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Hunting Hitler: i commenti

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Quindi, in base ai risultati forniti dalle indagini della serie Hunting Hitler, in base ai dossier FBI, ai racconti di Abel Basti, alle rivelazioni di Jeff Kristenssen, a 4 o 5 libri diversi su Hitler in Argentina, Patagonia e dove ti pare… , ne consegue che:

  • quanto è scritto sui libri di storia che a scuola impongono ancora,
  • una quantità impressionante di documentari che RaiStoria ci ha proposto in questi anni,
  • quanto è stato impresso sulla pellicola cinematografica in questi decenni al proposito,
  • quanto io stesso ho scritto nella serie “Crepuscolo degli dei” traendolo da una vecchia intervista a Linge (il maggiordomo di Hitler) concessa ad EPOCA,
  • quanto ha giurato Rochus Minch e lo stesso Linge ai russi per 11 anni di seguito,tutto-falso

Il sign. Hitler ci ha presi tutti per il … naso, per benino. Mo brév!
Quello morto nel bunker si chiamava Gustav Brenn ( il sosia) e peccato non dare un nome alla donna che si è fatta carico della fine che le è toccata…, però a questo punto qualche piccola domanda ce l’avrei:

se l’FBI aveva tutte quelle informazioni (vere o presunte) negli anni dal 1945 al 1958, perchè non ha avviato un’indagine vera, allora che le notizie erano sicuramente di prima mano e con moltissimi testimoni ancora in vita?

Forse perchè si era all’alba di una guerra fredda?
Perchè al momento si avevano altre priorità? Un mistero.

Giro la questione. Com’è possibile che un’equipe dopo 70 anni si mostri tanto volenterosa da seguire e verificare i dati resi pubblici dall’FBI nel 2009?
Cioè: non lo poteva fare l’FBI stessa quando era il momento?

Il problema è che TUTTO è sì possibile, anzi molto probabile, ma oggi ancora non esiste nulla di ufficializzato né di estremamente certo e probatorio.
Di sicuro, a questo punto, c’è solo che Hitler non è morto suicida nel bunker.
Poi c’è la cameriera (Catalina Gamero), Catalina-Gameroormai troppo anziana, che gli lasciava ogni mattina la colazione alla Falda …

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Hernan-Ancine aggiungerei anche il muratore (Hernan Ancin) che lo vide chiaramente in casa Pavelich nal 1953 e prese un caffè con il dittatore …

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per concludere che sono testimoni oculari della presenza fisica di Hitler in Argentina troppo importanti per ignorarli o metterli in un secondo piano. Credo, senza timore di smentita, che certi storici si debbano adeguare all’evidenza che una parte di storia debba essere accettata e riscritta.
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… all’ indagine. Al modo in cui si sono affrontati gli argomenti. Tutto qua.

All’aeroporto di Tempelhof non si poteva  entrare in qualche modo nel tunnel verso la Cancelleria?

La ricerca del sottomarino a La caleta de Los Loros è stata abbandonata con una certa rassegnazione. Hanno scansionato solo un decimo della zona presa in esame poi tutto è stato abbandonato. Perché?

A casa del gen. Franco, in Spagna, forse si poteva ottenere di più con meno spavalderia… E’ chiaro che se si entra in 3 o 4  con 2 videocamere e non si dice niente a nessuno si ottiene quella reazione che abbiamo visto tutti…

A casa Inalco non si è fatto niente di più di un timidissimo tentativo. Non si poteva chiedere di più? Ci si è accontentati di un condotto d’aria?

A casa degli Eichhorn ci si è fatti sbattere la porta in faccia così, senza dire neanche una parola?

Perchè qualcuno di informato non ha aperto un tavolo di confronto tra le varie teorie di fuga conosciute al fine di discuterle e prendere poi in esame solo le più probabili?
Come ad esempio, quella del volo, nel corridoio libero e aereo, in Danimarca…

DSC04497Credo che anche l’ investigatore più annoiato andrebbe a controllare se, per esempio, la pista Berlino-Hörsching (aeroporto austriaco)-Barcellona trova conferma; se l’ha fatto un giornalista privato come Abel Basti vuol dire che si può fare. Se in “L’esilio di Hitler” si pubblicano prove come quella mostrata a lato, la cosa meriterebbe una verifica.

 

 

Diversamente, potrebbe essere lecito pensare che la serie “Hunting Hitler” di History channel sia solo la trasposizione in video del libro di Jerome R.Corsi.

 

 

 

Mi sono chiesto perchè l’equipe che abbiamo visto su History channel abbia seguito pedissequamente solo le tracce FBI senza mai muovere un dubbio, una critica …
perchè, per esempio, non ha verificato altre ipotesi; quelle lasciate da Abel Basti (autore di “Hitler en Argentin”), che ha speso 7 anni di ricerche in Argentina o quelle di Patrick Burnside (autore di “El escape de Hitler“) che fece ricerche da Mosca alla Patagonia per vent’anni?La ragione della scelta di seguire la pista FBI consiste nel nel fatto che è la sola a garantire l’immunità intellettiva e legale per realizzare la serie televisiva.

Diversamente si sarebbero corsi dei rischi altissimi di denunce per danni alla proprietà intellettuale mossi dalle edizioni letterarie dei libri sopracitati. Cosa sarebbe successo se nel corso delle indagini avessero sbugiardato le teorie e le testimonianze raccolte dagli scrittori? I libri ne avrebbero sicuramente accusato il colpo, soprattutto nelle vendite.

A mio modo di vedere, questo aspetto è decisivo.

articolo composto il giorno 9 dicembre 2015. Prima della puntata finale programmata da History channel.

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la fuga di Hitler in Patagonia. opzioni

In questo periodo di Hunting Hitler c’è una naturale considerazione per avvalorare l’ipotesi di una fuga del dittatore dal bunker:
i testimoni tedeschi allora presenti nel bunker furono trattenuti chi per 10 anni, chi per 15 anni e in questo lasso di tempo furono ripetutamente interrogati. (vedi: Hunting HitlerSe i russi e gli americani poi, avessero creduto (anche solo un poco) al risultato degli interrogatori non avrebbero continuato a cercare prove sulla morte di Hitler per anni e anni».

E’ dagli anni ’50 che si scrivono libri, si aprono dossier e si rifanno indagini sull’argomento. Magari in Italia un pochino meno, ma dalla Spagna al Sudamerica la questione ha riempito i taccuini e le librerie fino ai giorni nostri.

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Appare la notizia che degli ufficiali piloti della Luftwaffe che dal 28 al 30 aprile 1945 assicurarono un corridoio aereo libero fra Berlino e la Danimarca per la fuga di Hitler. Il 28 aprile 1945 non vi fu alcun matrimonio nel bunker tra Adolf ed Eva, bensì la partenza su uno Junkers Ju 52, oppure un Arado 234 B, dalla pista di Hohenzollerndamm, con atterraggio nella German imperial Zeppelin base di Tønder, in territorio danese. Da quel punto in avanti si fanno due ipotesi: la partenza in sommergibile verso il Sudamerica oppure un volo verso Reus, base militare spagnola nei pressi di Barcellona, e poi da Reus alla volta delle Isole Canarie, con sosta a Morón de la Frontera, vicino a Siviglia, per rifornirsi di carburante. È il 29 aprile 1945. Con Hitler vi sono la sua amante e il cognato Hermann Fegelein, che aveva sposato Gretl Braun, sorella di Eva, sebbene la storiografia ufficiale lo dia per fucilato su ordine del Führer. E persino la fedele cagna Blondi. All’arrivo nella base nazista di Villa Winter, a Fuerteventura, vi era ad attenderli un U-boot per il trasferimento in Patagonia. Il sommergibile, anzi l’elettro-sommergibile, su cui si sarebbe imbarcato Hitler apparteneva alla classe XXI, dotato di attrezzature straordinarie. La presenza in Sudamerica di almeno tre sommergibili tedeschi è avvalorata dal fatto che il 10 luglio 1945 un sommergibile U-530 si consegnò in una base navale di Mar del Plata» (fonte: il Giornale.it).

fuga-Hitler-opt.3Secondo Jeff Kristenssen, alias capitano Manuel Monasterio, che cita Heinrich Bethe, alias Pablo Glocknick, alias Juan Paulovsky, un ufficiale dell’intelligence tedesca di stanza in Argentina sin dal 1939, il quale insieme col medico personale del Führer, il dottor Otto Lehmann, fu accanto al dittatore fino all’ultimo. Secondo Bethe, Hitler sarebbe morto alle ore 15 del 13 febbraio 1962 in una località imprecisata della Patagonia argentina. Era entrato in coma tre ore prima.

fuga-Hitler-opt.4Secondo Abel Basti, nel 1945, tra luglio e agosto, Hitler, accompagnato da non più di sette persone, inclusa Eva Braun, giunse a bordo di un sommergibile tedesco, scortato da altri due, nella baia di Caleta de Los Loros.(Questa versione è già stato offerta alla CIA dal capo della Gestapo, Heinrich Müller).
In Argentina, Hitler ed Eva Braun godettero della protezione del presidente de facto Edelmiro Farrell e il suo ministro della guerra, Juan Domingo Peron.

