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pensierino della sera

germania1945Oggi mi va di parlare della cosiddetta “parte sbagliata”.  In effetti, il lettore più attento saprà che ne ho già parlato qua e là (e come evitarlo…) in questo diario della mia mente. Prima di andare a letto, dopo aver visionato il documentario “mio caro Fuhrer” su History channel ( ma che cacchio guardi, idiota? ma vai su Sky e falla finita…!), dicevo.. DOPO aver guardato per 50 minuti (pubblicità esclusa) la vergognosa quantità di lettere di ammmirazione e amore che l’infausto cancelliere austriaco riceveva, io mi sono chiesto: ma quei 60 o 70 milioni (ho detto: milioni) di tedeschi che hanno respirato la stessa aria di Hitler erano forse tutti stupidi? invasati? plagiati?

E in quei 12 anni, da… “stupidi” nessuno ha pensato mai di essere complice di  qualche “crimine”? Possibile? Possibile che potesse sempre bastare il scaricare le proprie responsabilità sui propri superiori per scagionarsi? Difficile da sostenere. Ne consegue che quasi tutti i tedeschi debbano oggi disconoscere i loro padri e i loro nonni… (quelli rimasti). Urca. Per esempio, quei 9 milioni di soldati che nel ’45 sono rientrati in Patria e che sono riusciti a rifarsi una vita, hanno poi gettato un colpo di spugna sul loro passato prossimo? Mi chiedo se hanno voltato pagina, cercando di dimenticare e adducendo il tutto al dovere dell’obbedienza al Fuhrer. Se è così, per molti non deve essere stato facile.

ger1945Esterno questo concetto perché dai documentari visti non se ne ricava l’idea che il tedesco del dopoguerra si sia cosparso il capo di cenere. Lo si è visto bisognoso, ansioso di ricominciare, di ricostruire. Non “dispiaciuto“. Forse sbaglio, spero; ma non ne sono molto convinto. Ciò che mi è rimasto impresso è che le persone intervistate (soggetti nati dal 1930) hanno deplorato la guerra persa, l’olocausto (politically uncorrect), NON il nazismo in sè. Si dirà che dei nazisti non ce n’è più da un pezzo. Probabilmente è vero. Ma quello che voglio dire io è che nessuno, almeno apertamente, deplora il nazismo. O lo appella come il “peccato originale”. Ho letto che attorno al 1960, Albert Kesselring radunava nelle piazze antistanti certe birrerie folle di persone per raccontare le sue esperienze e le sue convinzioni ai suoi nuovi connazionali. Bah, lo dicevano i giornali: “alla faccia dei reduci! – Kesselring parla a 1400 curiosi“.

Mi rendo conto di essermi avventurato in un discorso difficile. Quasi un “minority report”! Ma l’idea rimane. Cresce il sospetto che la cosa sia un po’ più complessa di come l’ho messa giù io. Non fosse altro che per quei tedeschi del 1945, chiuso un capitolo se ne stava aprendo un altro che poteva apparire anche più tosto; parlo della guerra fredda, del pericolo dei comunisti, da sommare poi agli argomenti sopracitati.

germanyAfterIl punto di questa paginetta, però, è non nel dopo ma nel “mentre”.  In Germania non c’è stato, come in Italia, quell’imponderabile, insostenibile, “ribaltone” ideologico che fatto cambiare bandiera da un giorno all’altro! Cioè, quando nel 1935 venivano strappati alla famiglia i giovani per entrare nella Hitler jugend, i loro genitori si sentivano orgogliosi o vittime del nazismo? Parlo di migliaia e migliaia di giovanissimi, fino al 1942. Mi chiedo questo pensando a città come Francoforte, Colonia, Stoccarda, Amburgo. Lì le notizie, i respiri del nazismo arrivavano chiari e forti. Erano davvero tutti convinti?

HitlerJugend

Il problema, penso, è che laddove si è prigionieri di quei tempi, nulla si possa.
Tantomeno contro se stessi.

aftertheFall

polemichedaBar

(se non si è d’accordo, o non si ritengono abbastanza autorevoli le parole di Team557, si faccia un giro in internet e negli studi legali che hanno trattato questi argomenti che sapranno fornire spiegazioni molto dettagliate ed esaurienti. questo è solo un blog)

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Ipocrisia della nuova Germania

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 Questa sera (24luglio2013) al TG1 è andato in onda questo servizio:

e su internet ho poi ritrovato questo:

Devono convincere. Sicuramente deve essere così. E pure con i soldi. Soldi per spingere la gente a fare la spia quasi 70 anni dopo. Ma siamo rincoglioniti? Con tutta la stima per il centro Wiesenthal sento di dover scrivere qualcosa di decente per dire la MIA opinione.

SONO SBIGOTTITO! Ma dai! Come “non è troppo tardi”? Nel 2013?

Mi rivolgo alla Germania.

1.   Sto parlando di quella Germania che in 68 anni ha processato migliaia di nazisti e ne ha sentenziati 9? dico, solo 9?

2.   Che si è proclamata campione di indulgenza verso i suoi figli che hanno collaborato, ubbidito ed eseguito crimini contro l’umanità?

3.   Quella Germania che contemporaneamente ha portato avanti una guerra di anni per NON riconoscere le stragi naziste in Italia? (leggasi: italiani uccisi nel 1944 a Civitella, Cornia e San Pancrazio)

4.   Quella Germania che in 68 anni ha contrattato, patteggiato con tutti (ebrei compresi) i risarcimenti per i danni della guerra che ha portato?

