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Obersalzberg: la situazione “presunta”

Un argomento che m’acchiappa. Adesso ne parlo un momento perché sto mettendo a confronto alcuni libri e ne sommo le informazioni.H-Obersalzberg

Il signore qui sopra ed il Comando supremo tedesco, fin dall’autunno 1942, fecero sempre di tutto per impedire all’opinione pubblica di venire a conoscenza delle sconfitte sul fronte orientale. E come biasimarli?
Fino a quel punto era andato tutto a meraviglia… Sto scherzando.
Comunque, la stampa e la radio ripetevano al popolo tedesco dal mattino alla sera che la guerra sarebbe stata vinta. Nel giornale «Das Reich » Goebbels scriveva ogni settimana un articolo di fondo sulle grandi vittorie ottenute durante la « ritirata conforme ai piani previsti» delle truppe tedesche sul fronte orientale. Hans Fritzsche del ministero della propaganda nei discorsi che teneva alla radio di Berlino dava un quadro falso della situazione al fronte e chiedeva al popolo tedesco, in nome della vittoria, sempre nuovi sacrifici. Nello stesso spirito erano redatti i rapporti dal fronte per la stampa, che Keitel e Jodl dovevano sempre presentare preventivamente a Hitler. Egli li correggeva in modo che il popolo non potesse farsi un’idea chiara di ciò che accadeva al fronte. Anche le riprese al fronte per i cinegiornali settimanali venivano riviste personalmente da Hitler all’Obersalzberg. Senza le sue corre­zioni nessun servizio di cinegiornale poteva essere trasmesso. Egli so­stituiva le immagini e ne modificava il testo scritto da Goebbels.

Hitler-al-cinemaHitler riceveva dapprima il materiale cinematografico privo di so­noro, e lo visionava nella sala del Berghof insieme a Keitel, Bormann, Jodl, Dietrich e ai suoi aiutanti. Hitler faceva tagliare le riprese che mostravano truppe tedesche in ritirata, carri armati distrutti o solda­ti feriti, insomma, tutto ciò che potesse accennare a una disfatta. Le riprese tagliate venivano sostituite da immagini di vecchi cinegiornali del 1941, l’anno «radioso» in cui i cinegiornali mostravano soltanto prigionieri di guerra sovietici sfiniti, il fuoco dell’artiglieria tedesca, gli attacchi aerei degli Stuka o scene gioiose alla cucina da campo: tutto ciò che ricordava la marcia vittoriosa della «guerra lampo» promessa da Hitler. Durante le proiezioni Gunsche leggeva il testo di accompagnamento di Goebbels e prendeva nota delle correzioni secondo le indicazioni di Hitler. Hitler esaminava con particolare at­tenzione le scene che erano state riprese nel suo quartier generale, e lasciava passare soltanto le inquadrature in cui veniva ripreso nelle pose da vincitore dei primi anni di guerra. Le riprese più recenti, che lo mostravano curvo e con il morale a terra dovevano per suo ordi­ne categorico essere tagliate e distrutte. Egli era convinto che il po­polo sarebbe inorridito a vederlo ridotto così.

media-GerMa tuttociò si spiega come un semplice atteggiamento “prudente”, atto a non perdere immagine sul popolo. Ma la cosa non poteva limitarsi alle “persone normali”; bisognava anche essere prudenti e convincenti anche con le personalità dell’entourage interno e quello estero. A questo proposito occorre ricordare che gli alleati della Germania erano profondamente preoccupati per le voci di dure sconfitte sul fronte orientale. Essi chiedevano un incontro con Hitler. Il primo che desiderava venire a trovarlo era Antonescu. Ma Hitler continuava a rinviare l’incontro. «Se ne ricevo uno, poi verranno tutti», diceva. Solo quando le richieste degli alleati divennero sempre più insisten­ti, Hitler diede indicazione a Ribbentrop di organizzare le visite di Antonescu, Mussolini e Horthy a Kless­heim, nei dintorni di Salisburgo. Gli incontri con gli alleati cominciarono alla fine di marzo del 1943. Hitler concordò con Keitel e Jodl che essi avrebbero dovuto illustrare la situazione sul fronte orientale in una luce fa­vorevole alle truppe tedesche. Per suo ordine Jodl aveva fatto con­fezionare appositamente delle carte in scala 1:1.000.000 che davano una falsa visione della situazione al fronte. Hitler si servì di quelle carte durante gli incontri con Antonescu, Mussolini e Horthy.
In quelle carte, la linea del fronte si discostava notevolmente da quella reale. Singoli settori erano rappresentati in modo incompleto. Le forze del nemico, quelle tedesche e la direzione delle operazioni non erano riconoscibili, e in quel modo la situazione al fronte appa­riva molto più favorevole di quanto fosse in realtà. Nello Stato mag­giore di Hitler le discussioni con Antonescu, Mussolini e Horthy ve­nivano chiamate «le discussioni sulla situazione pre­sunta ».
Antonescu-HorthyQuando gli ospiti arrivarono Linge ( il fido maggiordomo) avvertì Hitler con una strizzatina d’occhi che tutto era pronto per “la riunione sulla situazione presunta“. Nella sala si accalcavano rumeni, ungheresi e funzionari del ministero degli esteri. Più una quantità di fotografi autorizzati impressionante. Poi c’erano i vari Ribbentrop, Keitel, Jodl e Meissnerr. Hitler entrò in scena da grande attore e fece una descrizione sommaria, con gesti teatrali e il tono di chi è sicuro della vittoria. Impressionò molto.

