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vademecum comunista

«…Secondo Lenin — aggiunge Pjatakov — il Partito Comunista è fonda­to su un principio di coercizione che non riconosce alcun limite né impe­dimento. falceEmartello
E l’idea centrale di questo principio di coercizione senza limiti non è la coercizione in se stessa, ma l’assenza di un suo qualunque limite

– morale, politico e persino fisico, – a qualunque punto si arrivi».
« Un simile partito è capace di compiere miracoli e di fare cose che nes­sun’altra collettività umana potrebbe fare…
Un vero comunista… cioè un uomo che è stato allevato nel Partito e ne ha assorbito profondamente lo spirito, diventa lui stesso, in certo modo, l’uomo del miracolo». «Per un simile partito, un vero bolscevico scaccerà volentieri dalla propria mente idee in cui ha creduto per anni».
« Un vero bolscevico ha sommerso la propria personalità in quella della collettività, “il Partito”, al punto da sradicarsi dalle proprie opinioni e convinzioni, e di concordare onestamente con il Partito: questa è la prova che egli è un vero bolscevico».
Grigorij-Pjatakov
«Non puo esserci vita per lui
– continuò Pjatakov – al di fuori dei ran­ghi del Partito, egli si fonderà con esso, abbandonerà la propria persona­lità, in modo che non rimanga entro di lui neppure una particella che non sia tutt’uno con il Partito, che non appartenga ad esso…».

Grigorj Pjatakov (eliminato nelle purghe staliniane)
Dal volume Il Grande Terrore di Robert Conquest,
Mondadori, Milano, 1970 (alle pagg. 187- 188)

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l’ora politica – il piano finale –

IMG_8041Insomma a poco più di due mesi dall’armistizio, mentre la situazione sembrava si stesse avviando verso uno stato di non belligeranza tra i due schieramenti, nei comunisti maturava l’idea di un nuovo pericolo; un pericolo da scongiurare a tutti i costi. Essi non potrebbero mai accettare che la ‘liberazione’, come in sostanza si attendono i moderati e come e avvenuta nel sud d’Italia, si realizzi a opera degli eserciti alleati, affiancati dalle poche unità regolari del regio esercito salvatesi dal disastro, con l’ausilio tutt’al più (come prevedono i comandi anglo-americani) di una rete d’informazione e nuclei di sabotatori dietro le linee tedesche alle dipendenze dell’Intelligence alleata (sono queste in sostanza le originarie finalità della organizzazione ‘Franchi’ di Edgardo Sogno).

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Forlì 15 giugno 1944

 

Ho trovato questa cosa; un volantino, anzi, una circolare della Resistenza forlivese di quei giorni (15 giugno 1944). E’ un originale.

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Poi mi sono informato meglio: esiste un libro: «Giornali dell’antifascismo forlivese», edito dall’Istituto Storico Della Resistenza-Forlì e tratta il periodo dal 1 maggio 1943 al 9 novembre 1944. Storia. Da trovare.

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