Archivi tag: Juan Peron

Escaping_files2017•06

L’isola Huemul.

I progetti. Gli uomini. Un nuovo Fuhrer.

L’Argentina non rappresentava soltanto un possibile rifugio lontano e sicuro per i nazisti in fuga, ma un luogo ideale per lo sviluppo dell’energia atomica, motori speciali per sottomarini, aerei modernissimi e armi di ultimissima generazione.
Con la benedizione di Peron che voleva costruire una potenza mondiale.
Questa joy-venture tra nazisti ed argentini era diretta dal prof. Ronald Richter, in realtà un vero austriaco, che lavorava a stretto contatto con gli scienziati Beck, Haffke, Ehrenberg, Seelmen-Eggbert, Greinel e gli italiani Abele e Pinardi. In quel luogo, assolutamente isolato e remoto — un’isola fortemente presidiata da unità dell’esercito argentino — si lavorava con successo anche su altri progetti, incluso quello di un motore ad energia nucleare da utilizzare nei sottomarini.


L’avventura nucleare sull’isola Huemul comincia una attività febbrile. In poco tempo sorgono vari edifici destinati a laboratori e depositi, che si riempiono di macchinari costosissimi – lo scienziato ne ordina a getto continuo, senza badare a spese – ed anche una centrale elettrica per ottenere l’enorme quantità di energia necessaria agli esperimenti. Quello dell’energia elettrica risulta essere un elemento chiave nei confusi e spesso contraddittori esperimenti dello scienziato: Richter arriva al punto di ordinare una bobina di rame alta 4 metri e larga 3, del peso di 50 tonnellate. Il problema era, quel punto, trasportarla sul posto.

laboratorio privato di Richter

Parallelamente, in un altro centro militare e con la supervisione dello stesso Hitler, si stava preparando un missile da crociera.
Su questo tema resta molto da scoprire poichè c’è carenza di informazioni ufficiali, ma per il motore nucleare sembra che sia alla base del primo sommergibile nucleare al mondo, il “Nautilus”, costruito poi dagli Stati Uniti e varato nel 1954. Ma prima fu sviluppato in Argentina in segreto. Non è nuova la notizia che a fine conflitto gli americani fecero manbassa di scienziati e progetti altrui per sembrare grandi e potenti.
Ricordiamo l’operazione Paperclip, ma soprattutto 1000 altre operazioni segrete che fruttarono segreti militari decisivi.
A questo tourbillon di missioni scampò miracolosamente il capo della fabbrica Focke-WulfFlugzeugban Kurt Tank, progettista del primo caccia a reazione argentino, il famoso Pulqui II (significa “freccia“), ma copia dei progetti del TA-183, per mano di uno spionen, finirono nelle mani dei sovietici che svilupparono di colpo il famoso MIG, che in realtà è lo stesso.

immagine 1436×983 px

Nel 1948 A Buenos Aires giunse il pilota Hans Rudel sotto il falso nome di Emilio Mayer. Era una persona famosa se si considera che a Berlino conferiva direttamente con Hitler — il quale lo aveva decorato con la Croce di Ferro con Fronde di Quercia in Oro, Spade e Diamanti riservata a non più di 12 persone in tutto il Reich — e che osava contraddirlo quando la sua opinione non coincideva con quella del suo capo. Cosa decisamente rara per un ufficiale.
Lavorava per le Industrie Aeronautiche e Meccaniche della Stato (IAME) ed era diventato subito socio del Club Andino Bariloche, solo per nazisti in Argentina. Nel 1951, sentendosi più sicuro, riprese il suo nome, e in breve tempo divenne il leader del neonazismo.
Nel 1952 il Partito dell’Impero Tedesco di estrema destra lo nominò il “Nuovo Fuhrer”(edizione21luglio1952). Non è chiaro se la cosa implicasse la tacita approvazione di un Hitler stanco ed in pensione.
Nel frattempo, già dal 1948, il governo argentino aveva creato una commissione speciale per esaminare i singoli casi degli immigrati, in particolare quelli con documenti falsi o non idonei all’ingresso nel Pease, con l’intento di facilitare l’accesso ai nazisti.
Contemporaneamente, da più parti giungevano voci che Hitler ed Eva Braun vivessero agiatamente in Patagonia in uno dei grandi ranch, che si estendono per migliaia di ettari, di proprietà di nazisti, dove se non parli tedesco è impossibile ottenere qualsiasi informazione. Questo potrà sembrare troppo poco, ma è così.
Comunque, le indagini portavano tutte al ranch San Ramon.
(tutte le info più profonde, come quelle relative a Casa Inalco, sono nel libro Bariloche Nazi di Abel Basti).

