Archivi tag: linea Maginot

la spocchia di Churchill

A metà ottobre 1939 la domanda più probabile che un lettore si può fare potrebbe essere: «perché restare passivi (così tanto… passivi , ndr.) mentre la Polonia viene annientata?». Una domanda lecita, rivolta ad Inghilterra ma anche alla Francia. La Francia, così nominalmente forte sul piano militare, che ha dichiarato guerra come gli inglesi il 3 settembre e che invece ha mostrato il braccino corto facendo qualche piccola scaramuccia contro i nemici eterni di Madre-Germania… Una risposta possibile potrebbe essere che in realtà la battaglia era stata perduta qualche anno prima. Il gen. Gamelin, un uomo del 1872, aveva ricusato l’affrontare i pericoli già un paio di volte nel corso dell’anno (1938-1939) e lo stesso aveva fatto il Gabinetto inglese, facendo retrocedere come Potenza bellica, ognuno, il proprio Paese. In poche parole, Hitler aveva fregato tutti. Sul tempo. Nessuno era militarmente pronto e la guerra era stata dichiarata pro-forma. Per rispetto. Secondo me, Hitler era certo che il sistema governativo francese fosse corrotto sino al midollo e che la sua corruzione si fosse propagata anche all’esercito. In più conosceva la forza di cui il comunismo disponeva in Francia e sapeva che avrebbe poi indebolito e forse paralizzato ogni intenzione bellica. Poi era sicuro che in Inghilterra dominasse uno spirito di pacifista mollezza e decadenza.

Di fatto, l’unica cosa tangibile che gli inglesi avevano in mano era la valutazione delle forze altrui. Valutarono che i tedeschi avessero mobilitato almeno 116 divisioni, di tutte le classi. Io non le sapevo ‘ste cose. Ma sul fronte occidentale, 42 divisioni; in Germania centrale, 16 div.; fronte orientale , 58 div. E contro la Polonia ne furono inviate 58, scelte tra le meglio addestrate: ne restavano quindi 55/60 di varia efficienza. Da notare qui, e lo dico già adesso, che le grandi divisioni mitiche corazzate di cui la Germania potè disporre più tardi non erano ancora state create. quella giò pronte si erano mostrate in Polonia, ma la grande produzione di carri armati era ancora un work-in-progress. Queste le valutazioni dell’ufficio statistiche.

Churchill aveva appoggiato il consiglio della Commissione di Guerra per l’istituzione di un esercito possibile (al momento) di 55 divisioni di media qualità, con un rapporto coi tedeschi di 2:1 e poco rassicurante. Lo Stato Maggiore inglese riteneva che, a Polonia sconfitta, la Germania avrebbe dovuto mantenere le zone conquistate con 15 div. meno efficienti, se però, come ho già scritto, i tedeschi non si fossero sentiti sicuri del patto concluso con la Russia avrebbero dovuto aumentare il numero almeno fino a 30 (600.000 uomini). Sembra di giocare a Risiko… eppure è così.risiko-Tank

giocattoli-di-guerra

La Francia, da par suo, nel giro di 4 mesi avrebbe mobilitato 72 divisioni senza sguarnire la linea Maginot ed il confine italiano, ma non era ancora spiritualmente concentrata sul nuovo clima bellicoso e perciò le cose andavano a rilento. Non si poteva assolutamente fare meglio.

Nonostante questo clima di manifesta inferiorità di mezzi e di preparazione alla guerra e nelle sue Memorie (del 1953) recita:  “Hitler, a breve, avrebbe conosciuto l’assoluto vigore mentale e morale del suo popolo di isolani, i quali, pur essendo sempre stati avversi alle guerre e alle preparazioni militari, avevano imparato durante i secoli a considerare la vittoria come un attributo acquisito per diritto di nascita !“.

Churchill-writes

Ora se si scrive in questo modo per rievocare quel momento, o si è fuori testa o si è un inguaribile romantico. Nell’uno e nell’altro caso è necessario farsi vedere da uno bravo e anche velocemente. A mio modo di vedere, non esiste uomo che possa considerare la vittoria come un attributo acquisito per diritto di nascita -,
< è una frase che come minimo meriterebbe qualche improperio! >.  Churchill’53 forse dimentica che a vincere la guerra sono stati i russi e gli inglesi. Quegli inglesi di cui parla, stavano per soccombere durante la battaglia dell’Atlantico e durante la guerra in Africa. Se non era per l’intervento provvidenziale della < legge affitti e prestiti > americana (che aiutò persino la Russia) l’Inghilterra sarebbe potuta diventare una colonia tedesca! Con alleati come la Russia e l’America (tutta) anche il Liechtenstein potrebbe vincere una guerra mondiale! Altro, che diritto di nascita! E lo si sapeva anche nel 1950.

In seconda battuta, non approvo la leggerezza con cui tratta l’annessione di Estonia, Lettonia  e Lituania, secondo le firme sugli accordi di ” reciproca assistenza ” e sempre secondo i quali moltissimi uomini vennero ferocemente sterminati in quanto elementi anticomunisti e anti-russi. Per altri, la Siberia.
Ma per Churchill questo fu uno step doveroso. Non lo sapeva che erano  civili, e non carne da macello, quelli là? Mah… Forse quei russi avevano un diverso diritto di nascita … Non andavano protetti?