Da Buenos Aires arriva la conferma data da un portavoce di Goebbels, Wilfred von Owen, deceduto nella capitale argentina a 96 anni, nel 2008, secondo la quale si conferma l’approdo in Argentina di cinque sommergibili tedeschi dopo la fine della guerra.

– Hitler ed Eva Braun si sarebbero poi sposati con rito cattolico nella cappella dell’Estancia San Ramon dopo l’’agosto del 1945. Il matrimonio nel bunker di Berlino, avvenuto il 29 aprile 1945, avrebbe invece riguardato i sosia di Hitler e della Braun: Gustav Weber, una delle due controfigure delle quali il dittatore disponeva, e una donna sconosciuta.

– Sembra addirittura che Hitler abbia avuto figli. Il primo fu Helmut, nato nel 1935, ufficialmente da Joseph Goebbels e Magda Rietschel, moglie del ministro della Propaganda nazista. In realtà Helmut sarebbe stato il frutto di un tradimento coniugale consumato da Magda con Hitler durante una vacanza sul Baltico. Prima di suicidarsi, i coniugi Goebbels lo avvelenarono insieme con le sorelline Helga, 12 anni, Hilde, 11, Holde, 8, Hedde, 6, e Heidi, 4. Poi ci sarebbe Gisela Hoser, o Heuser, nata nel 1937 dall’atleta tedesca Ottilie Fleischer, detta Tilly: Hitler mise incinta la Fleischer dopo le Olimpiadi berlinesi del 1936. La fonte di questa notizia è Bethe. Il dittatore avrebbe avuto anche una seconda figlia, Ursula, detta Uschi, nata ufficialmente a Capodanno del 1939 in Italia, a Sanremo, da Eva Braun. La gravidanza fu occultata perché Hitler riteneva che il suo ascendente sul popolo tedesco sarebbe scemato qualora non si fosse mostrato totalmente dedito ai destini della Germania. Uschi arrivò all’Estancia San Ramon nel settembre 1945, proveniente dalla Spagna, via Buenos Aires, tramite Hermann Fegelein. Una terza figlia di Hitler e della Braun sarebbe nata morta nel 1943. August Schullten, ginecologo di Monaco di Baviera che aveva seguito la gravidanza, perì in un incidente d’auto quello stesso anno. Nel marzo 1945 l’amante di Hitler concepì un altro figlio. Era già incinta durante la fuga verso la Patagonia e in Argentina sarebbero vissute due figlie di Hitler. Una di loro durante gli anni della dittatura del generale Jorge Videla si presentò al consolato tedesco di Buenos Aires per chiedere d’essere aiutata ad espatriare in Sudafrica. Al funzionario che le aveva spiegato di non poter fare nulla per lei, disse: «Ma io sono la figlia di Hitler!».

hitler_fire– Di sicuro, esiste un’informativa dell’Fbi, datata 21 settembre 1945, che parla dell’aiuto fornito da funzionari argentini a Hitler, sbarcato da un sottomarino e nascostosi ai piedi delle Ande. «In una nota secret classification della Cia, inviata dalla Colombia il 3 ottobre 1955, un agente scriveva: Adolph Hitler is still alive, è ancora vivo».

– Di controverso, ci viene fatto notare che il capo della Gestapo  ha detto, nei suoi interrogatori negli Stati Uniti del 1948, che ha organizzato la fuga di Hitler da Berlino e rivela che Hitler insieme con Eva Braun è volato a Barcellona, ​​in Spagna, il 26 aprile 1945. Mueller ci ricorda inoltre che:

foto-sosia-di-Hitler– non c’è mai stato un corpo identificabile di Adolf Hitler né di Eva Braun:
– la storia intera del suicidio di Hitler poggia unicamente sulla testimonianza inventata di quattro nazisti fanatici;
– i russi hanno trovato la persona sepolta e il cadavere bruciato del sosia di Adolf Hitler, vicino al bunker, ma non compatibile con le testimonianze dei presenti.

foto scattata dai russi del corpo riesumato del sosia di Hitler.
– 2 maggio 1945  –  (notare il foro di proiettile in fronte)


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