5.   Quella che non ha fatto niente, dico niente, di “bastevole” (per usare un loro termine) per dimostrare le buone intenzioni di disconoscere il nazismo? E non ho detto  – niente in assoluto -…

5.   Qualcuno pensa davvero che i tedeschi, dopo 68 anni di inattività su questo fronte, abbiano desiderio di trovare e processare i loro padri che, con entusiasmo, avevano aderito al nazismo? Oggi? E per 25mila euro?

Se questo patatone ritiene che ci siano ancora 60 nazisti in giro, non pensa  che fosse il caso di cercarli un po’ prima?

Lancio un’idea. Se trovi il nazista cattivone (nel 2013), invece di processarli in Deustchland, li faccia processare nei paesi dove hanno commesso i crimini loro ascritti! In questo modo procurerà un più efficace senso di giustizia in Europa. O no? E darà dimostrazione maggiore di buone intenzioni!

Qualcuno mi deve spiegare che gusto ci sarà a trovare oggi un decrepito ultra-novantenne (verosimilmente rincoglionito o malato) che si è giocato tutte le sue cartucce vivendo fino ad ora al riparo da qualsiasi conseguenza bellica e legale. Sarà una mia idea, ma questa cosa non mi sfagiola…

OK. chiedo scusa al lettore. Ho scritto di getto. Ora faccio l’articolo.

Nel 2008, davanti alla Corte dell’Aja erano stati portati almeno 80 casi che riguardano oltre 500 ricorrenti, soprattutto ex militari italiani internati in Germania dopo il 1943 e costretti ai lavori forzati nella fabbriche tedesche. La Germania disse NO. Grazie alla clausola dell’immunità giurisdizionale, prima d’allora nessun altro Paese aveva portato avanti cause di risarcimento nei confronti della Germania. Cosa vuol dire? Significa che le fanno tutte per non pagare. Per una cosa così, un simil-Mussolini avrebbe dichiarato una nuova guerra 70 anni fa! Andando indietro nel tempo, la giustizia tedesca ha attraversato momenti difficili prima di trovare un equilibrio di intenzioni. Fino al 1998, dalle corti in Germania occidentale sono state avviate istruttorie contro 106.496 persone; 6.496 sentenze passarono in giudicato, un’infinità finite nel nulla (per mancanza di prove) e solo 164 concluse con una sentenza.
Ricordo, che nel 1965 venne confermato un progetto di legge che prolungava di 5 anni il termine di prescrizione ( quindi la possibilità di perseguibilità) che fino ad allora era di 20, secondo il codice penale tedesco. Cioè, dopo il 1969 non si sarebbe più potuto far nulla contro i nazisti indagati. Forse, bisogna entrare nella mentalità che, dopo Norimberga, in tutti gli stati occupati ed in Germania, si è entrati in una specie di limbo dove si è chiuso un occhio, forse due, su qualsiasi possibile colpevole. Da ITALIANO, la vedo così.

posterInsomma, la campagna “Operation Last Chance” inizia in quattro città tedesche e prevede ricompense per chi fornisce informazioni rilevanti («Tardi. Ma non troppo tardi»). Sarà…

Ma quando gli americani fecero una cosa molto simile (promossa dall’FBI) per trovare criminali, si trovarono sommersi di centinaia di migliaia di millantatori, fantasticatori, impostori, bugiardi che giuravano di aver visto la Madonna su di unterrazzo del Colosseo che riparava un decoder Sky! Una roba da urlo. E non vennero a capo di nulla. Ok. andiamo avanti. Il patatone parla di 60 nazisti, il Centro Wiesenthal di Gerusalemme ha individuato i nomi di più di 660 presunti criminali di guerra ancora vivi in Europa, molti dei quali provenienti dalla Germania.

Occhio più lungo? perchè tra 60 e 660 c’è una bella differenza! Fortuna che abbiamo lo storico Efraim Zuroff che dice: «Il tempo non diminuisce la colpevolezza di questi assassini. In 33 anni di caccia ai nazisti non ne ho mai visto uno dire di essere dispiaciuto». Bravo. Che ti aspettavi? Che chiedessero scusa? E se li trovi adesso cosa gli fai?    R. il badante; al massimo!

nazi-wanted

svasticadiSSSe vogliamo dirci la verità, i processi tenutisi in Germania, in particolare negli anni Sessanta e Settanta, sono stati molto blandi e sommari. Questo stato di cose è andato bene a tutti; in Germania e fuori, anche quando i tedeschi sapevano di ODESSA, l’ organizzazione che riuscì a mettere in piedi un sistema per far uscire dalla Germania gli uomini delle SS.

http--www.cristianesimo.it-cattonazismo-NaziPriestsSaluteHitler-242x165Ad aiutare i gerarchi in fuga, anche alcuni prelati della Chiesa Cattolica che nasconde- vano i fuggiaschi da un monastero all’altro, fino a farli giungere in America Latina, con il famoso PASSAPORTO DIPLOMATICO DELLA SANTA SEDE. Ma anche lo Stato Italiano ha sempre ostacolato una completa ricostruzione storica di tutto ciò e nessuna responsabilità è stata attribuita alla Chiesa.

Preti-nazi

Queste però sono cose che ho già trattato in un altro articolo: “Roma città… a parte” e che è un campione di visualizzazioni in questo blog.

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Quindi, facciamo il punto?

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Con tutto il rispetto possibile, chi si vuol convincere con questa operazione fuori tempo massimo? Non lo so; si farà sentire la Grecia per diminuire il debito o qualcun altro che ha debiti di qualche natura. Certo che i presupposti sono molto dubbi. Oppure è tutto una manovra mediatica. Vedremo.


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