Annunci

operation HighJump

In questi giorni, dopo aver pubblicato l’articolo Escaping_file2017/04 e le foto sull’argomento dell’Antartide che, spero, abbiate visto, mi sento rapito dalla sete di notizie che possono placare la mia curiosità e le mie fantasie. E qui ancora, non ho detto tutto.
E’ una storia che mi acchiappa un totale. Come un bambino. E’ vero. Mi succede, di tanto in tanto e devo andare avanti. Va bene, vado.


titolo:            CHI HA SCONFITTO gli americani in Antartide?

 

Il fatto.

Intanto cominciamo da qui. Alla fine dalla guerra moltissimi ufficiali SS sono riusciti ad eludere le ricerche degli Alleati rifugiandosi “sottoterra”, come dicono alcuni documentari, ed in zone assolutamente remote per dare un seguito al proprio pensiero politico e al proprio futuro.


Uno di questi è proprio sparito; è il generale Hans Kammler, il generale responsabile degli studi più avanzati delle armi segrete di Hitler. L’uomo che poteva sapere tutta la verità sugli ultimi ritrovati tecnico-militari in via di sviluppo.
La prima cosa strana. Il 17 aprile 1945 il generale rifiuta una richiesta di Himmler (suo superiore e Comandante SS) di inviargli subito un “autocarro Junkers”, che in codice significava l’imponente aereo esamotore JU390, un aereo appena testato in grado di volare per oltre 9500 Km senza scalo. Una roba mai vista. Del velivolo esistevano solo due esemplari e uno era appunto in uso a Kammler. Il punto è che dopo la guerra questi esemplari non sono più stati ritrovati.   Mistero.
Possibile che Kammler sia fuggito proprio con questo aereo?
Dove si sarà diretto?

Nel 1945, praticamente già a guerra finita e casualmente, in Argentina si registrano continui avvistamenti di UFO mai visti in precedenza.
Si parla non di qualche… ma di migliaia di avvistamenti. Qualcuno cominciò a parlare, a bassa voce, di roba nazista che coincideva con l’arrivo continuo di materiale segreto attraverso i sommergibili.
Nello stesso periodo Juan Perón rilascia migliaia di passaporti per scienziati nazisti e nel 1948 questi avvistamenti aumentano in modo esponenziale. Ma non esistono prove documentate argentine.
Di nessun genere.


Secondo alcune voci trapelate da esperti, Kammler ed una certa quantità di altri scienziati tedeschi si sarebbero rifugiati in Antartide, in un luogo assolutamente sicuro.


Altre voci di marinai tedeschi confermavano che truppe sceltissime avessero già creato da qualche parte una base permanente – autosufficiente – in grado di poter resistere a qualsiasi attacco.

Da documenti fortunosamente ritrovati in Germania sarebbe emerso anche che la base tedesca 211 fosse popolata non solo da scienziati e ricercatori, ma anche da giovani SS della Gioventù hitleriana (di sesso maschile e femminile) che avevano oltretutto il compito di reinvigorire la razza eletta. Si parla di oltre 100.000 unità. Faccio il paragone con il comune di Forlì. Oltre questi, c’erano i soldati e le maestranze.
Altri dati, non ufficialmente confermati, affermebbero che la base avesse gallerie per oltre 14 miglia, oltre agli spazi abitativi e quelli militari.

 

E qui entriamo nella parte curiosa che rafforza, non poco, la teoria misteriosa che aleggia su queste zone del mondo.

Nel 1946. un anno dopo la fine della guerra ha inizio uno dei capitoli più incredibili di questa vicenda. E per giunta, mai chiariti.
L’ammiraglio Byrd, il più famoso esploratore americano della regione artica, nel 1947 guidò al Polo sud una spedizione che vantava la più imponente flotta mai mandata in Antartide; 13 navi e 4700 uomini, oltre ad una portaerei all’avanguardia, un sottomarino, diverse cacciatorpediniere e decine di altri aeromobili ad ala fissa e rotante.
Una massa di risorse militari alquanto strana per una missione che doveva essere solo scientifica e sperimentale.
.                                                                              .(vedere immagini…sotto)

Ufficialmente la missione, completamente finanziata dalla US Navy, deve verificare la capacità delle truppe americane di gestire un’eventuale invasione russa dell’Antartide.
A livello ufficioso però l’Ammiraglio Byrd ha il compito di accertare la presenza di nazisti nella regione ed eventualmente di sbaragliarli.
L’operazione, preparata da tempo, aveva rifornimenti di ogni genere per 8 mesi; quindi si valuti la quantità di materiale (viveri, suppellettili, armi, vestiti, ricambi meccanici per tutto) che doveva essere sufficiente ad ogni evenienza per 4700 uomini.

Strananente rimasero sul posto, senza fare grossi progressi, solo 8 settimane! Ma il punto è che quando andarono via se ne andarono di corsa!
Una fuga vera e propria.
E nessuno spiegò mai il perchè la missione fu interrotta.
Subito iniziò a circolare la voce che la flotta, l’intera flotta aveva incontrato grosse difficoltà: si era imbattuta in qualcosa di inaspettato o qualcuno. Al proposito, i commenti dell’Ammiraglio Byrd gettano benzina sul fuoco. Ai giornalisti Byrd disse che gli Stati Uniti dovevano prepararsi a fronteggiare dei velivoli capaci di volare da polo a polo a velocità incredibili. Ma non poteva dire di più. I giornalisti intesero che si riferisse forse a dischi volanti nazisti e che i suoi uomini avessero avuto la peggio e che l’improvvisa fuga della flotta si fosse resa necessaria dopo un tentativo di scontro contro quei mezzi.
Ma vigeva un assoluto riserbo sui particolari.

Sarebbero emerse voci su studi di velivoli TOP SECRET in grado di rivoluzionare la scienza. Poi, stranamente, la cosa è caduta nell’oblio e non se ne è più parlato. Ma gli americani , in questo, ci hanno abituato da tempo. In quel frangente c’era una guerra fredda e il nemico poteva anche ascoltare.

Sull’operazione High Jump si è saputo che durante la prima settimana del gennaio 1947 vennero lanciati i previsti voli di ricognizione della zona dove tutto andò secondo i piani. Vennero scattate circa 10mila foto aeree, poi improvvisamente accadde qualcosa di misterioso, di inspiegabile, di non detto, che obbligò l’armata ad una precipitosa fuga (mai successo prima nella storia americana). Non prima però di aver perso una torpediniera, quasi la metà della flotta aerea (14 aerei), alcune decine di uomini – qualcuno disse – contro i tedeschi. Nota, non a margine: quel soldato che aveva rilasciato questa informazione pochi giorni dopo sparì misteriosamente.
Un giornale riuscì a pubblicare una piccola serie di fotografie che illustravano parte delle esplorazioni militari che mostravano strutture incredibili sepolte dai ghiacci suscitando un interesse particolare e stimolando fantasie di ogni genere (vedere…sotto).
Ma nel 2002, l’equipaggio di 6 persone di una Tv californiana famosa, inviato per stendere un servizio su strane rovine di una civiltà antica e sconosciuta ritrovate sotto i ghiacci, è sparito misteriosamente in blocco e non è mai più ritornato.
Quello che accomuna un po’ tutto l’argomento è che non esistono ulteriori dettagli. I russi però stanno scavando in zona da trent’anni.

Gallery


Escaping_files2017•03


Deliveries. Arrivals.

U-530 episode.

Secondo un articolo apparso il 7 febbraio 1945 su Le Figaro, un U-boot ha effettuato il trasporto n.17-44 con i seguenti valori:
187.692.400 marchi; 17.576.500 dollari; 4.682.500 sterline inglesi; 24.976.500 franchi svizzeri; 8.379.000 fiorini olandesi; 17.280.000 franchi belgi e 54.963.000 franchi francesi +
87 Kg di platino, 2.511 Kg di oro e 4.638 carati di diamanti.
Un trasporto dei tanti.
Sembra che questi fondi siano stati depositati nella Banca Tedesco-Transatlantica, nella Banca Germanica, nella Banca Tornquinst e nella Banca Strupp e registrati su un conto di Juan Peron e sua moglie Maria Eva Duarte Peron.

Nel mese di marzo un documento argentino riporta:
Oggetto: sbarco tedesco a San Clemente del Tuyú, Buenos Aires.
Tramite i nostri agenti che ne controllano l’operato, Ludwing Freude, agente del Terzo Reich, ha effettuato ingenti versamenti in diverse banche su piazza, a nome della popolare attrice di radioteatro Maria Eva Duarte Ibarguren.
Freude disse a “Natalio” che il 7 febbraio scorso un U-Boot (sottomarino della flotta dell’ammiraglio Doenitz) ha effettuato il trasporto n. 17-44 portando in Argentina un tesoro che aiuterà a ricostruire l’impero nazista nel mondo.
Ricerche successive hanno permesso di scoprire che i pacchi sbarcati vennero consegnati alla residenza Lahusen, con scritto “Gheime Reichssage “, arrivando in diversi camion nella notte fra il 28 e 29 marzo di quell’anno. I versamenti sono stati fatti nella banca tedesca, banca tedesco ..Transatlantica, banca Germanica e Banca Tornquinst. Tutti a nome della signora precedentemente citata. Si continua a investigare.
Firmato: Nicéforo Alarcón. Direttore
“.

Ma non è tutto. A partire da metà gennaio, diversi sommergibili partirono da Cadice, in Spagna, per l’Argentina. la gente del posto diceva che arrivavano a intervalli regolari di sei e otto settimane in diversi punti della costa, dalla baia di Sanborobón a quella di San Sebastián. Il 10 giugno del 1945, due mesi dopo la caduta di Berlino e mentre cresceva la sensazione che Hitler fosse fuggito, il sottomarino U-530 si consegnava nel porto argentino di mar del Plata, nella provincia di Buenos Aires, con grande sorpresa di tutti. Allo sbarco, il cap. Wermuth spiegò che aveva deciso di arrendersi assieme ai suoi uomini vista l’impossibilità di continuare per problemi ai motori e carenza di combustibile.
Meno noto è il fatto che al sommergibile mancava una scialuppa di salvataggio che, guarda caso, fu ritrovata casualmente abbandonata in località costiera di Miramar.
Un altro aspetto curioso era relativo all’eccessivo dell’equipaggio.
Il solito era di 54 uomini, ma qui ce n’erano 14 in più e oltretutto:
i motori erano a posto ed il combustibile nelle taniche era molto di più di quello che avrebbe dovuto avere dopo una traversata dell’Atlantico — il che fa pensare che il sommergibile fosse stato rifornito da poco.
Molto sospetto.
Subito, in diversi circoli ufficiali inglesi si cominciò ad asserire che Hitler fosse sbarcato il 30 giugno 1945 in Argentina, portato proprio dall’U-530, giusto dieci giorni prima della propria resa.
Il Chicago Times affermava: – E’ pressochè certo che Hitler e sua moglie Eva Braun, quest’ultima vestita con abiti maschili, siano sbarcati in Argentina e si trovino in un’immensa tenuta tedesca in Patagonia, in una delle numerose residenze acquistate per i dirigenti nazisti, qualora fossero falliti i piani di conquista del mondo -.

Il 17 luglio 1945, dalla spiagge di San Clemente del Tuyú, a sud di Buenos Aires, vennero avvistati chiaramente 2 sommergibili tedeschi, uno dei quali rimase fermo tre ore, creando una certa agitazione nei locali.
Un testimone raccontò che nella zona di Lavalle, vicina al porto,  c’erano strutture molto particolari, con una rotaia a percorso doppio, che arrivava dalla terra ferma fino al canale principale e che risultava occultata con la marea alta.
Una volta cessati i controlli della marina militare argentina, che non furono mai d’ostacolo, i sommergibili tedeschi continuavano ad arrivare con assoluta tranquillità scaricando sempre casse di acciaio che brillavano nelle notti di luna.

Il 17 agosto 1945 un altro sottomarino nazista, l’U-977, arrivò anch’esso al porto di Mar del Plata e la cosa non fece più scalpore.
Non ottenne niente di più di due righe nel giornale del posto.


Rat-line

war-criminal

Alcuni documenti segreti desecretati hanno rivelato che sono oltre nove mila i criminali di guerra nazisti fuggiti in Sud America dopo la seconda guerra mondiale. Secondo questi documenti segreti trovati in Brasile e Cile, a cui si accede solo dai pubblici ministeri tedeschi, i fuggitivi furono croati, ucraini, russi e di altri europei occidentali che hanno aiutato la macchina omicida nazista durante e dopo gli anni della guerra.

I documenti rivelano che ben 5000 andarono in Argentina, 2000, si stima, in Brasile, da 500 a 1.000 in Cile e il resto in Paraguay e Uruguay. Questi numeri non comprendono diverse centinaia e più che fuggirono, per mattersi al riparo dai regimi di destra in Medio Oriente; secondo i rapporti Daily Mail.

ratline

I file hanno mostrato che la maggior parte di questi criminali è approdato in Argentina, dopo il presidente Juan Peron aveva venduto 10.000 passaporti vergini attraverso un’organizzazione conosciuta come ODESSA, istituita per aiutare gli ufficiali delle SS tedesche dopo la sconfitta dei nazisti e dietro il forte compenso in oro del III Reich.

Kurt Schrimm, 62 anni, capo della guerra dell’autorità penale in Germania, del team legale che ha spulciato tra gli archivi, ritiene che il file potrebbe anche fornire indizi precisi dei nazisti che sono tornati di nascosto in patria per vivere gli  ultimi giorni, passando del tutto inosservati. (ANI)

Sembra anche che gli americani fossero a conoscenza di questi arrivi e partenze dalla Germania e dall’Italia, via-Odessa, ma pare che giochi politici abbastanza occulti abbiano impedito che le ricerche diventassero di primo piano all’FBI, nei momenti caldi della guerra fredda contro i comunisti.

ratline2

UkiGoñiPerò, almeno nel quadro arrivi e partenze, gli italiani sono arrivati primi e grazie al Vaticano. Così almeno asserisce lo storico Uki Goñi, che tanto ha fatto per ricostruire l’organizzazione Odessa dopo una serie di indagini in Sud America, utilizzando materiali inediti dei servizi segreti americani ed europei e attraverso una lunga serie di interviste.

E perché, gli italiani? Per il motivo che il cuore e il cervello dell’intera operazione Odessa era a Roma (dove ad esempio, Juan Perón soggiornò dal 1939 al 1941), proprio nel cuore del Vaticano. Monsignor Montini fu il crocevia di questi interventi che garantirono l’incolumità a criminali come Erich Priebke, Josef Mengele, Adolf Eichmann e migliaia di altre persone. In cambio di soldoni. Si capisce! Pagamento a 3 anni (minimo). Già nel 1947 i servizi segreti americani avevano stabilito che «una disamina dei registri di Ginevra inerenti tutti i passaporti concessi dalla Croce Rossa internazionale avrebbe rivelato fatti sorprendenti e incredibili». Questa disamina è stata fatta ed è risultato che la Chiesa cattolica non fu solo un complice dell’«operazione Odessa» ma la sua protagonista indiscussa. Oltre a monsignor Montini i suoi vertici furono i cardinali Eugène Tisserant e Antonio Caggiano, mentre la dimensione operativa fu curata da una pattuglia di alti prelati, il futuro cardinale genovese Siri, il vescovo austriaco Alois Hudal, parroco della chiesa di Santa Maria dell’Anima in via della Pace a Roma e guida spirituale della comunità tedesca in Italia, il sacerdote croato Krunoslav Draganovic, il vescovo argentino Augustín Barrère.

OdessaDa Roma verso l’Argentina: la via di fuga portava a San Girolamo, un monastero croato sito in via Tomacelli 132. Alla fine, tra il 1947 e il 1951, furono 13 mila i criminali ustascia (nazionalisti fascisti croati), macchiatisi di delitti orrendi perfino per i loro alleati nazisti, che si salvarono usando il canale italoargentino.

Si è ritrovata persino una lettera di due frati francescani che chiedevano al presidente Peron di farsi carico della sorte di 30 mila «profughi croati» in Italia e Austria, e di accoglierli come lavoratori nelle proprie terre. Una richiesta umanitaria. Ben pagata però!  La Curia genovese, ad esempio, fungeva da terminale periferico di un sostegno ecclesiastico che partiva direttamente da Roma e che spianò a criminali di guerra nazisti, ustascia e fascisti la strada verso la libertà (in moltissimi casi, i fuggitivi scapparono con un mare di soldi).

Ho maturato l’idea che se si studiano queste cose occorre prima premunirsi di una congrua dose di Maalox.

Una curiosità.

Heil-Jesus

.

.

Ma a qualcuno è venuta mai l’idea di denunciare e perseguire qualcuno del Vaticano o della Croce Rossa?


%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: