Archivi tag: Hitler

notizie sparse e ritrovate 2

Parlo ancora di Tilch. Il giornalista (incredulo).

Riguardo al Fuhrer, Janz disse a Tilch di aver conosciuto un tedesco che era certo di aver visto Hitler ed Eva Braun alla grande festa annuale dell’Associazione Tedesca di tiro sportivo di Alto (“Verein Patria”) organizzata nel 1968. A quel tempo, Janz aveva un ruolo importante, era capogabinetto dell’ambasciatore Hubert Krier.
Tutti gli anni il club organizzava un evento che includeva un concorso di tiro cui prendevano parte i veterani di guerra nazisti.
Il tedesco gli confidò che qualche anno prima Hitler “arrivò accompagnato da una famiglia tedesca e da una donna dai capelli rossi di circa 50 anni.
Lui indossava un abito con cravatta e lei splendeva in un vestitino grigio
“.
Il testimone raccontò che riconobbe subito Hitler, nonostante i capelli molto corti e l’assenza dei baffi.
Quando arrivò alla festa non tutti sapevano si trattasse del Fuhrer, poi fu salutato militarmente dai vecchi nazisti e lui ricambiò con un saluto, uno per uno, i suoi vecchi camerati stringendo loro la mano, in silenzio.
Non rimase molto, salutò molti e se ne andò. Dopo poco la notizia si sparse a macchia d’olio fra i presenti e suscitò una grandissima emozione. “Giorni dopo Hitler arrivò a sorpresa con un’auto ufficiale del governo e la scorta militare. Indossava una giacca e un berretto da paracadutista. La scorta però non permise che la gente si avvicinasse e per questo motivo fu possibile vederlo solo da una certa distanza. Ma era lui“.

Sembrerebbe che la polizia paraguayana avesse i documenti relativi a tutti i rifugiati tedeschi presenti in Paraguay, incluso quelli di Hitler, conservati nel seminterrato del Ministero degli Interni. Quando ci fu il colpo di Stato contro Stroessner, nel 1989, tutti i documenti sparirono e vennero nascosti; gran parte ricomparirono anni dopo nel commissariato di Lambaré. Poi ri-sparirono definitivamente.
Un’altra testimonianza racconta di aver visto Hitler ad un incontro di tedeschi e militari nella località di Villa Elisa, nella casa di una coppia tedesca. Si ricorda che la padrona, scrittrice famosa, accolse il Fuhrer nella propria dimora e sembrò essere una cara amica di vecchia data di Hitler e di sua moglie.
A questo proposito, Tilch aggiunse che la cariche più alte del nazismo non comprarono mai casa, “vivevano sempre in proprietà in affitto o in case date in prestito da amici. Quasi tutti riscuotevano pensioni dalla Germania come ex-funzionari di Stato. La maggior parte arrivarono soli e alcuni di loro sposarono donne paraguayane“.
Secondo i pareri di molti, lo stato di salute del Fuhrer, in linea di massima era buono, fatta eccezione per i dolori propri dell’età, e la fisionomia – senza baffi e quasi calvo – coincide con le descrizioni giunte da altri avvistamenti.
Quindi, sono balle quelle che lo davano per spacciato per le presunte droghe di Morell e le altre anfetamine. Nessuno ha più notato nemmeno il tremor nella mano che scatenava la frettolosa diagnosi del Parkinson. Niente di tuttociò. Almeno fino al 1970.

 

non ho ancora finito.

Annunci

19/21/22/23 agosto 1943. cronaca

19 agosto: giovedi

  • Alle ore 7 si è conclusa a Lisbona la riunione Castellano-Militari Alleati.

Ribadiamo il punto.
Ci sono 3 canali diplomatici avviati, ognuno praticamente all’oscuro degli altri:

  1. quello di Guariglia, con Blasco Lanza D’Aieta,  Alberto Berio, via Tangeri
  2. quello di Ambrosio, con Castellano, via Lisbona;
  3. quello di Guariglia, con Grandi (?)

Eh già. Grandi, la faccia migliore del regime (bisogna vedere per chi…), forse la più conosciuta e apprezzata all’estero, viene inviato con tutta la famiglia a Madrid, come se fosse un weekend vacanziero, per raccogliere informazioni su Castellano e aprire sondaggi sullo stato dell’arte dell’ipotesi di armistizio.
Ci sarebbe da notare, per i più curiosi, che Grandi, dal 25 luglio era rimasto nell’ombra, nascosto a casa di amici, senza mai mettere il naso fuori di casa e senza fornire informazioni alla sua famiglia.    Per paura.
Poi, un bel giorno gli telefona Guariglia (che sapeva dov’era) e gli offre quest’incarico: “Bello! vengo subito!”, e via.