A metà ottobre dichiara alla Camera dei Comuni che, come risposta alla pace offerta da Hitler, ha richiamato alle armi quasi un 1.000.000 di uomini (le famose 55 div.) che sarà in grado di entrare in azione in ogni punto del fronte ove sia richiesta la sua presenza. Si sarà accorto che è stato lui a dichiarare guerra ad Hitler e non il contrario? Quindi, teoricamente, sarebbero i suoi inglesi a dover attaccare, no? Non so. Forse io ho una prospettiva troppo diversa data dalla mia epoca, ma ciò non mi distoglie dall’affermare che i civili vadano sempre preservati. Qualunque sia la loro origine.
Ho l’impressione che in molti casi il giudizio politico-militare usi a piacimento il metodo dei 2 pesi e 2 misure…

palloni-di-sbarramento


impressioni…di settembre 1939

impressioni-di-sett
il testo della PFM non era proprio così, ma ci accontenteremo…perché, in base a ciò che ho imparato, PFMdopo la dichiarazione di guerra alla Germania per la garanzia data alla Polonia, la Francia e la Gran Bretagna non mossero un dito per soccorrerla dall’attacco nazista, prima e da quello comunista, subito dopo. Alla mediazione dell’Italia per una conferenza di pace (tipo Monaco), risposero ponendo la condizione al ritiro dal territorio invaso prima di qualsiasi trattativa. Malgrado la rigidità dei governi alleati sul piano diplomatico, prevalse sul campo di battaglia l’emblematico principio che non valeva la pena di morire per Danzica. Tranne in qualche caso, se lo si ricorda, le Armate franco-inglesi rimasero dentro le viscere della linea Maginot, passando il tempo tra spettacoli di Maurice Chevalier e Josephine Baker, pur sapendo che i tedeschi avevano schierato lungo la linea Sigfrido poche divisioni di riservisti, che poca resistenza avrebbero potuto opporre. Solo tre mesi dopo la dichiarazione di guerra ci sarà il primo caduto inglese: per un incidente.

Perché tanto immobilismo? Francia e Gran Bretagna speravano in una soluzione pacifica, con la mediazione dell’Italia verso un Hitler pur esso in attesa di qualcosa. Per circa otto mesi si assisterà a questa sceneggiata, dove l’unica preoccupazione sembrava essere passare il tempo. Naturalmente anche i toni bellici erano dimessi: i grossi temi, come la difesa della democrazia, i diritti umani, la lotta al nazifascismo erano ancora nel cassetto. Questa guerra fu chiamata “stramba” dai francesi, “vaga” dagli inglesi, “seduta” dai tedeschi, “dei coriandoli” da noi italiani (per via dei lanci di volantini) e “fasulla” dagli americani.

In Inghilterra, il buon Churchill si sbraccia a parlare a destra e dove può di come era ancora caldo, di quanta vigoria mostravano i tedeschi, di quanto pochi armamenti disponeva al momento, di quale atteggiamento si doveva tenere verso la Russia sovietica e l’Italia e che linea si doveva seguire nei Balcani. Insomma: morbida politica; infatti la cosa più importante che ne seguì fu l’istituzione della commissione per la difesa del territorio nazionale. Niente di più. Sì, si era dichiarato guerra alla Germania, ma l’impressione europea era stata quella di una cosa doverosa,  proforma. E la Francia? La Francia diceva sempre di sì, ma non faceva nulla. Al solito.

Perché farsi del male?…Adesso, faremo qualcosa, ma ora non possiamo! Si parlò di approntare un piccolo esercito di 55 divisioni, di istruirlo, di dotarlo di mezzi abbastanza moderni e di cominciare (prudentemente) a convertire alcune fabbriche alla produzione bellica. «…Così, vedrete, in 18 mesi saremo pronti!…” disse il buon Winson.

…azzarola! Che reazione! Nel frattempo che l’Inghilterra si fa le sue storie, Hitler ringrazia e rifà…la sua geografia!Churchill-talks

«D’accordo; ci hanno buttato giù una nave ma non è stato poi granché… Sono morte 500 persone, ma ci rifaremo…».
Un approccio moderato e compatibile con le reali possibilità di quel mese.

In Italia non stiamo meglio. Badoglio è stato invitato a sincerarsi delle dotazioni italiane. E’ andato e ritornato con le mani nei… pochissimi capelli rimasti, dicendo che siamo ancora all’800 con le cose ancora funzionanti. Se funzionano ancora. Stimolante. Il Re ha fatto finta di non capire il rapporto (cos’è? è scemo?); ha detto che manderà qualcun altro a verificare… Nel frattempo sentirà il gen. Carboni che è sempre bene informato.

Nel frattempo di tutte queste chiacchere e pinzillacchere, la Polonia è spappolata dai tedeschi e nessuno, dico nessuno, ha mosso un mezzo dito. Chiedo: la Società delle Nazioni che tanto ha imperversato dagli anni ’20 in Europa,  cosa serve? come le offerte della Coop?


%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: