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gli altri Lager (James Bacque)

Raramente la pubblicazione di una monografia storica relativa ad un tema che, di norma, interessa soltanto alcuni specialisti – il trattamento dei prigionieri di guerra – ha suscitato così tanta attenzione, o irritato così tanta gente, quanto ” gli altri lager “. In effetti, il tema trattato è di per sè già polemico. Si sarebbe potuto chiamare anche: «Eisenhower e le atrocità nascoste ».

In effetti, alla fine della Seconda guerra mondiale, almeno 4 milioni di soldati tedeschi furono tenuti prigionieri all’aperto, in campi recintati dal filo spinato ma senza alcuna protezione, con poco cibo e poca acqua, o niente del tutto; questo accadde in Germania ad opera degli americani nella zona da essi occupata e durò per molti mesi anche dopo la fine delle ostilità. L’esercito francese, che ricevette circa 630.000 prigionieri dagli americani per servirsene come manodopera in riparazioni di guerra, fece loro patire la fame e li maltrattò a tal punto che non è esagerato calcolare una cifra di 250.000 morti causati dalle pessime condizioni in cui gli uomini furono tenuti. Per quanto riguarda i campi americani, non è azzardato supporre il decesso di 750.000 prigionieri. Per la maggior parte si trattava di soldati della Wehrmacht arresisi dopo l’8 maggio 1945, ma fra loro c’erano anche donne, bambini e anziani. Queste morti furono catalogate come “altre perdite”.

ISBN: 9788842538967

Per scrivere questo testo, pubblicato per la prima volta nell’89 in Canada, l’autore ha intervistato centinaia di ex prigionieri, guardie e ufficiali, raccogliendo migliaia di testimonianze e di documenti tratti dagli archivi di Parigi, Londra, Coblenza, Washington e Ottawa.   Quesiti accettabili sono stati posti per mettere in dubbio l’opera:

Se c’è stato un milione di morti, dove sono i corpi?

Eisenhower aveva un potere così esteso da poter ordinare un affamamento collettivo senza che di questo non si possa sapere nulla?

Le sofferenze indubitabili nei campi, soprattutto nei campi di transito lungo il Reno erano il risultato della politica di Eisenhower o, piuttosto, il risultato delle condizioni caotiche che regnarono in Europa durante la primavera e l’estate del 1945?
Dare qui una risposta sarebbe improbo ed erroneo sotto diversi punti di vista, il consiglio: se l’argomento vi “acchiappa“… leggete il libro edito da Mursia, oppure la mini-recensione di Team557 quando l’avrò metabolizzato.

“è un peccato che non abbiamo potuto ucciderne di più”
Eisenhower

Team557


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