Da notare che la cessazione delle ostilità sarebbe entrata in vigore a partire dalla data e dall’ora che sarebbe stata comunicata – a sua discrezione – da Eisenhower e il Governo italiano doveva impegnarsi a proclamare l’armistizio subito dopo l’annuncio di Eisenhower.
Qualora il Re, a seguito di tale procedura, avesse rischiato la cattura da parte tedesca, si ipotizzò il suo momentaneo trasferimento pari alla sua posizione.

A Lisbona le parti diedero vita ad un doppio simmetrico inganno.
Castellano sostenne che Roma voleva un rovesciamento dell’alleanza e un’attiva partecipazione dell’esercito italiano alla lotta contro i tedeschi, dopo lo sbarco alleato.
Bedell Smith insistette per la resa incondizionata (che ossessione!) ed in più si presentò indifferente all’aiuto militare italiano.

Ma inspiegabilmente, Castellano, invece di rientrare a Roma per conferire dei risultati e rispettare la data del 30 agosto come ultimatum per la risposta italiana, per ragioni legate alla sua copertura si mette a bighellonare per le via di Lisbona per 4 giorni!

 

21 agosto: sabato

  • Castellano cerca di mettersi in contatto con Roma senza successo;
  • nel Quebec è approvato il testo dell’armistizio “lungo”;
  • Castellano non può rientrare a Roma: la nave dell’ambasciatore italiano in Cile è in grave ritardo;
  • Kesselring incontra Ambrosio.

Il generale tedesco ricorda che l’incontro con Ambrosio, presenti i capi dell’esercito, della marina e dell’aviazione, “fu molto corretto…e denso di un buon cameratismo. Molto tempo dopo ho saputo che era a conoscenza delle trattative già in corso.”

 

22 agosto: domenica

  •  Castellano invia due telegrammi cifrati a Roma. Talmente cifrati che a Roma i documenti non vengono capiti e non vengono trasferiti al C.S.
  • A Roma, in base a voci su un presunto tentativo di golpe fascista, sono arrestati Cavallero, Starace, Bottai e altri gerarchi.
    Durante l’arresto muore misteriosamente Ettore Muti.
  • Lo stato d’animo di Mussolini.

Siamo alla beffa! Castellano non comunica nulla a Roma, nè tramite l’ambasciata italiana di Lisbona, nè attraverso una trasmittente del S.I.M. che operava nella capitale. Soltanto oggi fa inoltrare al nostro ambasciatore Prunas due telegrammi in codice al Ministero degli Esteri. Il primo annunciava l’acquisto di una partita di volframio e l’altro diceva che la liberazione dei prigionieri ammalati sarebbe avvenuta entro pochissimi giorni. Il primo, spiega Castellano, voleva significare che ero riuscito a prendere contatto, il secondo che fra poco sarei tornato per riferire. Il significato dei telegrammi era facile da capire: perchè venivano da Lisbona e perchè non erano in corso trattative nè di volframio nè per i prigionieri malati! Mah!
Comunque a Roma non capirono una mazza. Si crearono polemiche basate su rivalità tra Ambrosio e Castellano, da una parte e Roatta e Carboni dall’altra. Di fatto, dopo dieci giorni dalla partenza di castellano nessuno aveva ricevuto notizie della sua missione!
Strano, ma vero.

In Italia la politica del “pugno di ferro” è attuata: sono arrestati molti gerarchi fascisti. Muore per mano di un sicario Ettore Muti (vedi articolo nel blog). Si regolano i conti tra le varie fazioni del fascismo.
Incomincia la guerra civile. Specialmente in Emilia-Romagna.

Di Mussolini si ha notizia tramite una lettera alla sorella a circa un mese prima della sua detenzione.
Per quanto mi riguarda mi considero un uomo per tre quarti defunto. Il resto è ossa e muscoli in fase di deperimento organico da dieci mesi a questa parte. Del passato non una parola Anch’esso è morto. Non rimpiango niente, non desidero niente (…) Per alcune settimane il mio isolamento morale è stato assoluto: dal mondo ho ricevuto un telegramma di Goering e un dono dal Fuhrer. Poi ho avuto i bollettini di guerra. Altre notizie sporadiche e rare. Io stesso non desidero che conoscere l’indispensabile. Nemmeno desidero i giornali. Come sai il nostro nome è bandito, esecrato, cancellato“.

 

23 agosto: lunedi.

  • Castellano parte in treno da Lisbona;
  • Kesselring incontra Hitler: il Fuhrer ha la prova del tradimento italiano.

Sarebbe bastato che Castellano partisse in aereo da Lisbona la mattina del 19, per guadagnare tempo prezioso e così facendo un’informazione diretta ed efficace al C.S. sarebbe giunta correttamente. Non si capisce come mai i due telegrammi non siano pervenuti sui tavoli dei vertici militari e civili. E poi ancora dopo, come non si sia proveduto a silurare quei due funzionari che avevano ricevuto i testi e le avevano considerati incomprensibili ed inutili cestinandoli! Qui sono nate anche parecchie supposizioni di sabotaggio della missione di Castellano, poi finite nel nulla.

