor

MorellNell’articolo “attacco, ma faccio finta…” ho descritto alcuni “aiutini” che il dottor Morell impartiva al suo Fuhrer in alcuni momenti critici ma mi è stato richiesto di essere un po’ più esaustivo sugli effetti del suo operato e sullo stato del paziente. Per i più curiosi ed interessati consigliamo “I diari segreti del medico di Hitler” di David Irving – Ed. Clandestine, ma esistono tanti altri contributi. Vedere su Google. Una cosa accomuna molti testi nel dichiarare che Hitler-persona era giunto alla guerra in condizioni tuttosommato accettabili; questo fino all’autunno 1942, quando l’entusiasmo per il conflitto si era ormai definitivamente attenuato. A partire da quel momento Hitler rifiutò del tutto di frequentare i suoi generali e si chiuse inaspettatamente in sè stesso. Nel dettaglio, non si intratteneva più con con loro nella mensa ufficiali e a mezzogiorno mangiava da solo nel suo studio. La sera chiedeva a Linge di mettergli su dei dischi di musica triste. Si metteva a leggere libri come Io, Claudio, imperatore e dio, sui romani o un’opera sulle campagne dell’imperatore Federico II. Ma soprattutto era in uno stato di estrema suscettibilità. Al punto che persino una mosca sulla parete poteva mandarlo su tutte le furie. Per un’innocua farfalla andò fuori di sé. Lo raccontava un’inserviente che ebbe l’ordine di far montare zanzariere e ogni mattina il compito di far il giro delle stanze con un acchiappamosche per estirpare  l’ultimo insetto. Sul tavolo c’erano bicchieri colmi di miele e dal soffitto pendeva carta moschicida; fuori nei corridoi vennero collocate lampade blu ad alta tensione per uccidere gli insetti eventualmente rimasti. Hitler-tiredCon la distruzione dell’armata tedesca a Stalingrado giunse un deciso peggioramento dello stato fisico del Fuhrer. Senza le iniezioni super-stimolanti del dott. Morell non usciva più dalla sua stanza. Il medico personale, divenuto tale nel 1936, dopo aver avuto in cura anche il fotografo, altrettanto personale, gliele praticava a giorni alterni. H+MorellIl “paziente A”, come lo definiva Morell era sottoposto ad una terapia basata su di un particolare cocktail di anfetamine, bromo e iodio e al dittatore piaceva questa sua sfrontatezza nello sperimentare tecniche nuove ed inusitate. Goering lo aveva soprannominato “lo stregone del Reich” e si narra che lo usasse ogni qualvolta si stava per affrontare un qualche problema. Se Hitler appariva un po’ dimesso…puff! come d’incanto Morell, sempre presente, gli faceva una punturina e via! Fino al gennaio 1943. Cominciarono infatti crampi nervosi allo stomaco con dolori che costrinsero all’uso di oppio in dosi sempre maggiori. Restò a letto per 11gg di seguito. Un inserviente si allontanò dall’incarico perché non riusciva più a sopportare l’ambiente mattutino satureo di gas intestinali! Era, insomma, un mega-scoreggione! Un puzzone! In più si aggravò decisamente la tensione nervosa. A volte Hitler aveva la sensazione che il colletto della camicia fosse troppo stretto ed impedisse la circolazione del sangue; poi aumentarono le paranoie. Nell’acqua della toilette, nel sapone, nella crema da barba o nel dentifricio temeva che ci fosse del veleno e pretendeve analisi accurate. Anche l’acqua con cui venivano cotti i suoi cibi dovette essere analizzata. Hitler si rosicchiava le unghie e si grattava le orecchie fino a farle sanguinare. Poiché soffriva d’insonnia, ingurgitava tutti i sonniferi che trovava. Il suo letto venne riscaldato con coperte e cuscini termofori. In camera c’era una bombola d’ossigeno alla quale faceva spesso ricorso: diede ordine di mantenere a 12° la temperatura di tutte le sue stanze. Un freddo boia. Le riunioni delle 9 di sera erano momenti campali per i suoi subalterni che stringevano i denti prima di scaldarsi da qualche altra parte. H+Morell2Tra le curiosità meno note c’è il terrore di avere delle carie. Adolf Hitler aveva infatti una riserva di oro prelevato dai denti dei deportati di Auschwitz per curarsele. In più, gli stimolanti sessuali: 82 medicamenti in tutto. Dal 1944, prima di ogni incontro con la sua amante Eva Braun si faceva iniettare forti dosi di testosterone o di ormoni prelevati dalla prostata o dallo sperma di tori giovani, quasi un Viagra ante litteram. Era un fan scatenato del trattamento con le sanguisughe. Gli piaceva da