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Hunting Hitler

Hunting-HitlerScrivo il 18 novembre 2015, ore 20,35. Ho appena finito di mangiare.  A chi interessa? A nessuno, ovvio. Ma dopo aver sentito il telegiornale sui fatti di Parigi mi viene in mente… « ma allora quello che ci hanno raccontato per decenni può essere una menzogna clamorosa come può esserlo qualsiasi cosa che ci raccontano oggi stesso sui fatti di adesso! ». Ragionamento lecito? Quindi, se quanto ci viene mostrato è vero è sostenibile che tutto sia ri-discutibile, o no?»

Quindi, quanto ventilato dai primi giorni di maggio 1945 prende consistenza!

Tutte le dichiarazioni rilasciate negli interrogatori di Mosca a Linge e Rochus Minch sugli ultimi giorni del Fuhrer sono false? Quindi tutte le indagini fatte dalle varie commissioni (sovietiche, americane, inglesi) sono tutte farlocche?

Hitler-dead

Allora avevano ragione gli americani dell’FBI che nel 1946 (o forse prima) avevano avviato per trovare Hitler non erano campate in aria! Della probabile fuga del dittatore se ne era parlato (sottovoce) nell’immediato dopoguerra, poi nel ’50, ‘nel ’60, poi nel 70 e via via fino ad oggi.

Fbi_Hitler-6bd73Si sono scritti libri, parlato poi di Odessa (la Rat line), file segreti dell’NKVD, rapporti misteriosi in tutte le nazioni senza avere nulla di concreto in mano.

Dicerie o poco più. E pensare che l’FBI ha speso un treno di soldi in queste ricerche.

Come tanti soldi devono essere stati stanziati per organizzare la troupe di ricercatori che ha originato la serie in 8 puntate di History channel “Hunting Hitler“. La serie di documentari/verità che negli USA ha destato un certo scalpore. Le ricerche effettuate sarebbero basate sulle centinaia di documenti segreti dell’FBI che sono stati desecretati nel 2014, alcuni dei quali sono scaricabili in calce a questo stesso articolo, a testimonianza che l’ipotesi è alquanto ‘seria e credibile’.

De-classified-sxMa sembra che il trigger primario sia stato originato da un memorandum segreto dell’FBI, oggi declassificato e firmato dall’allora direttore J. Edgar Hoover, ove lo stesso avrebbe dichiarato che:

I funzionari dell’esercito americano in Germania non hanno localizzato il corpo di Hitler, né vi è alcuna fonte affidabile che dirà sicuramente che Hitler è morto.

Partendo dal preconcetto che, all’indomani della capitolazione della Germania nel 1945, le forze alleate occidentali non hanno trovato prova della sua morte e dopo la notizia della declassificazione di alcuni file resi noti dall’FBI (pubblicati sul sito ufficiale dell’Agenzia Federale, per cui la loro autenticità è verificabile al seguente link: https://vault.fbi.gov/adolf-hitler/), l’equipe si è lanciata sull’idea di una fuga dal bunker della cancelleria di Berlino fino all’approdo in Argentina, meta fantasticata in alcuni articoli di diverso tempo fa.

( vedi Hitler of the Andes  e Biggest revelation! )

aggiornamento

riga-orizz

neldettaglio

evidence-file 01          (cosa si conosce-info-start up)

evidence-file 02          (first steps-info-directions)

evidence-file 03          (nuove prove – new directions)

evidence-file 04          (casa Winter – casa Inalco)

evidence-file 05          (Hotel Eden_La Falda – Cassino_Brasile)

evidence-file 06          (Cassino_Bogotà_S.Maria-La Florida park)


Bugie e ancora bugie

Siamo forse vittime di un grande e storico imbroglio? E’ poi accettabile pensare ad una manovra attentamente studiata da un censore occulto? Mi spiego.

Il fatto.

Hitler-bilancio.ricattatoreDa un paio di lunedì, su RaiStoria sono andate in onda 2 puntate della serie “Hiltler: un Bilancio” , intitolate ” il ricattatore” e il “comandante-criminale”, un’ edizione italiana curata da Giuliana Varone dei documentari creati dal famoso Guido Knopp. Qui (Dixit docet …) appaiono spesso testimonial (tedeschi) ansiosi di spiegare che il popolo non sapeva, o meglio, non poteva sapere nulla dell’Olocausto, del fatto che bruciassero le persone, che ci fossero i campi di sterminio, etc.

Hitler-comandanteStiamo scherzando? Figliolo, ma chi vuoi prendere per i fondelli? Durante la prima puntata mi sono stupito ma ho mandato giù la cosa; nella seconda però, dove si affronta da vicino l’impatto sulle persone della “soluzione finale”, mi sono deciso a rendere partecipe chi mi legge al mio pensiero.

Il mio pensiero.