Quando Kesselring incontra Hitler, questi gli chiede di smettere di avere fiducia negli italiani dal momento che aveva in mano la prova del tradimento (non dice quale sia…però). Da quel momento Kesselring dovette tenere in considerazione, nei suoi provvedimenti, la prevalenza dell’elemento politico.


storia dell’America nazista 3parte

La cronaca del tempo ci ricorda che Kuhn cercò anche di ricevere un riconoscimento ufficiale da Hitler, una specie di benedizione spirituale e per questo organizzò un viaggio un Germania. Il momento era abbastanza particolare. In Germania stavano per iniziare le olimpiadi che avrebbero consegnato al Fuhrer una visibilità mondiale e forse anche per quello sembrò distratto. L’evento aveva lo scopo di dimostrare la superiorità della razza ariana e su questo i nazisti puntavano tutto.
Fritz Kuhn era una delle tante persone che arrivavano in Germania, che offrivano regali al dittatore, poi facevano una foto con Hitler e ripartivano quasi immediatamente.
Hitler non era uno che condivideva entusiasmi molto facilmente e forse era un suo stratagemma per smorzare l’entusiasmo di quei tedeschi che in America avevano dei parenti e che potevano ritenere utile un’alleanza degli Stati Uniti con la Germania, quindi, probabilmente, Kuhn era l’ultima persona che Hitler avrebbe voluto incontrare e l’incontro non portò di conseguenza i vantaggi sperati; Hitler si mostrò distante, piuttosto freddino, poco propenso a concedersi, ma Kuhn, dopo un momento di sgomento seppe interpretare l’atteggiamento a suo modo e ugualmente trovarne il lato positivo.


Al ritorno in patria annunciò addirittura al suo entourage che l’incontro si era rivelato proficuo e che Hitler lo aveva esortato a continuare così.
In America molte persone americane ma di origine tedesca, eccitate dal momento storico, si sentirono autorizzate a creare altri campi nazisti: i più importanti erano quelli di Camp Siegfried (Long Island) e Camp Norland (New Jersey).

I partecipanti, così separati dal resto della popolazione americana, vivevano nel culto di tutto ciò che era germanico; molti di loro pur parlando in americano ostentavano un forte accento tedesco, quasi a marcare le differenze di etnia, indossavano abiti tipici tedeschi e cibi tradizionali senza curarsi del fatto che il resto della società americana li osservava ed aveva paura di loro.
Se i campi del Bund erano costituiti prevaletemente da adulti, le speranze più profonde erano riposte nei giovani, perfettamente indottrinati, ai quali era insegnato di non dipendere dagli altri, di formare squadre sventolanti le bandiere naziste, di ostentare la superiorità razziale e la loro condizione e vita sociale. Plasmavano il corpo e la mente.
Si vedevano bambini di 10/14anni marciare e correre in divisa e gridare di essere i nuovi nazisti.


I costumi e le attività tedesche cominciano a fare notizia sino ad arrivare in prima pagina e si moltiplicano le ostilità anti-naziste e spesso si concludono in modo violento.
Vennero promosse anche giornate di lotta contro il nazismo perchè la popolazione voleva far capire che esisteva anche un’altra Germania. Le organizzazioni ebraiche organizzarono una vera lotta armata perchè si accorsero che non esisteva un altro modo così efficace di contrastarli, la legalità non era d’aiuto e per scoraggiare i raduni di massa e le riunioni serali non si vedeva altra soluzione.


Nel 1938, dopo diverse vicissitudini, il governo americano prese una posizione per limitare l’influenza del Bund e impose ai rappresentanti degli imprenditori stranieri di comunicare la loro identità al Dipartimento di Stato.
Berlino si infuriò. Hitler desiderava che l’America rimanesse del tutto isolazionista e ci vedeva un pericolo, Kuhn invece rimase in disparte.
Nel 1939, poco prima dell’invasione delle Polonia, Kuhn decise di organizzare un raduno che diventò il più grande mai effettuato e il più pubblicizzato della storia del Bund.

Al Madison Square Garden venne annunciato l’evento sollevando le ire della fazione ebraica e il giorno del raduno, per proteggere i nazisti, furono mobilitati migliaia di poliziotti.
Il 20 febbraio una folla di 20mila nazisti si accalcarono all’interno del Garden e videro sfilare la versione americana delle SS, tra musiche tedesche di Wagner, un’enorme stendardo di George Washington che incombeva sul palcoscenico con accanto una bandiera americana e, sul podio, una nazista.


