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Mein Fuhrer 33-37

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Al giorno d’oggi un tale feedback di consenso per Hitler si è registrato solo per star di musica pop o sportivi extra famosi. Ma nel 1935 era tutta un’altra storia. E la cosa fu una sorpresa anche per i tedeschi stessi che non lo avevano conosciuto a fondo. Anche al potere c’era arrivato con una modesta quantità di voti: il 43% dei voti e con un chiaro segno di debolezza di Hindenburg. Ma la chiave del successo non furono le campagne elettorali come le conosciamo oggi, con i mezzi odierni; la chiave di tutto furono 3 cose: la capacità oratoria di Hitler, Goebbels e Speer. A mio modo di vedere, non ci sono stati altri capi di stato che hanno raggiunto un livello così assoluto di consenso negli ultimi 70 anni. Hitler era considerato un dio. Si è detto che molto ha contribuito la crisi del ’29 e che la Germania poteva solo ricrescere. Certamente. Ma ci ha messo molto del suo. Se fossimo in Matrix si parlerebbe dell’Eletto. Altrimenti non si spiega. Gli storici diranno la loro, ma sicuramente lo faranno filtrando tutto con spiegazioni razionali e citando fonti autorevoli; di fatto e, alla base di tutto, c’è la tangibilità dell’entusiasmo nelle strade che era alle stelle. Come mai, fino a quel momento.
Dire che era ragguardevole sarebbe soltanto un eufemismo.

writerFino al 1944, ogni anno arrivavano circa 10.000 lettere indirizzate al Fuhrer. Lettere personali, di gente comune, tese a manifestare principalmente l’ammirazione, la grande devozione a quella specie di semi-Dio che l’onnipotente aveva regalato alla Germania. Una sotto-segretaria, con alcune aiutanti, lavoravano per giorni interi per prendere le prenotazioni per salutare il Fuhrer ogni volta che annunciava di recarsi all’Obersalzberg. Ad attenderlo ci sarebbero stati migliaia di bambini accompagnati e perfettamente inquadrati, in piedi da ore. E le mamme non frignavano affatto.
Ripeto: fino al 1944.
Quando, cioè, le cose si stavano mettendo male per davvero.
panorameObersalzberg

Lettere personali, quindi, ma anche piccoli regali, che il Fuhrer usava per misurare il suo indice di popolarità. 4 persone erano dedite a leggerle e a rispondere, talvolta. Come ho già scritto, chi non ha respirato la sua stessa aria non può immaginare. Possedeva un magnetismo che stregava chiunque. Per moltissima gente c’era un sogno: vederlo almeno una volta nella vita, toccarlo sarebbe stata un apoteosi. Il sogno di ogni donna tedesca: tuffarsi nei suoi occhi blu (si è detto che erano strani per via dell’iprite che lo aveva colpito durante la prima guerra mondiale…).
successDal 1936 fu espressamente richiesto al Fuhrer di impartire benedizioni alla gente perché le persone lo volevano, lo desideravano! Come fosse un pastore di anime e pregavano per lui. A queste condizioni è facile farsi cogliere dal delirio di onnipotenza. Goebbels gongolava. I giovani erano diventati strenui sostenitori del nuovo sistema. Le esercitazioni, i campi di addestramento, avevano improvvisamente messo in secondo piano la scuola e la famiglia, rivoluzionando tutti i valori sociali. La Germania aveva finalmente voltato pagina. Non solo per alcune classi, come accade di solito, ma per tutti. Era nato un meraviglioso nuovo periodo di ottimismo.

giovaniSembra impensabile; ma questa euforia nascondeva tutte le preoccupazioni quotidiane. Non era mai successo prima. Gli uomini vedevano prosperare le loro attività, le donne erano più libere, i giovani erano entusiasticamente occupati.

Com’era potuto succedere?

Moltissime persone erano occupate nel riarmo segreto della Germania (parlo di milioni), Hitler aveva dato il via economico alla costruzione dell’autoBahn, occupando un mare di gente, ora, il nazismo (con tutte le sue attività correlate e derivate) assorbiva e occupava il rimanente del popolo.

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Sì. in effetti, guardandoci bene, qualcosa che non andava c’era. Questa nuova invenzione della Hitler-Jugend, di quell’invasato di Baldur von Schirach, stava diventando pressante. I bambini dai 10 anni venivano letteralmente strappati alle famiglie per diventare “futuri soldati” e “buoni cittadini” della nuova Germania e di fatto, i genitori non li vedevano se non dopo qualche anno e di sfuggita.

Ma era per il Fuhrer! direi come minimo: cazzarola! per il Fuhrer! se non mi mandi tuo figlio, ti mando nei campi di lavoro per 4 anni e poi ne riparliamo. Se ci sei ancora. Ma a parte questo dettaglio familiare (!!!), il resto funzionava. Certo, se il partito ti chiamava e tu ti mostravi riluttante nell’aderire, la tua famiglia tutta cadeva in disgrazia. Ma il resto funzionava. Se ti assegnavano un lavoro che in qualche modo ideologicamente non sopportavi, avevi 2 opzioni: o il suicidio o l’internamento forzato (senza ritorno). Ma il resto funzionava.

continua

NB.

q10px_green  in fondo agli articoli di questa serie fornirò una serie di riferimenti video a supporto dei temi trattati.

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Economia dello sterminio

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Lo storico Snyder riscrive l’Olocausto.

Bloodlands

Sarebbe stato un caso, che Israele non avesse trovato qualcosa da obiettare nei riguardi di questo libro che in Europa è stato, direi, osannato in quasi tutti i Paesi.         Temo che non si possa scrivere nulla senza il preventivo benestare dell’Israel office.

Il libro riscrive la storia europea negli anni dei regimi nazista e comunista dal 1932 al ’45, mettendo al centro della scena, accanto a Germania e Russia, Paesi limitrofi trascurati in altre indagini e cercando di riordinare la mole esorbitante di numeri e fonti, in crescita dopo l’apertura degli archivi in Europa orientale e nell’ex Unione Sovietica.
E infatti, che il volume sia straordinariamente documentato, con ottanta pagine di note e riferimenti bibliografici, non è un dato messo in discussione da nessuno. Ma sono le argomentazioni a dividere.

In questo libro, Snyder disegna una sua mappa geografica, dal centro della Polonia a Ovest della Russia attraverso l’Ucraina, la Bielorussia e i Paesi Baltici, ribatezzando queste aree come ” Bloodlands “. In queste “terre insanguinate” più di 14 milioni di civili caddero per le politiche di sterminio di massa attuate dalla Germania nazista e l’Unione Sovietica durante gli anni che vanno dal 1932 al 1945. La prima peculiarità della ricostruzione è la classificazione, numerica e qualitativa, degli stermini, che viene individuata in sei cicli di omicidi perpetrati durante le due dittature.

NEL DETTAGLIO. Questi cicli comprendono:

3,3 milioni di cittadini sovietici, soprattutto ucraini, sterminati con una carestia programmata per permettere la collettivizzazione (creazione di grandi unità produttive nella campagna) nel 1932-1933;
300 mila uomini, molti dei quali polacchi e ucraini, uccisi durante il ‘Grande Terrore’ del 1937-1938, sempre nelle Bloodlands;
200 mila polacchi morirono durante l’occupazione tedesca dell’Unione Sovietica (1941-1944).
4,2 milioni di cittadini furono lasciati deliberatamente morire di fame;
5,4 milioni di ebrei fucilati o gasati, dai nazisti, durante gli stessi anni;
700 mila civili, soprattutto bielorussi e polacchi, fucilati dai tedeschi per rappresaglia.
Il totale, una stima conservativa secondo lo studioso, è di 14,1 milioni di vittime. I numeri sono inoppugnabili ma è l’aspetto qualitativo della loro trattazione l’aspetto più delicato.

Snyder scrive che i massacri non furono massacri concepiti per motivazioni ideologiche ma per fattori economici: l’agricoltura, il bisogno di collettivizzare e di liberare il terreno; «the peasant question», la questione agricola. Tuttociò per appagare il desiderio di Russia e Germania di costruire il rispettivo impero, eliminando gli ostacoli e liberando lo spazio vitale (Lebensraum).

IL METODO. L’Olocausto, per Snyder, diventa tecnica avanzata di sterminio per eliminare gli ebrei nel momento in cui non c’è margine per deportarli altrove. La stragrande maggioranza delle vittime morì per fame, fucilate e percosse. Metodi orribili ma “tradizionali”, lontani da quell’immaginario, anche iconografico, associato ai campi di concentramento occidentali che gli Alleati liberarono, riconsegnandone le testimonianze del Male assoluto.
Per l’autore, il grosso degli omicidi ha avuto luogo nei campi di sterminio che si trovavano nelle terre che furono poi invase dall’Armata Rossa ed erano praticamente inaccessibili agli occidentali dopo la Seconda Guerra Mondiale.

Particolarmente raccapricciante, il capitolo riguardante l’ Holodomor (una parola che Snyder evita). Per esempio, raccontando una storia di un orfanotrofio non ufficiale nel villaggio in Kharkiv regione sono stati i bambini erano così affamati che ricorsero al cannibalismo , con un bambino sorpreso a mangiare parti di sé prima di essere cannibalizzato a sua volta.

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Forse la parte più controversa del libro ruota intorno Snyder sottolineando le somiglianze tra i due regimi: Hitler e Stalin quindi condivisero una certa politica di tirannia portando catastrofi,  utilizzando la morte di milioni di persone per giustificare le loro politiche.

Il libro è stato definito un lavoro «innovativo e monumentale».  Un giudizio che fa il paio con quello del New Statement che ha definito il libro di Snyder «eccezionale», con quello dell’Economist che ha parlato di «storia revisionista del miglior tipo», con quello della New York Review of Books che lo ha ritenuto «coraggioso e originale» e altri osanna sparsi tra cui Guardian, Atlantic, Independent e Telegraph.

Premio Cundill riconoscimento di eccellenza, le prix du livre d’Histoire de l’Europe 2013; Premio Moczarski in Storia, Letteratura Award, American Academy of Arts and Letters; Prenota premio Lipsia per la comprensione europea; Phi Beta Kappa Emerson Book Award; Gustav Premio Internazionale di Storia Ranis; Premio Prakhina Fondazione Internazionale del Libro, la menzione d’onore; Premio Jean-Charles Velge; Premio Tadeusz Walendowski libro; Wacław Jędrzejewicz Medaglia Storia, nella rosa dei candidati per il Premio Duff Cooper, nella rosa dei candidati per la Wayne S. Premio Vucinich (ASEEES), in lizza per il Libro austriaco Scholarly dell’Anno, nella rosa dei candidati per il Premio NRD Sachbuch;. Giuria encomio, Bristol Festival of Idea.


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