Facciamo 2 numeri? Intanto, per chi vuole farsene un’idea, può farsi un giro in Europa e guardare la piantina dei campi nazisti  e intuire che stiamo parlando di circa 15.000 campi installati nell’Europa occupata (qualcuno parla di oltre 20.000) e non tenendo conto di altri piccoli campi creati di supporto per la popolazione locale. Mi piacerebbe ricordare (con molto ossequio) alla sign. Varone che ha curato la traduzione italiana di questi Dixit, che in ogni più piccolo insediamento di transito, di lavoro e di sterminio, esistevano lavoratori esterni al campo (chiamati all’occorrenza) per svolgere compiti di smistamento materiali. Cioè, c’era chi apriva le valigie dei deportati, chi separava la fotografie, che smistava i pettini, chi ammucchiava i vestiti, chi valutava l’0ro, chi raccoglieva i capelli e le barbe tagliate; in pratica ogni campo annoverava dalle 250 alle 300 persone per separare e per smaltire. Fino alle 11 di sera (in base agli arrivi dei treni della morte), ed in più turni di lavoro, era un continuo andirivieni di lavoranti tedeschi addetti ai più svariati compiti.  Una volta terminato il turno, rientravano a casa. Solitamente (per praticità) abitavano nelle vicinanze; alcuni arrivavano in bicicletta, molti avevano punti di ritrovo prestabiliti con evidenti vantaggi di snellezza nelle pratiche di controllo alle entrate. 

ausmerzen

Ma il punto è: queste persone avranno avuto occasione di relazionarsi con parenti e amici? Avranno detto in famiglia dove lavoravano? Chi vedevano? Cosa stavano facendo? Sono domande normali, stupide, se vuoi; ma naturali. Perciò non è pensabile che nessuno abbia detto nulla. E comunque ho detto 2 numeri: 250 x 15.000 = 3.750.000 persone esterne che aiutavano le guardie. Perdonatemi il turpiloquio: …azz! ma stiamo parlando di quasi 4 milioni di persone!

Come è possibile che nessuno sapesse niente?

Poi ci sono i trasportatori. I camionisti. Coloro che riportavano sul mercato nero, in altri stabilimenti di trasformazione, i vari materiali. Parlo di vettovaglie in alluminio, cuoio, gomma, stoffa, etc. Ma si ha idea di che mole  di roba si dovesse muovere? Mi spiace ma qui non so quantificare. E ancora; per il sostentamento del campo, ogni giorno arrivavano camion e camion di derrate alimentari; le guardie non potevano mica fare la fatica di caricare e scaricare le merci! Quindi… altre persone addette alle operazioni da aggiungere al nostro conto. Vogliamo essere cauti e pensare ad altri 500.000 impiegati del Terzo Reich? Mah.

Non puoi fare un’operazione così grande se non hai l’appoggio e il consenso del popolo.

Commento finale

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WWII gli archivi ritrovati (la serie)

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16/04/10 – Si conclude oggi la suite <WWII-gli archivi ritrovati> da History channel; la serie che racconta il conflitto mondiale dal punto di vista di chi l’ha vissuto (da quella parte). Il punto di vista americano. Alcuni corrispondenti di guerra raccontano esperienze vissute in prima persona nei giorni del conflitto.

Elenco completo episodi WWII gli archivi ritrovati:

L’ora delle tenebre
Un brusco risveglio
Il fronte italiano
Spiagge insanguinate
Il giorno dei giorni
Punto di non ritorno
Fuoco dal cielo
La gloria insanguinata
Sull’orlo dell’abisso
La fine dei giochi

scrivo 2 righe più che altro per dare una maggiore chiarezza a riguardo di questa serie così decantata che History channel, a proposito, dice:

<World War II è il risultato di un ambizioso progetto che offre una delle più sorprendenti esperienze visive del conflitto. Frutto di un duro lavoro di ricerca durato oltre due anni, ha permesso di riportare alla luce più di 3.000 ore di filmati a colori e in maggioranza inediti, scovati fra archivi, biblioteche e collezioni private, di tutto il mondo e restaurati attraverso le più moderne tecnologie di digitalizzazione>.

Frasi queste che avevo già riportato nell’articolo della scorsa settimana; ora che la serie è stata pubblicata posso dire che confido che ci sia ancora tanta roba inedita da vedere, stando a quello che dicono loro! Non per essere pignolo, ma 3000 ore sono 125 giorni (ho detto giorni… interi) di filmati che non credo che potranno essere mai pubblicati perché non sarebbero televisivamente gestibili. Però, conti a parte, la serie è bella; veramente bella. Giustamente trionfalistica, sensazionalistica, ma bella; fatta bene. Poi è chiaro che univocamente americana…; quando parla del fronte italiano, per esempio, in realtà lo si vede sempre e solo dal punto di vista americano; ma sono cose che ci stanno. Dovendo personalmente scegliere, preferisco di gran lunga <la Guerra del secolo> o <Apocalypse> da NatGeo, senza dimenticare la serie <1939-1945> di RaiStoria; ma il bello, quando possibile, è avere tutto.

nuovo articolo aggiornato in WWII gli Archivi ritrovati. una nota finale

update 2013


WWII gli archivi ritrovati

12/04/10 – Si annuncia una settimana di fuoco. Su History channel sono apparse le prime 2 puntate di questa serie che sembrano la risposta americana a quella tedesca della ZDF/PBS di RaiStoria; “L’ora delle tenebre” e “Un brusco risveglio“. Il collezionista non può farsi mancare questo bundle storico.

