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NewYork 1931

Una storia veramente poco famosa. new-york-1931

churchillNel 1931 un autista di piazza di New York stava effettuan­do un ultimo giro in cerca di qualche cliente nottambulo. Era una notte buia e fredda e mentre svoltava su per la Quinta Avenue (che allora era percorribile in entrambi i sensi) scorse una persona che aspettava di lasciarlo passa­re in quella strada quasi deserta. Nella fretta di trovare un’ultima corsa, trascurò il suo impulso d’istinto che gli di­ceva di rallentare e accelerò, investendo quell’uomo piut­tosto corpulento il quale, forse guardando nella direzione sbagliata, gli si era parato davanti.
Il giorno dopo, il New York Times casualmente parlò del contributo di Winston Churchill alla politica britannica nella grande guerra; aveva fatto raffor­zare la flotta e aveva lavorato al ministero degli Armamen­ti nel 1918, ma il redattore non seppe resistere alla tenta­zione di attribuire soprattutto a Churchill l’insuccesso del­la spedizione dei Dardanelli del 1915. E non c’è da sor­prendersi se anche il Times definì la vita di Churchill piena di grandi promesse politiche e intellettuali — promesse che non aveva tuttavia mai mantenuto del tutto.

NYT-1942Nel febbraio del 1942, in occasione di una commemorazione, il Times pubblicò un articolo in cui si diceva che se l’America era piegata da nuovi e gravosi impegni militari ed economici era proprio grazie alle estenuanti richieste di sir Winston Churchill e lo dipingeva come un piagnucolone. L’articolo, che riportava anche alcune foto del primo ministro inglese, finì nelle mani di quel povero autista che incredibilmente lo riconobbe come quel signore corpulento e distratto che aveva investito anni prima. In un momento di pausa, telefonò alla redazione del giornale e raccontò il fatto che gli era accaduto anni prima.

Qualche tempo dopo lo stesso redattore raccontò quell’episodio oscuro e scrisse:

« Quel tassi ferì Churchill, ma non lo uccise — fu solo una que­stione di centimetri e di millisecondi che gli salvarono la vita ma, stando ai costi della guerra e al nostro impegno in Europa, forse… quell’incidente lo ha avuto l’America! ».

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