situazione-presunta

Alcuni giorni dopo (dal 7 al 10 aprile) fu la volta di Mussolini e anche lui fu vittima della “situazione presunta“. Alla fine dei colloqui esclamò:
«Fuhrer: l’Asse Roma-Berlino vincerà!».

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… ovvero: “come conquistare un popolo“.

 

Già molto tempo prima di salire al potere Hitler aveva affermato: “con l’aiuto di una costante propaganda persino il Paradiso può essere presentato alle persone come inferno … e la vita più miserabile come un Paradiso …”.
Alla fine degli anni ’20, con l’incontro col magnate della stampa tedesca Alfred Hugenberg, proprietario di un vasto network di giornali e cinema, i nazisti fanno un grande salto di qualità. A quel tempo i raduni nazisti erano già spettacoli densi di ostentazione e simbolismo, ora però, dal 1928, sono anche il primo partito politico ad usare giornali e cinegiornali per diffondere il loro messaggio all’intera nazione.


Hitler è stato anche il primo politico a viaggiare di città in città con l’aereo (tipo Berlusconi dei giorni nostri): scendeva dal cielo in mezzo a folle urlanti di gioia, come se fosse un Messia.
Tutti i suoi spostamenti erano pre-annunciati via radio non appena il tragitto era stato stabilito.
Immediatamente, alle stazioni radio arrivavano lettere private che chiedevano luoghi e orari di arrivo e piaceva moltissimo alle madri perchè, con mossa accuratamente calibrata, si faceva sempre ritrarre nei cinegiornali con bambini, al fianco o in braccio; un uomo molto gentile quindi, che riceveva fiori dai bambini e li abbracciava: un personaggio … maestoso.

Nel 1932 il partito nazionalsocialista si trova a passare dall’anonimato a dirigere un partito di 17 milioni di sostenitori; la più grande forza politica tedesca.
Il risultato è stato ottenuto facendo leva sul sentimento nazionalista e fomentando la rabbia contro nemici immaginari, che vengono ora indicati come responsabili dei problemi economici e politici della Germania, attraverso radio, tv e giornali.
E sempre a proposito della radio, Goebbels, meno di due settimane dopo aver assunto il potere, si incontra in segreto con i capi della società radiofonica del Reich con cui condivide i suoi piani.
avete tra le mani lo strumento più moderno esistente per influenzare le masse, per mezzo di questo strumento voi create l’opinione pubblica. Se eseguirete bene questo compito vinceremo sul popolo!”. E così sarà.


A Norimberga si arriva al culmine. Goebbels dice: “Hitler è Dio e i tedeschi sono i suoi seguaci!“. Grazie ad un uso brillante di elementi scenografici, delle luci e delle masse, con centinaia di migliaia di persone accorse per adorare il Fuhrer, il documentario ottenuto ha un impatto devastante con le migliaia di copie inviate in tutta la Germania ed all’estero.
La Propaganda ha uno slancio incalcolabile; la coesione del popolo è ai massimi livelli.
Per scoprire la reale convinzione ed adesione al nazismo dei tedeschi Goebbels chiede aiuto a migliaia di fedelissimi di infiltrarsi segretamente nell’intera nazione, in ogni dove; il Sicherheitsdienst (SD) era il servizio segreto delle SS, responsabile della cosiddetta sicurezza e doveva monitorare quello che i tedeschi pensavano e dicevano in luoghi pubblici. I rapporti finivano ai capi nazisti, quindi ovviamente anche a Himmler, che era anche il capo delle SD.
Ma chi analizzava i risultati era comunque Goebbels, che valutava le opinioni e gli eventuali correttivi.
Sia Hitler, sia Goebbels, erano convinti che mentire spudoratamente e ripetutamente fosse il metodo migliore per far sembrare alle masse una bugia come una verità.
In questo, Goebbles era un maestro. Per anni è riuscito a vendere, via radio e sui giornali l’idea che Hitler era un uomo di pace.
Il punto oscuro è tuttora che, con la propaganda, Hitler aveva acquisito estimatori in patria, ma soprattutto all’estero. Erano nati circoli politici nazisti in Inghilterra, Olanda, Svezia, Danimarca, Francia, Belgio, in tutti i Balcani e nel continente latino: Brasile, Argentina, Colombia, Paraguay, Cile, ecc.
E arrivano finanziamenti anche dagli Stati Uniti. La sfida dagli anni ’37 e ’38 per Goebbels è trasformare, con la propaganda, gli spietati attacchi militari di Hitler in azioni patriottiche onorevoli ed eroiche.
Nel 1939 un’altra manovra distingue ulteriormente Goebbels da tutti gli altri politici: la creazione di stazioni radio clandestine destinate a trasmettere messaggi assolutamente falsi al nemico. Un metodo che, almeno inizialmente, creò non pochi problemi soprattutto ai britannici grazie alla distribuzione ad arte di oltre 40 stazioni, anche oltre frontiera.

Clamorosi sono alcuni casi. Come quello di Radio Caledonia, da una sede segreta di Berlino si inseriva sulle stesse frequenze di una radio scozzese per raggiungere gli operai scozzesi e diffondere notizie incredibilmente fuorvianti e false; o come la British Broadcasting Station, per esempio, che si rivolgeva ai cristiani inglesi, una radio generica che fingeva di voler analizzare e contestare i discorsi di Hitler, ma con questo scopo intanto li faceva ascoltare integralmente tradotti quasi per tutto il giorno. Sembrava che tutte queste radio trasmettessero dall’Inghilterra di Churchill, ma erano tutte in Germania e cercavano contemporaneamente di attaccare il governo di Sua Maestà in ogni modo.
Come altrettanto clamorosa era l’epopea di Lord Haw Haw (Lord “sghignazzata”, per via dei suoi versi con cui prendeva in giro i politici inglesi), al secolo il britannico William Joyce, un grande alleato di Goebbels.


Prima della guerra e durante sarà il famoso conduttore in queste radio segrete con un vantaggio innegabile sui sudditi britannici: parlava bene in inglese, direttamente nelle case inglesi e scozzesi, magnificando l’opera del Fuhrer e cercando di dipingere scenari apocalittici incombenti sulla Gran Bretagna. A Londra c’è stato un momento in cui tutti parlavano di Lord Haw Haw.
La guerra personale di Goebbels era comunque tesa al convincimento che l’eliminazione delle razze inferiori fosse una cosa giusta: il Reich, nel 1939 aveva stanziato una cifra colossale per la propaganda sulla necessità di pulizia, interna ed esterna e solo un mese dopo l’invasione della Polonia (il 1 ottobre 1939) varò il programma di eutanasia T4.
Con questo mezzo, oltre 100mila persone con malattie incurabili o deformi, sono eliminate con il gas, iniezioni letali e armi da fuoco.
Le sparute proteste private sono subito sedate da una propaganda ingannevole fornendo via radio rapporti avvalorati da medici e chirurghi corrotti sulla ineluttabilità dei decessi. Lo scopo di Goebbels era quello di far pensare la gente all’eutanasia in modo positivo.
Nell’agosto del 1941, Hitler, per la paura di perdere sostegno per la guerra in corso, ferma il programma ufficialmente, ma la soppressione dei disabili continuerà ugualmente.
Goebbels, secondo esperti del nazismo, è considerata una figura ancor più letale dello stesso Hitler. Resposabile di gesti clamorosi, come la Kristallnacht, ha saputo usare la sua Propaganda per occultare e magnificare crimini, appoggiato da un’imponente schiera di fedelissimi e soprattutto professionisti in tutti i settori, per servire incondizionatamente la causa nazista.


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… ovvero: “come conquistare un popolo“.

 