Ma nel momento in cui Kuhn iniziò il discorso una persona si gettò improvvisamente sul palco ma venne subito circondato; ne seguirono momenti di tensione, anche perchè fuori c’erano migliaia di persone che aspettavano che uscissero i nazisti che furono aiutati ancora una volta dalla polizia che difendeva la libertà americana di esprimersi.
Il fatto ebbe risonanza sui giornali in tutta la nazione e diede luogo ad una nuova inchiesta governativa, questa volta sui finanziamenti a favore del Bund. Venne messo in luce che Kuhn avrebbe preso indebitamente 14mila dollari dai fondi dell’organizzazione e poche settimane dopo venne rinchiuso in prigione.
Poche settimane più tardi viene avviata un’altra indagine, la terza in cinque anni, sulle possibili attività anti-americane del Bund.
Nel corso di un’udienza Kuhn si vantò del fatto che il Bund aveva oltre 20mila membri e uffici in 47 Stati e che meriteva più considerazione.
Nel 1941, mentre la commissione stava per mettere fuori gioco il Bund per sempre il Giappone bombardò Pearl Harbour e il proditorio attacco pose fine all’indagine.
Il momento bellico e il sentimento anti-nazismo del Paese costrinsero il Bund a battere in ritirata; dopo aver cercato di diffondere inutilmente un’ideologia mai accettata dalle grandi masse americane fu costretto a sciogliersi definitivamente e rimase nella storia un fatto americano, si dirà, senza alcuna rilevanza politica.

fine terza parte


Hunting Hitler 3 – ep.7

Nel quadro delle indagini che il team di Baer sta realizzando sugli spostamenti in Sudamerica di Mengele, appare un articolo della Gazzetta di Montreal del 6 giugno 1940. Viene riportato nell’articolo che c’è stata in Uruguay un’invasione massiccia di nazisti. La colonia rurale tedesca a Nueva Helvecia ora stava dominando l’intera regione. L’articolo afferma che i tedeschi stavano costruendo un altro punto di appoggio importante a Paso de los Toros, vicino alla centrale idroelettrica di Rio Negro. A Rinçon del Bonete, in Uruguay, si recano nella centrale che sembra fosse gestita, al tempo, da Josef Mengele.

Anche qui si produceva acqua pesante. L’area, che ha visto la costruzione di questo mega impianto era iniziata nel 1937 e ha registrato la presenza di nazisti anche molto tempo dopo la fine della guerra. Si ricordano anche i progetti di costruire un importante aeroporto nelle vicinanze della diga, che oltretutto e operativamente, funzionava anche come centro radio – faro per i velivoli.

La base, geograficamente in mezzo al nulla, era posizionata come punto di controllo sull a diga, sul fiume vicino e sull’aeroporto futuro.

Sul fiume esisteva un servizio molto efficiente, via barche, piccole navi e idrovolanti, di trasporto materiali e personale che ha funzionato fino al 1954, senza problemi.
Comunque qui il team di Baer dice che le strutture sono “inquietanti”, ma i locali affermano che prima in zona non c’era proprio nulla e la centrale ora è rimasta, quindi qualcosa ci hanno guadagnato.
Qui, nel 1958, Mengele si addirittura sposato e avrebbe ricevuto dal 1954 un appoggio incondizionato da Alfredo Stroessner, noto simpatizzante del nazismo, che aveva appena effettuato un colpo di Stato che lo portato ad assumere il potere del Paraguay per 35 anni.
Questo ex ufficiale è stato il rifugio sicuro dopo la caduta del governo di Peron in Argentina del 1955.


Mengele viveva nella periferia di Colonia Independencia (Paraguay) e i locali ricordano che aveva l’abitudine di non toccare quasi nulla per non lasciare impronte digitali per paura di essere tracciato.
In questa città c’era una colonia tedesca molto importante e numerosa che si è distinta fino agli anni 60. Un contatto locale ammette che per due anni ha ospitato Mengele nella loro casa, ma la cosa non stupiva più di tanto. La guerra era ormai passata ed era una cosa lontana, che non li riguardava e queste persone facevano, in qualche modo, del bene alla città. Era solo un altro tedesco in mezzo a migliaia di altri tedeschi che si riunivano spesso in un consolato, in tutta sicurezza.

I tedeschi, in zona, godevano di una posizione privilegiata, sia durante il periodo di esercizio del consolato ed anche dopo la guerra e si rilewva che anche Hitler è stato visto più volte a Colonia Independencia e che arrivava sempre in aereo con una scorta numerosa. Secondo un rapporto dell’immancabile FBI, avendo scoperto dei resti di edifici militari nelle vicinanze di alcune case in stile bavarese a Salto Suizo, esiste un’alta probabilità che il perasonale incaricato ne facesse uso per proteggere alcuni membri di alto livello dell’ormai sconfitto regime nazista. Un complesso militare con adeguate misure di sicurezza, attivo molto oltre la fine del conflitto, che comprendevano diverse guarnigioni di soldati.
Oltretutto, il posto è a soli 150 Km da Misiones ed era collegato con una linea telefonica all’avanguardia e un altro contatto locale, allora 17enne, conferma di aver visto Hitler e di aver ricevuto l’ordine di non parlare mai dell’avvistamento. Dice che il Fuhrer indossava un cappotto tipo-militare, alto poco più di 1,70m e proveniva da un nascondiglio, non molto distante, super protetto, nella giungla di Salto Suizo, guardato da una guardiola a valle, a 2 Km dal rifugio e da diversi punti di osservazione perfettamente armati.


Nella prossima puntata di Hunting Hitler saremo in Cile dove la presenza dei nazisti era altrettanto importante e numerosa, dove saranno rilevati oltre 754 centri di tortura e detenzione per ostili al regime e dove verrano ritrovate anche le ultime volontà del Fuhrer in formato di archivio fotografico.


la battaglia di Mosca 5

seconda parte

A metà novembre l’offensiva tedesca, con il morale rialzato da un’intensa campagna propagandistica, è ormai pronta.
Grande è la convinzione che basti solo una vigorosa spallata per far cadere il “grande orso russo” e perciò il piano tedesco prevede l’avanzata in 3 direzioni.
Le direzioni di Kalinin e di Tula devono riunirsi alle spalle di Mosca, mentre al centro le armate di von Kluge devono tenere impegnati i russi per favorire l’accerchiamento.


La prima fase ha successo: i tedeschi occupano Krasnaya Polyana, la città di Tolstoj, posizionandosi a 27 Km da Mosca il 28 novembre 1941, praticamente “ad un tiro di schioppo”.
Gli ufficiali tedeschi riuscivano a distinguere alcuni dei principali edifici della capitale sovietica attraverso i loro occhiali da campo. Però, sia le forze sovietiche che quelle tedesche erano gravemente depauperate, a volte, con solo 150-200 fucilieri – la sola forza di una piccola compagnia.
Il Maresciallo Rokossovski racconta che era stato chiamato da Stalin per porre rimedio alla situazione; i tedeschi infatti, coi cannoni a lunga gittata potevano già bombardare il centro della città e allora i sovietici, nonostante le batoste ricevute fino a quel momento e quasi sul punto di cedere, erano riusciti ad inviare al fronte alcuni battaglioni di fucilieri e una brigata di carristi liberando temporaneamente la città. All’alba del giorno successivo il contrattacco sovietico era un fatto compiuto. Nel rioccupare la zona i sovietici riuscirono a recuperare anche un certo numero di cannoni di grosso calibro, abbandonati nel ritiro, che i tedeschi intendevano usare direttamente su Mosca.

La cosa alzò considerevolmente il morale dei sovietici.
Dal canto suo Hitler, invece, era così sicuro della vittoria che aveva inviato da Berlino una squadra specializzata di genieri per distruggere il Cremlino.
(questo punto denota, senza dubbio, la difficoltà di percezione della realtà militare presente nel comando del Mauerwald; la frammentazione degli aggiornamenti dai campi di battaglia aveva l’effetto di confondere l’opinione del centro, che per contro faceva pervenire ordini, a loro volta, confusi, se non completamente errati)


[l’unica cosa necessaria all’esercito tedesco, in questo momento, erano copiosi rifornimenti in uomini e mezzi, unitamente ad un sostegno aereo, che invece era stato, proprio in quei giorni depauperato a causa di perdite e trasferimenti per riposo].

 

Verso l’ultima decina di novembre, le battaglie si svolgono sulle linee fortificate di Tula e Kalinin; nonostante la riconquista di Krasnaya Polyana è qui che si decide la sorte della capitale sovietica. Con pochi reinserimenti di truppe, i tedeschi riescono a sfondare la prima e la seconda linea di difesa.
Il 27 novembre cade Polevo, il 28 novembre conquistano alcune piccole località attorno a Mosca, il 2 dicembre cade Lenino.
Nella battaglia, il 1° Reggimento, che aveva iniziato con 2.800 soldati, dopo 2 ore era ridotto a solo 500 uomini.
In quell’istante, Mosca era ormai tutta una trincea. Gli operai lasciavano le fabbriche per andare in trincea.
Nella foto sotto: è il ponte di Khimki oggi.


Dista 10 Km da Mosca. Quando il tempo è bello si possono vedere le guglie del Cremlino.
E’ il punto più vicino raggiunto dai tedeschi, nel 1941.
Qui il 3 dicembre giunsero i primi reparti della 258° Divisione di fanteria, ma furono ricacciati prima di sera da squadre di guardie del popolo, passate al contrattacco.

E mentre al Cremlino studiano come impostare le difese rimaste disponibili, Stalin prende una decisione che rivoluzionerà le sorti della battaglia di Mosca: chiama nella capitale tutte le truppe, ritirandole dall’Estremo Oriente. Secondo i generali sovietici sguarnendo così inevitabilmente il fronte e lasciandolo alla mercè, per esempio, dei giapponesi. Una decisione, da tutti considerata assolutamente folle.
Liberare tutta la frontiera, dalla Mongolia, alla Siberia, da un fronte di oltre 3mila Km è un gesto disperato, dettato solo dall’impellente necessità di difendere la capitale. Un gesto che sarebbe potuto costare una disfatta totale dell’URSS.
Stalin non ne parlerà mai, in seguito. Dispone soltanto che il suo ordine venga eseguito istantaneamente.
In realtà, sta solo affrontando un rischio calcolato.

Dopo aver ricevuto un messaggio dal suo agente segreto comunista, Richard Sorge, che gli aveva comunicato con esattezza il giorno dell’attacco nazista. Sorge, che operava ancoara a Tokio, nell’ambasciata tedesca, gli ha appena comunicato che il Giappone si sta preparando ad attaccare gli Stati Uniti a Pearl Harbor e che, di conseguenza, non intenderà dichiarare guerra all’URSS.
L’importanza di questo messaggio è enorme.

Ma la domanda ora è: si può basare il destino di un Paese sulle parole di un solo uomo?
Stalin lo fa. Lo deve fare. E sarà questa decisione a salvare Mosca.
Stalin, tuttavia, non dimostrerà mai nessuna gratitudine particolare a questo agente, poi fucilato a Tokio nel 1944 e proclamato eroe dell’URSS soltanto dopo la morte di Stalin.
Il radiotelegrafista Max Clausen, del servizio segreto sovietico, è stato il braccio destro di Richard Sorge. Il responsabile diretto dell’invio di quel messaggio a Mosca, relativo all’aggressione nazista e con tre mesi di anticipo. Per anni Sorge aveva seguito la politica giapponese da vicino, era un amico intimo dell’ambasciatore tedesco a Tokio. poi c’era Hotsumi Ozaki, consigliere segreto del primo ministro Konoye.
E fu proprio questi a fornire le informazioni più decisive.
Il messaggio inviato diceva: “il Giappone sta per attaccare gli Stati Uniti, per la Russia il pericolo è passato“.
Così, in pratica, c’era la liberatoria di schierare tutte le armate siberiane in difesa della città. L’arrivo, infatti, di truppe scelte, allenate a combattere e vivere nel freddo si rivelò determinante.
Il 6 dicembre l’Armata Rossa scatenò la sua prima controffensiva su tutto il fronte di Mosca, da Kalinin a Tula, poi seguirono i cosacchi, i cavalieri mongoli e i turkestani. L’avanzata tedesca così si arrestò di colpo e i soldati furono costrettti a combattere sulla difensiva.
Fu la prima grande sconfitta tedesca dopo 2 anni di guerra.


effetto PERSUASIONE_3

… ovvero: “come conquistare un popolo“.

 

Già molto tempo prima di salire al potere Hitler aveva affermato: “con l’aiuto di una costante propaganda persino il Paradiso può essere presentato alle persone come inferno … e la vita più miserabile come un Paradiso …”.
Alla fine degli anni ’20, con l’incontro col magnate della stampa tedesca Alfred Hugenberg, proprietario di un vasto network di giornali e cinema, i nazisti fanno un grande salto di qualità. A quel tempo i raduni nazisti erano già spettacoli densi di ostentazione e simbolismo, ora però, dal 1928, sono anche il primo partito politico ad usare giornali e cinegiornali per diffondere il loro messaggio all’intera nazione.


Hitler è stato anche il primo politico a viaggiare di città in città con l’aereo (tipo Berlusconi dei giorni nostri): scendeva dal cielo in mezzo a folle urlanti di gioia, come se fosse un Messia.
Tutti i suoi spostamenti erano pre-annunciati via radio non appena il tragitto era stato stabilito.
Immediatamente, alle stazioni radio arrivavano lettere private che chiedevano luoghi e orari di arrivo e piaceva moltissimo alle madri perchè, con mossa accuratamente calibrata, si faceva sempre ritrarre nei cinegiornali con bambini, al fianco o in braccio; un uomo molto gentile quindi, che riceveva fiori dai bambini e li abbracciava: un personaggio … maestoso.

Nel 1932 il partito nazionalsocialista si trova a passare dall’anonimato a dirigere un partito di 17 milioni di sostenitori; la più grande forza politica tedesca.
Il risultato è stato ottenuto facendo leva sul sentimento nazionalista e fomentando la rabbia contro nemici immaginari, che vengono ora indicati come responsabili dei problemi economici e politici della Germania, attraverso radio, tv e giornali.
E sempre a proposito della radio, Goebbels, meno di due settimane dopo aver assunto il potere, si incontra in segreto con i capi della società radiofonica del Reich con cui condivide i suoi piani.
avete tra le mani lo strumento più moderno esistente per influenzare le masse, per mezzo di questo strumento voi create l’opinione pubblica. Se eseguirete bene questo compito vinceremo sul popolo!”. E così sarà.


