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Obersalzberg: a cena con Hitler

terza parte

 

La cena era servita fra le otto e le otto e mezzo e trascorreva nel­lo stesso modo del pranzo di mezzogiorno, cioè fra conversazioni ba­nali. Intorno alle dieci cominciava la riunione serale sulla situazione militare. Poi Hitler firmava documenti, che potevano riguardare ono­rificenze a ufficiali e industriali, l’autorizzazione alle nozze fra ap­partenenti all’esercito e donne straniere*, oppure condanne a morte di ufficiali accusati di disfattismo.
In quelle ore Eva Braun di solito assisteva con le sue amiche a proiezioni di film americani a colori. Quando esse ritornavano nel salone attiguo alla sala nella quale si trovava Hitler, si facevano senti­re da lui ridendo e parlando forte. In questo modo volevano fargli capire che «era il momento di lasciar perdere la guerra» e che da allora in poi doveva dedicarsi alle signore. Contemporaneamente si scioglievano i cagnolini di Eva Braun, Negus e Stasi, che comincia­vano a rotolarsi sul tappeto.
Allora Hitler faceva la sua comparsa tra le signore. La sua espres­sione cupa si rischiarava a vista d’occhio. Nella sala attigua le ordi­nanze accendevano il fuoco nel camino. Hitler, Eva Braun, sua so­rella Gretl, la dama di compagnia di Eva, la signorina Kastrup, le ami­che di Eva, Morell, Hoffmann, Dietrich, Brandt, Bormann, gli aiu­tanti di campo e le segretarie si riunivano di nuovo nella sala.
Hitler si sedeva accanto al camino, vicino a Eva Braun.
Le signore si divi­devano in gruppi, sedute o mezzo sdraiate sui sofà e nelle pesanti poltrone di peluche collocate a semicerchio attorno al camino.
Erano le cosiddette serate da tè. Le ordinanze servivano champa­gne, liquori, tè, caffè e uno spuntino. Certo. per non soffrire troppo.
Eva Braun, avvolta in una cap­pa di pelliccia, sedeva in una poltrona con le gambe raccolte sotto di sé. Quando era presente Hitler restava silenziosa e preferiva ascol­tare le sue amiche che chiacchieravano del film appena visto.
Hitler chiedeva a Günsche: «Mi dia l’album dei dischi».
Nel grande armadio a muro si trovavano migliaia di dischi.
Al­l’Obersalzberg Hitler preferiva la musica leggera.
Ascoltava sempre le stesse melodie da operetta di Lehar e Suppé.
Per finire si ascoltava sempre l’ouverture della Vedova allegra.
Hitler poteva ascoltare dischi di musica fino alle due o alle tre di notte. Soltanto dopo si recava nei suoi appartamenti privati.
Eva Braun di regola si congedava pri­ma.

Quando Hitler se n’era andato, Bormann diventava una persona irriconoscibile. Completamente diversa. Finché Hitler era presente, egli recitava la parte del­l’uomo oberato di lavoro, ma dopo lasciava cadere la maschera e tra­scinava tutta la compagnia a una festa nella sua villa. Si facevano ve­nire le automobili all’ingresso laterale del Berghof, le amiche di Eva Braun, Hoffmann, Morell, Lorenz, gli aiutanti di campo e le segre­tarie di Hitler ci montavano su accalcandosi e tutti andavano da Bormann.
La sua casa era sempre illuminata a giorno. Le ordinanze SS servivano cham­pagne, cognac, liquori e dolci. Da un grande mobile a grammofono risuonava una scatenata musica da ballo americana.
Bormann abbrac­ciava la sua amante, un’attrice di Dresda, che viveva nella sua villa, e volteggiava con lei per tutto il salone.
La moglie di Bormann faceva gli ono­ri di casa. Egli la faceva alzare dal letto solo a questo scopo. Da immaginare è la felicità di questa donna.
La donna aveva dato a Bormann undici figli e gli era devota come una schiava. L’aveva costretta a fare buon viso al fatto che le sue aman­ti vivano con loro sotto lo stesso tetto.
Le «serate danzanti» di Martin Bormann, il rappresentante di Hitler presso il partito nazista, erano note per la loro sfrenatezza.
Simili intrattenimenti notturni erano molto frequenti all’Obersalzberg, in particolar modo, negli anni di guerra fino al 1943.

 

* ci devo scrivere qualcosa perchè è meraviglioso. Troppo. Per la sua assurdità.

fine terza parte

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doktor Morell: teorie segrete ed indiscrezioni

Mi rendo conto. Sto raccimolando una quantità di informazioni sulla salute di Hitler da poter sostenere una tesi ad un esame universitario. La verità che sospetto (da tempo, invero) è che nei documentari che vediamo e spesso in alcuni libri, ci raccontino delle mezze verità. Non voglio offendere nessuno e non desidero essere detrattore di alcuno, ma mi chiedo come mai esistono così tante sfaccettature della storia di un uomo che non possano essere riassunte in una versione esaustiva. Nell’esempio qui portato, confrontando documenti, pdf, libri e video, si notano differenze troppo importanti tra le versioni offerte (per es.) da MT Channel, NatGeo e da History channel e tra libri italiani e stranieri.
Queste differenze possono infondere impressioni molto diverse agli interessati.


 

Molti studiosi condividono l’opinione che Hitler fosse un ipocondriaco che assumeva contemporaneamente eccitanti e calmanti.
Anfetamine per restare sveglio e vispo durante il giorno e barbiturici come bromo e iodio per rilassarsi.
Una procedura che poteva comportare sicuramente assuefazione e dipendenza, anche dopo un periodo di assunzione molto breve.

La persona, il ruolo.

Hitler era un consumatore di pillore incallito a cui piacevano molto i metodi inusitati di Morell.
Era anche un amatore dei trattamenti con le sanguisughe. E ne andava matto.
Nel suo arsenale, il medico, che ricorda molto uno stregone-ciarlatano, aveva feci di un contadino bulgaro e testicoli tritati di toro.

H-ipocondriaco
Solitamente, le terapie del dott. Morell erano sempre avvolte da una sorta di mistero. Dapprima, questo lasciava pensare ad una naturale riservatezza per il suo “paziente A”; poi diventò un vero e proprio segreto. Un segreto assoluto.
Del Fuhrer ebbe modo di conoscerne ogni aspetto; il condividere ogni pensiero suscitò da subito moltissime invidie perchè aveva una posizione di primissimo piano. Si scrisse, meglio di Eva Braun, la quale visse una vita di secondo piano, al terzo livello, per tutta la sua esistenza. Per 24 ore al giorno erano visti dibattere, anzi confabulare, ogni momento politico e militare.
Era invidato a morte anche da Bormann, per il suo ruolo.
Erano profondamente legati. In tutti i sensi, l’uno non poteva fare a meno dell’altro.
Dal suo studio in Kurfurstendamm 216, l’elegante quartiere di Berlino, portava sempre qualche novità medica al suo Fuhrer che ogni volta era curioso ed eccitato come un bambino, come ebbe a dire la sua servitù che lo ha servito per quasi tutta la guerra.
Personaggio sciatto, sporco, dai metodi spesso volgari, era esattamente l’opposto di Hitler, che soleva cambiarsi la camicia anche 2 volte in un giorno.
Disprezzato da tutti per la sua ostinazione nel non farsi mai il bagno, Morell era apprezzato solo dalla persona che contava di più.
Diventerà in breve irremovibile.Kurfurstendamm

Hitler soffriva principalmente per la sua flatulenza, era costipato e ciò gli procurava ovviamente molto disagio.
Ma aveva anche molta paura di ingrassare e per ciò cominciò ad ingurgitare molti lassativi. Questo per l’errata convinzione che questo gli evitasse di prendere peso. Dal 1928 in poi.
I lassativi saranno protagonisti della sua storia.

H-pastoMorell addusse i problemi di stomaco principalmente alla sua dieta vegetariana; qui, le feci del contadino bulgaro contenute nel Mutaflor, un preparato decisamente esotico per combattere gli effetti dei lassativi, la fanno da padroni (c’è da chiedersi come Morell sia riuscito a trovare questo contadino proprio – bulgaro… -; avrà provato le feci di tutti gli altri, prima?).
Il problema è che Morell gli somministrava antidolorifici per lenire i crampi allo stomaco, ma che provocavano effetti opposti a quelli dei lassativi; un circolo vizioso per l’intestino di Hitler.
Nonostante questi metodi assolutamente anti-convenzionali, Hitler era affascinato da Morell che trovava sempre qualcosa per le sue complicazioni patologiche che possono aver complicato, se non deciso, almeno 2 delle più grandi battaglie della seconda guerra mondiale.
Dal 1934, biologia e medicina sono alla base del nazionalsocialismo; il vigore fisico, la prestanza sono un diktat per l’ariano perfetto; di conseguenza il dittatore doveva sempre mostrarsi in pubblico al massimo della forma. Lo scrisse anche Goebbels nelle sue memorie.
In questo si sostanziava la presenza di Morell; lo stregone che gli poteva garantire la salute ed il vigore classico proprio della razza ariana.
H-oratoreA questo proposito Morell si rivela decisamente un uomo fidato perchè mantenne segreta la verità sulla condizione psico-fisica del Fuhrer e questo fu un valore altissimo e riconosciuto da Hitler. In più, ad ogni costo e superando ogni difficoltà, fu sempre pronto a produrre ogni rimedio ai problemi fisici del suo paziente per condurlo attraverso la guerra.
Nel ’44 c’è però anche un subentro di un secondo medico: il dott. Ghisingh, uno specialista che lo cura con cocaina per problemi di otite e sinusite per qualche mese. Anche questo signore contribuisce a descrivere l’attrazione di Hitler per certi medicinali innovativi. Non si può definire il Fuhrer un normale tossico-dipendente, ma la sua costituzione neuropatica gli rende particolarmente piacevole l’uso di certe droghe.
Forse è questo il segreto che Morell cela da quasi dieci anni.
Sedativi per l’insonnia ed eccitanti per renderlo efficiente durante il giorno.

Le terapie, gli effetti.

Nel 1936 entrano in scena in Germania per gli usi domestici, per combattere la fatica di tutti i giorni, ricevendo anche un gran supporto con la pubblicità ed Hitler, con il suo dichiarato interesse per queste cose, trova irresistibili questi prodotti; dal 1939 entra in campo il Vitamultin Calcium.
Ogni mattina, prima di alzarsi dal letto, Morell faceva un’iniezione di questo preparato misterioso e la cosa rendeva l’ambiente intorno al Fuhrer molto piacevole perchè era subito pimpante e reattivo mentre l’ago era ancora nella vena.
Niente altro produce questo effetto se non un’anfetamina.
La servitù lo ha sempre descritto prima dell’iniezione come un uomo sconfitto, spompato, con frequenti stati di ansia e depressione e subito dopo, ritornava in sè, pimpante come se nulla fosse successo. Questo faceva sì che provasse profonda gratitudine per Morell; “sei un saggio! – gli diceva – mi hai salvato ancora. Eccoci, tu mi hai curato!”.
Morell rivela solo che il Vitamultin è solo un composto di vitamine. Ma non è vero.
Egli consegna il preparato sotto forma di pillole, in un involucro piccolo e dorato, ma a volte anche per via endovenosa, in abbinamento al Glyconorm.
Verosimilmemente, date le giornaliere inoculazioni, questi preparati influenzavano sicuramente le decisioni militari del Fuhrer, in base al suo stato di dipendenza.
Morell-e-sua-moglieLa disastrosa battaglia di Stalingrado fornisce il migliore esempio di come l’abuso di anfetamine abbia deciso il corso della guerra. La sconfitta di Stalingrado segna il momento cruciale dello stato maniacale di Hitler, quando cioè si ostinava ad ordinare ai suoi soldati di non arretrare di un passo di fronte a condizioni disumane; dove cioè prevale un ottimismo irreale, artificiale, un momento di sensazioni esaltate.
I suoi soldati erano tutti all’oscuro e molti si sono giocati la vita.
Per gli effetti del Vitamultin.
Questo ottimismo falsa il giudizio, la ragione. Il comportamento è coerente con un’intossicazione da anfetamine.
L’ostanata inflessibilità ha deciso la guerra. Ma le iniezioni ripetute hanno causato un fortissimo stress che lo hanno completamente reso, oltretutto, dipendente da Morell.
Hitler-sorridenteLa sconfitta russa provoca anche le critiche feroci dei suoi generali che si ripercuotono anche sul suo cuore, che un anno prima aveva evidenziato una sclerosi coronarica; Morell quindi elimina per qualche tempo il Vitamultin, ma nel 1944 il Vitamultin Calcium diventa Vitamultin Forte e annota sul suo diario: “così, è rinato”.

 

Tra la fine del 1943 e e il 1945 il suo fisico è cambiato: trascina i suoi passi, è ricurvo sulle spalle, presenta tremori forti alle gambe  e alle mani che lo presentano debole e fragile.
Persino la vista è calata molto.
Il paragone con l’uomo carismatico che aveva trascinato le folle ora è improponibile. Tutti i sintomi e gli esami conducono ad una possibile diagnosi: il morbo di Parkinson.
Per gli occhi degli ammiratori è un colpo davvero pesante.
Poi c’è il male alla parte sinistra della testa ed il forte tremore alle gambe; la reazione di Hitler è fatalmente lenta agli avvenimenti che succedono.
Però molti storici asseriscono che i primi sintomi del Parkinson siano stati rilevati già nel 1934. Altri studiosi hanno rilevato che la sua lentezza nel formulare pensieri e la rigidità mentale, a quel tempo definita “inflessibilità“, erano già presenti dal 1934.
La difficoltà a decidere la reazione allo sbarco alleato del 1944
si pensa oggi sia stata provocata dalla patologia dichiarata; Hitler dichiarò che la Normandia era un diversivo e non si mosse da quell’idea, anche quando era evidente il contrario.
Erano disponibili forze più che sufficienti per contrastare efficacemente lo sbarco ma Hitler, ma ancora 48 ore dopo si mostrò inflessibile, anche se a gran voce gli erano richiesti aiuti urgenti che tutti sapevano disponibili.

Teorie, indiscrezioni.

Ma ancora trapela un’altra pista da seguire.
Questa pista spiegerebbe la estrema generosità del Fuhrer per Morell.
Doveva forse mantenere un segreto più alto?

Facciamo un passo indietro. Quando Hitler convocò Morell aveva due problematiche: escoriazioni alla ginocchia e dolori fortissini al basso intestino: due indizi importanti per un esperto di malattie veneree di quel tempo. Per curarlo gli offre una villa sulla riva del lago, nel quartiere di Schwanenwerder di Berlino, per garantirsi il suo silenzio su un segreto così importante.
Morell gli aveva probabilmente diagnosticato la sifilide.

Uno smacco per il Fuhrer. In contrasto con tutte le ideologie naziste, la sifilide era definita una malattia ebrea, probabilmente contratta in gioventù con una prostituta e sempre tenuta nascosta.
Hitler è ossessionato dalla potenza mortale della sifilide: ne scrive a lungo sul suo Meinkampf. La grande minaccia alla purezza razziale.
E questo è un segno di un grande interesse all’argomento.

Un diario di Himmler fornisce un’altra prova evidente.
Felix-Kirsten&HimmlerEgli teneva un dossier segreto su molte persone, anche sullo stato di salute di Hitler e parlando col suo massaggiatore, Felix Kersten, rivelò di essere preoccupato perchè sapeva Hitler una persona all’ultimo stadio della sifilide! Nel 1942 sembra affetto da una
parziale paralisi. Tesi, questa, confermata dai documenti concessi dalla vedova di Kersten, firmati da Morell e da Karl Brandt. Sembra che alla fine del ’42, poco prima della disfatta di Stalingrado, Morell abbia mandato una lettera ad Himmler rivelandogli preoccupazioni sull’imminente catastrofe fisica del Fuhrer dovuta appunto alla malattia venerea.
La diagnosi del cuore rivela la compatibilità con la malattia; l’aritmia rilevata era tipica dei malati di sifilide e Morell conosceva molto bene questo tipo di segnali.
Morell ora ripiega sui sali di ioduro: 10cc di Septoid. Ogni giorno.

Come da metà del 1944, come già scritto, la situazione precipita.
lo stress e l’abbattimento, la consapevolezza della sconfitta, aumentano esponenzialmente la crescita degli effetti della malattia.
H45Hitler si presenta rarissimamente in pubblico e quando lo fa, mostra il braccio sinistro immobile con la mano tremolante (un po’ come il capitano Miller di “Salvate il soldato Ryan”, per intenderci).
A detta di qualche soldato presente del FuhrerBunker, si trascinava i piedi come uno zombie; nelle ultime settimane di aprile del 1945 non si avventurava più su per le scale perchè sapeva che le gambe non lo avrebbero sorretto.

is-still-alive
Quest’immagine è poco compatibile con le tesi che lo vede fuggitivo in Argentina, con l’iter della fuga descritto altrove in questo blog.
Quindi:
o la situazione fisica non era così invalidante da impedirgli un’evacuazione certamente impegnativa, (tesi di C. Baer in Hunting Hitler),
oppure l’ipotesi della fuga si rivela del tutto improponibile.

ip1

Personalmente sono fermamente convinto della prima ipotesi.

ip2

lista aggiuntiva di medicinali (dal 41 al 1945):

ArgroomBrom Nervacit
Chineurin
Chineurin
Cortiron
Doctor Kosners antigaspills
Enbasin
EuFlat
Eupaverin
Glucose
Glyconorm
Homatropin
Intelan
Camomilla Officinale
Luitzym
Omnadin
Orchikrin
Penicilline-Hamma
Progynon B-Oleosum
Prostacrinum
Prostophanta
Septoid
Potassium Iodio
Strophantin

 


Herr doktor (appendice succosa)

Linge-GunscheLe informazioni qui riportate sono desunte da una ricerca (difficile e costosa) nei documenti riservati e tradotti da Andrea Casalegno di un complesso dossier su Hitler, conservato nell’Archivio di Stato russo per la storia contemporanea di Mosca, che contiene la deposizioni spontanee di Linge e Günsche del 1946.

H-b&wAll’inizio di agosto del 1944 lo stato di salute di Hitler peggiorò. Gli attacchi di capogiro divennero più frequenti e gli venne prescritto riposo a letto per due settimane. Hitler riceveva a letto i rapporti sulle operazioni militari. Trascorreva le sere insieme alle sue segretarie, tutte schierate intorno al suo letto. Assieme alla sua perpetua flatulenza. Chissà che ambientino! In quel periodo sorse anche una «lotta di potere» fra i medici di Hitler. Brandt e Hasselbach, i medici e chirurghi responsabili delle cure, disapprovavano i metodi di Morell. Essi gli rimproveravano il fatto che l’organismo di Hitler assorbisse dosi eccessive di stricnina, a causa della quale lo stato complessivo del paziente peggiorava co­stantemente. In quel periodo Hitler soffrì anche di una lieve forma di itterizia, che regredì rapida­mente dopo un trattamento adeguato. L’otorinolaringoiatra Giesing, che curava Hitler per i danni al timpano, (dell’attentato del 20 luglio) diagnosticò un avvelenamento da stricnina, perché interpretò erroneamente l’etichetta di una medicina (si trattava in realtà delle pillole antiflatulenza del dottor Köster). Hasselbach e Brandt, entrambi laureati in chirurgia, erano stati messi in allarme da Giesing. Per manifestare sintomi reali di avvelenamento da stricnina Hitler avrebbe dovuto prendere circa 150 capsule al giorno del suo preparato per rigenerare la flora batterica intestinale. Il dottor Giesing, che curava Hitler per i danni al timpano causati dalla bomba, si mise aperta­mente dalla parte di Brandt e di Hasselbach. Del conflitto ne venne a cono­scenza di Hitler. Naturalmente fu Morell ad avere la meglio, perché con i suoi stimolanti e i suoi anestetici egli era diventato indispen­sabile per Hitler. Egli congedò Giesing e licenziò Brandt e Hassel­bach. Al loro posto Himmler gli inviò il suo medico personale Stumpfegger. In quei giorni Hitler ebbe urgente bisogno pure di cure dentistiche: il suo dentista Hugo Blaschke, che l’aveva curato per molti anni, ven­ne convocato alla «Trincea del lupo». Questo signore veniva chiamato regolarmente nella Cancelleria del Reich, nel castello di Berghof e nella «Trincea del lupo», dove curava i denti di Hitler, di Eva Braun e dei collaboratori dello staff personale di Hitler. L’oro usato da Blaschke per le otturazioni proveniva dalle for­niture delle direzione generale delle SS; era l’oro che la Gestapo ave­va tolto ai prigionieri dei campi di concentramento. Inoltre la dire­zione generale delle SS riceveva le capsule, i ponti e i denti d’oro strappati ai prigionieri di guerra russi. Intorno alla metà di agosto, dopo due settimane di degenza a let­to, i medici erano riusciti a ristabilire la salute di Hitler, tanto che egli poté di nuovo prendere parte alle riunioni quotidiane sulla si­tuazione militare. A dire il vero Hitler era ancora molto pallido e piuttosto malfermo sulle gambe. Sotto gli occhi aveva profondo oc­chiaie scure. H-a-tavolaLa sua mano sinistra era agitata da un tremito violento. Egli portava ancora al collo il braccio destro, contuso a causa del­l’esplosione, e camminava più curvo di quanto avesse mai fatto. La situazione generale peggiorò a metà febbraio 1945, quando si trasferì nel suo bunker sotterraneo. Insieme a lui vi alloggiò anche Morell, senza le cui iniezioni non poteva resistere nemmeno un giorno. A metà mese, poichè soffriva di insonnia, le segretarie restavano a fargli compagnia fino alle cinque o alle sei del mattino. All’inizio di aprile al tremito della mano sinistra si aggiunse un nuovo male: cominciò a dolergli l’occhio destro. Linge dovette inoculargli ogni sera ed ogni mattina delle gocce di cocaina per lenire il dolore. Il 19 aprile, Hitler chiamò Linge presso di sé dicendo di aver una fortissima emicrania e di sentire la testa congestionata. Si dovette chiamare Morell per un salasso urgente. Questa volta non si fece ricorso alle sanguisughe; si prepararono le iniezioni direttamente in camera da letto, dove Hitler rimboccò freneticamente la manica sinistra della camicia e si sedette sul bordo del letto. Respirava a fatica, in viso era rosso con gli occhi spalancati.

Sul contenuto delle deposizioni

Nel considerare le deposizioni sulla vita privata (se di privato si può parlare) i punti riportati negli articoli Herr doktorleggeri… a tavola e il presente, sono essenzialmente due: il modo di alimentarsi  e di bere e le sue malattie curate in maniera maldestra. Poi ci sono aspetti laterali curiosi come la non tolleranza al fumo passivo che lo proiettava in una dimensione assente e disorientata. Il fatto poi che Hitler fosse vegetariano deve essere considerato una delle cause  dei suoi frequenti malesseri; non passi inosservato il fatto che bevesse brodini di verdura e chiudesse il pasto con una quantità di dolciumi esagerata. In un giorno poteva mangiarne fino ad un chilo. Hitler ci viene riportato come un uomo esausto e sofferente che in un giorno riceveva fino a quattro iniezioni di Vitamultin, riducendolo alla dipendenza fisica e spirituale dalla pervitina e dalla caffeina. Infine, chi lo ha visto racconta dell’ineluttabile progressione della sindrome di Parkinson. Ma sino alla fine, Hitler conservò intelligenza e memoria chiara unitamente a momenti di assenza e di indifferenza nei confronti dell’ambiente circostante.


curiosità: 27sett-1939 news

27 settembre.

Primi deliri di onnipotenza di Hitler: oggi informa i suoi principali capi militari delle sue intenzioni di invadere la Francia. Gli viene cortesemente (hai visto mai…)  fatto notare che questi piani sembrano un tantino sproporzionati per i mezzi a disposizione.

Primi effetti della cura Morell? oppure (detto alla romagnola):
si è fatto prendere dalla fantastica”?

germans-in-Varsavia

Però, intanto, il restante dell’esercito polacco seguiterà a battersi sino al 2 ottobre. Ribbentrop parte per Mosca dovendosi procedere alla definitiva spartizione della Polonia e decidere la fine degli Stati baltici. L’URSS lascia la Lituania ai tedeschi e ottiene in cambio Lublino, Lvov e Biaystok. L’indomani queste modifiche vengono consacrate con un trattato di amicizia e definite in un secondo protocollo segreto aggiunto al patto di non-aggressione.
Non è stato però discusso lo scambio di Vicolo Corto con la stazione Est…

Roma, al solito, è tenuta all’oscuro di tutto. Un buon inizio di rapporto, eh?
Hitler, che ha fatto sapere per vie traverse di essere pronto a firmare la pace con l’Inghilterra, vuole «attaccare ad occidente quanto prima possibile, finché l’esercito franco-britannico è ancora impreparato».
Data presunta dell’attacco: 12 novembre.


un gesto…carino

SudetiLa sera del 14 marzo 1939 la Nuova cancelleria del Reich era illuminata come non mai. Tirata a lucido (beh, poca fatica: era nuova di pacca ed era costata circa 88,9 milioni di marchi), attendeva l’arrivo di Hachà, il presidente della seconda Repubblica cecoslovacca, per la discussione finale sulla cessione dei Sudeti. Si saprà, di lì a qualche anno, che nelle stanze attigue Keitel, Schumundt e altri ufficiali dello Stato maggiore stavano già studiando i piani d’invasione della Cecoslovacchia. Per farsi avanti coi lavori! … Si capisce. Un gesto di distensione. Nota curiosa. Hachà, giunto a Berlino verso sera, era alloggiato all’Hotel Adlon. Hitler, adot­tando la famosa tattica di « ammorbidimento» che ‘gli era abituale, fece attendere il capo del governo cecoslovacco fino all’una di notte, prima di riceverlo nella Nuova Cancelleria del Reich. Così, per metterlo a suo agio. E per lo stesso motivo ha predisposto il passaggio dell’ospite attraverso un ‘intera compagnia di Leibstandarte “Adolf Hitler”. Tutti impettiti e con l’aria minacciosa. Va bene.

Hachà-arriveHachà entra, accompagnato dal suo ministro degli Esteri Chvalkovsky. Dopo aver percorso l’interminabile cammino per tutto l’edificio della Nuova Cancelleria ((146 metri)), essi compaiono davanti a Hitler. Questa volta Hitler non abbisogna di uno specchio per provare l’espres­sione del viso adatta allo scopo. Quando i due entrano, egli è ritto con il volto del più grande dominatore di tutti i tempi.

Le porte si chiudono.

Hacha-Hitler1939Dopo un gelido saluto, Hitler chiese ai due statisti cechi Hachà e Chvalkovsky di prendere posto al tavolo, dove si sedettero anche Ribbentrop, Goering e il segretario di Stato del ministero degli Inter­ni Stuckart.
Quest’ultimo è incaricato dell’amministrazione dei Paesi occupati.
Hachà viene messo di fronte alla richiesta di sottoscrivere un do­cumento già preparato che dichiara la Boemia un protettorato della Germania e fa della Slovacchia uno Stato indipendente. Questa volta Hitler non si accontentò, come aveva fatto durante l’incontro con il cancelliere austriaco Schuschnigg, di far comparire Keitel nel ruolo di Marte, il dio della guerra, per alludere alla con­centrazione di truppe tedesche alla frontiera. Egli dichiarò a Hachà, senza giri di parole, che la Wehrmacht tedesca era pronta a occupa­re tutta la Cecoslovacchia.

Hacha si rifiuta di firmare il documento. L’atmosfera nello stu­dio di Hitler si arroventa. Ribbentrop salta in piedi e si precipita su Hachà, per mettergli davanti ancora una volta il foglio da firmare, al quale Hitler ha appena apposto la sua firma.
Hitler minaccia Hachà: « Se lei non firma, i bombardieri tedeschi ridurranno Praga ad un cumulo di macerie fumanti!…».

Ore 01.09: dopo una 10 di minuti e sbraiti vari del Fuhrer Hachà sviene.

Intorno all’una e venti venne chiamato nello studio il medico per­sonale di Hitler, insieme alle SS Bornholdt, Hansen e Koster, che fa­cevano parte della guardia del corpo di Hitler. Poco dopo essi usciro­no portando a braccia il corpo immobile di Hachà, che collocarono in una stanza attigua. Morell pratica a Hachà, che è svenuto, un’inie­zione. Dopo qualche minuto il medico riesce a riportare in sé Hachà con una delle sue pozioni magiche e misteriose..

Hachà viene riportato a forza presso Hitler. Gli ficcarono in mano una penna stilografica e gli assicurarono che nessuno aveva l’intenzione di germanizzare il suo Paese. Al popolo ceco sarebbe stata garantita piena autonomia (la stessa di cui egli disponeva in quel momento…(nota leggermente sarcastica)).
Alla fine Hachà cedette e firmò.

Emil-HachaDopo che Hitler è riuscito a costringere Hachà a firmare, gli vie­ne in mente che al documento è necessaria una motivazione. Quindi, su due piedi viene formulato un « appello» della Repubblica cecoslovacca, che prega la Germania di prenderla sotto la sua protezione militare, liberandola subito in tal modo dai « disordini interni» e dalla « pressione sui propri confini».
Hachà firma anche l’appello.
Poi l’aiutante di campo di Hitler Schaub dà ordine all’ufficio te­lefonico di creare un collegamento diretto con Praga.
Barcollando e respirando a fatica, Hachà portò a conoscenza governo di Praga del documento appena firmato.
Le forze armate della Cecoslovacchia ricevettero l’ordine di deporre le armi.


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