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una storia segreta. Normandia: ultime 48ore_2

Meyer (di cui sembra non esista nemmeno una foto..) il 3 giugno 44 (alle 22 circa) dette immediatamente l’allarme a tutta la 15° armata. Contemporaneamente copiava il messaggio per telescrivente al Comando di Hitler (OKW) poi telefonò al Comando del vecchietto (68enne) Rundstedt (OBWest) e a quello di Rommel (gruppo di armata B). Un lavoro da segretaria indaffarata! Ora si faccia particolare attenzione ai tempi e ai modi di reagire.

All’OKW (da Hitler, insomma) il messaggio fu consegnato di corsa da un sottufficiale trafelato al generale Alfred Jodl (Capo di Stato Maggiore). Il messaggio rimase alcune ore sul tavolo di Jodl che NON ordinò l’allarme. Pensò che l’avesse mandato Rundstedt, il quale, a sua volta, pensava che fosse tutta un’idea di Rommel…!

Una gabbia di matti! Hitler dormiva. Una volta tanto era stanco. Tutte le notti sfiniva i malcapitati con interminabili discorsi sull’inefficienza dei suoi generali fino all’alba, ma questa no. Dormiva e nessuno si azzardò a svegliarlo! Una manica di idioti. Però bisognava esserci, per giudicare così. E’ quasi l’una di notte del 4 giugno e lungo la costa dell’invasione soltanto un’armata era stata messa in stato d’allarme: la 15° di Meyer. La 7° Armata, che presidiava la costa normanna, non aveva saputo nulla dei messaggi, nessuno aveva chiamato al telefono (nemmeno per sapere se volevano del caffè…) e si sonnecchiava come ogni notte. La 7° Armata era considerata il grosso delle forze di difesa; era sì composta da molti giovanissimi, rincalzi, addirittura polacchi, francesi di Vichy, austriaci, vecchi, volkssturm, ma comunque era un bel mucchio di soldati;…dormienti, ma soldati. Alle 3 di notte la prima metà del messaggio fu ripetuta ma Meyer sapeva di essersi attenuto agli ordini di aspettare ancora e per questo era sollevato. L’ininterrotta tranquillità del fronte gli stava dando ragione. Tra poco sarebbe stata l’alba e tutto era calmo. Eppoi non c’era molto altro da fare: bisognava aspettare la seconda metà del messaggio d’importanza vitale. D’un tratto i suoi subalterni registrarono un improvviso silenzio-radio inglese! Nulla. Solo rumore di fondo. Credo che l’immensità di ciò che poteva significare tale messaggio sia stato davvero opprimente per l’animo di Meyer. La possibile disfatta dello sbarco alleato, le vite di centinaia di migliaia di connazionali; tutto dipendeva dalla rapidità con cui egli avrebbe intercettato la trasmissione e dato l’allarme al fronte! Intanto il Gruppo di Armate B, lontano 200 Km, si preparava a partire dalla Germania. L’unica cosa che gli ronzava in testa era il sospetto che i suoi superiori non si rendessero conto di quanto il messaggio fosse importante.

Rommel si accingeva a lasciare La Roche Guyon (a metà strada tra Parigi e la Normandia), un paesino di passaggio che lo avrebbe portato dalla moglie che compiva gli anni (il giorno 6) con il famoso dono di guanti in camoscio grigio. Era una tetra Domenica mattina, quel 4 giugno 44. Per i tedeschi la giornata si prospettava tranquilla e senza novità. Non accadeva nulla e non ci si aspettava che accadesse nulla: il tempo era talmente cattivo che a Parigi, al Comando della Luftwaffe, il colonnello prof. Walter Stobe, capo meteorologo, chiamò tutti (all’OKW) dicendo di star tranquilli e che non c’era da preoccuparsi; ai serventi delle batterie antiaeree fu dato prontamente l’ordine di scendere dalle loro postazioni nonostante quella fosse una zona solitamente molto battuta dai bombardieri Alleati. Alle 12.45 Von Rundstedt, che dormiva fino a tardi (perché quando piove si dorme benissimo…) gli venne in mente di farsi sentire. Dapprima cercò Rommel e non lo trovò, poi chiamò il Comando centrale e lasciò un messaggio (in segreteria si direbbe oggi…): « il sistematico e netto aumento degli attacchi aerei indica che il nemico è arrivato ad un alto grado di approntamento. Il probabile fronte d’invasione rimane tuttora il settore dalla Schelda (in Olanda) alla Normandia e non è impossibile che il settore settentrionale della Bretagna possa esservi incluso…Attacchi aerei concentrati sulle coste tra Dunkerque e Dieppe possono significare un maggiore sforzo Alleato in quel punto, ma… non si ha ancora indizio di un imminenza di invasione… Se saprò qualcosa vi informerò. ». – Molto gentile , grazie, caro! -.

La stima era un’altra tipica ipotesi sbagliata, ma sarebbe meglio dire una puttanata galattica perchè è come dire che il nemico può attaccare qui e lì e chissà dove! Cioè, non dice nulla di preciso. E allora, invece di dire cretinate, se non sai cosa dire è meglio stare zitto! Comunque al pomeriggio del 4 la costa normanna non sa ancora nulla! E stiamo parlando di quasi 1300 Km di costa d’invasione! ” Vado a mangiare! ” disse Von Rundstedt; chiamò il figlio (giovane tenente) e andarono al ristorante. Hitler aveva visite e non si era fatto più sentire e questo aveva tranquillizzato un po’ tutti. Era solo trapelata la notizia che non aveva digerito molto la carne di elefante! Peccato.

prossima puntata martedì. se ce la faccio.

Team557


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