A Norimberga si arriva al culmine. Goebbels dice: “Hitler è Dio e i tedeschi sono i suoi seguaci!“. Grazie ad un uso brillante di elementi scenografici, delle luci e delle masse, con centinaia di migliaia di persone accorse per adorare il Fuhrer, il documentario ottenuto ha un impatto devastante con le migliaia di copie inviate in tutta la Germania ed all’estero.
La Propaganda ha uno slancio incalcolabile; la coesione del popolo è ai massimi livelli.
Per scoprire la reale convinzione ed adesione al nazismo dei tedeschi Goebbels chiede aiuto a migliaia di fedelissimi di infiltrarsi segretamente nell’intera nazione, in ogni dove; il Sicherheitsdienst (SD) era il servizio segreto delle SS, responsabile della cosiddetta sicurezza e doveva monitorare quello che i tedeschi pensavano e dicevano in luoghi pubblici. I rapporti finivano ai capi nazisti, quindi ovviamente anche a Himmler, che era anche il capo delle SD.
Ma chi analizzava i risultati era comunque Goebbels, che valutava le opinioni e gli eventuali correttivi.
Sia Hitler, sia Goebbels, erano convinti che mentire spudoratamente e ripetutamente fosse il metodo migliore per far sembrare alle masse una bugia come una verità.
In questo, Goebbles era un maestro. Per anni è riuscito a vendere, via radio e sui giornali l’idea che Hitler era un uomo di pace.
Il punto oscuro è tuttora che, con la propaganda, Hitler aveva acquisito estimatori in patria, ma soprattutto all’estero. Erano nati circoli politici nazisti in Inghilterra, Olanda, Svezia, Danimarca, Francia, Belgio, in tutti i Balcani e nel continente latino: Brasile, Argentina, Colombia, Paraguay, Cile, ecc.
E arrivano finanziamenti anche dagli Stati Uniti. La sfida dagli anni ’37 e ’38 per Goebbels è trasformare, con la propaganda, gli spietati attacchi militari di Hitler in azioni patriottiche onorevoli ed eroiche.
Nel 1939 un’altra manovra distingue ulteriormente Goebbels da tutti gli altri politici: la creazione di stazioni radio clandestine destinate a trasmettere messaggi assolutamente falsi al nemico. Un metodo che, almeno inizialmente, creò non pochi problemi soprattutto ai britannici grazie alla distribuzione ad arte di oltre 40 stazioni, anche oltre frontiera.

Clamorosi sono alcuni casi. Come quello di Radio Caledonia, da una sede segreta di Berlino si inseriva sulle stesse frequenze di una radio scozzese per raggiungere gli operai scozzesi e diffondere notizie incredibilmente fuorvianti e false; o come la British Broadcasting Station, per esempio, che si rivolgeva ai cristiani inglesi, una radio generica che fingeva di voler analizzare e contestare i discorsi di Hitler, ma con questo scopo intanto li faceva ascoltare integralmente tradotti quasi per tutto il giorno. Sembrava che tutte queste radio trasmettessero dall’Inghilterra di Churchill, ma erano tutte in Germania e cercavano contemporaneamente di attaccare il governo di Sua Maestà in ogni modo.
Come altrettanto clamorosa era l’epopea di Lord Haw Haw (Lord “sghignazzata”, per via dei suoi versi con cui prendeva in giro i politici inglesi), al secolo il britannico William Joyce, un grande alleato di Goebbels.


Prima della guerra e durante sarà il famoso conduttore in queste radio segrete con un vantaggio innegabile sui sudditi britannici: parlava bene in inglese, direttamente nelle case inglesi e scozzesi, magnificando l’opera del Fuhrer e cercando di dipingere scenari apocalittici incombenti sulla Gran Bretagna. A Londra c’è stato un momento in cui tutti parlavano di Lord Haw Haw.
La guerra personale di Goebbels era comunque tesa al convincimento che l’eliminazione delle razze inferiori fosse una cosa giusta: il Reich, nel 1939 aveva stanziato una cifra colossale per la propaganda sulla necessità di pulizia, interna ed esterna e solo un mese dopo l’invasione della Polonia (il 1 ottobre 1939) varò il programma di eutanasia T4.
Con questo mezzo, oltre 100mila persone con malattie incurabili o deformi, sono eliminate con il gas, iniezioni letali e armi da fuoco.
Le sparute proteste private sono subito sedate da una propaganda ingannevole fornendo via radio rapporti avvalorati da medici e chirurghi corrotti sulla ineluttabilità dei decessi. Lo scopo di Goebbels era quello di far pensare la gente all’eutanasia in modo positivo.
Nell’agosto del 1941, Hitler, per la paura di perdere sostegno per la guerra in corso, ferma il programma ufficialmente, ma la soppressione dei disabili continuerà ugualmente.
Goebbels, secondo esperti del nazismo, è considerata una figura ancor più letale dello stesso Hitler. Resposabile di gesti clamorosi, come la Kristallnacht, ha saputo usare la sua Propaganda per occultare e magnificare crimini, appoggiato da un’imponente schiera di fedelissimi e soprattutto professionisti in tutti i settori, per servire incondizionatamente la causa nazista.


