Archivi tag: Iris Versari

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04- Contesto – Iris Versari: la persona.

GP : quelli della banda che se la ricordano, ne hanno un ricordo di persona isterica, almeno negli ultimi tempi, estremamente gelosa; una figura che sicuramente non corrisponde al personaggio descritto in molti volumi. Secondo il segreto conservato da una persona che ora non è più tra noi e che aveva posto un veto sulla notizia, nella famiglia di Iris, questi slavi erano ladri che si erano insediati a Tredozio. Questi soggetti avevano addirittura nascosto dietro ad un muro, in casa, tutta la refurtiva accumulata nelle requisizioni nella case dei contadini. Per questo motivo i contadini dei luoghi non ne potevano parlare bene. Ma ora è passato tanto tempo… Anche dopo i fatti di Cornio, per estrema gelosia per Silvio, Iris si sparò col mitra perchè non voleva che Silvio andasse a trovare Lina (sua moglie) a Papiano; papianoma si sparò nel ginocchio di taglio… non si fece granchè. Ne hanno fatto un parlare… Poi ci sono i referti post-mortem che testimoniano l’entità della ferita! Si racconta che Silvio le avrebbe promesso di portarla in America, dopo la guerra. Chissà…

Torniamo ad agosto 1944.

05- Contesto – Ca’ Cornio:  il tradimento.

GP : prima di tutto occorreva individuare il Corbari. 2 persone si incaricarono del compito perché poi ne volevano il merito: Franco Rossi e Antonio Benenati. Secondo Novelli, questi si erano fatti rinchiudere in carcere e poi fatti fuggire come messa in scena; non lo so…però i due partirono a piedi da Castrocaro verso S. Valentino. Perchè proprio verso S. Valentino? perchè qualcuno glielo aveva indicato… Corbari-CasadeiEra la sera del 14 agosto. Il 15 agosto, a Cella di Modigliana incontrano Casadei a ca’ Villanova. C’è qui un incontro molto diffidente e sospettoso che si risolve col fornire loro una dubbia informazione da chiedere al parroco di San Savino, che aveva il compito di individuare tipi equivoci e sviare eventuali spioni per proteggere Corbari.

• Come mai questo incontro inaspettato, con un individuo così fuori luogo, non ha spinto Casadei ad inviare una staffetta per avvertire Corbari che qualcuno lo stava cercando?

Il 16 agosto è tutto calmo. A San Savino, don Vespignani  vede arrivare il Rossi e l’amico. Intuì che c’era qualcosa che non funzionava in quei due e cercò di sviarli. Forse subdorò l’inganno.

Anche qui il prete, nonostante i forti sospetti non pensò di farli seguire. Strano…

caCornioRossi e Benenati girarono sulle alture di Modigliana, poi puntarono sulla parrocchia di San Valentino. Da S. Valentino a ca’ Cornio c’è poco ed in breve raggiunsero il casale di Pompignoli e lo videro da lontano. Si intrattennero per un’ora e i particolari che si sono scritti, giusti o no, sono irrilevanti. Ormai lo avevano localizzato.  Corbari  non era ancora del tutto convinto che fosse una spia. Ma, per essere più tranquilli, li avrebbe fatti rintracciare dai suoi. Verso Castrocaro, i partigiani chiesero in giro. Incontrarono Casadei e raccontarono dell’incontro. Nel frattempo, Corbari era a Papiano dalla Lina per vedere il figlio e per sapere di Rossi e di quell’altro. Ma si dovette accorgere che qualcosa stava per succedere.

Intanto, il Rossi ed il Benenati erano spariti.

06- Contesto – Ca’ Cornio: l’attacco.

GP : il 17 agosto, il battaglione M -IX Sett,. era in licenza a Castrocaro; circa 200 uomini. Una compagnia. Questi vengono allertati che su ci potrebbe essere tutto il “battaglione” Corbari e perciò, anche il Comando tedesco si attiva. Vogliono sbaragliare la banda.

dato che verso sera tutto il battaglione se ne era andato, come mai Silvio, Casadei e Spazzoli rimasero a ca’ Cornio? perché Iris diceva di non potersi muovere? Se è vero che avevano forti presentimenti e grande preoccupazione…

GP alle 4 di mattina del 18 agosto i fascisti caCorniorisalirono indisturbati la collina verso Cornio; la sentinella, l’unica, la sola sentinella (Aldo Barzanti) sotto la casa, sembra che dormisse o che fosse con una donna… Fatto sta, che non si avvide di nulla (?!?) In più, alcuni contadini stavano battendo il grano, quindi non li sentirono salire. Il resto è storia.

Una prospettiva inconfutabile : questi servizi di pattugliamento e di sorveglianza partigiana si sono rivelati assolutamente inutili e letali; i nazi- fascisti sono venuti 3 volte e per 3 volte sono potuti arrivare indisturbati e colpire. Come minimo, si può parlare di “assoluta fallibilità” del servizio. In base a ciò, gli uomini di Corbari, la mancanza di disciplina o l’organizzazione erano dunque di infima qualità, riducendo di fatto anche le ambizioni e le velleità del gruppo e decidendone così anche il destino.

Se è vero che sapevano che gli “opponents” sovrastimavano il battaglione in 600 e più uomini, quando nella realtà non erano mai più di 35-40, potevano e dovevano proteggere la loro esistenza calcolando che il nemico, una volta in movimento, si sarebbe mosso con numero di soldati adeguato! A ca’ Morelli ci sono andati in 120 e più (la prima volta), in oltre 400 (la seconda)  e in poco meno di 300 a ca’ Cornio.

Sante-PianiSante Piani: il contadino di ca’ Cornio che perde la vita nello scontro a fuoco)
distanziatoreSCCorbari-graffiti

Nota curiosa.

Come si legge nello screenshot del libro Resistenza in Romagna:

fraseFlamigni-Marzocchi

R. ah, ah, ah! Saranno gli stessi documenti che hanno lasciato i partigiani di Codevigo, Schio, Imola e centinaia di altri posti; insomma, quelli di Bulow!     La nota in oggetto, i Flamigni e Marzocchi potevano certamente evitarla…

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Corbari. last secrets

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Lucarelli.

vertGraffitiE’ cominciato così un lunedì sera in cui avevo poco da fare e pochi giorni dopo è arrivata una mail firmata ” quello dell’altra sera! ” e che io chiamerò:

Gola profonda “: l’ informatore.

Sembra l’inizio di un racconto di “Notte Blu“; la famosa trasmissione  di Lucarelli. Ma non lo è.

Senza timore di smentita, oggi è possibile affermare che Corbari e la sua banda (il termine più corretto, credo) hanno scritto le pagine più belle e più poetiche della Resistenza faentino-forlivese. Questo senza nulla voler togliere alle gesta e all’impegno delle brigate ravennati che però sono state altra cosa. Anche solo per l’impegno politico. Gli appassionati di storia avranno sicuramente già divorato gli scritti (come ho già citato) di Massimo Novelli, Dalmonte e Bonfante e sapranno che molto lo si è ricavato da frammenti di immagini rimaste negli occhi di qualche sopravvissuto della banda, tra verità e fantasia, tra poesia e leggenda, tra la testimonianza di qualcuno di una Brigata nera e qualche contadino del posto ancora disponibile a parlarne. Vero è che una cosa che mi è rimasta come impressione leggendo, è forse l’estrema semplicità per entrare nella banda. Capisco il momento, capisco la purezza di intenzioni, l’entusiasmo, ma per farsi accettare dal gruppo bastava presentarsi o qualcuno che fungesse da garante. Non c’era tempo per tanti controlli e garanzie di sorta. E come si poteva fare altrimenti? D’accordo. Ma i rischi c’erano, eccome. La possibilità di un infiltrato, di un doppiogiochista era sempre alla porta. Ma queste cose vanno così. Finché vanno.

CoprbaripaintUna cosa sicura. Silvio Corbari NON era un comunista. Affermò sempre che i partigiani comunisti del Samoggia erano assolutamente incompatibili con le sue idee. Con Corbari non si parlava di politica. Mai. Dice Il Professore (Eleonoro Dalmonte): “la banda, con la sua condotta indipendente e senza un amalgama politico (e dai..), era assogettata quasi ad una sorta di diffidenza da parte delle altre forze partigiane ed era esposto maggiormente al rischio di agguati e di infiltrazioni di traditori e spie”. Certo. E infatti…

Corbari quindi, è una figura scomoda. Scomodo quando rifiuta il commissario politico, scomodo durante la battaglia del grano quando contravviene agli ordini del PCI di Veniero Lombardi e del CLN di non trebbiare, a Tredozio; sostenne che però i contadini dovevano pur mangiare! Scomodo quando non volle dare armi ai comunisti. Questa insofferenza per qualsiasi tipo di condizionamento, per il PCI risultò una tribolazione che risuonava come una sentenza!

Ma in ogni epopea esistono (quasi per definizione) lati oscuri ove si annidano manovre poco chiare, spiate e tradimenti. Sarà perchè in amore ed in guerra tutto vale, la lealtà va spesso a farsi benedire. Poi, la figura del Giuda ha popolato sempre gli eventi tumultuosi.Corbari_estate44

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(da sinistra:  Iris versari, Silvio Corbari e Adriano Casadei con altri compagni di lotta, nell’estate del 1944 nei pressi di Modigliana).distanziatore

Oggi, 1° agosto 1944, Corbari spostò la banda sul monte Pompegno, per evitare probabili scontri contro i tedeschi, per evitare rappresaglie contro i contadini l’ attorno e per non far localizzare la base di S. Valentino. In quei giorni iniziarono i primi scontri (allora chiamati “incomprensioni“)  con altre formazioni partigiane della zona che poi a fine guerra negheranno tutto. Al solito.

Nel prossimo articolo:

secret&discuss

il contesto – ca’ Morelli: il rastrellamento.


La storia del battaglione Corbari

La storia del battaglione Corbari.

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Le testimonianze dei protagonisti, della sorella, degli amici e… dei nemici in una serie di interviste realizzate al tempo del 50° anniversario della sua morte. La televisione locale (TeleUno) ha mandato in onda questa serie intitolata ” Partisans”, raccolta in 2 puntate (in completo streaming e download) che fanno rivivere l’epopea e la sua cattura, passando per la morte di Iris, le gesta di Casadei e attraverso le opinioni degli scampati e anche dei suoi nemici.

Da vedere per capire una pagina importante e leggendaria della nostra Resistenza locale. Per chi vuole sapere di più, sul sito, nella categoria «la Romagna in guerra» si trovano i libri che trattano l’argomento. Personalmente, ritengo che queste cose siano molto rare e di un assoluto valore storico ora più che mai; in un tempo dove la memoria si va perdendo (ovviamente), sentire parlare di un mondo così lontano dal nostro tempo le immagini valgono più di mille parole per non dimenticare.


Team557

not to forget


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