Archivi tag: Mountbatten (Battenberg)

Dieppe 1942. details

parte opzionale dell’assalto di Dieppe, ottenuta dalle info di documentari video e con integrazioni personali.

Il documentario che ho inizialmente preso come riferimento inizia con la frase: – 60 anni fa, il porto di Dieppe diede alla luce ad un’operazione atta a contrastare l’avanzata nazista in Europa”! –

Ma dai. ma cosa dici? il BEF non ce l’ha fatta nel 1940, nel 1941 in Europa ha preso solo batoste dai tedeschi e adesso, con l’attacco ad un piccolo porto pretendi di fermarli, dove finora hai solo fallito?

Ma non è questo il punto.

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progetto Hitler / Uk

Hterzaparte

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Come dicevo, anche gli inglesi parteciparono generosamente al “progetto Hitler”. Nel 1934 il governatore della banca d’Inghilterra Montagu Norman andò a  Berlino in visita speciale e privata. Lo scopo era quello di stabilire accordi precisi riguardo alla politica finanziaria del Reich. Si offrirono al regime nazista prestiti assai generosi, anche dopo l’invasione della Cecoslovacchia. Norman dette a Hitler 6 milioni di oro cecoslovacco che prima si trovava a Londra. Anche il Primo Ministro inglese Neville Chamberlain era al corrente e approvava.

ChamberlainNel 1938, Chamberlain, firmò l’accordo di Monaco, e si vantò di aver sigillato una pace duratura con la Germania , mentre in realtà sapeva benissimo che Hitler si stava preparando alla guerra. Ciò è innegabile.

London.ideaGli inglesi, che nella retorica sostenevano di limitare la corsa agli armamenti dei tedeschi, nei fatti  conclusero, già nel 1935, un Patto Navale, che permetteva alla Germania di accrescere la propria potenza marittima. Appena due mesi prima, l’Inghilterra aveva partecipato alla Conferenza di Stresa, in cui si era mostrata d’accordo nel limitare alla Germania la possibilità di avere una forza navale.

Gli inglesi speravano di distruggere la potenza sovietica attraverso una guerra scatenata dalla Germania, mentre gli Usa volevano una grande guerra per destabilizzare l’Europa e acquisire un maggior controllo attraverso le ricostruzioni successive. L’intento principale degli Usa era quello di indebolire l’impero inglese, e trarre ingenti profitti da un’eventuale guerra europea. Seminare divisioni, armare la Germania e provocare la guerra, avrebbe significato per l’élite Usa un passo avanti nel loro progetto di dominio mondiale.

Dal 1936, Hitler era in grado di poter iniziare la guerra, essendosi reso indipendente dalle importazioni estere di petrolio.
L’élite anglo-americana, a tempo debito, avrebbe additato il “mostro”, per apparire come i “liberatori dei popoli”. La propaganda antitedesca iniziò qualche anno prima dello scoppio della guerra.

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I media inglesi, dal 1938, iniziarono ad esagerare il pericolo dell’invasione tedesca e attuarono “esercitazioni” con maschere antigas, per spaventare la popolazione e convincerla che sarebbe stata necessaria una grande guerra per “fermare il mostro”.

Anche gli inglesi sapevano che se avesse mantenuto il ritmo di produzione della benzina sintetica, Hitler avrebbe avuto possibilità di vittoria. L’élite americana poteva vincere la guerra perché sapeva dove si trovavano i centri di produzione della benzina sintetica. Quindi, si capisce, le truppe americane dopo lo sbarco in Europa, per prima cosa occuparono gli stabilimenti del settore chimico, meccanico e industriale, sequestrarono molti archivi, materiali di laboratorio, e si impadronirono di un’ampia documentazione.

Il 16 luglio del 1945, alla Conferenza di Potsdam, gli Alleati vietarono ai tedeschi la produzione di benzina sintetica. Nell’aprile del 1949 gli alleati smantellarono tutti gli impianti, che furono trasformati in raffinerie di petrolio.

(vedi art. la benzina di Hitler)

Come nota aggiuntiva, dopo sessant’anni di silenzio, il principe Filippo d’Edimburgo, consorte della regina d’Inghilterra, ha ammesso per la prima volta che la sua famiglia, i Mountbatten (Battenberg), era ben collegata ai nazisti. Tutt’e quattro le sue sorelle sposarono principi tedeschi e tre di esse aderirono al Partito Nazionalsocialista. Filippo lo racconta in un’intervista che introduce un nuovo libro intitolato “Royals and the Reich” e Andrew Levy gli ha dedicato un breve articolo sul Daily Mail del 6 marzo. L’elemento da sottolineare, nelle reminiscenze del principe Filippo sui collegamenti nazisti del ramo tedesco della sua famiglia, non sta nel poter dire che il consorte reale è un nazista, ma sta nel fatto che vi sono state situazioni in cui ambienti importanti in Inghilterra hanno ritenuto fenomeni come il nazismo utili strumenti con cui stroncare la sfida agli interessi finanziari imperiali di Londra proveniente dal continente europeo. Questo è il collegamento tra le reminiscenze del principe Filippo e gli sforzi di privatizzare i militari e l’intelligence negli USA, che sono di stampo nazista.

Se l’argomento interessa, un buon libro di Bompiani:

articotrattoda

amicidiH


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