effetto PERSUASIONE_2

… ovvero: “come conquistare un popolo“.

 

1594 x 410 px

“I diplomati hanno davanti carriere prestigiose… da semplici ufficiali a veri Comandanti …” – viene detto dalla Propaganda e forse è per questo che l’80% dei giovani sceglierà di arruolarsi nell’esercito come ufficiale, per immolarsi in avventure belliche, ovviamente fomentate dagli istruttori.
Negli impianti c’erano ore ed ore impiegate a visionare filmati appositamente realizzati per esaltare gli animi impressionabili dei ragazzi. Oggi si direbbe che questi malcapitati uscivano con la bava alla bocca; il prendere un’arma vera in mano poteva provocare un’orgasmo per il giovane in esame. Anche in questo la radio giocava un ruolo primario: trasmissioni radio speciali riportavano i risultati di tiro di alcuni, che erano addirittura celebrati e insigniti di medaglie.
La verità è che Goebbels era furbo. Sapeva come manipolare il veicolo radio basando tutto su semplici regole. Nelle città importanti c’era un (oggi lo chiameremmo: “promoter”) rappresentante che imboniva le famiglie, che stavano per predere temporaneamente i loro figli, con frasi pre-studiate per esaltare il Fuhrer ed il suo credo.
Alla fine degli anni ’30 i film erano diventati il metodo mediatico più sicuro per avvalorare i concetti del nazionalismo, del nemico comune e prossimo e senza timore di smentita.
In questo Goebbels è un vero appassionato del mezzo; è ispirato dal potere di un mezzo difficile e complesso: come il cinema di partito della Russia comunista di Stalin. Comprende che si tratta di una forma d’arte manipolabile e la manipolazione interessa moltissimo il Ministro del Reich per il raggiungimento degli scopi. Questo perchè con la radio si poteva solo ascoltare, ma col cinema l’esperienza risultava molto realistica e faceva fantasticare le masse. Si era reso conto che avrebbe potuto usare quel mezzo sfruttandone le potenzialità.
Via radio, intanto Goebbels si autoproclama “patrono del film tedesco” e all’uopo incarica l’aspirante attrice-regista Leni Riefensthal per il nuovo raduno di Norimberga, la quale produrrà il famoso film “Il trionfo della volontà”: il più grande film di propaganda della storia.
Dopo il 1934, Hitler, grazie alla radio e al cinema, è ormai diventato una divinità.
In Germania, il film riceve grandi riconoscimenti e all’estero viene richiesto ovunque, soprattuto nei paesi latini, ma anche in Inghilterra, dove addirittura sorgono piccoli circoli nazisti.
Tuttavia Goebbels non promuove solo documentari, vuo.e che la propaganda raggiunga un pubblico più vasto possibile, quindi quesi il 90% delle sceneggiature da lui approvate rientrano nel genere del dramma, della commedia, dell’intrattenimento leggero. Tra il ’34 ed il ’42 gli spettatori aumentano del 400% e tutti guardano film accuratamente selezionati per trasmettere il messaggio nazista.
Il bombardamento continuo della diffusione voluta dal Ministro del Reich travolge chiunque con qualsiasi mezzo; con una scia perpetua di menzogne, mezze verità, stereotipi e travisamenti , in radio, al cinema , sui giornali, non c’era modo di evitare di essere attirati dalla causa nazista.
Così si passa dalla gioventù hitleriana all’esercito a fare tutto per Hitler, con una volontà ed una dedizione che rasenta la follia.
Come gli antichi avevano i loro dei, i tedeschi, grazie alla persuasione, avevano imparato ad adorare Hitler.

Quando scoppia la seconda guerra mondiale quasi 5 milioni di ragazzi sono pronti e motivati per combattere per la causa nazista nella convinzione assoluta che la conquista del mondo da parte della Germania sia giusta ed inevitabile. Carichi della fiducia in se stessi costruita da una propaganda asfissiante, fa sembrare a tutti che la loro avanzata nell’Europa sia inarrestabile.
E’ a questo a cui ambiva da sempre la Propaganda di Goebbels.

 

fine seconda parte


%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: