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24 febbraio 1940: news

Attività politica e diplomatica.
Con il seguente comunicato è annunciata la conclusione degli accordi commerciali italo-tedeschi:
war-News«Si è riunita in questi giorni a Roma la Commissione mista per gli scambi commerciali italo-germanici, in sessione ordinaria, per determinare gli scambi commerciali fra i due Paesi per il corrente anno. In questa occasione sono stati anche esaminati altri problemi economici e finanziari che interessano i due Paesi i quali continuano, anche in questo campo, la loro solidale collaborazione. Il Duce ha seguito le trattative nel loro sviluppo ed è intervenuto per impartire talune direttive. Ieri i documenti predisposti sono stati firmati per la Germania dall’Ambasciatore von Mackesen e dal Ministro Plenipotenziario Clodius e per l’Italia dal senatore Giannini. Si è pure firmata ieri una Convenzione per il traffico di frontiera fra i due Paesi, che è stata firmata, per conto della Germania, anche dal Direttore Generale delle Dogane Wucher e per l’Italia dal Direttore Generale delle Dogane, Bagli».
Anche la Commissione mista per gli scambi commerciali italo-turchi determina gli scambi fra i due Paesi per l’anno corrente.
I Ministri degli Esteri di Svezia, Norvegia e Danimarca si riuniscono a Copenaghen.
Hofbräuhaus-1940Nel ventennale della fondazione del Partito nazionalsocialista, Hitler rivolge un discorso alla vecchia guardia riunita nella Hofbräuhaus di Monaco di Baviera. Dopo aver esaminato la situazione internazionale e le condizioni della Germania in guerra, egli ha concluso ripetendo la sua decisione, condivisa da tutto l’Alto Comando della Wehrmacht, di sostenere la lotta fino alla fine:
«la Germania deve vincere e vincerà sicuramente!».

Chamberlain-speaksA Birminghan Chamberlain, concludendo la serie dei discorsi di propaganda, ha tenuto un’allocuzione ripetendo i motivi della guerra e le condizioni della guerra e le condizioni di pace; egli ha infine affermato che negli scopi perseguiti dagli Alleati non vi è nulla di umiliante o di oppressivo per chicchessia.

 

Attività militare.
In Finlandia attacchi sovietici sull’Estremo di Carelia. La città di Vijpuri è in fiamme. L’aviazione finlandese riappare improvvisamente al di sopra di Petsamo. A nord del lago Ladoga le truppe finniche respingono, con gravi perdite, le unità sovietiche.
Sul fronte occidentale attività di aviazione da ambo le parti.
Nel Mare del Nord il motopeschereccio inglese Benvolio affonda per urto contro una mina; il piroscafo britannico HMS Royal Archer, di 2262 tonn., affonda presso le coste scozzesi, mentre è rimorchiato in porto, essendo stato danneggiato per urto contro mina.
A Londra corre voce, non confermata, dell’affondamento di tre sottomarini tedeschi.
HMS-Royal-Archer


progetto Hitler / Uk

Hterzaparte

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en-side

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Come dicevo, anche gli inglesi parteciparono generosamente al “progetto Hitler”. Nel 1934 il governatore della banca d’Inghilterra Montagu Norman andò a  Berlino in visita speciale e privata. Lo scopo era quello di stabilire accordi precisi riguardo alla politica finanziaria del Reich. Si offrirono al regime nazista prestiti assai generosi, anche dopo l’invasione della Cecoslovacchia. Norman dette a Hitler 6 milioni di oro cecoslovacco che prima si trovava a Londra. Anche il Primo Ministro inglese Neville Chamberlain era al corrente e approvava.

ChamberlainNel 1938, Chamberlain, firmò l’accordo di Monaco, e si vantò di aver sigillato una pace duratura con la Germania , mentre in realtà sapeva benissimo che Hitler si stava preparando alla guerra. Ciò è innegabile.

London.ideaGli inglesi, che nella retorica sostenevano di limitare la corsa agli armamenti dei tedeschi, nei fatti  conclusero, già nel 1935, un Patto Navale, che permetteva alla Germania di accrescere la propria potenza marittima. Appena due mesi prima, l’Inghilterra aveva partecipato alla Conferenza di Stresa, in cui si era mostrata d’accordo nel limitare alla Germania la possibilità di avere una forza navale.

Gli inglesi speravano di distruggere la potenza sovietica attraverso una guerra scatenata dalla Germania, mentre gli Usa volevano una grande guerra per destabilizzare l’Europa e acquisire un maggior controllo attraverso le ricostruzioni successive. L’intento principale degli Usa era quello di indebolire l’impero inglese, e trarre ingenti profitti da un’eventuale guerra europea. Seminare divisioni, armare la Germania e provocare la guerra, avrebbe significato per l’élite Usa un passo avanti nel loro progetto di dominio mondiale.

Dal 1936, Hitler era in grado di poter iniziare la guerra, essendosi reso indipendente dalle importazioni estere di petrolio.
L’élite anglo-americana, a tempo debito, avrebbe additato il “mostro”, per apparire come i “liberatori dei popoli”. La propaganda antitedesca iniziò qualche anno prima dello scoppio della guerra.

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I media inglesi, dal 1938, iniziarono ad esagerare il pericolo dell’invasione tedesca e attuarono “esercitazioni” con maschere antigas, per spaventare la popolazione e convincerla che sarebbe stata necessaria una grande guerra per “fermare il mostro”.

Anche gli inglesi sapevano che se avesse mantenuto il ritmo di produzione della benzina sintetica, Hitler avrebbe avuto possibilità di vittoria. L’élite americana poteva vincere la guerra perché sapeva dove si trovavano i centri di produzione della benzina sintetica. Quindi, si capisce, le truppe americane dopo lo sbarco in Europa, per prima cosa occuparono gli stabilimenti del settore chimico, meccanico e industriale, sequestrarono molti archivi, materiali di laboratorio, e si impadronirono di un’ampia documentazione.

Il 16 luglio del 1945, alla Conferenza di Potsdam, gli Alleati vietarono ai tedeschi la produzione di benzina sintetica. Nell’aprile del 1949 gli alleati smantellarono tutti gli impianti, che furono trasformati in raffinerie di petrolio.

(vedi art. la benzina di Hitler)

Come nota aggiuntiva, dopo sessant’anni di silenzio, il principe Filippo d’Edimburgo, consorte della regina d’Inghilterra, ha ammesso per la prima volta che la sua famiglia, i Mountbatten (Battenberg), era ben collegata ai nazisti. Tutt’e quattro le sue sorelle sposarono principi tedeschi e tre di esse aderirono al Partito Nazionalsocialista. Filippo lo racconta in un’intervista che introduce un nuovo libro intitolato “Royals and the Reich” e Andrew Levy gli ha dedicato un breve articolo sul Daily Mail del 6 marzo. L’elemento da sottolineare, nelle reminiscenze del principe Filippo sui collegamenti nazisti del ramo tedesco della sua famiglia, non sta nel poter dire che il consorte reale è un nazista, ma sta nel fatto che vi sono state situazioni in cui ambienti importanti in Inghilterra hanno ritenuto fenomeni come il nazismo utili strumenti con cui stroncare la sfida agli interessi finanziari imperiali di Londra proveniente dal continente europeo. Questo è il collegamento tra le reminiscenze del principe Filippo e gli sforzi di privatizzare i militari e l’intelligence negli USA, che sono di stampo nazista.

Se l’argomento interessa, un buon libro di Bompiani:

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amicidiH


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