morire. Ma tutti i trattamenti di Morell erano avvolti sempre da un alone di assoluto mistero. In realtà era un ciarlatano per antonomasia. Ma con un merito indiscusso: quello di aver tenuto segreto dello stato psico-fisico del Fuhrer fino alla sua morte. Hitler dipendeva completamente da lui; gli era sempre vicino, viaggiava con lui, ne era il confidente indiscusso a dispetto di tutti gli uomini del partito. Era una specie di Raspuntin; erano profondamente legati; l’uno non poteva fare a meno dell’altro. Ma Morell persona non era piacevole: era sporco, grasso ed unto e, dicono anche, maleodorante; il contrario di Hitler! E mangiava come un porco. Aveva la spiacevole abitudine di non farsi mai il bagno. Si narra che al Bergof, i visitatori gli stessero sempre ad una certa distanza e lo considerassero disgustoso. I crampi intestinali di Hitler erano la conseguenza dalla sua dieta vegetariana e del­la mancanza di movimento. A ciò si aggiunse la perdita della flora batterica intestinale causata dall’uso troppo frequente dell’Ultraseptyl. Morell riuscì a ricostituire la flora in­testinale con un preparato batterico chiamato Mutaflor. Il preparato vitaminico da lui iniettato, il Vitamultin, era combinato da lui con iniezioni di glucosio, al quale probabil­mente era mescolato il farmaco stimolante Pervitin. Morell praticò a Hitler iniezioni di Eudokal, un tranquillante derivato dell’oppio, insieme all’Eupaverin, un farmaco diretto a combattere i crampi, per un massimo di sei volte nel 1943. I lassativi sono i protagonisti indiscussi della storia di Hitler per combattere la sua flatulenza assieme al Mutaflor, un preparato ricavato dalle feci di un contadino bulgaro per combattere gli effetti negativi dei lassativi stessi. Hitler-a-tavolaIl problema però fu sempre la contemporaneità della somministrazione degli antidolorifici per lo stomaco che provocavano effetti contrari a quelli dei lassativi, originando un imbarazzo evidente. Molti storici sono concordi nell’asserire che le cure di Morell hanno davvero avuto effetti tragici sull’andamento della guerra. Però questo punto è cruciale. Cosa serebbe accaduto se in Germania ed altrove si fossero accorti che le prestazioni mentali e fisiche si fossero rivelate inadeguate a condurre la guerra? Morell è stato pronto a nascondere la cagionevole salute del Fuhrer e a pronto a supportarlo ad ogni costo attraverso il conflitto. Era un uomo fidato. Che gli somministrava cocaina che provoca assuefazione; sedativi per dormire ed eccitanti per essere efficiente in ogni situazione. Le anfetamine sono diventate disponibili sul mercato tedesco nel 1936 come medicinali miracolosi antistanchezza, usufruendo anche di grande pubblicità. H+Morell3Qui si spiega la curiosità del dittatore nel provare questi prodotti nuovi e prega Morell di fargli un’iniezione ogni mattina prima di alzarsi. Una delle cameriere raccontò che prima dell’arrivo di Morell appariva sconfitto, depresso e subito dopo l’iniezione ritornava allegro, pimpante e carico d’energia. Il Vitamultin è stato sicuramente l’arbitro dei destini dell’Europa. Questa meta-anfetamina, in uso anche all’esercito, ha reso la capacità di giudizio di Hitler completamente influenzata dalla dipendenza da questo farmaco. Si è stabilito che la disastrosa battaglia di Stalingrado ha fornito il miglior esempio di come l’abuso di anfetamine abbia inflenzato il corso della guerra. Nel momento in cui si sta configurando il finale della battaglia Hitler era in uno stato iper-maniacale. Si appigliava ad ogni debole scusa per far continuare l’avanzata perchè era carico a balestra e questo tipo di ottimismo incoraggiava il falso giudizio ed è coerente con l’abuso di anfetamine. Poi si manifestarono tremori alla mano sinistra che portavano al morbo di Parkinson congiuntamente ad una strana aritmia cardiaca che significò sifilide. Sembra contratta in gioventù a Vienna e mai curata. La notizia apparve anche nei dossier di Himmler ed entrò di colpo in repertorio l’iniezione giornaliera di Septoid. Fino al 21 aprile 1945. Giorno in cui Hitler, su espressa richiesta di Eva Braun, licenzia Morell credendo che lo voglia avvelenare con le sue pozioni segrete; ormai era ridotto ad uno straccio. Morirà nel 1948.

articolo scritto il 15agosto2015
l’ho scritto per me


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