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“I diplomati hanno davanti carriere prestigiose… da semplici ufficiali a veri Comandanti …” – viene detto dalla Propaganda e forse è per questo che l’80% dei giovani sceglierà di arruolarsi nell’esercito come ufficiale, per immolarsi in avventure belliche, ovviamente fomentate dagli istruttori.
Negli impianti c’erano ore ed ore impiegate a visionare filmati appositamente realizzati per esaltare gli animi impressionabili dei ragazzi. Oggi si direbbe che questi malcapitati uscivano con la bava alla bocca; il prendere un’arma vera in mano poteva provocare un’orgasmo per il giovane in esame. Anche in questo la radio giocava un ruolo primario: trasmissioni radio speciali riportavano i risultati di tiro di alcuni, che erano addirittura celebrati e insigniti di medaglie.
La verità è che Goebbels era furbo. Sapeva come manipolare il veicolo radio basando tutto su semplici regole. Nelle città importanti c’era un (oggi lo chiameremmo: “promoter”) rappresentante che imboniva le famiglie, che stavano per predere temporaneamente i loro figli, con frasi pre-studiate per esaltare il Fuhrer ed il suo credo.
Alla fine degli anni ’30 i film erano diventati il metodo mediatico più sicuro per avvalorare i concetti del nazionalismo, del nemico comune e prossimo e senza timore di smentita.
In questo Goebbels è un vero appassionato del mezzo; è ispirato dal potere di un mezzo difficile e complesso: come il cinema di partito della Russia comunista di Stalin. Comprende che si tratta di una forma d’arte manipolabile e la manipolazione interessa moltissimo il Ministro del Reich per il raggiungimento degli scopi. Questo perchè con la radio si poteva solo ascoltare, ma col cinema l’esperienza risultava molto realistica e faceva fantasticare le masse. Si era reso conto che avrebbe potuto usare quel mezzo sfruttandone le potenzialità.
Via radio, intanto Goebbels si autoproclama “patrono del film tedesco” e all’uopo incarica l’aspirante attrice-regista Leni Riefensthal per il nuovo raduno di Norimberga, la quale produrrà il famoso film “Il trionfo della volontà”: il più grande film di propaganda della storia.
Dopo il 1934, Hitler, grazie alla radio e al cinema, è ormai diventato una divinità.
In Germania, il film riceve grandi riconoscimenti e all’estero viene richiesto ovunque, soprattuto nei paesi latini, ma anche in Inghilterra, dove addirittura sorgono piccoli circoli nazisti.
Tuttavia Goebbels non promuove solo documentari, vuo.e che la propaganda raggiunga un pubblico più vasto possibile, quindi quesi il 90% delle sceneggiature da lui approvate rientrano nel genere del dramma, della commedia, dell’intrattenimento leggero. Tra il ’34 ed il ’42 gli spettatori aumentano del 400% e tutti guardano film accuratamente selezionati per trasmettere il messaggio nazista.
Il bombardamento continuo della diffusione voluta dal Ministro del Reich travolge chiunque con qualsiasi mezzo; con una scia perpetua di menzogne, mezze verità, stereotipi e travisamenti , in radio, al cinema , sui giornali, non c’era modo di evitare di essere attirati dalla causa nazista.
Così si passa dalla gioventù hitleriana all’esercito a fare tutto per Hitler, con una volontà ed una dedizione che rasenta la follia.
Come gli antichi avevano i loro dei, i tedeschi, grazie alla persuasione, avevano imparato ad adorare Hitler.

Quando scoppia la seconda guerra mondiale quasi 5 milioni di ragazzi sono pronti e motivati per combattere per la causa nazista nella convinzione assoluta che la conquista del mondo da parte della Germania sia giusta ed inevitabile. Carichi della fiducia in se stessi costruita da una propaganda asfissiante, fa sembrare a tutti che la loro avanzata nell’Europa sia inarrestabile.
E’ a questo a cui ambiva da sempre la Propaganda di Goebbels.

 

fine seconda parte


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… ovvero: “come conquistare un popolo“.

 

Ai raduni di Norimberga Hitler poteva parlare a migliaia di fanatici, ma alla radio avrebbe potuto rivolgersi all’intera nazione germanica e oltre.
Questa fu la grandissima idea di Goebbels.
A mio modo di vedere: molto è nato a questo punto: con l’illuminazione avuta dal Ministro della Propaganda che ha abbracciato una tecnologia fino a quel momento ancora abbastanza oscura.

 

 

La radio

 

 

(1930)

 

 

Con un colpo da maestro, Goebbels lancia la produzione di un ricevitore radio ad un prezzo decisamente abbordabile per le masse.
Non appena nel 1933, quando Hitler sale al potere, il Volksempfänger, diventa il mezzo principale attraverso il quale la dottrina nazista entra nelle case tedesche con una larghissima diffusione.
In questo modo, se da un lato nei successivi sei anni la vendita degli apparecchi quasi quintuplica, dall’altro il nazismo acquisisce una popolarità impressionante in Germania ed all’estero.

Alla vigilia della guerra c’erano più radio nella case della gente, in Germania, che in qualsiasi altro Paese del mondo, America compresa.
Ma facciamo un piccolo salto indietro.
Secondo Goebbels però, un tale strumento di propaganda può essere utile solo se controllato integralmente.
Per riuscirci bandisce ogni altra voce pubblica: nel 1935 vengono chiuse 1600 pubblicazioni, nel 1938 altre 10mila sono dichiarate illegali.
La radio diventa la voce della Propaganda, abilmente inframezzata alle altre attività giornaliere per far sembrare “accettabile” il messaggio nazista.
Il Ministro, ben presto, prende in mano tutte le radio private che saranno da subito sotto il suo controllo.
Goebbels aveva capito che non bastava trasmettere i discorsi di Hitler 24 ore al giorno; doveva per forza esserci anche altro: quello era solo una parte dell’effetto di persuasione che desiderava ottenere. Poteva e doveva raggiungerlo anche con altri mezzi, come la musica, la commedia e i dibattiti. Per questo diventò così efficace sulla gente: con tutti gli strumenti più moderni ed in voga.
Così i messaggi della Propaganda sono semplici, patriottici e deliberatamente condivisi. Già nel 1935.
Identificare un nemico comune promuove il senso di unione e di superiorità razziale. Il grande “mantra” di Goebbels era – ripetere, ripetere, ripetere! –
I messaggi ripetevano: “Hitler è il nostro salvatore!, Hitler è un genio!, noi abbiamo ragione!, gli ebrei sono cattivi…; frasi che ripetute ovunque, ancora ed ancora, hanno fatto il lavaggio del cervello ad una nazione che, a guerra finita, sarà poi dichiarata “particolarmente sensibile“.
Ricordo questa frase che spesso negli anni ’70 era recitata, parlando dei tedeschi, quasi a voler spiegare la loro accondiscendenza al nazismo.

Comunque, in questo modo sono costretti ad assorbire le idee di Hitler sugli ebrei (che hanno fatto perdere la Prima Guerra mondiale) e sul comunismo, o meglio: il bolscevismo, che ostacola e minaccia la prosperità della Germania.

Parte molto importante ed implacabile della Propaganda era il desiderio e la necessità di indottrinare i ragazzi molto giovani; nel 1933 oltre 2 milioni di questi si sono iscritti volontariamente alla “gioventù hitleriana” per via di un chiaro dogma di Goebbels: “se li forgi da piccoli, puoi fargli credere quasi tutto quello che vuoi!“.
Ed è così che in brevissimo tempo la HitlerJugend diventa l’unica organizzazione ammessa, per legge, in Germania.
A questo proposito, voglio ricordare una bellissima serie (in 4 puntate) di documentari dal titolo: “Figli di Hitler“, andati in onda negli anni 2006/2007 su History channel.

per i + curiosi: le puntate erano: Seduzione – Formazione – Arruolamento – Sacrificio.

In tutta la Germania, grazie alla propaganda e di seguito al mezzo-radio, vengono fondato oltre 40 centri politici che si occupano della formazione dei futuri leader nazisti.

 

centro di formazione SS – Lipsia (oggi)

Come gran parte degli stabilimenti di formazione anche quello di Lipsia ammette solo maschi dai 10 ai 18 anni, solo 3 scuole sono destinate alle donne; mentre i maschi vengono formati per la guerra, le donne imparano a sostenere i loro uomini (in tutti i sensi possibili), a gestire la casa e, se possibile, a mettere al mondo dei bei bambini biondi e con gli occhi azzurri, ai quali affidare i 1000 anni del Reich.
Le madri erano entusiaste di mandare i propri figli in quelle scuole; quelle riluttanti erano sobillate dai parenti, dai vicini di casa, dagli amici, ad inviarli per il bene ed il loro futuro. Impossibile resistere.
I messaggi radio parlavano continuamente di un futuro meraviglioso per i ragazzi della HitlerJugend. Dalle città più importanti c’erano partenze pre-ordinate per sottoporre i reclutanti ad una selezione che poteva durare fino ad una settimana.
Per radio venivano forniti tutti i dettagli per le partenze, i tempi di preparazione, per l’abbigliamento consigliato. Non potevano sussistere dubbi di nessun tipo. Era, su tutto, un obiettivo comune finalizzato alla crescita della Nazione.
Doveno essere ariani, bianchi come la neve e fisicamente perfetti; persino chi portava gli occhiali era escluso dalle formazioni. Obbedienza e coraggio erano le virtù più importanti; dovevano poter correre in una foresta buia (immaginaimo il terrore di un bambino di 10 anni), saper perfettamente nuotare e sapere buttarsi in acqua da 3 metri di altezza, mentre i nuotatoti dovevano buttarsi dal terzo piano dell’edificio su un telone, senza la minima esitazione. A qualsiasi età.
Con questi requisiti oltre la metà dei selezionati non riusciva a superare i primi durissimi 8 anni di scuola. Le madri lo sapevano, ma dicevano tra loro:
mio figlio ce la farà: per il Fuhrer!”.
Per gli espulsi la vita spesso finiva in tragedia o emarginazione.
In radio però, queste cose non venivano riportate.

 

thanks to Guido Hanselmann for his support

fine prima parte


attacco, ma faccio finta…

hitler-attacks-polandIl caldo dell’agosto 1939 deve aver dato in qualche modo influito alla testa del Fuhrer perché, hanno detto gli stretti collaboratori, non si teneva più. Gli era presa una fretta incontenibile. Ma anche i generali erano sul punto di esplodere. Ce lo racconta Linge in un raro ed irraggiungibile diario. Per giustificare l’invasione della Polonia senza una regolare dichiarazione di guerra, (nè più nè meno come i giapponesi a Pearl Harbor) occorreva un casus belli per far sembrare invece la Polonia la parte dell’aggressore…
Ma a chi vuoi darla da bere, idiota? Un topolino può aggredire un elefante?
« Dai, dai che è una bella idea! ».

stazioneradioIl protagonista di questo episodio, che è una tipica falsificazione nazista, è Alfred Naujocks ed è datata 10 agosto 1939. Questo furbone, appartenente al servizio segreto delle SS, è incaricato di organizzare un finto attacco polacco contro la stazione radio tedesca di Gleiwitz (l’attuale Gliwice), vicino alla frontiera con la Polonia. «Mi sono deciso a una azione di forza!» gridò Hitler subito dopo ad un’ennesima iniezione stimolante del dott. Morell, con gli occhi strabuzzati; a Bologna direbbero che era “fatto come un copertone!” . Vero. L’incidente, insieme con altri meno vistosi, doveva servire come prova tangibile della violazione delle frontiere tedesche da parte polacca. Poi ci avrebbe pensato Goebbels a giostrare la frittata secondo i migliori metodi nazisti. Infine poi, avrebbe usato l’episodio anche lo stesso Fuhrer nel discorso alla nazione, programmato per il 1° settembre. A mezzogiorno del 31 agosto, Naujocks riceve l’ordine di far scattare il piano alle 20. All’ora stabilita un gruppo di uomini delle SS, travestiti con uniformi dell’esercito polacco (vennero reperite 150 uniformi polacche, armi e libretti paga dell’esercito forniti dal capo del servizio segreto ammiraglio Wilhelm Canaris e 364 uomini), incominciarono a sparare contro la stazione radio tedesca. Poco minuti prima erano stati trasportati sul posto alcuni uomini in abiti civili, preventivamente drogati e del tutto privi di conoscenza. Si trattava di internati tratti dai campi di concentramento e sacrificabili per lo scopo. Dopo una brevissima sparatoria gli uomini di Naujocks occuparono la radio per il tempo necessario a trasmisero un comunicato in polacco in cui si dichiarava guerra alla Germania! “Secondo gli ordini“, dichiarerà poi Naujocks al processo di Norimberga, “prendemmo la stazione radio, mettemmo in onda una trasmissione di 3 o 4 minuti con trasmettitore di emergenza, sparammo qualche colpo di pistola in aria e ce ne andammo“.

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E qui, qualche altra nota curiosa che Wiki non dice.
Poichè il Reichstag era stato convocato in tempi brevissimi, molti deputati che risiedevano fuori Berlino non poterono essere presenti alla seduta. I loro posti vennero occupati (come previsto e programmato) da uomini delle SS appartenenti alla guardia del corpo di Hitler e Goering. Essi recitarono la parte di deputati e “votarono” naturalmente a favore della guerra contro la Polonia.

Hitler39I nazisti riuniti nella Opera Kroll offrirono ad Hitler un’accoglienza follemente entusiasta. Si presentò come un sostenitore della pace (??!?) aggredito dalla Polonia, costretto dagli eventi a guidare il popolo tedesco nella lotta per la sopravvivenza! «Per la prima volta, questa notte truppe regolari polacche hanno aperto il fuoco contro il territorio del Reich. A partire dal­le 5,45 noi abbiamo risposto ai fuoco e, d’ora in poi, alle bombe replicheremo con le bombe». Il discorso sollevò ovazioni entusiastiche. I diplomatici e ambasciatori di Giappone e Italia applaudirono vigorosamente. Anche all’uscita del Reichstag, nel tragitto dalla Opera Kroll alla Cancelleria, una grande quantità di gente manifestò.
Il discorso era stato trasmesso con altoparlanti lungo il viale Unter den Linden e la Wilhelmstrasse. Mentre l’auto passava lenta la gente urlava ed applaudiva.

Come sempre, dopo un discorso importante, Hitler ritornava alla Cancelleria sfinito e tutto madido di sudore. Per routine consolidata, subito un bagno e la solita pastiglia di Ultraseptyl + l’inezione miracolosa. Altro che “fatto come un copertone!”; direi devastato! Per i curiosi, l’Ultraseptyl non era un tranquillante, ma un preparato chimico in uso contro i processi infiammatori. Un sulfamidico, insomma, che Morell prescriveva a scopo preventivo, discostandosi sì dalla posologia consigliata, ma a dosi controllate.

germansMa mentre il Fuhrer si “perava“, la beffa era già in atto da alcune ore. Alle 4,45 del 1° sett 1939, la nave di linea Schleswig-Holstein, ancorata nel porto di Danzica, aprì il fuoco contro la costa polacca, mentre già da 5 minuti i bombardieri di picchiata tedeschi avevano attaccato la cittadina di Wielun, a oriente di di Breslavia, causando la morte di circa 1200 civili. Ma qui ancora un’ultima nota curiosa. Ancora il giorno 26 agosto, un commando tedesco-slovacco aveva occupato col sangue il Passo di Jablonka. Ci si era dimenticati di informare il comando degli assaltatori del rinvio della data dell’attacco!


D-Day (pillole laterali)

bunkermapSi dice che Hitler trascorresse intere nottate a tracciare disegni per le sue costruzioni nel Vallo Atlantico. Era sì convinto che gli Alleati sarebbero sbarcati vicino a Calais, ma era anche un possibilista nonchè un grandeur. Aveva fatto costruire un grandissimo stadio a Norimberga, aveva dato il via alla rete autostradale più grande in Europa (Autobahn), insomma: era ossessionato dalla grandezza ovunque potesse essere espressa. Certo che realizzare un muro atlantico dalla Norvegia alla Spagna non è cosa da poco, se si vuole che poi sia anche efficiente. 5000 Km di linea costiera da difendere manderebbero in depressione qualsiasi ingegnere, magari meno, oggi col copia ed incolla, ma negli anni 40 sì. Senza dubbio. Per l’uopo fu sorteggiato un ingegnere civile, Franz Xaver Dorsch, eletto capo della Organizzazione Todt,  il quale andò in fibrillazione quasi subito dopo aver calcolato le risorse materiali ed umane per realizzare l’opera. E già qui il discorso si stava complicando dal 1941. Sul fronte orientale i tedeschi stavano perdendo circa 2000 uomini al giorno. Ho scritto: al giorno. Cioè: dopo 10 gg. svaniva una divisione (mil.); dopo 100 gg. era un disastro. Quindi l’argomento forza lavorativa si doveva spostare gioco-forza sui coatti perchè quella forza decente maschile serviva per combattere e per controllare i campi, che conosciamo essere altra passione costosa e cocente di Hitler. Nel gennaio 44 l’idea era quella di difendere il Vallo Atlantico con 300.000 soldati, ma di lì a breve la contingenza militare lo costringerà a ridurre i progetti. bunkerIn aprile 44 ci si troverà a difendere la costa con solo 100 tedeschi ogni Km, anche dove la TODT non è riuscita a costruire i suoi bunker. Si stima (oggi) che solo il 50% delle costruzioni sia stato ultimato. Un impulso di vigore venne registrato quando l’appalto della difesa venne affidato a Rommel che ebbe il merito di vedere cose che tutti gli altri (competenti, Hitler compreso) non avevano nemmeno considerato: la difesa delle spiagge. Risultato: in 15 gg vennero stese 50 milioni di mine con una regolarità quasi geometrica, ma nonostante lo sforzo si riuscì a coprire efficacemente un ‘area di circa 6 Km.

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In prima linea, nella zona di bassa marea furono sistemate speciali strutture in acciaio, chiamate “porte belghe”, per cercare di bloccare i mezzi d’assalto da sbarco e i carri ((foto sotto)).

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Come seconda linea, nel caso invece di arrivo con alta marea c’erano tronchi fissati a 30° come arieti (installati poi anche nei campi di atterraggio degli alianti) chiamati “asparagi di Rommel”, con una lama in cima tesa ad aprire falle nei mezzi da sbarco ((foto sotto)).

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In terza linea, i “ricci ciechi”. Quelli che vediamo a profusione nelle immagini nel “soldato Ryan ((foto sotto)).

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Come ultima risorsa, in quarta linea, i famosi “tetraedri” in cemento e acciaio, uno ogni 5 m, per fermare i carri armati ((foto sotto)).

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Qui è necessario fare una riflessione sulla produzione di tutti questi materiali. Quanti fabbri sono occorsi per realizzare tutto il necessario, quanto acciaio, quanto cemento, quanto legno? Una produzione enorme. Ma per limiti di risorse e soprattutto di tempo, riuscì ad essere ultimata una zona molto limitata. Circa 7 Km. Infatti, nelle spiagge Gold, Juno e Sword gli Alleati non trovarono nulla di tutto questo e la resistenza tedesca non venne praticamente rilevata. Non c’erano bunker, solo qualche sporadico nido di mitragliatrice Mg42, subito sopraffatta.
Secondo Rommel, nel 1944 si era ancora al 40% della realizzazione di opere di protezione; per ultimare il lavoro secondo le sue disposizioni sarebbero occorsi ancora minimo 10/12mesi, a parità di risorse.
Nel maggio 44, i tedeschi non avevano disposto bunker, o non avevano cannoni, o non avevano uomini, nè filo spinato nè campi minati. Risorse. … E senza risorse non si affrontano molti ragionamenti.

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Quando alle 7 del mattino venne diramato l’allarme di livello 2 (il più grave per l’esercito tedesco) si delinearono tutti i limiti già delineati nel corso delle ispezioni pre-invasione. Da sommare alle imperfezioni del Vallo Atlantico anche la grande impreparazione delle forze presenti anche ad Omaha beach; giovani reclute di 17 anni e soldati di 40 anni + forze miste reclutate dei paesi occupati. Ce lo racconta Stephen E. Ambrose in D-Day, che esordisce raccontandoci che, come buon auspicio per la grande invasione, nelle manovre iniziali l’incrociatore Curucao, tagliò la strada alla Queen Mary che, con le sue 83.000 tonnellate, stava viaggiando velocissima per evitare i sommergibili, con le sue 83.000 tonnellate e penetrò come un coltello nella prua nell’incrociatore (4200 tonn.), tagliandolo a metà e uccidendo 332 tra membri dell’equipaggio e soldati.

Da notare, per le truppe tedesche in Francia, l’aspetto del morale. I giovani, come quelli più anziani, si erano rammolliti conducendo una piacevole esistenza di occupanti in una terra di mucche grasse e mele gustose. Per un soldato della Wehrmacht, adolescente di Berlino, un polacco quarantenne o un russo di Ost, la via si riduceva ad un’alternanza di noioso lavoro di giorno e di divertimento notturno, aspettando e pregando che l’invasione avvenisse da un’altra parte
per non mettere a rischio la propria vita. La lunga occupazione della Francia aveva creato grossissimi problemi familiari ai soldati tedeschi che stavano divorziando per sposare donne francesi. Al nostro amico Hitler era maturata anche la convinzione-paura che singoli individui come intere unità si arrendessero in massa alla prima opportunità. Se questo era proponibile e prevedibile per i battaglioni Ost, ma si sarebbe potuto verificare anche con soldati nati in Germania che, secondo un rapporto confidenziale dell’alto comando del dicembre 43, avevano l’illusione di trovarsi di fronte “un avversario dal comportamento umano”. Per rompere questa illusione Goebbels mise in moto la macchina della propaganda per convincere tutti ” ad una lotta per la vita o per la morte, in un conflitto totale”. Per controbilanciare uncerto e dilagante disfattismo i comandanti tedeschi mentirono spudoratamente alle truppe. Fu detto: “Li respingeremo facilmente in mare. Gli Stukas li bombarderanno, gli U-boot emergeranno dietro la loro flotta e li colpiranno con siluri e colpi di cannone. I bombardieri affonderanno i loro mezzi da sbarco e i mezzi corazzati li sbaraglieranno definitivamente sulle spiagge“. Quanti abbiano creduto, anche solo in parte, a tali fantasie rimane ancora una questione insoluta.

Omaha

Il dopo è storia. Più o meno precisa. La verità è che la Wehrmacht era piena di dubbi, espressi, da una parte, dalla convinzione di Hitler che sbarcassero a Calais e dall’altra, dall’insistenza di Rommel a versare sempre più cemento, a conficcare sempre più pali nel terreno, anzichè insistere sull’addestramento per rapidi spostamenti e azioni fulminee. L’esercito tedesco, che dal 1939 si era distinto nella guerra di movimento (Blitzkrieg), ora si era piegato ad una guerra di posizione, per non dire di trincea.


Tutta propaganda.

Episodio 2.

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Verso la fine d’agosto del 1940 la Germania nazista aveva ancora bisogno del consenso della popolazione per quanto riguardava l’ internamento degli ebrei e, a questo proposito, si pensò che fosse opportuno un filmato di propaganda che documentasse quanto era umano il trattamento nei cosiddetti “campi di custodia”. Come curiosità storica, aggiungerò che, per esempio, Dachau era considerato ” campo di custodia ” e non ” di sterminio “. A Goebbels venne una grande idea. Facciamo vedere una partita di calcio, magari tra ebrei e guardie!

Venne chiamato un capo-baracca tra i detenuti e fu incaricato di formare una squadra informandola adeguatamente che sarebbero stati ripresi da telecamere, che ci sarebbero stati i loro tifosi e, naturalmente, anche quelli della controparte. Fu promesso che la partita si sarebbe giocata in uno stadio vero, con agonismo ma lealmente; il tutto si doveva svolgere correttamente ai fini della propaganda e venne assicutato che, in caso di vittoria ebrea, gli undici giocatori avrebbero avuto la libertà come premio. Era una promessa formale del ministro della propaganda del Reich.


Qui si immagini lo stupore di chi ascoltava una proposta simile; lo sport + la libertà in caso di vittoria! Una cosa inverosimile per gente che mangiava neanche 80 gr. di cibo al giorno. Nelle baracche nacquero delle baruffe perché tutti volevano entrare in squadra e poi c’erano gli allenamenti! Il tempo era molto poco (10gg.) ma il mangiare era assicurato. Da non crederci.
Il capo-baracca, che non era un allenatore di calcio, venne allora incaricato di tutta l’organizzazione dello stadio; dei posti a sedere, delle curve, della sicurezza degli spettatori ebrei: tutti i detenuti del campo dovevano stare in una zona protetta, separata dagli altri, con una entrata riservata e con buona visuale.
Si arrivò così al giorno della partita. Il piccolo stadio accolse circa 800 spettatori, di cui 700 erano ebrei e poco meno di 100 erano inservienti e militari tedeschi. Le squadre entrarono in campo tra gli applausi, le telecamere naziste filmarono ogni inquadratura a loro utile e la partita incominciò. Qualcuno notò che, dopo appena 10 minuti, lo stadio era stato interamente circondato da un numero elevato di soldati. Nessuno ricorda come finì la partita, ma all’uscita dello stadio era stato già tutto predisposto. I tedeschi misero in fila tutti i detenuti-spettatori, i giocatori ed regista e li fecero sfilare davanti ai pochi militari tedeschi che li applaudirono ridacchiando; vennero radunati nel piazzale antistante e caricati su camion speciali che li condussero alla morte per asfissia dovuta ai gas di scarico.
Non si salvò nessuno.

not to forget

……N.B ho scritto questo articolo e invito sperando piaccia anche al mio amico Alessandro del Memoriale sardo della shoah.


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