Successo d’ascolti negli Stati Uniti, World War II è il risultato di un ambizioso progetto che offre una delle più sorprendenti esperienze visive del conflitto. Frutto di un duro lavoro di ricerca durato oltre due anni, ha permesso di riportare alla luce più di 3.000 ore di filmati a colori e in maggioranza inediti, scovati fra archivi, biblioteche e collezioni private, di tutto il mondo e restaurati attraverso le più moderne tecnologie di digitalizzazione. La serie ripercorre la vita di 12 persone, infermiere, soldati, reporter, la cui esistenza venne sconvolta dalla Seconda Guerra Mondiale. Dall’invasione della Polonia alla guerra in Africa, dallo sbarco in Normandia alle battaglie nel Pacifico: i grandi avvenimenti del conflitto sono ricostruiti attraverso le storie private dei protagonisti e le loro testimonianze impresse sui diari personali. Severamente vietati durante la guerra e rimasti sepolti per decenni, questi testi rappresentano oggi un documento di straordinario valore storico.

Nel primo episodio: 1941, il mondo intero è in piena guerra. L’immigrato Jack Werner si unisce alle truppe statunitensi e il reporter Richard Tregaskis parte con i marines per Guadalcanal.

Nel secondo episodio: l’America si allea con l’Inghilterra contro le forze dell’Asse. Il leader Charles Scheffel accusa le prime perdite e l’infermiera June Wandrey scopre gli orrori della guerra.

La serie promette abbastanza bene. Francamente, me l’aspettavo. E’ chiaro che tra competitors televisivi, si è sempre in corsa per chi si accaparra prima la collana storica di ultima generazione. E dopo la sberla di RaiStoria con quella bellissima Guerra del secolo, History channel non poteva stare a guardare ancora molto… Ok. è gara. Anche perché non puoi durare a fare sempre “la storia del gelato” se ti chiami “History channel..” e qualcosa devi tirare fuori dal cilindro. Ora fanno questi appuntamenti di quasi 2 ore (con la pubblicità) e dalla prospettiva molto americana; strano? no. Almeno in queste prime puntate. Però sono fatte bene: il suono stereo (per chi ci fa caso), immagini restaurate bene e con un bel color-correct. Vedremo. Intanto in questo mese (che è Aprile) i canali avranno tante ricorrenze da evocare.


linea Gotica

01/03/10 – da RaiStoria, terzo appuntamento con <i manager di Hitler> dedicata ad “Alfred Jodl“, lo stratega fedele del Fuhrer che sempre si dichiarò ignaro delle stragi naziste. Già andata in onda nel 2006 su History channel, la “Linea Gotica: l’ultimo balzo” si fa sempre guardare per le toccanti interviste contenute. Qui c’è anche il contributo raro e prezioso di Andrea Montemaggi, autore di Linea Gotica 1944 (vedi: menu/la Romagna in guerra),  a mio modo di vedere, il guru di questo argomento.

in guerra ci vanno i numeri. si può non essere d’accordo con questa cosa, ma purtroppo è così. Conta cioè quanti uomini hai, quanti colpi hai, quanto vestiario, quante risorse hai e via discorrendo; a prescindere da quale ideale vuoi difendere.. e nel ’44 i tedeschi, qui (in Romagna) erano veramente cotti. Ma nonostante questo hanno fatto sudare l’inverosimile. La gente che abbiamo avuto modo di intervistare (e sto parlando di molte persone) però parla di cose mai trattate nei documentari ufficiali.

Parlano di come detestavano gli inglesi e i loro continui bombardamenti sui contadini che lavoravano nei campi, parlavano dei mitragliamenti sugli ospedali (vedi CastelRaniero); parlano degli stupri e delle violenze dei Gurka, dei furti, delle razzie di animali, provviste e suppellettili. Direi, poco entusiasmo nei confronti dei nuovi occupatori. “Cio’ u’staseva mei cun i tedesc! (ciò, si stava meglio coi tedeschi!)” recitavano i vecchi. Ho sentito di famiglie decimate e sterminate perchè gli Inglesi dovevano “scaricare” (le bombe…) quello che non avevano usato su Firenze o simili. ” tanto gli italiani erano stati nemici almeno per 3 anni…”. Beh, a Brisighella, fino a qualche anno fa, qualcuno diceva che erano nate storie d’amore importanti con tedeschi, c’erano figli mezzosangue, ricordi nostalgici, c’era odio per gli inglesi, odio per il destino. Ci sono libri. Mica solo chiacchiere, e i luoghi comuni non nascono mica da leggende. Ma nei documentari dei vincitori di queste cose non si parla mai.


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